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trio

Incontro in spiaggia nudista


di komesideve
09.12.2025    |    5.325    |    2 9.9
"Venne la prima volta stringendomi come una morsa, il suo orgasmo che mi bagnava le palle, e noi continuammo, cambiando posizioni: io dietro di lei, spingendo profondo con colpi lenti e potenti, ..."
Ero in quella spiaggia nudista remota, il sole che scaldava la sabbia bianca e l’acqua turchese che accarezzava la riva con un sussurro costante. Camminavo piano, sentendo il calore sulla pelle nuda, il mio fisico tonico – spalle larghe, torace definito con una leggera peluria che catturava la luce, addominali scolpiti – e il pacco pendente, lungo e spesso anche flaccido, che oscillava con ogni passo. Non ero lì per rimorchiare ma sentivo gli sguardi su di me.
Li notai quasi subito: una coppia sui 35-40 anni, sdraiati su un telo ampio sotto un ombrellone. Lei era stupenda, capelli castani ondulati che le incorniciavano il viso, occhi scuri espressivi, un corpo curvy ma atletico: seni pieni e sodi con capezzoli rosa eretti dal vento fresco, vita stretta che si allargava in fianchi invitanti, e un culo rotondo e alto che si inarcava leggermente mentre si stiracchiava. Lui, il marito, era un tipo atletico, moro con barba curata, muscoloso ma non esagerato, con un cazzo flaccido di dimensioni medie che pendeva rilassato. Lei on portava la cavigliera ma i loro sguardi complici e curiosi mi fecero capire che erano aperti a qualcosa di più.
Mi avvicinai casualmente, fingendo di godermi l’acqua vicino a loro. Lei si girò, i suoi occhi scesero sul mio pacco per un secondo troppo lungo, poi risalirono al mio viso con un sorriso malizioso. “Bella spiaggia, vero?” disse, la voce calda come il sole. Il marito annuì, sorridendo a sua volta: “Sì, e oggi è particolarmente… interessante.” Parlammo del posto, del tempo, ma l’aria era elettrica. Lei si mise seduta, i suoi seni che rimbalzavano leggermente, capezzoli duri come perle, e mi chiese del mio “stile di vita nudista”. Lui intervenne, toccandole la coscia con possessività ma anche con un invito negli occhi.
Non ci volle molto: dopo qualche battuta, lei disse “Sai, a noi piace condividere momenti… speciali. Ti va di unirti a noi per un drink stasera a casa nostra?” Il marito annuì, stringendole la mano: “Sì, potremmo divertirci tutti insieme.” Accettai, sentendo già il sangue affluire. Ci scambiammo numeri, e mentre mi allontanavo, sentii i loro sguardi sul mio culo e sul pacco che dondolava.
La sera arrivai a casa loro, un appartamento moderno con vista sul mare. Lei aprì la porta in un abito nero leggero che le fasciava le curve, i capezzoli già visibili sotto il tessuto sottile. Lui era in camicia aperta, con un bicchiere in mano. “Benvenuto,” disse, stringendomi la mano con fermezza. Ci sedemmo sul divano, parlammo di fantasie mentre il vino scorreva. Lei si avvicinò, la sua mano sfiorò la mia coscia, e lui annuì.
Lei mi baciò per prima, le labbra morbide e calde, la lingua che danzava con la mia mentre il marito ci guardava eccitato. Le sue mani scesero sul mio petto, sfiorando i peli, poi slacciarono i jeans. Il mio cazzo uscì fuori, già semi-duro, lungo e spesso, la cappella gonfia che puntava verso di lei. “Oddio… è come piace a me” mormorò lei, prendendolo in mano, stringendolo piano mentre il marito si avvicinava, baciandole il collo da dietro. Lui le tolse l’abito, rivelando i seni perfetti, capezzoli duri che succhiai piano, facendola gemere, mentre il marito le sfiorava la figa da dietro, già bagnata e calda.
Ci spostammo in camera da letto. Lei si inginocchiò tra noi due, prendendo il mio cazzo in bocca – la lingua che leccava la cappella, succhiandolo profondo quanto poteva, le sue labbra strette intorno alla grossezza mentre il marito la guardava, masturbandosi lentamente. “Prendilo tutto, amore,” le disse lui, e lei provò, gli occhi lacrimanti per lo sforzo, ma eccitata da morire. Io le tenevo i capelli, guidandola piano, sentendo la sua gola stringere.
Il marito la girò a quattro zampe, entrandole da dietro con il suo cazzo, scopandola piano mentre lei continuava a succhiarmi. Sentivo i suoi gemiti vibrare intorno al mio attrezzo, le sue mani che stringevano le mie palle pesanti. Poi cambiammo: io mi sdraiai, lei si mise a cavalcioni su di me, impalandosi sul mio cazzo – entrò piano, centimetro dopo centimetro, gemendo “Sei troppo grosso… mi riempi tutta” mentre il marito le baciava la schiena, leccandole il collo. Lei cavalcava, i seni che rimbalzavano, capezzoli duri che pizzicavo, e il marito si unì, scopandole la bocca mentre io la riempivo da sotto.
Venne la prima volta stringendomi come una morsa, il suo orgasmo che mi bagnava le palle, e noi continuammo, cambiando posizioni: io dietro di lei, spingendo profondo con colpi lenti e potenti, facendola urlare, mentre il marito la baciava e le succhiava i seni. Lei venne di nuovo, tremando tutta, e noi due la riempimmo insieme, io nella figa, lui in bocca fino a esplodere, riempiendola di caldo piacere da entrambi i lati.
Ci accasciammo sul letto, lei tra noi due, ansimante e soddisfatta. “Non vedo l’ora di rifarlo,” mormorò. E io sorrisi – sapevamo tutti che quella spiaggia era solo l’inizio di tante notti insieme.
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