Gay & Bisex
novità a lavoro (prima parte)
16.12.2025 |
4.696 |
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"Io con i piedi mi tolsi le scarpe e poi muovendo le gambe su e giù mi sfilai del tutto i pantaloni..."
Racconto di fantasia.Sono Roberto, cinquantenne sposato da 25 anni con Lara e abbiamo due figli.
Lavoro da sempre in una multinazionale farmaceutica e sono uno dei dirigenti del settore marketing.
Da pochi mesi è stato assunto un nuovo collaboratore, nel settore vendite, un tipo molto deciso, espansivo, direi molto adatto e capace nel ruolo che riveste.
Sono un marito devoto, ma negli ultimi anni ho iniziato a coltivare interesse anche per il sesso tra maschi. Complice internet e le chat erotiche come annunci69, sono riuscito a coltivare questo mio interesse, limitandomi alle seghe in segreto guardando magari un porno dove bei maschioni si trastullano a dovere con copiose sborrate.
Non sono mai andato oltre il virtuale, specie dopo covid e altre malattie di cui si sente parlare sui giornali. Coltivo questa mia passione in segreto, cercando di non farmi scoprire.
Certamente il desiderio di provare dal vivo con un altro uomo è molto pressante, ma la ragione, per ora, mi ha impedito di spingermi oltre il limite che mi sono imposto.
L'interesse per il corpo e le "attrezzature" maschili ha preso campo in me partendo dalla visione dei film porno etero. Mi sono accorto che la mia attenzione era rivolta via via all'attore maschio e sempre meno alla femmina di turno. Avendo io una dotazione media e normale, ero affascinato da quelle verghe possenti che dilatavano i buchi delle attici di turno oltre ogni limite.
Col tempo, la mia immaginazione ha cominciato a fantasticare sui maschi che incontravo o incrociavo per strada o al supermercato e che trovavo decisamente attraenti e stimolanti. immaginavo i loro corpi su di me, che mi lasciavo prendere. Ebbene sì, ho capito da subito che ero disposto per il ruolo passivo, anche se il mio aspetto è decisamente virile e etero.
Dicevo, appunto di questo ragazzo trentacinquenne, anche lui sposato, con un gran fisico, almeno vedendolo vestito in giacca e cravatta. Specialmente in camicia, i suoi pettorali erano perfettamente delineati e i pantaloni eleganti fasciavano gambe tornite e un sedere disegnato alla perfezione.
Fu lui, un giorno ad attaccare discorso, in saletta caffè, presentandosi con una vigorosa stretta di mano.
Parlammo un pò di lavoro e fui colpito dalla sua sicurezza e spavalderia. Sapeva che ero uno dei dirigenti, ma il atteggiamento non era nè reverenziale, nè da sottoposto, anzi direi che si considerava come mio pari.
Forse aveva saputo che ero io che organizzavo le partite di calcetto tra colleghi, in quanto si propose per essere invitato, se casomai, fossimo in numero non sufficiente per la partita.
Fu così che Diego, iniziò a entrare nella mia vita. Prima compagno di calcetto alle partite, poi amico confidente e infine sempre più presente per le uscite con le rispettive mogli a cena o ad eventi. nonostante la differenza di età, mi sentivo molto affine a Diego e la nostra amicizia procedeva a gonfie vele.
Detto questo, posso sinceramente confessare che la prima volta che lo vidi spogliarsi negli spogliatoi del calcetto, per poco non mi prese un infarto. Palestrato ma senza essere eccessivamente gonfiato, sguardo malandrino di chi la sa lunga e un arnese tra le gambe che prometteva fuochi d'artificio. Da quel punto di vista mi sono sentito, sin da subito, nettamente inferiore a lui. In certi momenti, quando era galante con mia moglie, la gelosia mi attanagliava, pensando a come un tipo come lui, con il suo modo di fare e con gli "argomenti" forniti da madre natura avesse potuto portarsela a letto e farmi sentire non solo cornuto ma anche inferiore. magari l'avrebbe potuta scopare come mai io ne sarei stato capace.
