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INTENSI RESPIRI NEL LORO CAMPER!


di Membro VIP di Annunci69.it sbuturamelu
21.04.2026    |    45    |    0 8.0
"In quel momento apparentemente sconcertante ed insoliti per me, ammirai quel loro gesto di amore e di condivisione, un amore cosí forte tra i due che potevano permettersi di condividere tutto tra..."
La luce soffusa della sera filtrava dalle piccole finestre del camper, creando riflessi caldi sulle superfici compatte dello spazio. Tutto sembrava più vicino, più raccolto, come se ogni respiro avesse meno distanza per disperdersi. Io osservavo Stefania mentre si muoveva con naturale sicurezza tra quei pochi metri, come se conoscesse ogni angolo a memoria. Accanto a lei, Luigi rimaneva in silenzio, con quello sguardo attento, quasi devoto, che sembrava trovare il suo posto proprio lì, ai margini.
Non c’era bisogno di molte parole tra noi. Era un equilibrio costruito nel tempo, fatto di sguardi, di rispetto reciproco e di accordi impliciti.

Stefania si avvicinò a me, fermandosi a pochi centimetri e mi affero con una mano come a volerne sentire la consistenza. Nel camper, quella distanza sembrava ancora più ridotta, più carica. Mentre me lo teneva in mano suo sorriso era appena accennato, ma bastava a trasmettere una sicurezza magnetica. Io rimasi fermo, lasciando che fosse lei a guidare quel momento, come se tutto fosse già scritto nel modo in cui mi guardava.
Poi chinò il capo per raggiungere l'uccello con la bocca, sentivo la sua presenza prima ancora del suo tocco. Quando finalmente le sue dita iniziarono a muoversi su e giú lungo l'asta con un gesto leggero, cominciò a leccare la cappella passandola intorno con la lingua. Il tutto sembrava amplificato da quello spazio ristretto. Mi avvicinai appena, e subito ci trovammo quasi senza distanza, da farmi percepire il suo respiro su di me.

Luigi era lì. Non parlava, non interveniva, ma nel camper la sua presenza era impossibile da ignorare. Lo percepivo chiaramente, ogni minimo movimento, ogni variazione del suo respiro lasciava capire che era eccitato e si stava masturbano mentre ci guardava. Era sempre attento, sempre pronto a seguire i movimenti e il ritmo che Stefania sembrava dettare senza sforzo.
Lei iniziò a muoversi intorno al mio mezzo con una lentezza quasi studiata, sfruttando ogni centimetro dello spazio. Le sue mani sfioravano, si fermavano, riprendevano, lasciando una tensione sospesa nell’aria. Poi sentivo che alternava quei movimenti prendendomelo in bocca, leccandolo e succhiandolo come se avesse sete del mio latte. Io la seguivo, ma senza anticiparla, lasciandomi guidare dentro quella coreografia silenziosa.

A un certo punto si fermò davanti a me, lo sguardo fisso nei miei occhi. Poi, con un semplice gesto, coinvolse Luigi. Lui si avvicinò, con quella sua presenza discreta ma intensa, come se il suo desiderio trovasse forma proprio nel restare un passo indietro, anche in uno spazio così ristretto.
Ed è qui che lei lasciò che anche Luigi me lo prendesse in bocca, iniziando con un movimento deciso, puntandosi la cappella sulla punta delle labbra per poi affondare risucchiandomi tutto il cazzo nella sua bocca.

Non cercavo il suo sguardo, e lui non lo pretendeva, per me era la prima volta che mi facevo fare un pompino da un uomo, ero sospeso tra imbarazzo e piacere. Godevo moltissimo a sentire il cazzo che affondava nella sua gola tanto da sentire lo stimolo di stare per schizzare in bocca tutta la mia sborra.

Per fortuna che, un attimo prima dell'istante cruciale, Stefania tornò su di me con decisione interrompendo l'azione di suo marito permettendomi cosí di rimandare l'eiaculazione. Nel camper, da quel momento in poi, ogni suo movimento sembrava più diretto, più evidente. Mi guidò con sicurezza, e io risposi lasciandomi andare a quel gioco di controllo condiviso, dove ogni gesto diventava inevitabile e caricava tutti con una tremenda voglia di esplodere e godere

Cosí, Stefania mi fece cenno di sdraiarmi, si miese a cavalcioni sopra di me, mi afferrò il cazzo bello duro e lo guidò verso le grandi labbra della sua bella fica depilata. Iniziò a strusciare la cappella tra le grandi labbra facendola scorrere in mezzo avanti e indietro. Con questi movimenti la fica si bagnava sempre di piú fino a che ad un certo punto accelerò il suo respiro, e ho capito che stava per venire. In quel momento, mentre sentivo scorrere la capoella tra quelle labbra bagnate, con Stefania che la teneva ferma sul punto giusto per farla entrare, con un colpo di reni sollevo il bacino penetrandola fino in fondo e in quel preciso istante Stefania gode e, bagnandosi tutta, tira un urlo di piacere perché stava venendo.

