Prime Esperienze
Io, Katia ed il maestro di balli caraibici.
11.01.2026 |
48 |
0
"Mi disse di riprendere a succhiarlo con cura e di insalivarlo più che bene perché, mi confessò, lei aveva scommesso che la sua Gwen sarebbe stata capace di fargli uno strepitoso “gola..."
Come già anticipato qualche tempo fa...Katia la madre della mia collega Camilla da quella sera era solita convocarmi per concedersi un po’ di svago, che solitamente finiva con reciproco godimento.
Fu così che una sera Katia mi chiamò per dirmi che la promessa di giocare insieme con Desmond, il maestro di balli caraibici si stava per realizzare.
Katia mi disse di presentarmi con calze autoreggenti femminili e perizoma brasiliano, appena arrivato a casa sua mi disse che lui doveva ancora arrivare e che quindi lei avrebbe avuto tutto il tempo per preparami al meglio per il suo amico giamaicano.
Mi invitò ad andare a sedere sulla sedia da ufficio che stranamente era collocata di fronte alla specchiera nella camera da letto, una volta accomodatomi lei prese a due mai la spalliera della poltrona e con una spinta la fece girare in modo che io non potessi più guardare la mia immagine riflessa nello specchio, fu allora che mi disse di levarmi quegli sciocchi pantaloni jeans ed il resto dell’abbigliamento maschile e di indossare il perizoma e le autoreggenti, da uno dei suoi cassetti tirò fuori un baby-doll nero con degli sgargianti ornamenti rossi la cui parte più bassa a malapena riusciva a coprire il mio fondoschiena, sopra all’intimo mi fece indossare una camicetta bianca ed una minigonna dello stesso tono rosso degli ornamenti del baby-doll, sulla camicetta mi posizionò un corsetto nero e lo strinse in modo che potessi respirare comodamente ma allo stesso tempo facendo in modo da mettere in evidenza i miei capezzoli ed il mio seno, che sinceramente avevo ignorato di avere o perlomeno di poterlo mettere così in mostra.
Una volta vestito di tutto punto iniziò a osservarmi e studiarmi con attenzione e dopo qualche momento andò verso l’armadio dal quale estrasse una sorta di cappelliera ed una valigia dotata di piedi d’appoggio, iniziò a rovistare nella cappelliera e poi estrasse qualcosa di imbustato e mi disse che sarei stato sottoposto ad ulteriore cambiamento a tutto vantaggio dell’incontro con il caraibico.
Iniziò con l’applicarmi delle unghia finte per poi smaltarle, poi con un certosino lavoro di make-up, iniziò a truccarmi il volto, ci lavorò alla clemente per forse più di un’ora (fondo tinta, fard, rossetto…ciglia finte e mascara) e poi alla fine estrasse dalla busta una parrucca che mi applicò come tocco finale, solo allora dopo aver spento le luci della camera nel buio più completo girò la sedia dove ero seduto di fronte allo specchio e poi accese la luce….ciò che vidi non aveva nulla della memoria che avevo del me maschile, ero esterrefatto mi aveva trasformato in qualcosa di mai visto prima e magicamente molto femminile.
Mi disse che da quel momento e per tutta quella serata mi sarei dovuta comportare da "Sissy Gwen" ed assecondare sia le sue richieste che quelle del suo ospite d’onore.
Dopo avermi così preparata, al mio look aggiunse ulteriori dettagli: due clip ai lobi dove inserì degli orecchini a cerchio (per chi non ha i lobi con i buchi), scarpe con tacco 8 cm, un paio di ginocchiere nere come quelle indossate da chi gioca a pallavolo, un collare nero con una catena corredata di un anello che sporgeva proprio sotto la linea del mento ed al quale, mi disse, dopo avrebbe potuto applicare un opportuno guinzaglio, una corona fermacapelli con due vistose orecchie da felino (stile cat-woman) quindi mi fece alzare dalla sedia e camminare su e giù per farmi prendere un po’ di confidenza con le nuove calzature, poi mi fece tornare verso lo specchio e mi ordinò di posare i gomiti sulla mensola sotto la specchiera, ciò in modo che il mio lato b potesse essere più esposto alla sua vista ed alle sue attenzioni; si mise dietro di me ed iniziò a palpeggiarlo dapprima con frenesia così come aveva fatto quando ci incontrammo la prima volta, di seguito si chinò a baciarmi le natiche e ben presto si concentrò sul mio buco umettandolo per bene a colpi di lingua poi, quando si rese conto che la muscolatura anale fosse pronta… con dolcezza e mano ferma inserì, dopo avermelo mostrato attraverso lo specchio, un plug provvisto coda di pelo arricciata all’insù ed aggiunse: “adesso mia cara Gwen sei pronta per farci divertire, ma sono più che sicura che piacerà molto anche a te!”.