Ma quello che più mi eccitava, era la fantasia di essere posseduto, dico bene POSSEDUTO, da uno stallone del genere.
Quante volte mi sono segato in bagno, di ritorno dal calcetto, con il corpo di Diego impresso nella mia mente, immaginandomi di succhiarlo in ginocchio e di farmi scopare il culo da un maschio del genere.
Ero proprio finito in bambola per Diego, ma per fortuna sapevo come reprimere i miei istinti. Cominciai a scegliere film porno gay con l'attore attivo sempre più simile a Diego e io mi immaginavo di essere l'altro. Tutto nel più assoluto segreto delle mie stanze.
A lavoro, naturalmente, il nostro rapporto era sempre a livello professionale e mai ho manifestato interesse e mai si sono creati equivoci in tal senso.
Una sera, mi trovavo sulla panca dello spogliatoio intento a rivestirmi, arriva lui con un asciugamano legato in vita e si mette di fianco a me in piedi a parlare, asciugandosi i capelli con altro asciugamano.
Cercavo di sostenere la conversazione, non dando sospetti, ma il mio cuore batteva all'impazzata. Avevo il suo bacino a pochi centimetri. se l'asciugamano fosse caduto avrei avuto il suo cazzo a pochi centimetri. Ebbi una erezione violenta che mi affrettai a nascondere mettendo sopra le mie gambe alcuni indumenti, che avrei dovuto riporre nella borsa.
Mentre cercavo di mantenere il sangue freddo, trovandoci un momento da soli, lui mi si sedette accanto e voltando il suo viso verso di me mi fece una domanda che mi spiazzò: "Roberto che ne pensi di me? Mi trovi interessante come persona? Sono un tipo piacevole?"
Sebbene le domande apparentemente non avessero nessun fine recondito, preso come ero nel mio stato d'animo, avvampai e dovetti fare mente locale per cercare le parole giuste senza destare sospetto di un mio interesse personale.
"O Diego, ma che cazzo di domande mi fai? Certo che sei una persona interessante e tutto il contorno ti rende decisamente piacevole" dissi calcando molto la parola decisamente e per la quale mi pentii subito.
"Cosa intendi per contorno?" mi chiese.
"Se non te ne fossi ancora accorto, madre natura è stata molto generosa con te. Sei un bellissimo ragazzo e questo ti rende facile essere ben visto" risposi.
"Le colleghe ti mangiano con gli occhi, se non te ne fossi accorto, ma credo proprio che tu te ne sia accorto. Ti basta schiccare le dita per portartele a letto quante ne vuoi" aggiunsi.
"Ma a me non interessa portarmi a letto nessuno che non mi interessi veramente" rispose con una sonora risata.
"Buon per te che sei così convinto. Quale donna rinuncerebbe a avere nel letto un maschio così fisicato e con un uccello che promette meraviglie" mi venne da dire di getto e pentendomi subito dopo.
Penserà che l'ho guardato bene il suo corpo e il suo cazzo, rimuginavo tra a me e me. Ma che cazzo mi è venuto in mente di dire.
"Vedo che anche tu apprezzi la mia fisicità. un occhio ti ci è cascato per dirmi così" mi provocò mettendosi di fronte a me.
Inghiottii con vergogna tale che il mio viso mi sembrava prendesse fuoco.
Cercai di minimizzare: "Ma dai, siamo fra uomini, siamo nudi negli spogliatoi, noi uomini siamo fatti così, valutiamo il confronto e io con te sono decisamente perdente. Ti invidio perchè piacerebbe a me avere le tue doti fisiche e nascoste, lo ammetto" pensando di mettere una pezza a quanto detto prima.
