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Il portiere dell’attico di lusso


di Membro VIP di Annunci69.it intrigoepassione7072
19.06.2026    |    85    |    1 8.0
"” ohhh cazzzooooooo…vengooo…ooooooooddddioooooo…siii…ahhh ahhh ahhhhh!!! Le mie urla sono soffocate dalla sua spalla contro la mia bocca, lo mordo, si ferma, si stacca da me, urlo..."
Dopo tanti anni di amministrazione, ho deciso di cambiare lavoro, ho fatto alcuni colloqui e ho deciso di intraprendere il lavoro di agente immobiliare, ho fatto il corso che ho passato e ho iniziato a lavorare presso un’agenzia immobiliare della zona.
Un giorno il capo ufficio mi chiama e mi dice che abbiamo preso un mandato importante di vendita, un appartamento molto lussuoso in uno dei palazzi più di Bologna, serve fare una piccola perlustrazione e molte foto e viste le mie capacità di fotografare dettagli che aiutano nelle vendite ha deciso di darmi questo incarico e anche di gestire eventuali interessati, wow……
Organizzo una mattina, mi reco alla casa con tutti gli strumenti per iniziare a fare foto e iniziare ad impostare l’annuncio di vendita nel modo corretto, credo che sia importante essere all’interno della casa da vendere e vivere il momento per poter scrivere nel modo giusto.
Arrivo al condominio in centro e trovo davanti il custode, classico signorotto di colore di una certa età, tutto in tiro, camicia, giacca e pantalone scuro con barbetta bianca che mi chiede dove devo andare.
Mi presento con il biglietto da visita, gli spiego il motivo per cui sono lì e se lui ha le chiavi come da accordi con il vecchio proprietario da lasciarmi.
Vista la particolarità del posto, vedo che esiste un giardino interno, chiedo cortesemente se posso fare un giro e scattare qualche foto, pensando già ad un eventuale nuovo proprietario per capire se un trasloco possa essere o meno difficoltoso e per vedere si si riesce a far entrare il furgone quando, sarà nel caso necessario e chiedo anche a lui se sarà possibile usarlo più avanti.
“mmm signora difficile, non so. Forse meglio parlare con amministratore”
“nessun problema. Recupero il numero e poi lo chiamerò. Grazie mille”.
Raggiungo l’ascensore e salgo per raggiungere la casa.
Apro la porta e wow, un appartamento meraviglioso, un attico fantastico pieno di luce e di vetrate, che, essendo giugno fanno si che la temperatura interna sia leggermente calda, tant’è che mi metto subito comoda e tolgo il leggero trench rimanendo con i jeans e un maglioncino aderente leggero a V con due piccoli bottoni davanti aperti perché amo lasciare una bella scollatura.
Inizio ad aprire un poco le finestre e le porte finestre per arieggiare e inizio a guardare come impostare lo shooting fotografico, poi ad un certo punto sento il campanello squillare.
Ma chi è???
Apro e mi trovo il custode davanti
“Mm signora ho numero amministratore così può chiamare”
“oh grazie mille…gentilissimo”
È palese che mi stia guardando nella scollatura e mi sorride con aria da chi ci sa fare.
“Ci mancherebbe se ha bisogno io sono giù…Omar è mio nome”
“Perfetto Omar io mi chiamo Carla e grazie ancora”
Lui torna sulle mie tette e dentro mi fa sorridere, se c’è una cosa che ho notato è che gli uomini di colore non si fanno problemi a farsi beccare mentre guardano le tette delle donne, sono molto trasparenti e piuttosto che quelli che fanno finta di nulla apprezzo la loro
Zero problemi.
Ci salutiamo e chiudo la porta tornando al mio lavoro.
Proseguo con le varie foto dei locali sorridendo per gli sguardi ricevuti dal signorone scuro e mi chiedo che origini abbia, ipotizzando se sarà del Congo o senegalese perché è nero come il carbone, cinquant’anni con un po' di pancetta e totalmente rasato.
Insomma, il classico omone africano.
Trono a concentrarmi su cosa fotografare e come fotografare quell’appartamento fantastico, finisco di fare le foto e diciamo che il primo sopralluogo è andato.
Chiudo casa, mi rimetto il trench ma lo lascio aperto e scendo.
Al portone lui mi apre il portone
“Oh grazie Omar ci vediamo nei prossimi giorni che devo tornare per proseguire con il mio lavoro” “nessun problema signora io sto qui”
e ricaccia gli occhi sul mio bel davanzale, bello in vista.
Mentre sono seduta in autobus mi vien da pensare a Omar, alle sue osservazioni del mio davanzale senza nessuna vergogna.
La cosa mi fa sorridere e inizio a sentire una certa eccitazione nel pensare a questo omone nero infoiato con le mie tette e penso a come potrebbe essere messo là sotto, al suo bell’arnese africano.
Cerco di distogliere il pensiero e intanto raggiungo l’ufficio.
Al rientro a casa, doccia veloce e mi rilasso sul divano davanti al pc mentre aspetto il rientro di mio marito.
