tradimenti
Devo andare, il lavoro chiama...
sbuturamelu
11.04.2026 |
1.721 |
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"Le afferro i capelli, la tiro verso di me, mentre la tensione tra noi diventa quasi insostenibile..."
Quel l'hotel a ore è sempre lo stesso rifugio decadente. Lascio l’auto accanto alla sua, e solo quella vista mi accende qualcosa dentro. Grazie a una scusa di lavoro, sono riuscito ancora una volta a ritagliarmi questo spazio proibito. Durante il tragitto, le mani mi tremavano pensando a cosa mi avrebbe fatto Patrizia.Entro senza nemmeno bussare. Il cuore mi batte forte, quasi doloroso.
Patrizia è lì ad aspettarmi.
Le nostre vite sono intrecciate da anni, io e suo marito siamo amici stretti, quasi fratelli. Eppure tra noi è nato qualcosa di sporco, inevitabile, che ha travolto ogni regola. Qui dentro non esistono legami, né affetti. Solo desiderio, corpi e parole che fuori non diremmo mai.
Lei mi guarda, immobile, con addosso solo un reggiseno nero che fatica a contenerla. L’aria è carica, pesante, piena del suo profumo caldo.
— Vieni qui, Marco… — sussurra con voce bassa, mordendosi il labbro. — Sai già cosa voglio.
Si sfila i jeans lentamente, come se volesse farmi impazzire. Sotto, un filo di tessuto trasparente, già tradito dal desiderio.
Non resisto. La raggiungo in un attimo, le mani subito su di lei, sentendo il calore vivo del suo corpo. Lei si apre, ride piano, provocante, e si gira, invitandomi senza bisogno di parole.
— Fammi vedere quanto vali… — mormora.
La spingo sul letto senza pensarci. Il bisogno è troppo forte per qualsiasi attesa. Mi muovo contro di lei con urgenza, cercando quel contatto che ormai conosco troppo bene.
— Sì… così… — geme lei, piegandosi all’indietro. — Non fermarti, Marco…
Il ritmo cresce, sempre più intenso. Ogni movimento ci trascina più a fondo, come se non esistesse altro. Lei si aggrappa alle lenzuola, il corpo che risponde al mio.
— Ancora… più forte… — ansima, ormai senza controllo.
Quando sente che sto per cedere, cambia posizione, guidandomi con decisione.
— Qui… adesso… — ordina, con uno sguardo acceso. — Voglio sentirti davvero.
Le afferro i capelli, la tiro verso di me, mentre la tensione tra noi diventa quasi insostenibile. Il respiro si spezza, i movimenti diventano più duri, più istintivi.
— Non trattenerti… — sussurra. — Fammi perdere la testa…
Ogni gesto è più intenso del precedente. La sua pelle calda sotto le mie mani, il suo corpo che reagisce al mio, tutto diventa confuso, travolgente.
— Sei mia… — le dico a bassa voce, tra desiderio e possessività.
— Sì… — risponde senza esitare. — Solo tua…
La stringo forte mentre l’onda finale ci travolge entrambi. Il respiro si spezza, il corpo si rilassa lentamente.
Rimaniamo lì per qualche istante, immersi nel silenzio pesante della stanza.
— Wow, quanto abbiamo goduto, sarebbe da farlo tutti i giorni! — le dico, sfiorandole il fianco.
Lei sorride appena, con uno sguardo ancora acceso.
— La prossima volta… ancora di più.
Guardo l’orologio. La realtà torna a farsi sentire.
— Devo andare, il lavoro chiama — dico, rivestendomi in fretta per cancellare ogni traccia di lei da addosso.
— A presto, Marco… — sussurra con un sorriso malizioso.
Mentre guido verso casa, il suo odore sembra ancora addosso a me. La sua voce nella testa.
E so già che tornerò.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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