Ormai erano passate quasi due ore dal mio arrivo in casa e verso le 21:30 arrivò l’ospite; Desmond era alto poco più di 190 cm, fisico asciutto che ricordava quello del campione di atletica leggera Bolt, ma di gran lunga più figo, occhi cervoni, sguardo profondo, capelli lunghi oltre le scapole raccolti in raffinatissime treccine che nulla avevano a che fare con i dreed di Bob Marley… erano molto curati, labbra carnose e pelle liscia come la buccia di una mela…
Katia mi ordinò di servire la cena a loro due e di apparecchiare la mia in una ciotola sul pavimento, fu in quel momento che al mio collare aggiunse un guinzaglio la cui presa mani era da lei indossata come un bracciale.
Con la coda dell’occhio notai che lui non mancava di guardare la coda che svettava dal mio lato b ogni qual volta mi piegavo per degustare la mia porzione di cibo, o quando cercavo di bere attraverso una cannuccia dall’altra ciotola piena d’acqua.
Katia, finita la loro cena, mi sganciò dal guinzaglio ordinandomi di andare a prendere la coppa con la frutta ed aggiunse che avrei dovuto farlo senza alzare mai le ginocchia da terra, mi recai in cucina e presi ciò che mi era stato ordinato, ad ogni passo potevo sentire che la coda restituiva delle piacevoli sensazioni al mio basso ventre, non appena servita la coppa della frutta ai due commensali, prontamente Katia mi riagganciò al guinzaglio ed aggiunse che la mia razione di frutta era sotto al tavolo e che l’avrei dovuta cercare.
Sotto al tavolo in realtà oltre le gambe di Katia e quelle di Desmond… di frutta in quanto tale non c’era nulla, fu allora che Desmond mi rivolse per la prima volta la parola dicendomi che lui aveva la frutta ed era sicuro che mi sarebbe piaciuto gustarla; Katia si alzò e mi disse di guardare meglio… poi mi indicò la patta dell’ospite e con qualche gioco di guinzaglio fece in modo che il mio volto fosse talmente vicino all’inguine di Desmond da sbatterci il naso, ed aggiunse di sbottonare i pantaloni ed abbassare la zip dei pantaloni dell’ospite e che lì sicuramente avrei trovato la frutta di mio gusto!
Lo liberai dalla cinta e sganciai il bottone sottostante poi presi i lembi liberi del pantalone con le mani e mi portai la linguetta della zip tra i denti e lentamente portai giù la cerniera… una volta aperta completamente la lunga cerniera potei vedere come lui fosse totalmente privo di abbigliamento intimo e sotto quei pantaloni svettava una “banana di colore”, venosa corredata di due grossi “kiwi”. In quel momento compresi quale fosse la porzione di frutta destinatami.
Iniziai a baciare tutta l’asta ed ogni tanto la sfioravo con la lingua, dalla tensione del guinzaglio compresi che il volere della mia padrona era che dedicassi più attenzione ai “kiwi” così feci baciandoli e leccandoli delicatamente e di continuo fino ad arrivare a metterli, uno alla volta, completamente in bocca ed al contempo massaggiarli con la lingua.
Più dedicavo le mie attenzioni ai suoi kiwi e più la sua banana, in modo autonomo, mi colpiva ora il naso ora la fronte, vedendo l’espressione estasiata del suo ospite Katia mi ordinò di alternare le mie attenzioni dai kiwi alla banana…ma lentamente di concentrare le mie attenzioni alla banana.
