tradimenti
Il massaggio Capitolo 2
18.04.2026 |
2.790 |
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"Lei venne la prima volta, contraendosi violentemente intorno al mio cazzo, bagnandomi ancora di più..."
Mi tolsi la maglietta lentamente, lasciando che Laura e Alessandro vedessero il mio torace muscoloso, la peluria naturale sul petto e sull’addome. Laura girò la testa e mi guardò con occhi famelici. Poi abbassò lo sguardo sui pantaloni della tuta, dove il mio cazzo spingeva duro contro il tessuto, creando una tenda evidente.«Voglio sentirlo…» sussurrò, la voce rotta dal desiderio.
Mi abbassai i pantaloni. Il mio cazzo da 21 cm saltò fuori pesante, spesso, venoso, la cappella grossa e lucida già bagnata. Laura spalancò gli occhi e mormorò un “cazzo…” quasi incredula. Alessandro fece un respiro profondo, quasi un sospiro strozzato.
Mi posizionai tra le sue gambe. Strofinai lentamente la grossa cappella tra le sue labbra bagnate, su e giù, stuzzicandola senza entrare. Laura si mordeva il labbro inferiore, spingendo il bacino verso di me.
«Ti prego… mettilo dentro… non resisto più…»
Entrai piano, solo la punta. Laura gemette forte, contraendosi intorno a me. Poi spinsi più a fondo, centimetro dopo centimetro, sentendo le sue pareti calde e bagnate che si aprivano per accogliermi. Quando fui tutto dentro, fino in fondo, lei tremò violentemente.
«Cazzo… è grosso… mi stai aprendo tutta… mi sento così piena…»
Iniziai a muovermi con colpi lenti e profondi. Ogni spinta la faceva gemere più forte. Il rumore umido della sua figa che accoglieva il mio cazzo spesso riempiva la stanza. Alessandro non staccava gli occhi dal punto in cui entravo e uscivo, lucido dei suoi umori abbondanti.
Accelerai il ritmo. Laura urlava di piacere, le mani strette alle lenzuola.
«Più forte… ti prego, scopami più forte… fammi sentire che sei dentro fino in fondo!»
Le presi i fianchi con decisione e cominciai a sbatterla con forza. Il letto cigolava ritmicamente. Lei venne la prima volta, contraendosi violentemente intorno al mio cazzo, bagnandomi ancora di più.
Cambiai posizione. La misi a quattro zampe, proprio di fronte al marito. Da lì Alessandro poteva vedere perfettamente ogni centimetro del mio cazzo spesso che spariva dentro la moglie. Le presi i capelli con una mano e ricominciai a fotterla con colpi profondi e potenti.
«Guarda tuo marito» le sussurrai all’orecchio, mentre la sbattevo. «Guardalo mentre ti riempio come lui non riuscirà mai a fare.»
Laura alzò lo sguardo verso Alessandro e venne di nuovo, più forte, urlando il mio nome tra i gemiti.
Non resistetti più. Le diedi ancora qualche colpo deciso, poi tirai fuori. Il mio cazzo pulsò violentemente e venni copiosamente sulla sua schiena e sul suo culo rotondo, fiotti lunghi, caldi e densi che colavano sulla sua pelle.
Laura crollò sul letto, ansimante, il corpo tremante, sporca del mio sperma. Alessandro era rosso in viso, con l’uccello duro nei pantaloni, ma non si era toccato neanche una volta. Guardava la moglie con un misto di eccitazione, umiliazione e amore profondo.
Mi rivestii con calma. Prima di uscire mi voltai verso di loro.
«Se volete ripetere… sapete dove trovarmi.»
Laura, ancora sdraiata e con il mio sperma che le colava sulla pelle, alzò la testa e sorrise debolmente.
«Torna presto, massaggiatore…»
Chiusi la porta dietro di me con un sorriso soddisfatto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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