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FOLLIA EROTICA


di Membro VIP di Annunci69.it MatSig
15.02.2024    |    1.585    |    8 9.9
"Immaginavo Ella trasfigurata, intenta a soddisfare ogni desiderio di Luìs in preda a un raptus erotico..."
Una domenica fuori dall'ordinario
Tutto ebbe inizio un venerdì durante la pausa pranzo, quando ricevetti un messaggio da Luìs:
«Domenica sera voglio che porti tua moglie a battere!»

Rimasi spiazzato. «Non ho capito...in che senso "a battere"?» risposi.

«Nel senso che dovrai portarla al parcheggio dello stadio di Novara vestita solo di autoreggenti e reggiseno, con sopra un cappotto nero e scarpe nere tacco 12.»

«Ma dai, non scherzare!» replicai, cercando di nascondere il brivido che mi correva lungo la schiena. «Mia moglie non lo farà mai. E poi, sai che ci teniamo alla nostra privacy, qualcuno potrebbe riconoscerla.»

Luìs fu perentorio: «Primo, perché te lo ordino; secondo, perché ho già chiamato tua moglie e le ho detto di eseguire attentamente le istruzioni che ti lascerò. Portala all'ingresso Est del parcheggio, falla scendere dall'auto e vattene. Tranquillo, sarò nei pressi, ma non dirlo a lei. Al momento giusto arriverò, la caricherò in macchina e... mica ti posso raccontare tutto.»

«Ok, eseguo» conclusi, ormai sopraffatto dall'idea.

«Bravo cornuto...se farai tutto bene, ti prometto che farò qualche videochiamata, in modo che tu possa renderti conto di quanto sia perversa tua moglie.»

Da cuckold, il pensiero di mia moglie sola, vestita in modo provocante in un luogo frequentato da sconosciuti in cerca di avventure, era una situazione nuova e ad alto rischio che mi trasmetteva brividi d'eccitazione pura.

L'attesa e la trasformazione
A casa nostra fu una domenica carica di tensione. Ella era sulle spine; chiese più volte se sapessi cosa avesse in mente Luìs, fino a quando una telefonata di lui spazzò via l'incertezza:
«Ciao, ti stai preparando? O sei ancora lì ad arrovellarti il cervello? Fidati, come hai sempre fatto...TU SEI MIA.»

Poco dopo, lei si rivolse a me con un piglio diverso: «Cornutone...io sono pronta, dai, se no facciamo tardi!»

L'umore di Ella era decisamente cambiato; era bastata quella breve telefonata per stemperare tutta la tensione. Il sentirsi "sua" e desiderata era stata la chiave per lasciarsi andare a una serata fuori dall'ordinario.

L'abbandono allo stadio
Arrivammo all'ingresso Est dello stadio. Notai alcune auto parcheggiate nei punti più illuminati, ma non riuscii a scorgere quella di Luìs. Mi fermai nel punto indicato e presi la mano di Ella: era di ghiaccio.
«Sei veramente sexy» esclamai.
Ci guardammo negli occhi: c'era amore, fiducia e complicità. Ci baciammo ed Ella, scendendo, disse: «A dopo tesoro, fai il bravo. Ciao ciao!»

Mi avviai lentamente, osservando dagli specchietti retrovisori la sagoma di mia moglie che si posizionava sotto un lampione. Poco prima di svoltare, la vidi sbottonarsi il cappotto in modo da mostrare il suo corpo. La mia eccitazione, mista a sofferenza, salì alle stelle.

L'osservazione clandestina
Decisi di trasgredire agli ordini. Feci il giro dell'isolato e mi appostai in penombra, a circa un centinaio di metri. La vidi passeggiare nervosamente. Sapevo che Ella, donna di natura remissiva, adorava sottomettersi ai desideri del suo amante per liberarsi dalle tensioni accumulate.

All'improvviso, un'auto si avviò a fari spenti, fermandosi a pochi passi da lei. Vederla a bordo strada vestita in quel modo, mentre parlava e sorrideva con uno sconosciuto, mi creava un disagio fortissimo, eppure ero così geloso ed eccitato da avere un'erezione.

