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Prime Esperienze

La Rana 1


di amorepassailguanto
05.07.2024    |    143    |    0 8.0
"È nuda sotto la coperta di flies, sola con Chan che sta lavorando sulla mano sinistra..."
Lucia, cassiera di supermercato, ogni tanto va dalla parrucchiera. Ci va da anni, se ne fida. La parrucchiera è Lo Liu, una donna cinese, nata a Shangai e emigrata in Italia con le prime ondate, negli anni ’90. Ormai anziana, ha prezzi accessibili e lavoranti cinesi delicate e sexy. Sa le storie di molte clienti, ne condivide gioie e dolori e a volte interviene pure. Alcune le ha aiutate con denaro, altre con contatti di lavoro con le altre donne che si rivolgono a lei. Ogni volta che Lo si avvicina, Lucia si è accorta di desiderare quella sua intimità professionale e ha cominciato a volerle bene. Ormai sono amiche, parlano dei dettagli della vita, della bambina di Lucia che quest’anno è andata alla scuola media.

Lucia ha degli amanti occasionali ogni tanto. È una donna bella, che suscita spesso l’attenzione degli uomini, ma vive sulla difensiva, da quando il padre della bambina si è allontanato e non ha dato più notizie. È quel tipo di comportamento dal quale una donna è ferita nel profondo e che non perdona. Ora Lucia si prende qualche libertà di tanto in tanto, accettando la corte di questo e quello e qualche nottata infiammata, mandando la bambina dalla nonna, sua madre, che sa tutto. Ma si controlla sempre e interrompe ogni rapporto quando il partner del momento vorrebbe approfondirlo.

Con un'aria fra il complice e il malizioso, dopo averla fatta accomodare nella poltrona, sistemato il bacino per la testa e iniziato a lavarle i capelli come sa fare lei, una specie di massaggio che Lucia trova rilassante, tanto da addormentarsi ogni volta mentre lo riceve, si avvicina come per sentire la sua cliente, il suo odore, il suo alito, la sua aura. Non lo fa con tutte le clienti ma solo con quelle che manifestano gradimento della sua fisicità. Tocca loro i seni e il corpo in modo moderatamente eccitante e sempre molto delicato. Il suo alito è sempre fresco, grazie al tè verde che viene continuamente servito nel laboratorio.

Dopo i capelli, Lucia ha chiesto la "ceretta total". Anche se le sue avventure di letto non sono molto frequenti, tiene alla propria perfezione fisica, è come una specie di corazza. Sul lettino da massaggi è steso un lenzuolo bianco, lei si spoglia completamente, si stende e si copre con una coperta di flies leggerissima e calda. Entra una lavorante, le mette una benda nera sugli occhi prima di accendere le luci operatorie, e inizia a esaminare il corpo con una lente di ingrandimento montata su un pantografo. Lucia sente il calore della luce sulla pelle e le mani che esplorano il suo intero corpo, l’odore della resina calda, e prova piccoli brividi ogni volta che la lavorante gliela spennella addosso. Anche la lavorante ha un buon odore e sotto il camice bianco non indossa che uno slip di cotone bianco, da brava ragazza. Lucia guarda con desiderio i ciuffi di peli neri che spuntano dai bordi. Le cinesi non si radono la fica. Dicono che agli uomini con cui hanno rapporti piace pelosa.

Lei rade la sua almeno una volta alla settimana. La rasatura della fica non è compresa nel “ceretta total”. Quella delle ascelle viene fatta per gradi, con piccole strisce di resina che ogni volta asportano pochi peli, dopo un passaggio con l’olio depilatore. La lavorante con le sue dita piccole e sottili unte di un olio caldo e senza odore, ne fa scivolare ancora qualche goccia sotto la resina indurita prima dello strappo, che non è mai doloroso. Si tratta quasi di un massaggio, arte nel quale le cinesi sono esperte.

Si piega verso di lei e mentre le massaggia la testa e le orecchie le dice con un’aria un po’ sorniona: “Sai, Lucia, abbiano un nuovo manicure, un uomo. Se vuoi provare a farti fare le mani da lui, lo faccio venire". Il tono della parrucchiera è complice e promettente.

Lucia è incuriosita. Sa che le sue mani non avrebbero bisogno di manicure: ha passato la mattina a renderle perfette con lima e creme e uno smalto perlaceo traslucido. Con un movimento trova il bordo di un’unghia e rompe lo smalto. Poi si guarda la mano e fa alla sua amica un cenno di assenso. Dopo qualche minuto si sente un leggero bussare alla porta e un cinese che le pare sui quaranta, alto, non magro, con capelli neri che sembrano incollati con la brillantina, entra trascinando una sedia e la sua cassetta da lavoro con gli attrezzi del manicure. È vestito con un kimono bianco da judo, chiuso da una cintura bianca. Cammina zoppicando un poco. Fa un inchino e si siede poco distante, in attesa. Lucia lo guarda, e la cinese che la sta massaggiando le dice piano: Chan sta aspettando il suo permesso di farle le mani, signora.

