tradimenti
Gita in bus
Ilprete20
10.04.2026 |
98 |
2
""Spero proprio di fare un'altra gita così, " pensai, mentre lui tornava al posto di guida..."
Eravamo fermi in quell'area di sosta isolata ormai da 5 minuti, gli altri passeggeri erano scesi per rinfrescarsi, ma io ero rimasta a bordo, rapita dalla figura di Marco.Lui era lì, in piedi nel corridoio, a sistemare alcune cose. Avrà avuto cinquant’anni, i capelli brizzolati tagliati corti che gli davano un’aria autoritaria ma incredibilmente magnetica. La camicia azzurra d’ordinanza, leggermente sbottonata sul collo
Mi alzai dal mio posto, avanzando lentamente verso di lui. Quando i suoi occhi incontrarono i miei, non ci fu bisogno di parole. C'era una fame antica in quello sguardo, la stanchezza di una lunga giornata che si trasformava improvvisamente in pura adrenalina...
Mi guardò intensamente, con quella saggezza di chi ne ha viste tante, ma che davanti a me sembrava aver perso ogni difesa.
"Ti ho guardata nello specchietto per chilometri," esordì lui con una voce bassa, profonda, che mi fece vibrare l'anima. "Cercavo il tuo sguardo tra tutti gli altri, sperando che questo momento arrivasse davvero."
Mi avvicinai ancora, finché non potei sentire il calore che emanava dalla sua camicia azzurra.
"Non eri l'unico a guardare, Marco," sussurrai, posando una mano leggera sul suo petto, sentendo il battito accelerato del suo cuore sotto il tessuto. "Ti osservavo guidare... le tue mani sul volante... mi chiedevo se fossero così decise anche con me."
Lui sorrise, un sorriso amaro e dolcissimo allo stesso tempo, mentre mi accarezzava il viso con il dorso della mano. "Sei una visione che non mi aspettavo in questo viaggio. Sei la deviazione più bella che potessi prendere."
Allora non fermiamoci, risposi, guardandolo dritto negli occhi brizzolati. Portami dove non ci sono fermate, solo noi due...
A quelle parole, la distanza tra noi si annullò del tutto. Le sue mani, grandi e lisce, quelle di chi tiene il volante per ore, si posarono sui miei fianchi, attirandomi a sé con una decisione che mi lasciò senza fiato... un bel bacio di lingua la passione di Marco era tanta mi fece cenno di spostarci e mettermi in ginocchio proprio lì, sul metallo freddo degli scalini. Quando aprì i pantaloni della divisa, rimasi letteralmente senza fiato: non avevo mai visto nulla di simile, un membro così imponente, lungo e largo Non potevo e non volevo tirarmi indietro. Cominciai a lavorare di bocca con dedizione, assaporando ogni centimetro della sua virilità, mentre lui mi accarezzava i capelli e testa con una forza quasi brutale. Andai avanti finché i muscoli della mascella non iniziarono a dolermi, ma il piacere che leggevo sul suo viso brizzolato era la mia ricompensa.
"Ora girati e non gridare," mi sussurrò all'orecchio con un tono che non ammetteva repliche. "Lui dorme, non dobbiamo svegliarlo." Si riferiva al mio compagno rimasto in fondo, ma quel rischio non faceva che alimentare il mio fuoco interiore.
Mi voltai, offrendomi a lui sulle scale. Quando entrò, sentii il suo membro enorme spingersi sempre più a fondo, colmando ogni vuoto. Il rumore dei nostri corpi che si scontravano era l'unica musica nel bus silente. Le scale, sotto di noi, iniziarono a bagnarsi dei miei liquidi, rendendo ogni movimento più fluido, più viscerale. Dopo pochi secondi ero un lago grazie a lui continuo x altri 3 minuti sulle scalette.... sentì dire Alzati ora, ordinò con il fiato corto. Mi guidò verso uno dei sedili come, quello che sembrava il posto di un'auto. Siediti qui, abbassa un pò lo schienale.
Eseguì ogni comando come in trance. Mi ritrovai con lo schienale reclinato e le gambe alzate spalancate verso di lui. Lui rimase in piedi davanti a me, una figura d'autorità che ora reclamava il suo piacere più estremo. Iniziò a spingere con una foga travolgente, nn hai mai scopato così sul sedile vero? neanche in macchina vero? mi sollevava quasi dal sedile a ogni colpo.
Sentivo dei colpi assurdi, profondi, che mi facevano vibrare fin dentro le ossa.
"Bravissima una delle poche che sa resistere .....ora voglio godere io," ringhiò tra i denti...Proprio in quel momento, sentii un calore improvviso ed esplosivo. Degli schizzi abbondanti mi inondarono all'interno, una scarica infinita, tanta quanto era grande la sua virilità. Rimanemmo così per qualche istante, ansimanti, mentre il bus tornava a essere solo un ammasso di ferro e noi due anime che avevano appena sfidato ogni regola. Ci ricomponemmo in fretta, con le gambe ancora tremanti. Mi guardò un'ultima volta, quegli occhi da cinquantenne affascinante ora carichi di una luce nuova.
- "Sei stata bravissima, una donna fantastica," mi disse sistemandosi il colletto e la camicia azzurra non ci sono come te... si lamentano x poco
-"Anche tu sei un bell’uomo e bravissimo ci sai fare... grazie," risposi io, cercando di ritrovare il respiro. scambiammo un ultimo bacio passionale carico di promesse silenziose, prima di vedere i primi passeggeri avvicinarsi alle porte. "Spero proprio di fare un'altra gita così," pensai, mentre lui tornava al posto di guida.....
Tieni Marco questo è il mio numero....Mentre in lontananza sentivamo le prime voci dei passeggeri che tornavano, Lui si passò una mano tra i capelli brizzolati guardai sistemarsi il colletto della camicia, grata per quegli istanti di pura follia cercando di riprendere quel tono professionale che lo distingueva, ma il luccichio nei suoi occhi tradiva tutto quello che era appena successo. fece in tempo ad uscire dalla porta lato guida e fasi trovare giù così nessun passeggero si accorse di nulla... tornai al posto e il mio compagno si era appena svegliato x il chiasso della gente non si e accorto di nulla... Dopo un giorno mi arriva un messaggio se sei diventata mamma vieni a vivere con me sei stata fantastica Marco ❤️
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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