tradimenti
Car sharing
14.02.2021 |
957 |
2
"Poi si rivolge a me: "Ci speravo, non ho le mutandine, sai?"
Me ne ero accorto subito, perché la prima cosa che avevo fatto, con lei sul sedile posteriore, era stata infilarle la..."
Ultimamente ho avuto nostalgia dei tempi andati. Volevo tornare per qualche motivo a quelle estati in cui conoscevo persone viaggiando con loro. All'epoca avevo i capelli lunghi, ero un musicista rock di discreto successo nella mia provincia. Spesso facevo viaggetti per incontrare ragazze conosciute ai concerti di star in giro per l'Italia, e per risparmiare E' stato così che ho scaricato una di quelle app di car sharing pregustandomi un viaggio fatto di lunghe chiacchierate con punti di vista diversi o condivisi, nella speranza di non trovare persone noiose.
Appuntamento alla piazzetta dietro casa, ho solo uno zainetto con me. Il sole calante verso l'orizzonte è caldo, e all'ombra si sente il fresco dell'inverno appena passato e della notte che arriva. Il cielo terso e profumato di quasi primavera mi rende allegro.
Puntualissima arriva un'auto grigio metallizzato di media cilindrata.
A bordo c'è una coppia. Lui era iscritto al sito e mi ha offerto il passaggio: una persona distinta e cordiale a dispetto della cilindrata dell'auto. Lei sul sedile del passeggero, l'ho guardata di sfuggita e mi ha tolto il fiato: è super sexy.
Parliamo del più e del meno, a partire come al solito dal tempo meraviglioso che ci si prospetta. Man mano che cambiamo argomento e per comunicare meglio, dato che sono sul sedile posteriore, mi avvicino, sono dietro di lei.
Dopo qualche chilometro lo sguardo cade sulla scollatura nella camicetta bianca di lei. Mi rendo conto che non porta il reggiseno e si intravvede uno splendido seno, non grande, non piccolo, ma ben tornito e sodo.
Data anche l'aria confidenziale e allegra che si è creata mi butto e dico a lui che non dovrebbe andare in giro armato di tutta questa sensualità concentrata in una sola donna. Nel farlo con un dito le sfioro le spalle.
Lui mi chiede se davvero la trovo così pericolosa.
Capisco al volo. Gli confermo che è proprio così, ma la sento tesa. Arditamente comincio a massaggiarle le spalle. Le dico che posso smettere subito se le dà fastidio.
Lei fa cenno di no con la testa.
Le faccio pressione nei punti giusti. Pian piano le allargo il collo della camicetta. Adoro la sua pelle, morbida, liscia, chiara.
Improvvisamente mi rivolgo a lui, che era in silenzio e guardava sottecchi la scenetta: "Scusami, ma devo sbottonarla!"
"Fai pure", mi risponde
Non aspettavo altro, faccio scorrere le mani e le stacco i bottoncini uno per uno. Arrivo a toccarle il seno. Sento il suo capezzolo ritto e turgido.
Lei è presa, sospira e guarda lui.
Con un deciso "Continua a guidare!" ordina inaspettatamente a lui di badare alla strada.
Allo stesso tempo, con una mossa agile, passa sul sedile posteriore. Lui, un po' sorpreso ma concentrato, continua a guidare.
Lei si sistema al centro del sedile posteriore, apre le gambe e gli dice di abbassare lo specchietto.
"E adesso guarda come me la fa bagnare".
Poi si rivolge a me: "Ci speravo, non ho le mutandine, sai?"
Me ne ero accorto subito, perché la prima cosa che avevo fatto, con lei sul sedile posteriore, era stata infilarle la mano tra le gambe, mentre le leccavo il capezzolo turgido e la baciavo sul collo.
La mano di lei invece mi accarezza la patta.
Il mio dito medio si poggia tra le sue grandi labbra e in quel momento, rivolto a lui, gli dico "ho voglia che tua moglie me lo prenda in bocca. Tu continua a guidare"
Lei intanto comincia a sbottonarla, la patta, e lo tira fuori "Amore, guarda che bel cazzone!". Il mio cazzo svetta duro tra le sue mani.
Adoro la sua bocca: scende piano e si prende cura della mia cappella.
Il marito ci guarda nello specchietto con un sorrisetto compiaciuto. Gli piace guardarla, e chiede di accendere la luce per vederla all'opera.
Lei intanto lo prende tutto e, anche se con grande fatica, arriva in gola.
Io intanto le metto la mano sulla testa e la uso, come se fosse un masturbatore.
"Voglio prenderti dietro", le dico.
La sistemo sopra di me di spalle ed a gambe aperte. Con un po' di fatica per il posto stretto mi aiuta a poggiare la punta del mio cazzone sul buco del culo mentre si tocca il clitoride.
Nello specchietto di suo marito l'immagine di lei: gonna tirata su, gambe aperte, camicetta sbottonata, mano sul clitoride, un bel cazzone nel culo. Con la luce accesa il marito la vede bene, la sente vogliosa, la guarda scendere piano e godere.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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