tradimenti
Passeggiata pre lavoro con il carabiniere
Ilprete20
30.03.2026 |
109 |
4
"Camminiamo così, vicini, con lui che guida il passo con una premura squisita, facendomi sentire protetta e, allo stesso tempo, profondamente desiderata..."
Mentre cammino per andare a lavoro alzando lo sguardo i miei occhi incrociano i suoi. È un Maresciallo dei Carabinieri, la divisa impeccabile che sembra cucita addosso alla sua figura solida e fiera. Il sale e pepe dei capelli brizzolati, che spuntano ordinati da sotto il berretto con la fiamma d'oro, gli conferisce un fascino maturo, un’aria di chi ha visto molto ma ha conservato il cuore intatto.Non riesco a trattenermi.... Mentre mi passa accanto, rallento il passo, lo guardo dritto negli occhi e, con un sorriso sincero, gli dico :
"Complimenti... un uomo davvero affascinante in questa divisa."
Lui si ferma all'istante. Non c'è arroganza nella sua reazione, solo una sorpresa mista a un pizzico di timida galanteria. Si sistema il berretto con un gesto quasi impercettibile e mi regala un sorriso che gli illumina lo sguardo...
"La ringrazio di cuore," risponde con una voce profonda, calda come il velluto. "È raro ricevere un complimento così spontaneo e gentile. Mi ha appena svoltato la giornata."
Rimaniamo un attimo in silenzio, sospesi in quel contatto visivo che sa già di intesa. Poi, con un’eleganza che sembra appartenere a un'altra epoca, aggiunge:
"Se non ha impegni urgenti, mi farebbe l'onore di accettare un caffè? C’è un bar tranquillo proprio qui all'angolo."
Prima ancora che io possa rispondere, compie il gesto più dolce: mi porge il braccio. Piega il gomito con naturalezza, offrendomi un appoggio sicuro. Quando infilo la mano sotto il suo braccio, sento la fermezza della sua muscolatura e il calore che emana la sua figura. Camminiamo così, vicini, con lui che guida il passo con una premura squisita, facendomi sentire protetta e, allo stesso tempo, profondamente desiderata.
Al tavolino del bar, il tempo sembra fermarsi. Lui non toglie mai lo sguardo dal mio, ascoltandomi con una partecipazione che raramente si trova. Parliamo di piccole cose, della bellezza della città, del suo amore per l'Arma, ma i nostri occhi dicono molto di più. C'è una tensione dolce, un'elettricità sottile che scorre tra un sorso di caffè e un sorriso rubato.
Quando arriva il momento di salutarci, l'atmosfera si fa più intensa.
"Non vorrei che questo incontro finisse qui," dice, estraendo con calma un taccuino. Scrive il suo numero con una calligrafia ferma e ordinata, poi me lo tende. "Mi piacerebbe molto portarla a cena. Una serata tutta per noi, senza divise, solo per il piacere di conoscerla meglio."
Prendo il biglietto, sfiorando le sue dita. Sento un brivido che non ha nulla a che fare con il freddo.
"Sarà un piacere," rispondo, già immaginando la sua mano che, tra qualche sera, mi guiderà non più verso un caffè, ma verso qualcosa di molto più profondo.
Ci guardiamo un'ultima volta, lui accenna un saluto militare quasi scherzoso ma pieno di rispetto, e io mi allontano con il cuore che batte un po' più forte.... il continuo tra pochi giorni
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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