Lucia guarda Chan che la guarda fisso negli occhi. Fa un cenno di assenso e gli porge la mano destra. Chan non la prende subito, ma per un momento la guarda, poi le pone il palmo sul dorso della sinistra, sul quale ha messo un piccolo panno di lino, in modo che la mano di Lucia si appoggi aperta sulla sua senza toccarla. Tutti i gesti sembrano misurati. Chan preme la mano di Lucia fra le sue, come per dare inizio al suo lavoro, poi la lava in una bacinella d'acqua tiepida, la asciuga e l'appoggia aperta su uno strumento di legno scuro con scanalature per le dita, grosso come la testa di un neonato, che tiene fra le ginocchia. In questo modo può tenere fermo ogni dito col la sinistra e lavorare sull' unghia con la destra. Lucia per un momento pensa che poco più avanti c’è il cazzo di Chan e che sta ricevendo un trattamento da regina.

Chan le fa una specie di massaggio alla mano. Davanti a sé ha una ciotola con sassolini di diversi colori e misure. Alcuni arrotondati, altri tagliati in modi diversi, con spigoli e punte. Sul dito medio della destra ha indossato un cappuccio di feltro con dentro un sassolino che ha scelto dopo averci pensato un momento. Gira delicatamente la mano di Lucia verso l’alto, e con i polpastrelli delle due mani preme la mano aperta seguendo le linee e la muscolatura. Poi con il sassolino esercita una piccola pressione qua e là. È come una puntura, un tentativo di penetrazione. Ogni volta, Lucia prova un piccolo brivido mai provato prima. Lo lascia fare, incuriosita. Sente che si sta eccitando.

Chan ora ha iniziato a lavorare sulle dita e le unghie. Toglie ogni traccia di smalto con un solvente. Mentre lo fa, canticchia. Lucia si abbandona e si addormenta. Poco dopo fa un sogno è una bambina in un bosco che cerca di prendere un pesce con la mano nell’acqua fredda. Apre gli occhi e sente qualcosa di freddo sotto la mano e la ritira istintivamente. Apre gli occhi e vede Chan le sorride, seduto ora a sinistra del lettino. A destra è rimasta una ciotola con dei cubetti di ghiaccio.

La lavorante ha finto il lavoro della ceretta total e il corpo di Lucia è liscio come quello di un pesce. È nuda sotto la coperta di flies, sola con Chan che sta lavorando sulla mano sinistra. Ora lo può guardare e si scopre un po’, vuole essere guardata. Chan le guarda ostentatamente il seno e sorride. Poi riprende il suo massaggio alla mano sinistra, come prima: polpastrelli, sassolino, polpastrelli, sassolino. Il respiro di Lucia si fa più profondo, lui se ne accorge.

- Va tutto bene, signora?
- Come si chiama questa cosa?, dice Lucia.
- La rana, signora. La rana è il sassolino... e lei è l'acqua, dice Chan, sorride e riprende il suo lavoro. Lucia si rilassa e ora, ogni volta che sente la rana che la preme, si pensa acqua. Tutto è molto piacevole e rilassante. Poco dopo entra Lo e chiede come sta andando.
- Benissimo, grazie.

Durante la giornata continua a pensarci. Due settimane dopo Lucia torna per farsi tagliare, lavare e mettere in piega i capelli. Lo, vestita di uno dei suoi soliti kimono, la saluta con la solita cordialità.
- È molto bravo Chan. Questo massaggio della rana, che hai provato sulle mani, lo fa a tutto il corpo, se vuoi, fin dove vuoi, e Lo accenna un sorriso complice. Prende circa due ore. 200 euro.
- Prenotami, voglio provare, dice Lucia senza pensarci, tanto profonda è stata l'impressione del breve manicure. prende l'agenda e propone una data di a due mesi.
- È molto preso Chan, sai? E fa al massimo due massaggi al giorno. Si stanca..., dice Lo col suo sorriso complice. E io non lo offro a tutte, certe non sono adatte, per tanti motivi... ma a te può far bene. Ah senti, due mesi sono abbastanza. Smetti di radertela. Noi cinesi non lo facciamo. Il massaggio viene meglio.
Lucia arrossisce un poco, incuriosita, e si sente leggera, potrà godere del suo corpo a una data certa senza coinvolgimenti, cene, discorsi, sorprese.
- È molto bravo. Anzi qualcosa di più. Nessuno sa usare le mani come lui. Ti farà felice come non sei mai stata. Desidererai sicuramente rifarlo. Questo va benissimo e ne sarò lieta per te. Ma vorrei dirti che io vi sorveglierò e che le cose devono fermarsi a un certo punto. Insomma non ti devi innamorare.
- Ma figurati... Lucia la guarda con aria interrogativa.
- So quello che dico, ed è per questo che ti volevo parlare. Devi sapere la storia di Chan prima di provare col corpo di cosa è capace. Vieni a prendere una tazza di tè.
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