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Collegio Femminile


di Membro VIP di Annunci69.it Bolognavoglia
06.05.2026    |    6.208    |    7 9.9
"Elena cominciò a scoparla con ritmo crescente: colpi profondi, circolari, poi veloci e brutali..."
In un antico collegio femminile sulle colline toscane, dove le mura di pietra custodivano segreti da secoli, la professoressa Elena Rossi, 45 anni, insegnava letteratura con una passione che faceva arrossire le allieve. Capelli castani striati d’argento raccolti in uno chignon severo, corpo maturo e sinuoso, occhi verdi che nascondevano un fuoco mai spento.
Tra le sue studentesse del ultimo anno c’era Sofia, vent’anni appena compiuti, un fiore selvatico con lunghi capelli neri, pelle olivastra e un corpo snello e tonico plasmato dalle ore di danza. Sofia non era come le altre. I suoi sguardi indugiavano troppo a lungo sulla professoressa, e Elena lo aveva notato da settimane.
Una sera di pioggia battente, dopo che tutte le ragazze erano tornate nei dormitori, Sofia bussò alla porta dello studio privato di Elena.
«Professoressa… non riesco a dormire. Il temporale… e poi c’è quel libro che mi ha prestato. Vorrei parlarne con lei.»
Elena sapeva che era una scusa. Lo sapeva dal modo in cui la ragazza stringeva le cosce sotto la camicia da notte leggera, dal rossore sulle guance. Eppure aprì la porta.
Appena chiusa, l’aria cambiò.
Elena afferrò Sofia per la vita e la spinse contro la libreria antica. Le loro bocche si incontrarono con urgenza famelica: lingue che si intrecciavano, denti che mordevano labbra, respiri caldi e affannati.
«Sei una piccola puttanella, lo sai?» sussurrò Elena mentre le sue mani scivolavano sotto la camicia da notte di Sofia, trovando i seni sodi e i capezzoli già duri. «Da mesi mi guardi come se volessi mangiarmi.»
Sofia gemette, spingendo il bacino contro quello della donna più matura. «La voglio da impazzire… la sua fica, la sua bocca, tutto.»
Elena la fece voltare di scatto, premendola contro il legno della scrivania. Le alzò la camicia da notte fino ai fianchi, scoprendo due natiche perfette e lisce. Si inginocchiò e affondò il viso tra le gambe di Sofia, leccando con avidità la figa già fradicia. La lingua esperta scivolava tra le labbra gonfie, succhiava il clitoride pulsante, entrava e usciva mentre Sofia si mordeva il braccio per non urlare.
«Oddio… professoressa… mi sta facendo impazzire…»
Elena si alzò, si tolse la vestaglia rimanendo nuda. I suoi seni pesanti, i fianchi generosi, la figa rasata e luccicante di eccitazione. Spinse Sofia sulla scrivania, aprì le sue gambe e ci si strofinò contro, clitoride contro clitoride, in un tribbing lento e bagnato. I loro umori si mescolavano, i gemiti riempivano la stanza.
Poi Elena prese dal cassetto un grosso dildo di vetro spesso. Lo infilò lentamente nella figa stretta di Sofia, guardandola negli occhi mentre la penetrava fino in fondo.
«Prendilo tutto, amore. Senti come ti riempio.»
Sofia inarcò la schiena, le mani che stringevano il bordo della scrivania. Elena cominciò a scoparla con ritmo crescente: colpi profondi, circolari, poi veloci e brutali. Con l’altra mano le massaggiava il clitoride. Sofia venne per prima, un orgasmo violento che la fece tremare e spruzzare sul legno antico.
Ma Elena non aveva finito. Si sdraiò sulla scrivania, aprì le gambe e tirò Sofia per i capelli.
«Ora tocca a te. Leccami finché non ti bagno tutta la faccia.»
Sofia si tuffò tra le cosce della professoressa con entusiasmo famelico. Leccava, succhiava, infilava due dita dentro di lei, poi tre, scopandola mentre la lingua lavorava sul clitoride gonfio. Elena venne gridando, le cosce che stringevano la testa di Sofia, il corpo che si contorceva in spasmi di piacere puro.
Rimasero abbracciate sulla scrivania, sudate, bagnate, con i respiri che si calmavano lentamente.
«Questo è solo l’inizio,» mormorò Elena baciando la fronte di Sofia. «Domani notte ti voglio nel mio letto. E questa volta ti farò urlare fino a perdere la voce.»
Fuori, la pioggia continuava a cadere, coprendo i loro sospiri proibiti tra le antiche mura del collegio.
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