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Prime Esperienze

Notti di fuoco


di Membro VIP di Annunci69.it blackamber
12.08.2025    |    105    |    1 6.0
"Lui guardava, respirando pesante, toccandosi, eccitato dal vedere la sua donna godere, i gemiti di lei che riempivano l’aria della collina..."
Era l’estate del 2022, un luglio afoso che faceva sudare solo a pensarlo, con notti che sembravano non finire mai. Scorrevo Annunci69 da settimane, in cerca di qualcosa che andasse oltre il solito flirt, quando ricevetti un messaggio da una coppia. Lei, una donna matura sulla cinquantina, curve morbide e un fascino che veniva dall’esperienza, con occhi che dicevano “vieni e prendimi”. Lui, il suo compagno, un tipo solido, con un sorriso che nascondeva una voglia di vedere lei al centro di tutto. “Ti portiamo noi in un posto speciale,” scrisse lui. “Lei decide come va,” aggiunse lei, con un messaggio che mi fece accelerare il cuore.
Sabato sera, l’aria era pesante di calore. Mi mandarono l’indirizzo di un parcheggio isolato ai margini della città, forse in toscana , dove le colline si alzavano come le torri di San Gimignano . Arrivai puntuale, e la loro macchina era già lì, una berlina nera con i finestrini appannati dal caldo. Lei scese per prima, il vestito corto che le aderiva al corpo sudato, lasciando intravedere la pelle liscia e le forme generose. “finalmente,” disse, con una voce bassa e invitante, mentre mi squadrava dalla testa ai piedi. Lui, al volante, mi fece un cenno. “Sali dietro con lei,” disse, e io obbedii, sentendo già l’eccitazione montare.
La macchina partì piano, i fari che illuminavano la strada buia. Lei si sedette vicino a me, la sua gamba sfiorava la mia, e l’abitacolo si riempì del suo profumo, misto a sudore e desiderio. “Raccontami cosa ti piace,” mormorò, mentre la sua mano scivolava sul mio ginocchio. Io le dissi che amavo le donne che sapevano cosa volevano, e lei rise piano, girandosi verso di me. Lui guidava in silenzio, lanciando sguardi dallo specchietto retrovisore, eccitato dall’idea di vederla con un altro. “Guida verso la collina,” gli ordinò lei, e lui annuì, accelerando leggermente.
La strada si fece sterrata, la macchina sobbalzava, e lei ne approfittò per avvicinarsi di più. Le sue dita tracciavano linee sul mio braccio, mentre io le accarezzavo la coscia, sentendo la sua pelle calda e umida sotto il vestito. “Mi fai bagnare solo a pensarti,” sussurrò, e io sentii il mio corpo reagire, duro e pronto. Lui respirava forte, le mani strette sul volante, godendo della vista nello specchietto. Arrivammo alla collina, un posto isolato tra alberi e rocce, con la luna che illuminava tutto come un riflettore naturale. Parcheggiò in un angolo nascosto, spegnendo i fari. Il silenzio era rotto solo dal nostro respiro affannato.
Lei uscì per prima, si appogiò al cofano, tirando su il vestito per mostrare le sue curve. “Vieni qui,” mi ordinò, e io la raggiunsi, le mani sulle sue anche. Lui scese e si mise di lato, seduto su una roccia, con gli occhi fissi su di noi, la mano che si muoveva lenta sui pantaloni. “Falla gemere,” disse a bassa voce, eccitato dall’idea di vederla al centro, la sua donna presa da un altro. Io la baciai, prima piano, poi con fame, le labbra che scivolavano sul suo collo, giù verso il petto generoso. Lei gemette piano, le mani nei miei capelli, spingendomi più in basso. “Sì, così,” mormorò, mentre io le alzavo il vestito, trovando la sua intimità bagnata e pronta.
La feci sdraiare sul cofano, le gambe aperte, e mi posizionai tra di lei, entrando piano, sentendo il suo calore avvolgermi. Lei inarcò la schiena, gemendo più forte, le unghie sulla mia schiena. “Più forte,” ordinò, e io accelerai, ogni spinta che la faceva tremare, il corpo che si muoveva in ritmo con il mio. Lui guardava, respirando pesante, toccandosi, eccitato dal vedere la sua donna godere, i gemiti di lei che riempivano l’aria della collina. “Guardalo come mi fa,” disse lei a lui, con un sorriso malizioso, e lui annuì, il desiderio che lo consumava. Io continuai, cambiando ritmo, facendola venire una volta, poi un’altra, il suo corpo che si contraeva intorno a me, i gemiti che diventavano urla soffocate nel buio.
Quando finimmo, sudati e ansimanti, lei si alzò, sistemò il vestito con un sorriso soddisfatto. “Bravo,” disse, baciandomi una guancia. Lui si avvicinò, la abbracciò, e mi fece un cenno di approvazione. “È stata perfetta,” disse, con una voce rauca. Ci sedemmo tutti e tre vicino alla macchina, condividendo una bottiglia d’acqua fresca che avevano portato, parlando piano di come il caldo dell’estate 2022 avesse reso tutto più intenso. Non ci furono promesse, solo la consapevolezza di aver condiviso un momento di pura trasgressione. Tornai a casa con il corpo stanco ma la mente accesa, sapendo che esperienze come quella non si dimenticano facilmente.
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