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Lui & Lei

Marco e la professoressa


di ilgenovese
01.10.2025    |    6.813    |    2 9.2
"Prese il suo membro e lo guidò dentro di sé, lentamente, centimetro per centimetro..."
Marco aveva vent'anni e studiava ingegneria all'università. Viveva in un vecchio palazzo nel centro della città, un posto con scale cigolanti e ascensori che sembravano appartenere a un'altra epoca. Al piano di sopra c'era Anna, una professoressa di letteratura di cinquant'anni, con un'eleganza che non passava inosservata. I suoi capelli castani, striati di grigio, le incorniciavano un viso maturo e affascinante, e il suo corpo, ancora tonico grazie alle lezioni di yoga che teneva per hobby, emanava una sensualità discreta. Si incontravano spesso in ascensore o nel cortile interno, scambiando saluti cordiali. Marco era sempre colpito dal suo sorriso sicuro, dal modo in cui lo guardava come se vedesse oltre la sua giovinezza.

Era una di quelle sere d'estate afose, quando l'aria era densa di calore e il sole tramontava tardi, tingendo il cielo di arancione. Marco stava rientrando da una giornata di studio, sudato e stanco, quando incontrò Anna sul pianerottolo. Indossava un abito leggero, floreale, che le accarezzava le curve generose, e teneva in mano una borsa della spesa. "Ciao, Marco," disse con quella voce calda e avvolgente. "Sembri esausto. Che ne dici di salire da me per un bicchiere di limonata fresca? Ho appena finito di correggere alcuni compiti, e un po' di compagnia mi farebbe piacere."

Marco esitò un attimo, ma l'invito era troppo allettante. "Volentieri, professoressa," rispose, sorridendo. Salirono insieme, e una volta entrati nel suo appartamento, l'aria condizionata li avvolse come una carezza. L'appartamento di Anna era accogliente: libri ovunque, quadri astratti alle pareti, e un balcone che dava sul cortile. Preparò la limonata, e si sedettero sul divano, chiacchierando di università, libri e vita quotidiana. Marco non riusciva a staccare gli occhi dalle sue gambe accavallate, dal modo in cui il tessuto dell'abito le scivolava sulla pelle abbronzata.

Mentre il sole calava, la conversazione si fece più intima. Anna parlò della sua solitudine dopo il divorzio, di come la vita da professoressa la tenesse impegnata ma non sempre appagata. Marco, incoraggiato dal suo candore, ammise di sentirsi attratto da donne mature, da quell'esperienza che le sue coetanee non potevano offrire. I loro sguardi si incrociarono, carichi di tensione. Fu Anna a fare la prima mossa: posò una mano sulla sua gamba, sfiorandola con le dita. "Sai, Marco, sei un ragazzo affascinante. Non ho mai pensato di... ma stasera, con questo caldo, tutto sembra possibile."

Marco sentì un brivido. Si chinò verso di lei, e le loro labbra si incontrarono in un bacio lento, esplorativo. La bocca di Anna era morbida, esperta; la sua lingua danzava con la sua, guidandolo in un ritmo che lo fece eccitare all'istante. Le mani di lui salirono ai suoi capelli, mentre quelle di lei gli accarezzavano il petto sotto la maglietta. Si alzarono dal divano, ancora avvinghiati, e si diressero verso la camera da letto. L'aria era calda, impregnata dell'odore di lavanda delle lenzuola fresche.

Anna lo spinse dolcemente sul letto, un grande letto matrimoniale con cuscini morbidi. Si tolse l'abito con un gesto fluido, rivelando un reggiseno di pizzo nero che metteva in evidenza i suoi seni pieni e una mutandina coordinata. Il suo corpo, segnato dal tempo ma ancora attraente, con curve generose e una pelle liscia, lo ipnotizzò. "Toccami," sussurrò, guidando la mano di Marco sul suo seno. Lui obbedì, sfiorando i capezzoli che si indurirono sotto le sue dita. Anna gemette piano, un suono che lo eccitò ulteriormente. Si chinò su di lui, baciandolo sul collo, mentre le sue mani gli slacciavano i pantaloni. Il membro di Marco era già duro, e quando lei lo prese in mano, lo accarezzò con movimenti esperti, lenti e ritmati, facendolo ansimare.

Marco la fece sdraiare, esplorando il suo corpo con le labbra. Baciò i suoi seni, succhiando i capezzoli con delicatezza prima, poi con più intensità, mentre le sue mani scivolavano tra le sue cosce. Anna inarcò la schiena, guidandolo: "Sì, lì... tocca piano." Le sue dita trovarono il suo sesso umido, e lui la accarezzò, sentendo il suo calore pulsare. Anna era bagnata, pronta, e i suoi gemiti si fecero più forti mentre lui la stimolava con cerchi lenti sul clitoride. "Non fermarti," mormorò, afferrandogli i capelli.

Si scambiarono posizioni. Anna si mise sopra di lui, cavalcandolo con movimenti fluidi. Prese il suo membro e lo guidò dentro di sé, lentamente, centimetro per centimetro. Marco trattenne il fiato: era stretta, calda, e il suo corpo lo avvolse completamente. Iniziò a muoversi, su e giù, con un ritmo che accelerava gradualmente. I suoi seni ondeggiavano, e lui li afferrò, stringendoli mentre lei cavalcava più forte. "Dio, sei incredibile," gemette Marco, sentendo il piacere montare. Anna sorrise, ansimando: "Dimostramelo, ragazzo mio."

Cambiarono posizione: Marco la fece girare, penetrandola da dietro. Le sue mani afferrarono i fianchi di lei, spingendo con forza ma controllata. Anna si inarcò, spingendosi contro di lui, i loro corpi sudati che si scontravano in un ritmo primordiale. Lui le accarezzò la schiena, scendendo fino al sedere, stringendolo mentre affondava più a fondo. I gemiti di Anna echeggiavano nella stanza: "Più forte... sì, così!" Il piacere era intenso, elettrico; Marco sentiva il suo orgasmo avvicinarsi, ma voleva farla venire prima. Allungò una mano sotto di lei, stimolando di nuovo il clitoride mentre la penetrava.

Anna esplose per prima, il suo corpo tremò in un orgasmo potente, le pareti del suo sesso che si contraevano attorno a lui. "Oh, Marco... sì!" gridò, stringendo le lenzuola. Quello fu troppo per lui: con poche spinte finali, venne dentro di lei, un'onda di piacere che lo travolse, facendolo collassare sopra di lei. Rimasero lì, ansimanti, sudati, con i corpi intrecciati. Anna si girò, baciandolo dolcemente. "È stato... meraviglioso," disse, accarezzandogli il viso.

Passarono il resto della serata a coccolarsi, parlando e ridendo sotto le lenzuola. Marco si sentiva vivo, trasformato dall'esperienza. Anna, con la sua maturità, gli aveva insegnato più di quanto qualsiasi lezione universitaria potesse fare. Quando se ne andò, sapevano che non sarebbe stata l'ultima volta. L'estate era appena iniziata, e il palazzo sembrava ora un nido di segreti condivisi.
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