"Beh, un pò vi capisco voi uomini che siete fisicamente inferiori, c'è da diventare matti" ridendo e dandomi una pacca sulla spalla, buttandola in caciara. detto questo si tolse lentamente l'asciugamano, quasi fosse un test nei miei confronti per valutare la mia reazione, ma non mi scomposi per niente avendo, riacquistato nel frattempo, il mio controllo.
Da allora cercai di mettermi lontano da lui negli spogliatoi, facendo però sembrare il tutto naturale e casuale. Notavo, però, che mi cercava con gli occhi, che sul suo viso cominciò a disegnarsi un ghignetto da bullo di quartiere, ma niente di nuovo si manifestò fino ad un convegno a Milano, al quale partecipammo alcuni dirigenti e collaboratori, tra cui io e Diego.
Furono giorni intensi e che ci lasciarono poco tempo libero fuori dalle attività lavorative. La terza sera, prima di recarci a cena, Diego propose a me e altri di godere del bagno turco presente nell'area wellness dell'albergo.
Mezzi nudi, con quell'asciugamanino a coprire le nostre parti intime, ci godevamo l'aria densa e nebbiosa parlando dei risultati ottenuti con gli scambi tra varie imprese del settore avuti in questi giorni.
Gli altri colleghi, dopo mezz'ora uscirono dal bagno turco e rimanemmo io e Diego. Il silenzio calò totale per alcuni minuti.
Poi sentii la mano di Diego sulla mia coscia, vicino al ginocchio. Lo guardai come per dire, ma che cazzo fai ma lui mi fulminò con la sua frase: "Ho capito da tempo che ti piaccio e tu piaci a me. magari avrai pensato che uno come me è uno sciupafemmine e lo sono, anche se mi sono calmato dopo sposato. Ma ho esplorato anche altri mondi e i tipi come te, padri di famiglia devoti, un pò orsetto ma ben curati e eleganti, a me piacciono molto, mi intrigano e faccio di tutto per portarmeli a letto".
Rimasi spiazzato e paralizzato. Solo il mio uccello ebbe una reazione spontanea sollevando il piccolo telo di tessuto messo a nascondere le mie parti intime.
"Vedo che reagisci bene alla mia proposta. La mia stanza è la 1040. Alle 22 avremmo sicuramente finito di cenare. Stasera non mi tratterrò con te e gli altri al bar per un liquorino digestivo. Se hai voglia di scoprire come sono in privato, basta che tu bussi non oltre le 22.15. Ti dimostrerò l'effetto che mi fai" e dicendomi questo la sua mano risaliva sulla mia coscia, fino a scostare il piccolo telo e mettendo in luce, anche se offuscata dal vapore, la mia erezione. Contestualmente mi fece vedere la sua. Imponente, massiccia, vigorosa.
Detto questo si alzò e se ne andò.
Rimasi in quell'ambiente carico di vapore, inebetito, col cuore che mi batteva a mille. Ma che cazzo si era permesso, mi aveva sgamato? Avrei anche potuto farlo licenziare per una azione del genere, ma il tarlo del piacere ha cominciato a insinuarsi dentro di me. Avrei potuto finalmente abbandonare il virtuale e provare il reale? Ero combattuto perchè avevo il timore che mi tendesse una trappola per sputtanarmi.
Nonostante tutti i miei dubbi e le mie incertezze, mi lavai e pulii come avevo letto più volte in internet. Ogni tanto mi dicevo che sembravo una troia pronta per il suo primo appuntamento. Timore e eccitazione si alternavano nel mio petto. Il fatto é che lui era dannatamente bello e maschio e il mio desiderio di esplorare e concretizzare dal vivo mesi e mesi di masturbazione silenziosa e segreta, mi facevano optare per andare da lui.
Per tutta la cena feci finta di niente, mentre lui mi provocava con lo sguardo, con quel sorrisino malefico di chi sa già che la battaglia, da parte sua, era vinta, era vinta in partenza, dal giorno che mi aveva stretto la mano la prima volta.
Assorto nei miei pensieri, mi ritrovai davanti alla sua porta e bussai.
