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Prime Esperienze

Rapolano Terme: il Superdotato


di Membro VIP di Annunci69.it Kutaro
27.11.2025    |    721    |    1 9.4
"La sera hanno raccolto il bambino dai nonni, che era stanco ma felice, con un disegno di un T-Rex in mano..."
La porta dei nonni si è spalancata con un clic, e Andrea ha schizzato dentro, braccia cariche di dinosauri di plastica, senza nemmeno voltarsi per dire addio. Camilla ha guardato il suo capolino castano sparire tra i biscotti alla cannella e i disegni appesi al muro, poi ha girato la schiena, le mani tremanti per un nervosismo che non riusciva a definire. A fianco, Luca ha girato la chiave della Fiat 500 con un ronzio basso, i pollici sfiorando lo schermo del cellulare come se cercasse rifugio in mail di lavoro che non aveva bisogno di leggere.

Erano andati a Rapolano per “rilassarsi”, ma entrambi lo sapevano: era l’ultimo tentativo di nascondere quello che ormai era palese. Luca, 45 anni, beta per antonomasia: corpo magro, pancia leggermente gonfia, dotazione di 12 cm che non riusciva a mantenere in erezione da oltre tre anni. Camilla, 43 anni, pelle chiarissima e corpo longilineo, curve sinuose ed appassionanti, capelli color corvino, lunghi fino alle spalle, ben curati.

Frustrata da anni di notti in cui Luca si limitava a accarezzarle la spalla prima di addormentarsi, incapace di soddisfare l’istinto primordiale che le bruciava dentro.

L’odore di zolfo li ha colpiti non appena hanno aperto la porta del complesso termale. Camilla si è tolta l’abito velocemente, indossando il costume nero aderente che le stringeva le tette e i fianchi pronunciati ma ancora dannatamente sensuali, e subito, camminando verso la piscina non aveva badato ad aspettare Luca.

Era impaziente, sete di qualcosa che non riusciva a nominare, ma subito l'occhio è caduto su qualcosa di interessante ed irrefrenabile.

Matteo stava appoggiato al bordo della piscina, un asciugamano avvolto intorno alla vita, ma stava per toglierlo.
Capello corto militare, fisico palestrato, forse 190 cm di altezza se non più.

Slacciato il nodo, il tessuto è scivolato giù: indossava un slip di nuoto bianco, aderente come una seconda pelle, che non nascondeva assolutamente nulla. La sua dotazione era immensa, 23 cm, incredibilmente prominente anche in posizione flaccida, un pacco gonfio e pulsante che contrastava con la pelle abbronzata e muscolosa del suo corpo.

Camilla ha fermato il respiro. Il cuore le ha iniziato a battere a mille all’ora, un calore bruciante le ha scoperto l’intimo, e ha sentito che si stava bagnando senza volerlo. Non ha pensato a Luca, non ha pensato a Andrea, non ha pensato al matrimonio. Ha solo guardato Matteo, che ha alzato gli occhi e le ha sorriso con un’espressione sicura di sé, come avesse letto il suo istinto primordiale in un attimo.

Luca era arrivato dietro di lei, e ha visto quello che la guardava.

Ha sentito un colpo al cuore, una frustrazione acuta che gli ha stretto la gola. Lo sapeva: non poteva competere con quello. Non poteva dare a Camilla quel pene immenso, quella vitalità, quella capacità di farla sentire una donna. Ha girato la schiena, e ha camminato verso la piscina, senza dire una parola.

A pranzo, Luca ha provato a portarla nel bar vicino al complesso, ma Camilla non ha toccato il cibo. Era distratta, i suoi occhi cercavano Matteo dalla finestra, il suo corpo tremava per l’istinto che le bruciava dentro. Il chianti però era li, condiviso con Luca ed entrambi hanno bevuto una bottiglia quasi in un sorso, per poi posare i bicchieri sul tavolo, quasi con colpo secco. Camilla era un po' alticcia, sicuramente quel tanto che serviva per farle perdere i freni inibitori.

Di ritorno, subito in un'ala privata, accessibile solo con le chiavi, ove c'è una piccola sauna: la parte privata era calda, il vetro appannato per l’umidità. Camilla era entrata pochi minuti prima, e aveva tolto il costume, rimanendo completamente nuda sotto al telo, lasciandolo sul banco di legno, senza aspettare Luca, che invece si era fermato nella sala di riposo.

La porta si è aperta, ma non era Luca, bensì Matteo, anch'egli nudo sotto l'asciugamano, anch'egli in possesso di quell'accesso privato.
Matteo sopreso di vedere Camilla li dentro, per nulla spaventato, ostenta coraggiosamente quindi quell'immenso oggetto del desiderio intravisto da Camilla.
Era già diventato eretto dall'eccitazione, 23 cm di carne dura e rosso acceso, pulsante di vitalità.

