Prime Esperienze
Da quella sera tutto è cambiato
30.06.2025 |
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"Ci incontriamo una sera d’estate, in un luglio che profuma di sudore e aspettativa..."
Sembra quasi banale dirlo, lo so: scrivere un racconto erotico sulla donna dei propri sogni. Ma lo faccio lo stesso. Forse da qualche parte lei esiste davvero. Forse scriverne è un modo per evocarla, per capirmi meglio. Per dichiarare, anche a chi leggerà solo qualche riga, cosa desidero davvero.Da otto anni vivo una relazione stabile. Complicità, affetto, quotidianità. Tutto bene, almeno in superficie. Ma da quando è nato nostro figlio, qualcosa si è spento. In lei. La passione è evaporata. Senza rabbia, senza conflitto. Solo... silenzio, assenza. Un lungo addio al desiderio.
Dopo mille tentativi di riaccendere quella scintilla, ho compreso che non spettava a me farlo. Che lei, semplicemente, non riusciva più a desiderare. E io, con il tempo, ho smesso di tentare.
Così è nata l’idea di aprire la coppia. All’inizio fu durissima. La mia testa tradizionalista, cresciuta nel mito della fedeltà assoluta, rifiutava anche solo l’idea che potesse appartenere ad un altro uomo. Ci ho messo un anno intero ad accettarlo. Ma in quell’anno ho anche capito un’altra cosa: non posso restare a guardare la mia giovinezza dissolversi in un’astinenza involontaria. In sei anni abbiamo fatto l’amore meno di dieci volte. Non posso più far finta di niente.
“Va bene,” le dissi, “frequentiamo chi vogliamo. Io lo farò.”
Mi iscrivo a Tinder, a tutte le app possibili. Niente. Nessun match. Dopo due mesi, provo con annunci più espliciti, tipo Last e Annunci69. Nulla. Nemmeno una risposta seria.
Spinto dalla frustrazione, una sera entro in un night. Ma è tutto sterile. Le coppie giocano tra loro, io resto lì, spettatore silenzioso e invisibile. Nessuna eccitazione, solo la conferma: io devo stare dall’altra parte.
Poi accade. Dopo decine di annunci, like, tentativi a vuoto… arriva un messaggio inaspettato. Una donna, più o meno mia coetanea, vive poco distante e risponde ad un mio Last. Non è una risposta sbrigativa o banale. È curiosa.
Chattiamo a lungo. Giorni. Le parole diventano sempre più intime, i racconti più espliciti. Ci confidiamo fantasie che mai avremmo osato raccontare a qualcun altro. Per la prima volta sento una libertà nuova, liberata da ogni pudore, da ogni senso di colpa. E lei è sulla mia stessa lunghezza d’onda.
Desiderio. Connessione. Attesa.
Ci incontriamo una sera d’estate, in un luglio che profuma di sudore e aspettativa. Appena ci guardiamo, il feeling è istantaneo. È bella in un modo semplice, caldo. Vera.
Ha la possibilità di ospitarmi, per fortuna. La sua casa è minimalista, elegante: pochi oggetti, colori caldi, un vago odore di vaniglia e cera d’api. Mi sento subito a mio agio.
Beviamo un amaro Montenegro, cercando di sciogliere la tensione. Ma in fondo sappiamo entrambi perché siamo lì. Abbiamo sognato questo incontro parola dopo parola, messaggio dopo messaggio. Ora dobbiamo solo incarnarlo.
Lei mi guarda. I suoi occhi sono lucidi, ma decisi.
— “Ti piacerebbe legarmi?”
Non era una cosa di cui avessimo mai parlato prima. Ma la risposta mi esce di bocca come un sussurro inevitabile:
— “Sì.”
Mi dice di aspettare sul divano e si allontana verso la camera. Quando torna, pochi minuti dopo, è vestita solo di lingerie nera. In mano ha una borsa.
— “Voglio presentarti i miei amici,” dice con voce appena incrinata dal desiderio. “Voglio che con loro, e senza di loro, tu faccia tutto ciò che ti passa per la testa. Io farò tutto quello che vuoi.”
In quel momento qualcosa in me si spezza e si ricompone. È come se avessi finalmente attraversato una soglia invisibile.
Non era solo sesso. Era complicità, fiducia, abbandono. Era la conferma che il desiderio può esistere ancora, che la felicità non è una nostalgia, ma una possibilità concreta. E vera.
Da quella sera, tutto è cambiato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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