MI aprì seminudo, solo con l'asciugamano cinto in vita.
Entrai e lui chiuse la porta. Quando sentii il clic della serratura realizzai che ormai non ci sarebbe stato ritorno.
MI cinse da dietro premendo la sua erezione contro il mio fondoschiena. L'asciugamano cadde e potei sentire bene la sua verga dura premere sulla stoffa dei miei pantaloni. Da dietro mi sussurrò all'orecchio: Speravo che venissi, sono mesi che ho voglia di te" e mi infilò la lingua nell'orecchio. Mi tolse la giacca e la fece cadere a terra. MI slacciò la cintura e sempre da dietro mi calò i pantaloni. Io con i piedi mi tolsi le scarpe e poi muovendo le gambe su e giù mi sfilai del tutto i pantaloni. Ero in mutande, con la camicia e la cravatta indosso.
Diego mi venne davanti e ebbi modo di vedere la sua poderosa erezione svettare e facendomi presagire un mondo di piacere. MI sbottonò la camicia e me la tolse, lasciandomi la cravatta.
Tornò dietro di me. Adesso con il solo il sottile tessuto delle mie mutande la sua erezione si faceva ben percepire sulle mie chiappe. Le sue mani trovarono i miei capezzoli e iniziarono a strizzarli, avendo come conseguenze l'inarcamento della mia schiena e il mio sedere premuto con forza sul suo membro sempre più duro.
poi tornò davanti e continuando a strizzarmi i capezzoli, iniziò anche a mordicchiarli. Mi baciò. Le nostre lingue guizzavano nelle rispettive bocche. La mia, inizialmente incerta, trovò subito la strada e si intrecciava con la sua con trasporto.
Mi spinse in basso e mi trovai in ginocchio con la faccia davanti alla sua virilità.
"Succhiami" mi disse con fermezza e io provai a ripetere tutto quello che avevo visto nei numerosi film porno che avevo visto. mi applicai con voglia e dedizione a quella torre durissima che eccitava il mio animo.
Mi teneva la testa fottendomi la bocca con decisione. In alcuni momenti affondava il suo cazzo fino in gola fin quasi a togliermi il respiro.
Ero eccitato dal suo modo di fare. Il reale era ben più piacevole del virtuale.
"cazzo che bocca che hai e come me lo succhi bene". Per me era miele sentire quelle parole. Da inesperto quale ero, quelle parole aumentavano la mia eccitazione e la voglia di assecondarlo e di farlo godere. Sapere che la mia bocca gli causava piacere mi caricava di adrenalina.
Ogni tanto lo guardavo dal basso. La sua testa ondeggiante all'indietro, i suoi occhi chiusi e i gemiti dalla sua bocca. Sì, era proprio vero, godeva della mia bocca.
Andammo avanti un bel pò con quel bastone di carne che sembrava sempre più grosso e sempre più duro. Le mia dita a malapena circondavano la sua asta.
"Tirati su puttanella" mi disse "mettiti a pecora sul divano".
Obbedii in un attimo e quando la sua lingua si soffermò sul mio buchetto pulito, ebbi una scarica di piacere pazzesco. Cominciò a leccarmi con foga il buco, alternando di volta in volta un dito, che prima stuzzicava la rosellina tutto intorno e poi piano piano infilava per testare la mia cedevolezza. Il buco, mai stato violato da fuori era piuttosto stretto, ma da esperto e paziente si dedicò a rilassarmi e a aprirmelo lentamente con uno, poi due, poi tre e fino a quattro dita.
"Che puttanella perfetta ho trovato sulla mia strada. L'ho capito dal primo momento che ti ho visto che saresti stato la mia puttanella servizievole. Mmmmmmmmmmmm" e dai con slinguate e sputi sul mio buco.
Da parte mia gemevo come una troia di quelle che vedevo nei film etero, solo che al posto della figa gli stavo dando accesso al mio culo. Un bel culo peraltro, sodo e muscoloso.
