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IL GIARDINIERE


di belsesso
04.10.2016    |    34.110    |    18 9.5
"Era la prima volta che avevo la possibilità di sborrare dentro ad una donna e la cosa, mi aveva fatto salire al massimo l’eccitazione..."
Salve! Questa è una storia vera accaduta qualche anno fa.
Avevo poco più di 26 anni e in quel periodo ero un dipendente in una nota industria della mia zona e nel tempo libero arrotondavo i miei guadagni in attività di giardinaggio nelle villette e condomini della mia città. Tra queste vi era una villetta di una modesta famiglia, di cui lui, era un piccolo imprenditore della zona. In quella villetta, una volta ogni due settimane eseguivo piccoli lavori di manutenzione del giardino. La famiglia era composta dalla coppia e dai loro tre figli. Tra l’altro loro molto giovani, visto che il primogenito di quasi 10 anni l’avevano avuto quando lei era ancora minorenne. Quando mi recavo da loro, lei una donna normalissima di circa 27 anni, poco curata, non troppo sexy, ma neanche brutta, insomma una tipa acqua e sapone con le giuste forme era quasi sempre sola. E mentre io eseguivo le mie attività in giardino, lei era impegnata con le faccende di casa e a mala pena mi offriva un caffè. Tra l’altro per me loro erano dei clienti importanti e non mi andava di prendermi confidenza con la signora, rischiando il lavoro. Di solito in estate, complice la calura della stagione, era mia consuetudine eseguire gli stessi lavori con pantaloncini corti e a petto nudo. Fu proprio un pomeriggio di questi che avvenne quanto sto per raccontarvi.
Quel pomeriggio faceva molto caldo e io avevo da poco incominciato la pulizia del giardino con il rastrello per la rimozione delle foglie secche. La signora come suo solito mi portava un caffè freddo, ma quel giorno mi invitò anche a sedermi sotto il gazebo in legno dello stesso giardino. Così io accetto e mi accomodo nel gazebo. Di solito la pausa caffè durava davvero poco e spesso il caffè lo bevevo da solo perché la signora andava a continuare le sue faccende in casa. Motivo per cui non mi curai neanche di rimettere la maglia. Mi avvicinai al gazebo, ma la signora rimase lì seduta invitandomi a sedere con lei. Io ovviamente accettai e parlammo un pò del più e del meno. Poco dopo però mi accorsi che mi stavo divulgando troppo in chiacchiere e non volevo fare tardi per completare i lavori, così mi alzai dalla sedia e mentre stavo chiedendo alla signora il permesso di continuare i lavori, la signora mi chiese di restare un altro pò con lei. Le stava facendo piacere la nostra chiacchierata e io con un po’ di timidezza risposi di sì. Ma volevo rimettermi la maglia, non mi sembrava adeguato stare lì a petto nudo. Così, chiedendo ancora scusa alla signora, le dissi che mi sarei allontanato un po per rimettermi la maglia. Ma lei con mio stupore mi disse: “Ma no! Hai così un bel fisico che è uno spreco coprirlo”. Bhe devo dire che quella risposta mi lasciò di stucco e mi provocò un sussulto nei pantaloncini. Fu un sussulto che anche la signora notò, al punto tale che lei, con voce stupita mi disse: “Caspita! Non sapevo di fare ancora effetto sui maschietti!”. Io ovviamente preso un po’ dalla vergogna cercai di scusarmi e di sedermi in modo tale da nascondere quell’erezione improvvisa. La signora notò il mio imbarazzo e per togliermi dallo stesso imbarazzo, mi chiese il perchè mi fossi seduto così all’improvviso. Io allora, complice anche l’eccitazione che cominciava salire, le dissi: “Sa signora lei mi ha fatto un bel complimento e lei che è così sensuale, non mi lascia mica indifferente, ma temo di mancarle di rispetto”. Allora vidi la signora arrossire e con voce quasi commossa mi disse: “Sai mio marito non mi fa mai un complimento simile, a volte mi chiedo se sono ancora attraente, ma tu oggi mi stai facendo sentire desiderata”. Allora io le dissi: “Ma come per così poco?” Fu lì che la signora con molto stupore si avvicina a me e mi dice: “Si caro mio giardiniere, quel poco mi ha fatto sentire desiderata e adesso sono anche molto eccitata… desidero conoscerti meglio adesso”. Chiaramente, non ci vogliono altre interpretazioni a quelle parole. Allora mi avvicino ancora di più