Sentivo lo sguardo di Luigi su di noi, ancora più presente in quello spazio raccolto. Era come se non esistesse nulla al di fuori di quei pochi metri, solo noi tre, i nostri movimenti, il ritmo che si costruiva lentamente.

Luigi fece un passo avanti, minimo, ma sufficiente a rendere tutto ancora più denso. Il suo modo di osservare era cambiato, più coinvolto, più presente, come se ogni dettaglio lo attraversasse.
Stefania sembrava nutrirsi di quella attenzione. Ogni suo gesto diventava più lento, più marcato, come se volesse essere percepita in ogni sfumatura. Io mi lasciai trascinare completamente, continuando a scoparla me tre lei mi cavalcava e alternava posandosi di peso su di me per sentire tutto il cazzo dentro mentre si strusciava con la clitoride con movimenti odulatori, avanti e indietro, su di me. Nel mentre io cercavo di rimanere concentrato e sintonizzato su di lei, sul modo in cui riusciva a mantenere il controllo senza mai spezzare la fluidità.

Eppure Luigi era sempre lì. E quella consapevolezza rendeva tutto più intenso.

La scena si spostò leggermente verso la zona notte del camper, in modo naturale, senza interrompere nulla. Stefania mi guidò ancora, mantenendo quel filo invisibile tra noi. Luigi rimaneva vicino, abbastanza da essere parte di tutto, ma senza mai sovrapporsi davvero.

Ricordo quando Stefania si voltò verso di lui con uno sguardo deciso, quasi complice, tirò fuori da un cassetto uno strapon e lo indossandolo in fretta e con disinvoltura. Io restai in silenzio, quasi pietrificato ad osservare quella scena. Cosí Stefania mi disse di mettermi davanti a Luigi per farmelo succhiare da lui mentre lui, mettendosi a pecorina si faceva sodomizzare da lei con lo strapon. Luigi reagì subito, avvicinandosi ancora, entrando in quella dinamica, con la stessa precisione silenziosa eseguí i voleri di sua moglie, io assecondai quella fantasia facendomelo ciucciare la Luigi mentre la moglie se lo inculava. Ad ogni affondo di Stefania nel culo di Luigi percepivo le sue sensazioni di piacere o di dolore a seconda dell'intesitá con cui mi pompava e succhiava l'uccello.
Stavo godendo cosí tanto a farmelo succhiare, a sentire le parole dominanti di Stefania nei confronti di Luigi ed i gemito di quest'ultimo che il tempo sembrava deformarsi in quello spazio ristretto. Ogni gesto durava di più, ogni pausa si riempiva di significato. La bocca di quell'uomo, le sue mani che toccavano i testicoli e mi stimolava mentre succhiava, il suo respiro vicino al mio, il modo in cui mi ciucviava… tutto contribuiva a creare una sensazione di piacere totale e condiviso fino a che perdo il controllo. Sento caricare la sborra come se passasse dalla schiena ai testicoli per poí esplodere dalla cappella con interminabili schizzi... cosí tanti da riempire la bocca di Luigi. A questo punto Luigi sfila il cazzo dalla bocca serrando le labbra per trattenere dentro di sé ogni goccia si sperma, nel frattempo Stefania si avvicina a lui baciandolo nonostante avesse la mia sborra nella bocca, allora stesso tempo notai che entrambi, mentre si baciavano, si passavano la sborra da una bocca all'altra fino ad ingoiarla.

In quel momento apparentemente sconcertante ed insoliti per me, ammirai quel loro gesto di amore e di condivisione, un amore cosí forte tra i due che potevano permettersi di condividere tutto tra loro dall'inizio alla fine.

Quando la frenesia del l'eccitazione iniziò a rallentare, lo fece con gradualità. Stefania si allontanò appena, quel tanto che bastava per ristabilire una minima distanza, mantenendo però lo sguardo su di me.

E Luigi osservava, assorbendo ogni dettaglio, ogni sfumatura, come se quella scena esistesse da sempre anche per lui.

Quando i giochi ormai erano giunti al loro apice e a conclusione, Stefania si sdraia accanto e mi abbraccia come in un gesto di affetto e gratitudine.
Luigi rimase accanto a noi, tranquillo, con quella stessa espressione quieta e soddisfatta.

Io rimasi fermo per qualche istante, ancora immerso in quell’atmosfera densa, amplificata dallo spazio chiuso del camper.

Non dissi nulla.

Non ce n’era bisogno.

Tra noi, il silenzio aveva sempre detto tutto.

Questa coppia è strepitosa, chisssá se leggeranno mai il mio racconto della nostra esperienza, in ogni caso, spero tanto di poterli rivedere ancora.

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