Lui & Lei
La vicina (Parte 2)
01.10.2025 |
716 |
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"Con un ultimo affondo profondo, le scaricai tutto dentro, sentendo il calore della mia sborra mischiarsi ai suoi umori..."
Non riuscivo a credere a quanto fosse brava quella donna. La vicina, che fino a poco prima era solo una signora elegante del palazzo, ora si era trasformata in una vera e propria macchina del sesso. Teneva il mio cazzo tutto in gola, con gli occhi che lacrimavano per lo sforzo, ma non si fermava. Anzi, sembrava goderne. Io le tenevo la testa ferma, spingendo i fianchi avanti e indietro come se stessi scopando una figa stretta. "Brava, troia, succhialo tutto, fammi vedere quanto sei affamata di questo uccello," le dissi, con la voce rauca dall'eccitazione.Lei emise un gemito soffocato, ma non si ritrasse. Al contrario, con la lingua giocava intorno all'asta mentre io la pompavo in bocca. Il divano sotto di lei era già bagnato fradicio; vedevo gli umori colarle lungo le cosce, impregnando le autoreggenti nere e quel minuscolo perizoma che ormai non nascondeva più nulla. La sua figa era lì, in bella vista, con quel pelo curato che la rendeva ancora più invitante. "Padrone, il tuo cazzo è così grosso... mi sta facendo impazzire," biascicò lei quando la lasciai respirare per un attimo, con la saliva che le colava dal mento.
Non ce la facevo più a resistere. La tirai su per i capelli, non troppo delicatamente, e la feci girare. "Ora tocca a te, zoccola. Mettiti a pecora sul divano, voglio leccartela tutta." Lei obbedì all'istante, inarcando la schiena e spingendo il culo verso di me. Il vestito era risalito fino alla vita, rivelando quel perizoma nero che le divideva le chiappe sode. Per una donna sui cinquanta, aveva un fisico che molte ventenni si sognavano: curve al posto giusto, pelle liscia nonostante l'età, e un'aria di esperienza che mi faceva bollire il sangue.
Le abbassai il perizoma con un gesto secco, e lì eccola: la sua figa bagnata, gonfia di desiderio, con labbra rosee che imploravano di essere toccate. Mi inginocchiai dietro di lei e affondai la faccia tra le sue cosce. Il sapore era dolce e salato, un misto di eccitazione e profumo di donna matura. Leccai piano all'inizio, girando la lingua intorno al clitoride, poi più forte, succhiandolo come se fosse una caramella. Lei si dimenava, spingendo il culo contro la mia bocca. "Oh sì, Padrone... leccami la figa, fammi urlare come una cagna in calore!" gridava, afferrando i cuscini del divano per non cadere.
Mentre la leccavo, infilai due dita dentro di lei. Era strettissima, nonostante tutto, e i muscoli si contraevano intorno alle mie dita come se volessero risucchiarmele. La scopavo con la mano, avanti e indietro, sentendo i suoi succhi colare sulle mie nocche. "Sei fradicia, troia. Ti piace farti leccare dalla lingua di un ragazzo più giovane, eh? Dimmi quanto sei vogliosa." Lei ansimava, quasi senza fiato: "Sì, Padrone... sono la tua troia matura, mi eccita farmi sbattere da un cazzo giovane e duro. Non fermarti, ti prego!"
Non potevo aspettare oltre. Mi alzai, con il cazzo che pulsava dolorosamente, e lo puntai dritto contro la sua entrata. "Ora ti scopo, zoccola. Prendilo tutto." Affondai in un colpo solo, sentendola gemere forte. Era calda, bagnata, e si adattava perfettamente intorno a me. Iniziai a pompare, lentamente all'inizio, godendomi ogni centimetro che entrava e usciva. Le sue autoreggenti sfregavano contro le mie cosce, e il suono dei nostri corpi che sbattevano riempiva la stanza. "Più forte, Padrone! Scopami come una puttana!" implorava lei, girando la testa per guardarmi con occhi pieni di lussuria.
Aumentai il ritmo, afferrandole i fianchi e tirandola verso di me a ogni affondo. Il divano scricchiolava sotto di noi, e io le davo schiaffi leggeri sul culo, lasciando impronte rosse sulla pelle chiara. "Dimmi che sei la mia schiava del cazzo, troia. Dimmi che vuoi essere riempita dalla mia sborra." Lei urlava: "Sì, sono la tua schiava! Riempimi la figa, Padrone, fammi sentire quanto sei porco!"
Continuammo così per minuti che sembrarono ore. La girai sulla schiena, le aprii le gambe e ricominciai a scoparla, guardandola in faccia. Il suo trucco era sbavato, il rossetto sparso, ma era bellissima in quel momento di puro abbandono. Le succhiai i capezzoli attraverso la camicetta, sentendola contrarsi intorno al mio cazzo. Stava per venire, lo sentivo dai tremori del suo corpo. "Vengo, Padrone... oh cazzo, sto venendo!" gridò, arcuando la schiena mentre un orgasmo la scuoteva tutta.
Non ressi più. Con un ultimo affondo profondo, le scaricai tutto dentro, sentendo il calore della mia sborra mischiarsi ai suoi umori. Crollammo sul divano, ansimanti, sudati. "Non è finita qui, troia," le dissi, accarezzandole una coscia. "Questo è solo l'inizio della nostra frequentazione."
Ma non potevo immaginare cosa sarebbe successo nei mesi successivi. La vicina non era solo una MILF vogliosa; aveva segreti e desideri che mi avrebbero portato in un turbine di avventure sempre più spinte. Qualche giorno dopo, mi invitò di nuovo da lei, ma stavolta con una sorpresa che mi lasciò a bocca aperta...
Continua...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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