Iniziai così ad alternare il lavoro costante delle labbra e della lingua sulla banana venosa e sui due kiwi… la mia lingua e le mie labbra iniziarono a dedicare sempre più tempo alla lunga asta seguendo gli ordini di Katia, arrivò finalmente il sospirato (da parte mia) momento di prendere in bocca la grossa cappella del maestro di ballo; aveva le dimensioni di una prugna ed il resto dell’asta dietro non era da meno. Iniziai a leccarla per tutta la lunghezza cercando di insalivarla il più possibile in modo che ad ogni imboccata potesse guadagnare più profondità nella mia bocca e da lì nella mia gola, era una sensazione travolgente avevo entrambe le bocche piene, Katia iniziò a giocare con la mia coda la prendeva e la tirava senza mai provocare la fuori uscita del plug, anzi era la mia muscolatura anale che se lo richiamava dentro… preso da questo gioco o meglio presa da questo gioco mentre succhiavo la sua asta ogni tanto mi sfuggivano dei mugolii di piacere.
Entrambi si accorsero che ero verosimilmente pronta allo step seguente. Katia mi ordinò di spostami verso il divano, quel divano che conoscevo bene fin dalla sera del nostro primo incontro…la mia padrona a mia insaputa aveva applicato un guinzaglio anche al plug così da poterlo governare meglio ed all’occorrenza estrarlo dal mio orifizio, per cui ad ogni oscillazione del mio corpo durante lo spostamento dal tavolo al divano potevo godere delle lussuriose sensazioni donatemi dal plug durante il movimento più quelle volutamente attivate dalla sapiente arte del guinzaglio al plug della mia padrona.
Arrivati al divano potei vedere che lui s’era completamente liberato dei pantaloni e la sua “attrezzatura” era in bella mostra…non vedevo l’ora di riprenderlo tra le labbra e gustarmelo fino al prossimo comando della mia padrona; più passava il tempo e più mi sentivo coinvolta nella parte di Sissy Gwen e disponibile a soddisfare le voglie più porche della mia padrona.
Mi disse di riprendere a succhiarlo con cura e di insalivarlo più che bene perché, mi confessò, lei aveva scommesso che la sua Gwen sarebbe stata capace di fargli uno strepitoso “gola profonda” prima della fine serata, iniziai così a avvolgerlo sempre più tra le labbra cercando di fargli guadagnare quanta più strada nel mio palato ad ogni singolo movimento a stantuffo, ero così brava che la mia padrona elogiandomi levò la sua mano da dietro la mia nuca per tornare a dedicare più attenzioni al mio didietro, più mi faceva gemere di piacere da dietro più l’asta del giamaicano si faceva strada nella mia gola, e si Katia sapeva proprio come farmi godere giocando con il mio posteriore, non voleva assolutamente perdere quella scommessa quindi in un lampo andò a prendere un paio di manette per vincolare i polsi del giamaicano dietro la schiena in modo che non potesse governare con le mani il mio movimento sulla sua asta, di la a poco fui attraversata da mille brividi di goduria che mi portarono finalmente a sbattere il naso contro il basso ventre di quel figaccione; la scommessa della mia padrona era vinta ma… a me non bastava più aver concesso la vittoria alla mia padrona volevo la mia vittoria quindi lo presi profondamente altre tre o quattro volte e all’ultima gola profonda il mio naso era poco sotto il suo ombelico e la mia lingua poteva lambire il suo scroto; per vincere la scommessa con me stessa presi il suo sacco con una mano e sollevai i suoi due kiwi e con la bocca totalmente piena della sua asta iniziai a leccare ora l’uno ora l’altro……. Fu in quel momento che Katia mi sussurrò in un orecchio: “ti avevo detto che sarebbe piaciuto molto anche a te…hai visto che avevo ragione?“
