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Con una donna così saremmo tutti cuckold.


di acquainbocca50
06.11.2025    |    7.181    |    6 9.9
"" Ogni volta che lei diceva cornuto, il suo tono cambiava ed era così suadente, così seducente che avrebbe fatto eccitare anche una mummia e ogni volta il cazzo di Alberto, alla parola..."
Non pensavo sarebbe mai successo.

Credevo che quella parentesi, intensa e segreta, si fosse chiusa per sempre — come un libro lasciato su uno scaffale alto, impolverato ma impossibile da buttare via.

Con loro avevo vissuto qualcosa di davvero speciale, unico potrei dire. Poi, semplicemente, le nostre strade si erano divise: ognuno aveva ripreso la propria vita, come se nulla fosse accaduto.

Eppure, ogni tanto, quei ricordi tornavano.
Mi dicevo che era solo nostalgia, che il tempo avrebbe cancellato tutto. E in parte, forse, ci era riuscito.

Fino a quella sera.

Un messaggio.

Leggo il nick sullo schermo. È il loro.

No, non è possibile, penso, distogliendo per un attimo lo sguardo. Guardo di nuovo. Sono davvero loro.

Il cuore mi fa un salto che non sentivo da anni.

Apro:

“Ciao… è passato un po’ di tempo, vero?” - Leggo.

“Ciao… sì, ma ricordo ogni momento. Come state? Stasera, al solito orario, mi collegherò. Spero di trovarvi.”

La sera, al nostro orario consueto di una volta, vedo che sono online.
Scrivo:

“Ragazzi, quando ho visto il vostro nick ho sentito una corrente attraversarmi il corpo. Come state?”

“Tutto bene. Ci siamo presi un periodo sabbatico, come avrai notato, ma siamo di nuovo qui. La nostra fantasia è riaffiorata: è rimasta lì, silenziosa, in un angolo, per un po' e improvvisamente si è riaccesa. Come sai, non amiamo girare intorno alle cose, per cui te lo chiedo subito: ti va di rivederci?”

“Voi chiedete a me se mi va di rivedervi? La mia risposta è una e sola: Sìììììììì!”

“Bene. Notiamo con piacere che il desiderio non si è consumato. Come il nostro, del resto. Allora non lasciamo passare troppo tempo: dopodomani siamo liberi. Tu?”

“Libero come un uccel di bosco.”

“D’accordo… è ora di vedere se le cose sono ancora come le ricordiamo.”

“Non vedo l’ora… davvero. Solito bar, stessa ora?”

“Sì… a dopodomani.”

“A dopodomani… ciao.”

Nel regno dell’immaginazione tutto è possibile: lì, dove le regole del mondo reale non valgono, la mente si muove libera, curiosa, pronta a esplorare territori che forse non avrebbe mai osato sfiorare nella realtà

Spesso quelle fantasie non escono da quel regno, perché la vita, con le sue convenzioni, impone confini che pochi hanno il coraggio di attraversare.

Eppure, ogni tanto, qualcuno lo fa.
Ci sono persone che non si accontentano di sognare: scelgono di vivere ciò che sentono.

Sono gli spiriti liberi — quelli che ascoltano i propri desideri invece di giudicarli, e li mettono in atto.

Due giorni dopo tornai a sedermi su quel divano, lo stesso dove tutto era iniziato.
Come allora, Anna e Alberto si spogliarono e si lasciarono cadere, l’uno accanto all’altra, sul letto che era davanti a me:

Lui si distese ancora una volta supino, con lo sguardo rivolto al soffitto.
Lei, su un fianco, accanto a lui: una mano a sorreggere la testa, l’altra che si muoveva distrattamente sul suo petto, tra i ricci dei suoi peli.

“Ti ricordi di lui? È quello che ti ha fatto cornuto.”
“Sì che me lo ricordo.”
“Ti ricordi che mi ha scopato come una troia?”
“Sì.”
“E che gli ho succhiato il cazzo?”
“Certo… sì…”
“Ti è piaciuto essere cornuto?” – disse lei con un ritmo di voce lento e sensuale.
“Sì, mi è piaciuto… molto.”
“Ci scommetto che vuoi essere di nuovo cornuto, vero?”

Io avevo la sensazione di non appartenere più del tutto al mio corpo a risentirli.. Era come essere sospeso in aria.

“Sì, lo vorrei.”
“Quanto lo vorresti?”
“Tanto.”
“Lo so che lo vorresti… mi piace farti cornuto. “- disse lei e la sua mano lasciò il petto e scese giù. Afferrò il suo cazzo e iniziò a masturbarlo lentamente.
“Potrebbe diventare il mio amante fisso, che dici?"
“Certo, se lo vuoi…”
“E farmi scopare ogni volta che lo voglio…”
“Sì, è un’ottima idea…”
“Anche quando tu non sei a casa…”
“Certo, non occorre che ci sia io se vuoi farlo in quel momento.”
“Farlo cosa?”
“Se vuoi scopare con lui.”
“Bravo. Sì, voglio farmi scopare da lui.”
“Sì, lo so."
“Potrei anche prenderlo nel culo, pensandoci bene. L'altra volta non l'ho fatto”
“Certo, perché no? A te, dopotutto, piace.”
“Sì, essere inculata mi piace davvero, soprattutto da un amante…”
"Sì, è eccitante in effetti”
“ Sono eccitata adesso., da morire. Tu sai quanto mi bagno quando mi eccito…”
“Lo so bene.”
“Che ti dicevo sempre di fare quando ero così bagnata?”
“Di leccarla e bere il tuo nettare.”
“ Bravo. Ho voglia di essere leccata, cazzo, adesso.”
“Conosco la tua voglia quando sei bagnata.”
"Sì, ho tanta voglia, adesso .."

