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Prime Esperienze

La Troia del Canale


di Stefyxtutti
03.04.2026    |    3.933    |    6 9.0
"Senza nessun riguardo, senza preparazione, mi infilò dentro quel palo enorme da 26 cm tutto in una volta..."
Era l’estate del 1992 e io ero già una vera troia di 18 anni. Mi sentivo femmina fino in fondo: una puttana nata per vestirmi da donna, depilarmi tutto il corpo, truccarmi come una baldracca da marciapiede e offrirmi ai maschi veri come una cagna in calore senza ritegno. Non giocavo a fare la femmina… lo ero, una schifosa troia che adorava sentirsi umiliata, usata e ridotta a un semplice oggetto da sborra.
Quella sera avevo messo l’inserzione su una rivista per adulti come la puttana che ero: “Femmina 18enne, culo vergine, cerca uomo con cazzo grosso per essere trattata come una vera troia da strada. Niente nomi, solo usami senza pietà e chiamami puttana.”
La risposta arrivò secca: “26 cm di cazzo duro. Venerdì sera lungo il canale, ore 22. Vieni vestita da puttana da marciapiede. Voglio una femmina vera che sa stare al suo posto da cagna.”
Ero terrorizzata ed eccitatissima mentre mi preparavo. Mi ero trasformata nella troia più volgare e umiliante possibile: calze nere a rete autoreggenti che mi stringevano le cosce lisce e depilate, un perizoma rosso minuscolo che mi spariva tra le chiappe, reggiseno imbottito, una canottiera bianca cortissima che lasciava scoperto l’ombelico, una minigonna nera strettissima che copriva a malapena il culo, tacchi alti, parrucca nera lunga e riccia, rossetto rosso puttanesco acceso, eyeliner marcato e fard da baldracca da quattro soldi. Mi guardavo allo specchio e mi sentivo esattamente quello che ero: una vera femmina schifosa, una cagna pronta a farsi usare come un oggetto.
Arrivai per prima lungo il canale buio. Parcheggiai, spensi i fari e aspettai con il cuore che batteva forte, le gambe che tremavano dentro le calze a rete. Poco dopo arrivò lui. Scese dall’auto con i jeans già aperti. E lì, già fuori e mezzo duro, penzolava quel mostro di 26 centimetri: spesso, venoso, con una cappella grossa e scura che brillava sotto la luce lontana.
Scesi barcollando sui tacchi, la minigonna che mi saliva sulle cosce mentre ancheggiavo come una vera puttana da strada. Mi sentivo femmina, sporca e depravata, una troia che esisteva solo per farsi sfondare.
«In ginocchio, troia» mi ordinò con voce bassa e piena di disprezzo.
Obbedii subito, la minigonna che si alzava mostrando il perizoma. Le ginocchia toccarono la ghiaia fredda e umida del ciglio del canale. Lui mi afferrò per la parrucca e mi sbatté quel cazzo enorme contro la faccia truccata.
«Succhia, puttana. Fammi vedere quanto sei femmina quando hai un cazzo vero in bocca.»
Aprii la bocca da troia senza nessun ritegno. La cappella mi riempì le labbra rosse, calda, salata, maschia. Iniziai a succhiare come una baldracca affamata, leccando avidamente, sbavando dappertutto, gorgogliando e facendo rumori osceni da vera puttana mentre la parrucca mi ondeggiava. Lui mi scopava la gola con spinte profonde e brutali, facendomi lacrimare il trucco e colare la saliva sul mento.
«Brava cagna… guarda come ciuccia bene questo cazzo da 26 cm. Sei proprio una femmina da usare, una troia nata per ingoiare sborra come una schifosa baldracca.»
Dopo qualche minuto mi tirò su di peso, mi girò violentemente e mi spinse contro il cofano della mia macchina. Mi alzò la minigonna, abbassò il perizoma e mi sputò sul buco del culo depilato. Senza nessun riguardo, senza preparazione, mi infilò dentro quel palo enorme da 26 cm tutto in una volta.
Urlai come una vera femmina, un dolore bruciante che si mescolava a un piacere malato e profondo da puttana. Mi sentivo spaccata in due, usata come un oggetto di carne, una bambola gonfiabile da sfondare. Lui mi afferrò i fianchi con forza e iniziò a sbattermi con colpi forti, violenti e senza pietà, facendomi sbattere le anche contro il cofano caldo.
«Prendi tutto nel culo, troia! Questo è il tuo posto da femmina: culo all’aria a farti fottere come una puttana da strada. Non vali niente altro che per i tuoi buchi, schifosa cagna buona solo a essere usata.»
Ogni spinta era umiliante ed eccitante da morire. Mi sentivo una vera troia femmina di 18 anni, una puttana che adorava essere trattata da oggetto, chiamata con disprezzo mentre veniva distrutta dentro. Il mio cazzo piccolo gocciolava inutilmente sotto la minigonna mentre lui mi sfondava il culo senza sosta, ringhiando insulti: “cagna da marciapiede”, “baldracca da quattro soldi”, “femmina finta buona solo per prenderlo in culo”, “oggetto da sborra”.
Dopo una decina di minuti di scopata brutale mi tirò fuori il cazzo, mi fece girare e mi spinse di nuovo in ginocchio, con la minigonna alzata e il culo che pulsava aperto e dolorante.
«Apri quella bocca da puttana, troia. Voglio sborrarti in gola come si fa con le femmine da strada.»
Obbedii tremando, il trucco tutto sbavato, il rossetto sporco e colato, la parrucca arruffata, le calze strappate. Lui si segò quel mostro davanti alla mia faccia da femmina e dopo pochi secondi esplose: fiotti densi, caldi e abbondanti di sborra mi riempirono la bocca, mi colarono sul mento, sul collo, sul reggiseno e sulla canottiera.
«Ingoia tutto, cagna. Fammi vedere che sei una vera puttana femmina senza ritegno.»
Deglutii più volte come la baldracca depravata che ero, ingoiando quella sborra densa e salata mentre mi sentivo la troia più umiliata, sporca e felice del mondo. Leccai anche le ultime gocce dal labbro con la lingua, da vera puttana affamata.
Lui si richiuse i pantaloni, mi guardò dall’alto con puro disprezzo e disse solo:
«Brava puttana. Sei proprio una schifosa cagna da culo che adora sentirsi femmina solo quando viene usata, sfondata e abbandonata sporca di sborra come un oggetto inutile.»
Poi salì in macchina e se ne andò, lasciandomi lì in ginocchio accanto al canale: culo sfondato e aperto, bocca piena del suo sapore, faccia e vestiti imbrattati di sborra, minigonna alzata, calze rovinate, trucco colato. Una vera femmina da 18 anni umiliata, usata e lasciata lì come la troia che ero.
Rimasi ansimante, tremante di timore ed eccitazione mescolati, il cuore che batteva all’impazzata. Una puttana che aveva appena capito il suo unico scopo nella vita: essere sfondata, umiliata e trattata da cagna solo per sentirsi finalmente una vera femmina.
E già sapevo che sarei tornata a cercare altro cazzo. Perché una troia come me, una cagna senza ritegno, non riesce mai a fermarsi.
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