a lei, la afferro per le mani, la sollevo dalla sedia e senza troppi giri di parole le infilo la mia lingua nella sua bocca e incomincio ad assaporare la sua saliva. Lei non mi ferma, anzi con la sua lingua mi invita a continuare, così la stringo a me e comincio ad accarezzare tutto il suo corpo, le sollevo la gonna ed in men che non si dica, la mia mano accarezzava le sue chiappe sode. Dopo alcuni secondi le infilai la mano nella sua fica strabagnata e mentre continuo il mio accarezzare, lei continuava a limonarmi come una forsennata e ad ogni passaggio della mia mano sulla sua fica, lei afferrava la mia lingua con i denti, come a volermi dimostrare quanto le piaceva quella mia mano sulla sua fica. Cominciai a sditalinarla in piedi, ma poco dopo ecco il suo orgasmo, si stringe a me senza fiato e mi prende la mano spingendo di più le mie dita dentro la sua fica pulsante. Dopo alcuni secondi da quell’orgasmo, lei mi si inginocchia di fronte, prende il mio uccello in bocca e con gran esperienza mi comincia succhiare il membro duro. La sua lingua e la sua bocca, assaporano con maestranza quella capocchia grondante di liquido pre-iaculatorio, ero talmente preso dalla goduria di quel pompino, che eccolo quà, lo sentivo arrivare. Con la sua lingua irrefrenabile mi stava regalando una sborrata da urlo…. Vedevo quel liquido colare dalla sua bocca, poi come se avesse una sete infinita, la vidi ingoiare tutto ciò che gli era rimasto nella sua bocca. Ero senza fiato, ma lei pian piano riprese a leccarmi l’uccello e ogni tanto giocava con la sua lingua sul mio buco del culo. Si sa, a quell’età noi maschietti non ci mettiamo molto a ritornare attivi. Sentivo il mio uccello ingrossarsi nuovamente, ma era ancora lei a comandare il gioco. Mi sdraiò sulla chaise longue e salì su di me, si infilò il mio cazzo ormai nuovamente pronto nella sua fica depilata e cominciò una danza lenta e sensuale sul mio uccello. Io sotto di lei vedevo i suoi seni belli corposi, ma per nulla cadenti, come se non avesse mai allattato, i sui capezzoli piccoli e duri, mi facevano impazzire. Dopo un po’ la sua danza si fece sempre più ritmica ed eccolo un suo secondo orgasmo… ll suo godere questa volta era interminabile, sentivo la sua pelle arricciarsi sulle sue chiappe lisce. Quella danza durò ancora per parecchi minuti e persi il conto di quanti orgasmi ebbe. Dopo un po’ ancora lei la direttrice di quella scopata, si sposta e mi invita a scoparla da dietro con la più classica delle pecorine… Le infilai il mio cazzo duro nella sua fica oramai calda e fracida. La colpii ripetutamente per diversi minuti ancora, ebbe altri tre orgasmi. Oramai in quel giardino si sentiva solo un mugolare alternato a urla di piacere, fino a quando anch’io sentii lo stimolo di sborrare. Allora cominciai a colpirla più forte che potevo e con tutta la mia potenza. Eccolo stavo arrivando, quando lei mi chiese di venirle dentro. Ebbi un blocco, ma lei mi disse di non preoccuparmi, dopo l’ultima gravidanza si era fatta chiudere le tube. Allora ecco che non mi feci scappare quell’opportunità. Quella breve pausa mi rallentò lo stimolo dell’orgasmo, ma il giusto per riprenderla a sbatterla con ferocia. Era la prima volta che avevo la possibilità di sborrare dentro ad una donna e la cosa, mi aveva fatto salire al massimo l’eccitazione. Stavo venendo, quando sento ancora una volta la sua pelle arricciarsi, stava venendo anche lei… Eccoci godere insieme, mentre riempivo la sua fica di sborra calda, sentivo le pareti della sua vagina accogliere quel mio seme fino all’ultima goccia. Rimanemmo in silenzio per circa dieci minuti, poi la signora si alzò mi diede un bacio sulle labbra e mi disse: “Grazie! Erano anni che non sentivo un piacere così forte, adesso puoi tornare a pulirmi il giardino”.
Da quel giorno non fu più la stessa cosa. Per circa due anni continuammo a scopare mentre andavo a sistemargli il giardino, ogni tanto mi concedeva anche il culo e spesso mi esprimeva il desiderio di provarlo in tre, ma non siamo riusciti a organizzare un incontro a tre. Poi la crisi della loro azienda, suo marito ha dovuto chiudere e si sono dovuti trasferire all’estero…


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