Si scostò da lui, lentamente, e si distese sul dorso, le gambe aperte e lo sguardo puntato su di me.

“Leccala!” - mi disse.

Mi mancò il respiro. Tutto sembrava rallentare — il battito, il pensiero, perfino il tempo. Era come se qualcosa mi attraversasse, un’onda calda che partiva dal petto e mi annebbiava la mente. Mi alzai e misi il mio viso tra le sue cosce bagnate. Annusai profondamente. Aveva un odore delizioso. Lei aprì le gambe ancora di più e io posai le mie labbra sul suo clitoride baciandolo. Poi, con una mano, allargai le sue grandi labbra e infilai la mia lingua. Succhiai le sue piccole labbra gustandomi i suoi umori. Lei afferrò i miei capelli e li tirò verso di sé.
“Continua” - disse. Succhiai il suo clitoride. Era così gonfio e rosso, sembrava una piccola ciliegia E mentre succhiavo questo delizioso frutto, ho infilato infilai due dita dentro di lei in profondità. Era così bagnata che mi sgocciolava sul mento. Continuai leccandole il clitoride e scopandola con le dita. Sentii la sua fica stringersi con forza attorno alle mie dita, poi le rilasciò.
“Puoi sederti.” – mi disse.
"È stato bello?" – disse Alberto
"Molto bello, sa leccare molto bene. Voglio adesso rilassarmi un po’ ma tra poco mi farò scopare come una vacca.”
"Sono contento che hai voglia di farlo."
"Sì. Ho tanta voglia di farmi scopare e di farti cornuto ancora."

Ogni volta che lei diceva cornuto, il suo tono cambiava ed era così suadente, così seducente che avrebbe fatto eccitare anche una mummia e ogni volta il cazzo di Alberto, alla parola cornuto, sembrava preso da una crisi epilettica e iniziava a scuotersi.

Anna è una donna sui 50 anni, bianca di carnagione, pelle liscia e morbida, dolcemente sovrappeso. Decisamente una donna attraente. Alberto ne avrà sessanta, è un tipo sportivo con la carnagione scura e un sorriso accattivante. Anna giocò ancora un po’ con il cazzo di suo marito, poi si alzò e venne verso di me. Mi invitò alzarmi. Lo feci. Mi slacciò la cintura dei pantaloni e abbassò la zip. I pantaloni scivolarono giù. Il mio cazzo era in erezione. Anna mise le mani sulle mie spalle facendomi sedere di nuovo, poi si mise a cavallo su di me, dando così le spalle ad Alberto. Con una mano prese il mio cazzo e lo strofinò sulla sua fica. Poi si girò dandomi la schiena e così facendo poteva guardare in faccia suo marito. Il mio cazzò affondò dentro di lei mentre guardava Alberto. Il suo movimento lento, le sue mani sui fianchi, la sua schiena che si arcuava e lo sguardo di suo marito puntato su di noi, tutto questo è inesprimibile a parole.

Le baciai la schiena e le mordicchiai la pelle. Allungai una mano per afferrarle e stringerle un seno e con l’altra mano le stuzzicai il clitoride. Lei prima gemette, poi ansimò, infine gridò. Premeva contro il mio cazzo, le sue mani scivolarono sulle mie cosce affondandomi le unghie. Gli occhi scuri di suo marito non abbandonarono mai gli occhi di sua moglie. Lo sguardo alle volte può farsi carne, unire due persone più di un abbraccio. Improvvisamente, lei si alzò da me e si sedette sul pene del suo uomo e lo infilò dentro di lei, senza che mai i loro occhi smettessero di cercarsi. In quel momento era per loro come se il mondo avesse improvvisamente smesso di girare. Erano solo lui e lei, una cosa sola. L’orgasmo li colse insieme. Anna gli crollò sopra e lui la prese tra le braccia e la tenne stretta. Rimanemmo in silenzio in quella stanza per un po’, poi, improvvisamente, Anna disse:

“Speravo che fosse come la volta scorsa… e lo è stato… bello, molto…” – disse lei. - "Vado a farmi una doccia, ragazzi, fate i bravi.” – e andò sculettando verso il bagno.

Restammo lì in silenzio per un attimo, io e Alberto, poi lui disse:

«Beh… direi che la doccia se l’è meritata.»

“Direi di sì” – dissi.

Io però non ero neanche venuto, però posso dire che tutto quello a cui ho assistito vale più di mille orgasmi.
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