tradimenti
Elena e Marco
03.10.2025 |
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"Il suo corpo tremava violentemente, i muscoli del culo che si contraevano attorno a me in spasmi di piacere..."
Mi chiamo Alex, ho trent'anni e su quel sito di incontri per coppie aperte ho conosciuto Marco e sua moglie Elena. Lui, un cinquantenne robusto con un fisico imponente e un sorriso malizioso, mi aveva confidato le sue fantasie cuckold: voleva vedere sua moglie scopata da estranei, eccitarsi guardandola godere con un uomo più giovane. Elena, una mora minuta e magra come un fuscello, sembrava timida nei messaggi. Cinquant'anni portati con grazia, ma con un velo di riservatezza che mi intrigava.Quella sera, arrivai a casa loro in un quartiere residenziale tranquillo. Marco mi aprì la porta con una stretta di mano vigorosa, i suoi occhi brillanti di eccitazione. "Benvenuto, Alex. Elena è un po' nervosa, ma si scioglierà." Lei era in soggiorno, seduta sul divano con un bicchiere di vino in mano. Indossava un abito nero attillato che accentuava la sua silhouette esile, i capelli scuri sciolti sulle spalle. Mi salutò con un sorriso impacciato, arrossendo leggermente. "Ciao... è la prima volta per noi, sai."
Ci sedemmo attorno al tavolo basso, con una bottiglia di rosso e stuzzichini. Marco prese il comando della conversazione, raccontando aneddoti piccanti sulle loro fantasie. "Voglio che tu la prenda come si deve, Alex. Elena merita di essere viziata da un ragazzo come te." Lei annuiva piano, bevendo piccoli sorsi, il suo sguardo che evitava il mio. "Marco esagera sempre," mormorò, ridendo nervosamente. L'alcool iniziava a fare effetto: un sorso dopo l'altro, il vino le scioglieva la lingua. "Non sono abituata a... parlare di queste cose con estranei."
Passò un'ora, e l'atmosfera si scaldò. Marco versava generosamente, incoraggiando Elena a raccontare i suoi desideri nascosti. Lei, inizialmente reticente, iniziò a confidarsi. "All'inizio pensavo fosse solo una fantasia di Marco, ma... mi eccita l'idea di essere guardata." Le sue guance si tinsero di rosso, ma il suo sorriso si fece più audace. Io ascoltai, avvicinandomi sul divano. Le sfiorai il ginocchio con la mano, e lei non si ritrasse. Marco, seduto di fronte al tavolo, annuiva entusiasta, il suo respiro che si faceva pesante. "Brava, amore. Digli cosa ti piace."
Con un altro bicchiere, Elena si trasformò. La timidezza svanì, sostituita da una spigliatezza inaspettata. "Voglio che mi tocchi, Alex. Marco, guardami mentre lo fa." Si alzò, tirandomi per la mano verso il divano. Non andammo in camera: l'eccitazione era troppa per aspettare. Si tolse l'abito con movimenti lenti, rivelando un corpo snello, i seni piccoli ma sodi, la pelle pallida. Era minuta, quasi fragile, ma i suoi occhi bruciavano di desiderio. "Scopami qui, Alex. Fammi tua davanti a lui." Marco si sistemò al tavolo, slacciandosi i pantaloni per masturbarsi piano, il suo sguardo fisso su di noi, eccitato dalla vista di sua moglie posseduta da un estraneo.
Iniziai baciandola con passione sul divano, le mie mani che esploravano la sua magrezza, accarezzando le curve sottili dei fianchi. Elena gemette piano, spingendosi contro di me. "Più forte," sussurrò, la voce ora spinta e diretta. L'alcool l'aveva resa audace: "Marco, dimmi quanto ti eccita vedermi così." Lui ansimò, la mano che scivolava su e giù sul suo membro eretto: "Sei una dea, amore. Prendilo tutto."
La spinsi contro i cuscini, le mie labbra che scesero sul suo collo, sui seni. Succhiavo i capezzoli duri, mordicchiandoli leggermente, mentre le mie dita si insinuarono tra le sue cosce snelle. Era già bagnata, il suo corpo minuto che tremava di anticipazione. "Sì, toccami lì," ordinò Elena, le sue mani che afferravano i miei capelli. Iniziai a penetrarla con le dita, lentamente all'inizio, poi più veloce, mentre lei inarcava la schiena. "Cazzo, Alex, sei bravo... Marco, guarda come mi fa bagnare!" Il marito gemette dal tavolo, accelerando il ritmo della sua masturbazione, gli occhi spalancati.
Non potevo più aspettare. Le aprii le gambe magre, posizionandomi sopra di lei in posizione missionaria. Entrai piano, sentendo il suo calore stringersi attorno a me. Elena urlò di piacere, le unghie che graffiavano la mia schiena. "Più profondo! Scopami come una troia!" Le sue parole si facevano sempre più porche, l'eccitazione che montava. Affondavo con forza, il divano che cigolava sotto i nostri movimenti. Lei si dimenava, spingendo i fianchi contro i miei, i suoi gemiti che riempivano la stanza. Marco, dal tavolo, ansimava: "Continua, amore, fai vedere quanto ti piace."
