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La mia collega di lavoro continuazione
Complicetv
06.06.2026 |
1.423 |
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"Non tanto per un singolo gesto, ma per l’atmosfera, per lo scambio di ruoli, per la loro energia, per quella sensazione di essere completamente nelle mani di due donne che sapevano esattamente..."
Allora, quando mi sono ritrovato disteso sul letto, legato e completamente immobilizzato, per me è stata un’esperienza del tutto nuova. Non avevo mai provato nulla di simile sulla mia pelle, e già solo il fatto di non potermi muovere mi dava una sensazione strana, intensa, quasi ipnotica.La compagna della mia collega aveva già indossato lo strap-on. Poco dopo hanno iniziato a baciarsi, ad accarezzarsi, a sfiorarsi sopra di me. Io ero lì sotto, fermo, in silenzio, con una visuale incredibile dei loro corpi. Vederle da quella posizione, sentire il loro calore così vicino, osservare ogni movimento senza poter intervenire, per un uomo come me era qualcosa di profondamente eccitante.
All’inizio tutto è cominciato in maniera dolce. Si cercavano, si baciavano, si coccolavano con una complicità bellissima. Poi, piano piano, la passione è cresciuta. I loro gesti sono diventati più decisi, più intensi, più pieni di desiderio. Sembrava che nella stanza esistessero solo loro due, il loro respiro, i loro corpi e quell’energia femminile che diventava sempre più forte.
A un certo punto l’odore di donna aveva riempito tutta la camera. Era un profumo caldo, vivo, naturale, impossibile da ignorare. Mi entrava nella testa, nella pelle, nei sensi. Io ero legato, non potevo toccarmi, non potevo fare nulla, ma proprio quella impossibilità rendeva tutto ancora più potente. Potevo solo guardare, ascoltare, respirare e lasciarmi travolgere.
Il loro modo di parlarsi era diretto, provocante, malizioso. Usavano parole forti, frasi che mi accendevano ancora di più, perché capivo che tra loro c’era una complicità totale. Ogni gesto sembrava pensato per aumentare la tensione, per farmi sentire presente, coinvolto, ma allo stesso tempo completamente nelle loro mani.
Poi, come se il tempo si fosse fermato, mi sono accorto che entrambe si erano immobilizzate. Hanno smesso per un attimo di guardarsi tra loro e hanno iniziato a guardare me. Prima una, poi l’altra. I loro sguardi si sono incrociati e in quell’istante ho capito che qualcosa stava cambiando.
Non hanno avuto bisogno di parlare. C’era un’intesa silenziosa, perfetta. Si sono capite con gli occhi.
Da quel momento i ruoli si sono completamente invertiti.
Loro non mi guardavano più come un uomo da desiderare nel modo classico. Non era quello che cercavano. In quel momento ero diventato qualcosa di diverso: la loro fantasia, il loro gioco, il corpo su cui sfogare la loro energia, la loro voglia di dominare, di provocare, di guidare ogni cosa.
Io non ero più quello che decideva. Ero in balia di loro due.
Ed è stato proprio questo a rendere tutto così incredibile.
Per quasi due ore mi hanno fatto vivere qualcosa che ancora oggi faccio fatica a spiegare. Si sono scambiate i ruoli, si sono alternate, hanno giocato con il mio corpo e con la mia mente. Io, all’inizio, ho sentito anche dolore, perché non ero abituato a certe sensazioni. Però quel dolore, piano piano, si è trasformato in qualcosa di diverso. È diventato parte del gioco, parte dell’abbandono, parte di quella resa totale che stavo vivendo.
Non mi rendevo più conto del tempo che passava. Non pensavo più a nulla. Ero dentro una specie di mondo parallelo, lontano da tutto. Esistevano solo loro due, la loro forza, la loro femminilità, la loro energia, e io che mi lasciavo portare.
La cosa più particolare era che a loro non interessava la mia parte maschile. Non cercavano quello. Erano attratte dal dominio, dal gioco, dall’idea di trasformarmi per un momento in qualcosa che apparteneva solo a loro. Non mi trattavano come un uomo da conquistare, ma come una presenza da guidare, da usare nel loro gioco, da rendere parte della loro fantasia.
E io, invece di sentirmi umiliato, mi sentivo completamente acceso.
Era una sensazione nuova, fortissima. Mi sentivo vulnerabile, esposto, ma allo stesso tempo desiderato in un modo diverso. Non per quello che rappresentavo come uomo, ma per quello che riuscivo a far vivere a loro in quel momento.
Vederle così complici, così sicure, così libere, mi dava un piacere enorme. Il loro desiderio tra loro due, la loro intesa, il modo in cui poi riportavano quella passione su di me, era qualcosa che non avevo mai provato prima.
Alla fine ero stanco, travolto, quasi svuotato, ma con addosso una sensazione bellissima. Mi sembrava di essere passato attraverso qualcosa di raro, di proibito, di impossibile da raccontare fino in fondo a chi non l’ha vissuto.
So solo che tutto quello che è successo quella volta mi è rimasto dentro.
È stata un’esperienza fortissima, eccitante, emozionante. Una di quelle cose che non programmi, che non immagini davvero, ma che quando accadono ti restano impresse nella memoria per sempre.
E ancora oggi, se ci penso, provo una forte eccitazione. Non tanto per un singolo gesto, ma per l’atmosfera, per lo scambio di ruoli, per la loro energia, per quella sensazione di essere completamente nelle mani di due donne che sapevano esattamente cosa volevano.
Ci siamo poi rivisti altre volte e ci sono state altre situazioni particolari, ma quella prima esperienza non è mai stata più uguale a nessun’altra. Proprio perché era la prima. Proprio perché era inaspettata. Proprio perché mi ha fatto scoprire qualcosa di me che nemmeno immaginavo.
Spero che questo racconto, essendo una cosa realmente vissuta, vi sia piaciuto. Spero di essere riuscito a trasmettervi almeno una parte delle emozioni, delle sensazioni e dell’intensità che ho provato in quel momento.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno letto e anche chi mi ha scritto in privato dopo il primo racconto.
Ciao a tutti.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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