L’acqua del sudore gli cola sugli addominali, scende giù, e lì… lì c’è il pacco. Camilla vede tutto. Camilla è eccitata.
Quello non è un pacco, è una minaccia!
Un tubo lungo, spesso, pesante, che anche flaccido gli arriva quasi al ginocchio, che si muove da solo quando cammina, che sbatte contro la coscia sinistra con un rumore umido.
La cappella sporge dal bordo dello slip, grossa come una prugna, bagnata.

Camilla si blocca, le si ferma il respiro.
Sente la figa contrarsi da sola, un crampo violento, un vuoto che urla.
Non pensa più a Luca.
Non pensa più a suo figlio.
Non pensa più a niente.
C’è solo quell’istinto antico, primordiale, che le dice una cosa sola: quel cazzo lì deve entrare dentro di me...Ora!

Matteo la vede, sorride lento.
Cammina verso di lei.
Il cazzo si muove a ogni passo, si indurisce già solo a guardarla.
Quando le arriva davanti, è a mezzo metro: 23 centimetri pieni, duri, puntati verso l’alto come un’arma!

Camilla non dice una parola, gli prende la mano e lo tira: dentro la sauna piccola, quella in fondo, quella che nessuno usa mai nel pomeriggio.

Luca non c'è, ma immagina tutto da lontano: sente una fitta al petto, ma il cazzo gli diventa duro per la prima volta da mesi... anche se è un cazzetto da 12 cm, sembra un grissino andato a male...
Non si muove, sa già tutto.

Dentro la sauna, 90 gradi, la porta è chiusa.

Camilla si gira verso Matteo, è eccitatissima, lo bacia con la lingua fino in gola, gli morde il labbro: il cazzo salta fuori, le schiaffeggia la pancia.
È bollente.
È vivo.
È veramente mostruoso.

Camilla si inginocchia senza pensarci.
Lo prende in bocca con una fame che non sapeva di avere: entra appena la cappella.
Sbava, gorgoglia, si strozza, ma non si ferma...Matteo le afferra i capelli, le scopa la faccia piano, poi più forte.

Poi la alza, la gira, la sbatte contro il legno bollente.
Camilla è nuda, sudata, aperta.
Matteo sputa sulla cappella, poi direttamente sulla figa.
Appoggia quel mostro all’ingresso.

Non chiede permesso: spinge solamente...un colpo solo, fino a metà!
Camilla urla, un urlo rauco, animalesco.
Poi un altro colpo. È tutto dentro: 23 centimetri dentro di lei fino alle palle.
Il ventre si gonfia, si vede la forma del cazzo sotto la pelle.

Matteo comincia a scopare come un animale.
Velocissimo.
Profondo.
Potente.
Camilla viene subito, un orgasmo violento, lungo, che le fa tremare le gambe.
Poi viene ancora.
E ancora.

Matteo viene dentro dopo nove minuti.
Un ruggito!
Schizzi caldi, densi, infiniti.
Camilla li sente colpire l’utero uno a uno.
Il ventre si gonfia davvero.
Lo sperma esce dai lati, in quantitativi grotteschi, cola sul legno, poi evapora in un odore che sa di vita.

Non esce da dentro Camilla.
Continua a scopare nel suo stesso seme.
Seconda sborrata.
Terza.

Quando escono, dopo 47 minuti, Camilla cammina male.
Le cosce tremanti, la figa distrutta, il costume recuperato in mano, l'asciugamano completamente schizzato a rammendarla alla meglio.
Matteo le cammina dietro, il cazzo ancora mezzo duro che sbatte contro la coscia.

Luca lì, aspetta all'ingresso dell'area privata.
Li vede arrivare.
Vede tutto.
Camilla si ferma davanti a lui: Luca la riporta nella piccola sauna, le apre le gambe senza dire niente, la mette a sedere di nuovo.
La figa è spalancata, rossa, piena di sborra che cola a litri.
Luca guarda.
Poi si inginocchia.
E lecca.

Lecca tutto.
Con calma.
Con amore.
Con gratitudine.

Camilla gli accarezza i capelli.

«Amore… è successo.
E succederà ancora.
Perché io ora so cosa voglio.
E tu lo sai che non puoi darmelo.»

Luca alza la faccia piena di seme altrui.
Sorridere è difficile, ma ci riesce.

«Lo so, Camilla.
E va bene così.»

Di ritorno quindi, intravede Matteo, che però non la saluta, lo stronzo ha fatto l'amore con lei, ma non l'ha nemmeno ringraziata. Lui non deve, non c'è bisogno.

E mentre il sole cala dietro le colline,
Camilla sente ancora dentro di sé
quel cazzo immenso
e quella sborra giovane, viva,
che sta già facendo il suo lavoro.

Istinto primordiale.
Niente di più vero.

La sera hanno raccolto il bambino dai nonni, che era stanco ma felice, con un disegno di un T-Rex in mano. Durante il viaggio di ritorno a Firenze, Camilla ha posato la mano sulla pancia, sentendo il calore di Matteo dentro di lei, chissà se quel seme darà frutti, guarda Luca, che stava guidando in silenzio.

Non hanno parlato di quello che era successo, ma entrambe lo sapevano: la loro vita non sarebbe mai stata la stessa.
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