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ACCORDO INDECENTE Parte seconda


di Membro VIP di Annunci69.it lecap
15.05.2026    |    2.942    |    5 9.8
"Mentre, alla fine, apriva la bocca accontentandolo, tra le gambe di quelli che erano al suo fianco, vide l'espressione divertita di quello stronzo di Luigi che stava osservando la scena..."
----------------------------------------------------La mattina successiva uscirono dall'hotel di Populonia dove avevano passato la notte con un sonno ristoratore, dopo chiacchiere, coccole, risate e sesso come sempre quando passavano alcuni giorni assieme.
Saliti in auto, dopo alcuni chilometri percorrendo un lungo rettilineo costeggiato da una macchia mediterranea, Luigi la informò:
“Oltre il piccolo bosco c'è la famosa spiaggia nudista di San Vincenzo meglio nota come Nido dell'aquila”
“Vuoi farmi esibire completamente nuda stavolta?”
Dopo aver sorriso, il suo amico prima la rassicurò e subito dopo, la destabilizzò:
“Nuda in una spiaggia dove tutti sono nudi, quale esibizionismo potrebbe essere? E' ora che iniziamo a fare sul serio, invece che le piccole cose estemporanee dai benzinai”.
“Devo iniziare a spaventarmi?”
“No. Devi iniziare a prender coscienza che questo tuo status di obbedienza, inizia a intrigarti”
“Chi ti dice che ti ubbidirò? Avevi detto che sarei stata libera di oppormi”
“La sei tutt'ora”
Lei preferì tacere per paura di scoprire cosa avesse in mente il suo amico.