Poi lo sento che si alza e comincia a strusciarmi il suo bastone nel solco del mio sedere.
Capisco che è arrivato il momento più desiderato da tempo, ma ho anche paura.
Capisco che indossa un preservativo e poi sputa sul suo cazzo.
Sento la sua cappella che si appoggia al buco e cerco di rilassarmi.
"Ora ti sfondo il culo, Ora sentirai come un maschio ti prende e ti possiede per il suo e tuo piacere".
Comincia a premere e recedere. Ogni volta che preme sento il buco che cede qualche millimetro in più.
Sono lì che non so cosa aspettarmi che alla ennesima spinta la cappella entra tutta.
Cazzo che male. mi sento aperto all'inverosimile.
"Wow che buco aperto che hai. Lo prendi proprio bene. Mi sto prendendo la tua verginità anale e la cosa mi eccita"
Esce e rientra prepotentemente dentro e un pezzo dell'asta mi entra dentro. Questo fuori-dentro che inizialmente mi dava bruciore, comincia a piacermi e mi concentro sulla presenza del suo cazzo nel mio culo. In men che non si dica sento le sue palle aderire al mio sedere. E' tutto dentro di me.
"E' uno spettacolo incularti. Fammi sentire come godi puttana". Gli piace chiamarmi puttana, puttanella. credo che lo ecciti insultarmi per dominarmi. E' lui il maschio alpha e lo vuole rimarcare. Io sono solo lo strumento per il suo piacere.
Intanto anch'io comincio a mugolare e a incitarlo sempre più a prendermi e fottermi.
Cambiamo posizione più volte, dal divano al letto, e il mio buco è sempre più largo e capace di prenderlo con agilità.
Quando mi fa sedere a cavalcioni del suo bacino impalandomi sul suo cazzo, mi tira a se per baciarmi. Una mano su una chiappa e una sulla spalla per tenermi stretto a sè e da sotto comincia a martellarmi con forza. Ha una energia pazzesca.
"Roberto da ora sei mio e solo mio e non potrai più fare a meno di questo cazzo che ti sta martellando il culo perchè lo sento che ti piace" mi dice infoiato sempre più.
Lo sento aumentare il ritmo dell'inculata. Arriva a un punto in cui esce dal mio culo e si toglie velocemente il preservativo.
"In ginocchio" mi dice imperioso.
Si sega velocemente il cazzo e capisco che sta per venire.
Con un rantolo liberatorio spinge i suoi lombi in avanti e dalla punta del suo cazzo comincia a schizzare il suo sperma caldo che mi imbratta il viso, la barbetta, e qualcosa finisce anche nella mia bocca.
Dal canto mio, mi sto segando in attesa della sua sborra e anch'io vengo copiosamente sul pavimento.
In piedi mi guarda con aria beffarda e capisco che la sua sborrata sul mio viso è stato un atto di possesso.
Con mia grande sorpresa si abbassa e mi bacia mischiando la sua saliva con il suo sperma. Poi si abbassa sul mio cazzo e lo succhia ripulendolo dal mio sperma e poi torna a baciarmi mischiando nella mia bocca il mio e suo sapore.
Finisce con chiedermi di pulirgli bene il cazzo e io obbedisco volentieri.
Sudati ed esausti restiamo sdraiati sul letto.
"Ti è piaciuta la tua prima volta?" mi chiede.
"Non osavo pensare di meglio" rispondo.
"Alla prima ne seguiranno molte altre se anche tu lo vuoi" continua.
"Lo voglio. Avevi ragione. Non posso più fare a meno di te e del tuo grosso cazzo". E lo bacio.
NDA: per il prosieguo vorrei capire se si preferisce inoltrarsi verso una storia extraconiugale tra i due protagosnisti infarcita sempre di novità e sperimentazioni o invece verso una storia dove Diego per arrivismo personale , sottomette e domina Roberto, fino a minacciare per la sua vita privata.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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