Lo sconosciuto, un ragazzo giovane e prestante, scese dall'auto. Dopo poche parole lei aprì completamente il cappotto. Lui le posò le mani sui fianchi e la baciò con passione, palpeggiandole il sedere. Vidi Ella spalancare le gambe per lasciarsi penetrare dalle sue dita, senza mai staccare le labbra dalla bocca del giovane.


Fu allora che arrivò Luìs. Senza scendere dall'auto, ordinò a Ella di salire. Parlò brevemente con il ragazzo, che subito li seguì con la propria vettura verso una zona buia del parcheggio. Mi spostai per osservare meglio: grazie alla luce di cortesia accesa, vidi Ella nuda, china a succhiare avidamente il membro del suo amante, mentre il giovane, all'esterno dell'abitacolo, la palpeggiava masturbandosi velocemente. Dopo pochi minuti, il ragazzo eiaculò, si salutarono e l'auto di Luìs ripartì a tutta velocità.

Poco dopo, il mio telefono squillò. Era Luìs.
«Ti ho visto, sai...non avresti dovuto andartene? Allora, cornuto, cosa pensi di questa trasformazione? Ti basti sapere che da ora tua moglie è la mia "puttana". Attendi...ti vuole parlare.»

«Ciao cornuto!» esordì Ella, con voce eccitata. «Siamo passati davanti a una pattuglia mentre glielo succhiavo... pensa se ci fermavano! Non ho neanche le mutande! Ora ti lascio, devo soddisfare il mio padrone. Ti confesso che trovo molto eccitante fare la puttana. Più tardi ti faccio una videochiamata.»

Il Banchetto del Disonore
L'auto di Luìs sfrecciò via. Immaginavo Ella trasfigurata, intenta a soddisfare ogni desiderio di Luìs in preda a un raptus erotico. Tuttavia, lui la fermò un istante prima del culmine. La afferrò per i capelli, ordinandole seccamente: «Vestiti. Siamo arrivati.»

Per la cena, Luìs le fece indossare un abito nero con uno spacco vertiginoso. Le sussurrò: «Sei mia. Sei la mia puttanella, e lo sarai per sempre.»
Poi, rivolto idealmente a me, pronunciò la sentenza: «Il cornuto, da questo momento, non potrà più toccarti. Niente sesso, niente carezze, finché non sarò io a concederglielo.»

La Consapevolezza dello Schiavo
Non opposi resistenza. La mia unica priorità era la felicità perversa di Ella, e io godevo della mia stessa sofferenza. Al ristorante, lei superò se stessa. Con un gesto studiato lasciò cadere il tovagliolo e, quando il giovane cameriere si chinò per raccoglierlo, lei aprì le gambe mostrandogli la sua intimità.
«Mi scusi, sono stata maldestra» mormorò.
«Non si preoccupi» rispose lui sottovoce, «è un piacere servirla...e non solo a tavola.»

L'Abisso della Sottomissione
Quaranta minuti dopo arrivò la videochiamata. Luìs era seduto sul divano, nudo, mentre Ella era ai suoi piedi.
«Ora, puttana, fammi vedere quanto mi adori» ordinò Luìs.
Con docilità estrema, Ella iniziò a leccare l'ano dell'amante con devozione quasi religiosa, per poi passare ai testicoli, totalmente devota alla carne dell'uomo che l'aveva sottomessa.

L'Atto Finale: Il Marchio
L'ultima sequenza fu la mia estasi.
«Sono la sua troia porcellona...voglio la sua sborra!» gridò Ella.
Una quantità enorme di sperma inondò i suoi seni. Lei lo spalmò sulla pelle, si leccò le dita e ripulì ogni goccia dal corpo di Luìs. Poi la chiamata si interruppe.

Andai a recuperarla sotto casa di lui. Quando salì in auto, l'abitacolo fu invaso da un odore acre e selvatico. Si avvicinò e sussurrò: «Non mi sono lavata. Senti l'odore del mio uomo?»
Si sbottonò la camicetta, offrendomi i seni ancora appiccicosi: «Leccami bene, schiavo. Questo è il nostro regalo per te... cornuto.»

Passai la lingua su quella traccia di tradimento, succhiando il piacere di un altro uomo dal corpo di mia moglie, mentre il resto del mondo spariva.








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