Cambiammo posizione: la feci girare, mettendola a pecorina sul divano. Le sue ginocchia ossute affondarono nei cuscini, il culo piccolo e sodo esposto. La penetrai da dietro, afferrandole i fianchi magri per spingere con ritmo costante. "Sì, cazzo, così! Più forte, Alex!" gridò Elena, ora completamente disinibita, la voce rotta dal piacere. Si voltò verso Marco, un sorriso malizioso sul viso sudato: "Guardami, marito mio... sto venendo per lui!" Io accelerai, schiaffeggiando leggermente le sue natiche pallide, sentendola contrarsi attorno a me. Il suo orgasmo arrivò come un'onda, facendola tremare e urlare, ma non ci fermammo.
Lei voleva di più. Si mise cavalcioni su di me, montandomi come una furia. Il suo corpo minuto si muoveva con energia sorprendente, i seni che ballavano mentre rimbalzava sul mio cazzo. "Che bel cazzo che hai Alex!! Sono fradicia..." Le sue parole erano sporche, eccitate, l'alcool e il desiderio che la rendevano una pantera. Afferrò i miei polsi, guidandomi le mani sui suoi fianchi, mentre ruotava i fianchi in cerchi lenti e poi veloci. Io spinsi dal basso, incontrando ogni suo movimento, i nostri corpi che sbattevano in un ritmo frenetico. Marco, al tavolo, era al limite: "Dio, Elena, sei incredibile... continua!"
Poi, in un impeto di audacia, Elena rallentò i movimenti, ansimando pesantemente con il sudore che le colava lungo la schiena magra. Si chinò su di me, i suoi capelli scuri che mi sfioravano il viso, e sussurrò con voce rauca e porca: "Voglio che mi prendi il culo. Fammelo sentire profondo, fammi impazzire." Il suo sguardo era selvaggio, completamente trasformata dalla notte in una creatura insaziabile. Marco, dal tavolo, annuì entusiasta, la mano che pompava furiosamente sul suo membro gonfio: "Sì, amore, fallo! Mostrami quanto sei troia."
Non persi tempo. La feci girare di nuovo a pecorina sul divano, le sue ginocchia che affondavano nei cuscini morbidi. Allungai la mano verso il tavolino dove Marco aveva lasciato una bottiglietta di lubrificante – evidentemente preparati per l'occasione. Ne versai una generosa quantità sulle dita, scaldandolo tra le mani prima di spalmarlo sul suo culo stretto e invitante. Elena tremava di anticipazione, il suo corpo minuto che si inarcava verso di me. Gemette, spingendo i fianchi indietro per facilitarmi. Infilai un dito piano, lubrificandola all'interno, sentendo i suoi muscoli contrarsi e rilassarsi man mano che si abituava. Aggiunsi un secondo dito, ruotandoli lentamente, mentre lei ansimava: "Cazzo, Alex..." Marco guardava rapito, masturbandosi con colpi lenti e deliberati: "Sei perfetta, Elena... dimmi come ti senti."
Lei rise, una risata bassa e porca: "Mi sento una puttana, Marco. E mi piace!" Il suo respiro si fece irregolare mentre io continuavo a prepararla, le dita che scivolavano dentro e fuori con facilità crescente. Ritirai le dita e applicai altro lubrificante sul mio cazzo pulsante, posizionandomi dietro di lei. "Pronta?" le chiesi, e lei annuì freneticamente: "Sì, ma entra piano, è da anni che Marco non mi scopa il culo". Entrai con delicatezza, la punta che superava l'anello stretto dei suoi muscoli, sentendo un calore intenso e una resistenza che cedeva gradualmente. Elena gemette forte, un misto di dolore e piacere puro: "Oh dio, è grosso... piano, piano... ah, sì, così!" Si spinse indietro piano, accogliendomi centimetro dopo centimetro, il suo corpo magro che si tendeva come una corda.
Man mano che entravo completamente, iniziai a muovermi con un ritmo lento, lasciandole il tempo di adattarsi. Le mie mani stringevano i suoi glutei sodi ma magri, separandoli leggermente per affondare più profondo. Lei urlò: "Muoviti di più, Alex, scopami il culo come si deve!" Accelerai gradualmente, i colpi che diventavano più fluidi, il lubrificante che rendeva tutto scivoloso e intenso. Elena si dimenava sotto di me, le sue mani che afferravano i cuscini del divano, urlando parole sporche: "Più forte! Rompimi il culo, Alex! Marco, guarda come godo... sto per venire di nuovo!" Il marito, al tavolo, accelerò il suo ritmo, gemendo: "Sei una dea, amore!"
Cambiammo leggermente posizione: la feci appoggiare sul bracciolo del divano per un'angolazione migliore, penetrandola da dietro con spinte più profonde. Il suo corpo tremava violentemente, i muscoli del culo che si contraevano attorno a me in spasmi di piacere. "Oh cazzo, sto venendo di nuovo... Oh cazzo sto venendo dal culo..." gridò, raggiungendo un orgasmo intenso e rumoroso, il suo intero essere che si irrigidiva e poi si scioglieva in ondate di estasi. Io continuai a pompare, sentendo il mio culmine avvicinarsi, le sue urla che mi spingevano oltre il limite. "Vengo anch'io..." ansimai, esplodendo in lei con un ultimo affondo potente, riempiendola, mentre il suo corpo ancora vibrava.
Esausti, collassammo sul divano. Elena, ancora accaldata e ansimante, si voltò verso Marco, "Grazie per avermi spinta, amore." Lui, soddisfatto e svuotato, sorrise dal tavolo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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