Non vedevo il momento di farmi possedere dietro e così fui accontentata, lei liberò lui dalle manette e lo pregò di sdraiarsi sul divano poi fece posizionare me a cavalcioni su di lui in modo che la sua cappella non perdesse contatto con le mie frementi e vogliose chiappe, poi Katia indirizzò la cappella di Desmond al mio orifizio e quindi mi disse di farlo entrare lentamente in modo che potessi godere appieno di quella cavalcata, sinceramente non aspettavo altro e fu così che con estrema dolcezza che centimetro dopo centimetro lui fu tutto dentro di me, iniziai a cavalcarlo facendo quasi uscire la cappella dal mio buco per poi riprenderlo fino in fondo, quel gioco da cavallerizza mi piaceva un sacco e da come nel frattempo mi pastrugnava le natiche doveva piacere molto anche a lui ed io di rimando gli succhiavo i capezzoli e poi lo baciavo sulle labbra, poi Katia disse a Desmond che era giunto il momento di fottermi a pecora… lo feci uscire dal mio buco e mi posizionai subito a carponi sul divano appoggiando i gomiti sul bracciolo e come avvenne prima lei posizionò la cappella in direzione del mio buco, ma questa volta fui io a indietreggiare per farmi penetrare, una vota dentro Katia disse che tutto doveva svolgersi a ritmo del giamaicano… per me era una goduria sentire le sue anche sbattere sulle natiche, poi Katia mi disse che lentamente mi sarei dovuta stendere fino a portare la mia pancia a contatto con il divano, lentamente indietreggiavo con le ginocchia e ad ogni indietreggiamento corrispondeva un incremento di peso di lui sul mio corpo a cui corrispondeva una sensazione di penetrazione più profonda, dopo un po’ ero finalmente a pancia giù e lui era completamente disteso su di me senza perdere mai la sua attenzione verso il mio buco mi scopava di continuo e per me era una cosa più che inebriante…mentre io tra un gemito di piacere e l’altro ne chiedevo ancora; tutto ciò accadeva sotto gli occhi soddisfatti della mia lussuriosa padrona.
Ad un certo punto, probabilmente ad un cenno convenzionale tra i due, lui dopo avermi a lungo scopata uscì da mio buco e si spostò frontalmente a me, mentre lei si sostituì a lui penetrandomi con uno strapoon …lui posizionò la sua cappella vicino alle mie labbra ed io senza sentire ulteriori comandi presi a succhiarlo vigorosamente ormai la mia gola riusciva a prenderlo tutto dentro, lui mi scopava tra le labbra con la stessa foga di quando mi era tra le chiappe… ciò durò fino a quando Katia si rese conto che il nostro giamaicano stava per esplodere, si avvicinò al mio orecchio e con tono perentorio mi disse che anche lei voleva la sua dose di succo; capì che avrei dovuto non andare più di gola profonda e al momento giusto trattenere per intero l’eiaculazione in bocca, chi se lo sarebbe mai immaginato che lui fosse un fiume in piena… mi spruzzò talmente tanto sperma tra le labbra che fu difficile contenerlo tutto uscendo il suo cazzo dalle mie labbra arrivarono altri tre schizzi sul mio viso… il suo fluido era denso e cremoso come lo yogurt, fu allora che Kiara smise di fottermi con lo strapoon e venne a leccarmi il volto per cancellare ogni singola traccia dello sperma giamaicano dalle mie gote, poi prima di mettermi la lingua in bocca e baciarmi per continuare a sorseggiare il succo di lui, posizionò le mie labbra vicino alla sua vagina quindi mi ordinò di spruzzarle dentro quanto più sperma possibile, dopo che ebbi svuotato quasi del tutto la bocca nella sua vagina, continuammo a baciarci per continuare ad assaporare lo sperma di lui. Mentre ciò accadeva lui andò a fare una doccia mentre noi continuavamo a baciarci lesbicando.
Hai visto!?! Che ti avevo detto mia cara Gwen?…Non ti avevo forse anticipato che sarebbe piaciuto molto anche a te?
T’è piaciuto tanto essere Gwen che ti sei dimenticata perfino di essere nata maschio ed hai goduto come una vera femmina, mi sei piaciuta più che mai.
Da oggi sarai sempre la mia “Sissy Gwen” ed ogni volta che avrò ospiti ti inviterò perché tu possa giocare e godere con noi!!!
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Io, Katia ed il maestro di balli caraibici.:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