Dopo aver parcheggiato, Luigi estrasse una sacca da spiaggia dal bagagliaio e il sacchetto con cibi e bevande che avevano acquistato poco prima in una rosticceria.
Si incamminarono su un viottolo che si addentrava nel boschetto e proseguirono in senso longitudinale seguendo un viottolo più largo.
“Se proseguivamo dritti probabilmente avremmo raggiunto prima la spiaggia” osservò Marina.
“La parte nudista è più avanti e passando sulla terra battuta faticheremo meno piuttosto che procedere sulla sabbia” osservò Luigi che, dopo essersi fermato, si divertì in quel suo status di dominio:
“Ora che ci penso, perché mai dovresti patire il caldo continuando a camminare vestita? Spogliati”
“Qui? Adesso? Ci sono altre persone che camminano e sono tutte vestite”
“La definizione esatta non è persone, ma uomini. Non te ne sei accorta?”
“D'accordo. Ma son pur sempre vestiti. Magari solo con calzoncini o slip da bagno, ma pur sempre con qualcosa addosso”
“Tu ubbidisci e vedrai che capirai”
“Cosa dovrei capire?”
“Del perché c'è questo via vai”
“Non ci vuole una scienza a intuirlo. Dove c'è una spiaggia con nudisti, ci sono anche guardoni. Se questi girano nel boschetto è perché sperano di imbattersi in qualche scena di sesso”
Mentre diceva quelle parole, per non dar soddisfazione al suo amico di averla messa a disagio, sfilò calzoncini, slip, canotta e reggiseno e con solo le ciabattine ai piedi, gli porse i propri indumenti.
“Mettili nella sacca. Credevi di spaventarmi a farmi guardare nuda?”
Il sorriso ambiguo di Luigi le provocò, assieme alla certezza di essersi sbagliata sul motivo della sua svestizione, anche un lungo brivido lungo la schiena.
Lui la prese per mano e dopo qualche altro passo, virò il loro incedere lungo un sentiero più stretto, abbandonando la stradina.
Lei non si voltò, ma era palese che un paio di quegli uomini che sembravano girovagare senza meta, li stavano seguendo.
Arrivati a un piccolo slargo, luigi si fermò voltandosi e osservandola soddisfatto:
“Sei proprio carina” quindi alzando leggermente la voce si rivolse a qualcuno che era dietro di lei: “Vero?”
Alcune voci maschili raggiunsero le sue orecchie: “Certamente!”, “Si, molto bella”, “Notevole”, “Gran fica”, “Magnifico culo”.
Voltandosi, vide che almeno una mezza dozzina di uomini li avevano seguiti.
Luigi proseguì a parlare a quegli sconosciuti, inventando su due piedi:
“Ho vinto una scommessa con la mia ragazza. In palio lei aveva promesso che sarebbe stata nuda e immobile per qualche minuto davanti a degli sconosciuti”
Poi dopo aver consultato l'orologio:
“Sono le quindici e dieci. Fino alle quindici e trenta la lascerò qui”
“Possiamo scoparla?” domandò quello più giovane.
Dimostrava vent'anni o poco più. A parte un altro che poteva essere sulla quarantina, gli altri quattro erano decisamente più avanti con gli anni. Anzi, per l'esattezza, si poteva ritenerli quasi sicuramente dei pensionati.
“Quello che potete fare dipende da lei. L'unica cosa che per scommessa non può fare è allontanarsi” poi dopo una pausa, rivolgendosi divertito a Marina, domandò:
“Vero, amore mio?”
Completamente nuda e per di più offerta a estranei. Una tempesta di emozioni, rabbia, paura, sgomento, oltraggio si rincorrevano dentro le sue viscere.
Improvvisamente una strana calma vinse l'iniziale impulso di scappare via, mandando al diavolo tutti, Luigi per primo.
Si domandava perché stesse immobile. Forse per tenere testa al suo strano compagno di giochi. Magari perché in fondo quella esperienza la intrigava. Mentre il gruppo si avvicinava circondandola, pensò che, invece, la ragione era solo per verificare il proprio coraggio. Oppure, invece...
Non riuscì più a riflettere perché alcune mani sconosciute che iniziavano a percorrere la sua pelle totalmente indifesa, la portarono alla contingente realtà.
Qualcuno di quelli si era già denudato, altri avevano solo abbassato i loro pantaloncini. Solo un paio rimasero in disparte, dimostrando il loro essere guardoni perché iniziarono a masturbarsi mentre la osservano assediata come una preda in mezzo a un branco di lupi.
Sentì un cazzo turgido fregarsi sulle sue natiche, la bocca di un altro succhiarle un capezzolo, altre mani esplorare la fica e le cosce. Delle dita, prendendola per un polso, indirizzarono la sua mano sul pisello di un tizio che, per età, avrebbe potuto essere suo papà.
A quel punto decise che sarebbe stato meglio fingere di scegliere uno del gruppo, in modo da escludere gli altri dal suo corpo e dalle sue attenzioni.
Prese per mano il quarantenne che, seppur non bello era il più passabile per età e corporatura. Si avvicinò al tronco di un albero e dopo aver poggiato la schiena in modo da tenere al sicure le terga da altre attenzioni, abbracciò l'uomo in modo da avere anche la parte anteriore protetta.
Lo baciò sulla bocca e quello non si lasciò scappare l'occasione, infilandole subito la lingua in bocca. Per fortuna non ha l'alito cattivo pensò Marina tra se e se.
Sapendo che ben difficilmente gli altri l'avrebbero lasciata stare in pace solo perché limonava un altro, allungò la mano verso la verga dell'uomo iniziando a masturbarlo. La sua tattica funzionò solo qualche secondo perché le mani del quarantenne iniziarono a esplorare la sua intimità con fare grossolano.
Per evitare di avere dita poco delicate dentro la fica, si inginocchiò tenendo le cosce serrate, poggiando i glutei sulle proprie gambe ripiegate. La sua fica e l'ano adesso erano pressoché al sicuro.
Per evitare che qualcun altro volesse una sega, portò anche l'altra mano libera sull'asta del quarantenne, riprendendo a masturbarlo.
L'uomo però avvicinava sempre più il bacino verso il suo volto e neppure lei poteva indietreggiare dato che era contro il tronco dell'albero.
Mentre, alla fine, apriva la bocca accontentandolo, tra le gambe di quelli che erano al suo fianco, vide l'espressione divertita di quello stronzo di Luigi che stava osservando la scena.
Succhiava quel cazzo sconosciuto mentre sentiva i commenti scurrili degli uomini e i complimenti del quarantenne. Lei sperava solo che le fatidiche quindici e trenta arrivassero presto anche se, data la situazione, non aveva idea di quanto tempo fosse passato nel frattempo.
Mentre le sue tette, le uniche ancora indifese, continuavano a essere esplorate, maneggiate e palpate, le mani del quarantenne erano poggiate sulla sua testa mentre col bacino muoveva il suo cazzo gonfio all'interno della sua bocca.
I mugolii dell'uomo, assieme al suo uccello che sembrava ingrandirsi ancora di più, annunciarono a Marina che l'orgasmo era vicino.
Non senza fatica, riuscì a liberare la bocca dal cazzo proprio qualche istante prima che intensi schizzi di sperma colpissero le sue labbra, il mento e la gola.
Appena lei si sollevò in piedi, controllando il proprio orologio, si accorse che erano le quindici e quaranta.
Senza dire una parola, dopo essersi tolta sommariamente il liquido denso dal volto, ritornò indietro e raggiunta la stradina la oltrepassò proseguendo direttamente in direzione del mare. Raggiunta la spiaggia, che per fortuna faceva già parte della zona nudista, si buttò in mare per togliersi quella schifezza da dosso.
Quando uscì dall'acqua, Luigi la stava attendendo porgendole un telo da spiaggia per asciugarsi.
Mangiarono qualche boccone di ciò che avevano acquistato precedentemente e poi, prima di stendersi al sole, lei domandò:
“Quando quel porco mi è venuto in viso, erano già passate le quindici e trenta. Perché non lo hai fermato prima?”
“Potrei mentirti dicendo che pensavo tu ti stessi divertendo a fargli una pompa. Ma sono onesto. Era cosi intrigantemente bello guardarti alle prese con un altro, che tutto mi è passato per la mente, tranne guardare che ora fosse”.

(continuo?)
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