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Lui & Lei

Marco e Valeria


di ilgenovese
17.10.2025    |    151    |    0 8.0
"Seduta di fronte a lui, vide come i suoi occhi cadevano spesso tra le sue gambe, e quella attenzione la fece bagnare..."
Marco camminava per le strade affollate del centro città in quel torrido pomeriggio estivo. Il sole picchiava forte, e l'aria era densa di umidità, ma nulla poteva distrarlo dal suo obiettivo: trovare un po' di distrazione dalla routine quotidiana. Aveva 30 anni, un fisico atletico scolpito da ore in palestra, capelli corti e un look casual con jeans e una maglietta verde militare oversize che nascondeva a malapena i muscoli definiti. Sembrava il classico "bravo ragazzo", uno di quelli che aiuta la vecchietta ad attraversare la strada, ma sotto quella facciata si nascondeva un predatore sessuale, un amante del dominio. Amava legare, frustare, comandare, trasformare il piacere in un gioco di potere dove lui era il padrone assoluto.

Fu allora che la vide: Valeria, una visione che lo colpì come un pugno allo stomaco. Aveva solo 20 anni, era alta appena 1,50 metri, con capelli neri lisci che le arrivavano alle spalle, incorniciati da una frangetta sbarazzina. Il rossetto rosso acceso le dava un'aria da lolita provocante, e l'eyeliner marcato accentuava i suoi occhi scuri, pieni di malizia. Indossava un vestitino leopardato così corto che sembrava una seconda pelle, e ogni passo lo faceva salire, rivelando sprazzi del suo culo sodo e invitante. Senza reggiseno, i suoi seni piccoli ma sodi premevano contro il tessuto, e si intravedevano nitidamente i due piercing sui capezzoli, che spuntavano come piccoli tesori proibiti. Camminava con un'andatura sicura, ignorando gli sguardi famelici degli uomini intorno a lei.

Marco non poté resistere. "Ehi, scusa," le disse avvicinandosi con un sorriso disarmante, bloccandole gentilmente il cammino. "Non voglio sembrarti il solito stronzo, ma sei stupenda. Mi chiamo Marco, e non potevo lasciarti passare senza dirtelo."

Valeria si fermò, stranita all'inizio. Era abituata agli approcci: con quel corpo da bambolina provocante, ogni giorno c'erano idioti che ci provavano. Ma lui... lui aveva qualcosa di diverso. Non era solo carino, con quel fisico imponente da 1,80 metri che la faceva sentire minuscola al confronto. Era il modo in cui parlava, con una voce bassa e sicura, piena di domande che andavano oltre il banale. "Cosa fai qui in giro? Sembri una che ha storie da raccontare." Lei arrossì leggermente, imbarazzata, ma dopo un paio di battute si sciolse. Non sembrava un maniaco; era solo un altro ammiratore, ma con un'aura misteriosa che la incuriosiva. Stava per incontrare un'amica, ma decise di dargli una chance. "Ok, va bene" gli disse, e si scambiarono i numeri, "Ci sentiamo dopo."

Marco non perse tempo. Qualche ora dopo, le scrisse: "Ehi, Valeria. Che ne dici di un caffè? Sono libero ora." Lei accettò, dandogli appuntamento in centro mezz'ora dopo. Si incontrarono alle 16, con il caldo che ancora opprimeva la città piena di turisti. "Troppa gente qui," propose lui con un ghigno. "Abito vicino, andiamo da me? Ho una macchina del caffè che fa meraviglie." Valeria esitò un secondo, ma quell'eccitazione sottile la spinse ad accettare. "Ok, andiamo."

Arrivarono nel suo appartamento moderno, arredato in modo minimalista. Si sedettero in sala, sul divano morbido. Valeria si accomodò con grazia, ma il vestitino stretto salì di nuovo, rivelando il perizoma leopardato che copriva a malapena la sua fighetta depilata. Marco preparò i caffè, ma il suo cazzo era già duro come il marmo nei jeans. La guardava con occhi famelici, attirato da lei in modo animalesco. Avrebbe voluto sbatterla sul tavolo lì e subito, legarla e farla urlare di piacere e dolore. Si contenne, ma l'erezione era evidente, un rigonfiamento grosso e pulsante che tendeva il tessuto.

Valeria lo notò subito. Seduta di fronte a lui, vide come i suoi occhi cadevano spesso tra le sue gambe, e quella attenzione la fece bagnare. Si sentiva eccitata, il perizoma già umido. Decise di provocarlo: cambiò l'accavallamento delle gambe un paio di volte, aprendo leggermente le cosce. Vide il suo cazzo sussultare nei pantaloni, e sorrise tra sé. Le chiacchiere continuavano: parlavano di viaggi, di vita quotidiana, ma l'aria era carica di tensione sessuale.

Poi, lei chiese: "Ma dimmi... perché mi hai fermato oggi?" Marco non si fece pregare. "Perché sei fottutamente sexy, Valeria. Ti ho vista e ho pensato: 'Devo averla'. Non sono il tipo da giri di parole." Lei sorrise, mordicchiandosi il labbro. Lo sapeva già, e lo voleva. Lui sembrava un bravo ragazzo, ma i suoi discorsi trasudavano mistero, dominio. Scavallò le gambe, allargandole leggermente, e scivolò sul bordo della sedia, il vestitino che saliva ancora di più, esponendo il perizoma bagnato.

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