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Lui & Lei

La vicina (Parte 1)


di ilgenovese
17.06.2024    |    1.541    |    0 8.5
"Un bellissimo mini perizoma nero che mostrava in trasparenza una vagina non completamente rasata ma molto curata..."
Questo racconto è basato su un fatto realmente accaduto ma con alcune parti romanzate. È diviso in più parti e racconta della lunga frequentazione che ho avuto con questa persona nell'ultimo anno. Buona lettura!

Tutto è successo più o meno un anno fa. I vicini di casa, abitanti storici dell'appartamento del piano di sotto, decidono di vendere ed andare a vivere in campagna.

Al loro posto arriva una signora sulla cinquantina. Alta più o meno 1.60, molto curata nel trucco e nel vestire.
Da quanto è arrivata l'ho incontrata sempre per le scale, tutte le volte aveva il rossetto, un bel trucco sugli occhi ma mai troppo pesante, tacchi, calze nere e un vestito elegante, sempre di colori diversi ma lungo fino un po' sopra il ginocchio. Il portamento e l'atteggiamento è quello di una persona decisa e sicura che negli anni ha saputo dire il fatto suo ma purtroppo l'età ha fatto il suo inesorabile corso e questo si vede sul fisico che ormai non è più giovanile come un tempo.
Con me, come con gli altri abitanti del palazzo, si è rivelata fin da subito gentile e cortese, ha conosciuto tutti e sembra si sia ambientata molto bene nello stabile.

Io mi ero accorto che era senza fede e non l'avevo mai vista con nessuno, inoltre, da porco quale sono, il detto "non c'è cosa più divina che scoparsi la vicina" risuonava nella mia testa ogni volta che la incontravo. Nove mesi fa ci incrociamo per le scale, come al solito ci salutiamo e scambiamo qualche convenevole finché non mi chiede se le potevo dare una mano a spostare delle vecchie enciclopedie pesanti che aveva in casa di cui voleva sbarazzarsene.

La seguo in casa, il suo appartamento è molto più grande del mio. Due camere da letto, salone bello grande con cucina ad isola tutto arredato secondo lo stile minimalista. La vicina oltre che ad essere molto intrigante era anche una che evidentemente faceva un lavoro che le permetteva uno stile di vita molto agiato!

I libri si trovavano in cima ad una libreria abbastanza alta, mi fece vedere la scala nello sgabuzzino e dopo che la spostai nel punto giusto mi disse che prima di spostarli li doveva spolverare altrimenti avrei inzozzato tutta la casa. Nel fare ciò salì i quattro gradini e si sporse per spolverare con un panno umido e non potei fare a meno di non notare che quelle che pensavo fossero normali calze in realtà erano auto reggenti. Il vestito che indossava aveva uno spacco abbastanza alto da permettermi di vedere, dalla posizione in basso in cui mi trovavo, la fine delle calze nere con l'elastico decorato in pizzo, nero anch'esso.
"Ah, però la vicina, mica male eh?" pensai, ovviamente non ci volle molto per farmi scoprire mentre fissavo con sempre più intensità quello spacco. Anche perché era salita ancora di un gradino e a questo punto si vedeva benissimo che indossava anche un perizoma anch'esso in pizzo nero.

I nostri sguardi si incrociarono, si capiva benissimo che mi aveva visto mentre sbirciavo, si capiva benissimo anche perché i miei pantaloni avevano assunto un bel rigonfiamento proprio sotto la cintura, cosa che la vicina non ci mise molto a notare.
"Sa, sei veramente una bella donna, vederti in auto reggenti mi eccitato parecchio, non lo posso negare..." incalzai io, tanto ormai.
"Fammi indovinare, sarai mica uno di quei ragazzi che sognano di farsi una MILF? Come si dice oggi" chiese lei.

La frase di per se era secca e decisa ma l'intonazione era quasi scherzosa. Difficile da capire ma ormai avevo iniziato a scoprire le carte, non potevo tirarmi indietro. Del resto mi era sembrata comunque una persona alla mano, di certo non si sarebbe offesa, tutto al più mi avrebbe mandato gentilmente a "pascolare".

"Beh, è sempre stato un mio sogno, non posso negarlo. Beccato in pieno!" risposi sinceramente (anche se in realtà avevo già avuto rapporti con donne più grandi di me).
"Immaginavo, va bene, vediamo che sai fare allora..." disse lei.

Non me lo feci ripetere due volte. Nel frattempo era scesa dalla scala, quindi la presi e la spinsi non troppo gentilmente sul divano, vidi che apprezzò questa piccola violenza, anzi, mi sembrava che quest'atteggiamento l'avesse eccitata. Provai ad andare un pochettino più in là.
"Così ti piace provocare ed eccitare i ragazzi più giovani di te, eh?" chiesi.
"Sì, ogni tanto mi piace fare la troia", la signora stava al gioco e quindi perché non giocare?
Intanto lei era seduta a gambe aperte sul divano, la gonna era salita e si vedevano chiaramente le sue gambe avvolte da auto reggenti nere che finivano a metà coscia. Un bellissimo mini perizoma nero che mostrava in trasparenza una vagina non completamente rasata ma molto curata.
"Quando ti ho visto vestita così ho capito che oltre che a essere eccitante eri anche una gran zoccola vogliosa di cazzo! Nessun problema, hai trovato quello che cerchi..." dissi
"Oh, sì, sono una troia a cui piace il cazzo, fammi quello che vuoi" rispose. Sembrava sapesse il fatto suo.
"Certo Troia, chiamami Padrone, poi sbottonami la cintura e i pantaloni, toglimi le mutante e poi fammi vedere quanto sei brava a succhiare il cazzo, senza mai toccarlo con le mani".
"Va bene, Padrone".

Dopo avermi tolto mutande e pantaloni si vide che notò quanto era cresciuto il mio pene, forse non si aspettava fossero 18cm, effettivamente quando non è duro non si direbbe, comunque per lei non fu certo un problema. Lo fece scomparire tutto quanto in gola. Era veramente brava nell'arte oratoria, non c'è che dire. Andava avanti e indietro con una bella foga, ogni tot si fermava a lubrificare l'asta con la saliva sputandoci sopra. Poi ritornava a succhiarlo avidamente come se da quello dipendesse la sua vita. Era ingorda e zoccola, lo prendeva tutto in gola e poi mi guardava negli occhi come a dire "sono la tua cagna e il tuo cazzo è la mia vita".

Allora la presi per la testa e inizi a scoparla in gola ancora più forte, lei era eccitatissima, si intravedeva il divano che iniziava ad essere umido per gli umori che avevano già inzuppato tutte le mutande e questo era solo l'inizio... Continua...
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