Mentre cazzeggio, penso al portiere, cosi decido di connettere l’hard disk di mio marito, dove tiene un buon numero di film porno, che guardiamo insieme, per vedermene uno in santa pace, accedo e apro subito la cartella interraziale, ne apro uno e inizio a guardarmelo, non è la prima volta è un genere che mi intriga, insomma dopo qualche minuto e qualche scena mi ritrovo bagnatissima, in alcune scene ci rivedo il portiere, non resisto e inizio a masturbarmi sempre più velocemente e in profondità fino a raggiungere un orgasmo abbastanza intenso e profondo, mi ricompongo, bevo qualcosa e mi rilasso, nel giro di qualche ora rientra mio marito e si ritorna alla vita normale.
Nei giorni successivi inizio ad elaborare le foto fatte, inizio a scrivere l’annuncio, ma mi rendo conto che mi manca qualcosa, non riesco a trovare il giusto testo, cosi decido di tornare nell’appartamento per fare altre foto e per vedere se trovo la giusta via per un annuncio fatto veramente bene, cosi faccio, arrivo e mi trovo Omar nel suo gabbiotto che mi saluta con un bel sorriso e con educazione, io ricambio il saluto facendogli l’occhiolino, a volte mi viene spontaneo, non so che farci sono fatta cosi, la mattinata passa, io lavoro, scrivo , cancello e riscrivo, insomma il tempo passa e arriva l’ora di pranzo, cosi decido di scendere e andare al bar di fronte a mangiarmi qualcosa, tipo un insalatona o un tramezzino.
Sono seduta al tavolino che mangio, leggo le mail e mando qualche messaggio a marito e amici, che vedo entrare Omar nel bar, si siede al bancone e ordina un caffè, molti dentro lo salutano e gli chiedono come sta, lui gentilmente risponde a tutti e girandosi mi vede, mi sorride e mi saluta.
Quel saluto e quello sguardo mi intriga, inizio a guardarlo, mi dà le spalle e con il suo abito fatto su misura, noto che il suo fisico non è cicciotto ma è veramente robusto, con pancetta ma non è la solita floscia, anzi sembra il classico fisico robusto grosso, subito mi viene da pensare a Denzel Washington, un attore che adoro e questo pensiero mi fa ancora più eccitare ma non voglio sembrare un’affamata, cerco di distrarmi e mi ributto sul cellulare a giocare a Ruzzle e fare altro.
Dopo poco sento una presenza accanto.
“Signora anche oggi qui? Sempre solita casa?”
Alzo gli occhi e vedo Omar in piedi che mi guarda e mi parla.
“Oh Buondì, si si sempre la solita casa, devo finire l’annuncio per la vendita.”
Mi guarda e annuisce, poi mi sorride e mi saluta.
Nelle successive settimane l’annuncio viene pubblicato e iniziano le visite dei possibili acquirenti, in una di queste una coppia decide di fare un’offerta per l’acquisto della casa, così prendiamo appuntamento in ufficio per ufficializzare tutto e aspettiamo che i proprietari decidano.
Una mattina passo e mi fermo al bar di fronte alla casa dove avevo pranzato qualche giorno fa, entro per un caffè e mi ritrovo Omar, mi saluta sorridendo, mi chiede come sto, insomma tutto molto a modo e gentile, non è mai stato inopportuno durante le visite nell’attico anche se non mancava di slumarmi tette e culo ogni volta, ma ammetto che la cosa non mi infastidiva, anzi mi faceva piacere, poi io non sono certo una modella, ho le mie curve abbondanti, ci sono e quando qualcuno le apprezza fa piacere.
Mi guarda e mi chiede se ho trovato un acquirente, gli dico che qualcuno di interessato c’è.
“oh no…quindi non vedrò più bella signora?”
“Ehm…bella…mo non esageriamo…comunque grazie”.
“no no signora è giusto dire che è bella se è bella”.
“Ma che adulatore grazie”.
Nel frattempo, come sempre i suoi occhietti marroni puntano le mei tette nascoste da un maglioncino aderente girocollo.
“Posso offrire caffè a bella signora?”
“Oh cavolo Omar grazie ma sono un po' di corsa”
“Ma dai, un minuto per caffè?”
“E va bene dai…grazie ma solo se mi dai del tu…non farmi sentire una vecchietta che già non sono più giovane”
“Certo. Ma non sei vecchia…sei giovane signora”
“Ma grazie…gentilissimo…veramente”
“Noi del Ghana siamo gentili con tutti ma tanto con le belle donne”
“Ah però…grazie”.
“ora vado, ciao Omar e grazie del caffè. Ci vediamo presto”
“Ok Carla, prego ci mancherebbe io sono qui sempre”
Ci salutiamo e me ne vado in ufficio di corsa, sono anche in ritardo, mentre sono in autobus come l’altra volta, il pensiero corre sempre per lui…non è bello…ma a quel qualcosa che mi fa eccitare al solo pensiero.
In ufficio non smetto di pensare a Omar, inizio a sentirmi calda, ho le vampate di calore tra le mie gambe ho la mia patatina che pulsa e mi sale una voglia pazzesca di quell’uomo, ma porca vacca che casino, la voglia di lui inizia a farsi sempre più forte, uffff.
Cerco di ritornare alla normalità, la sera la cena con mio marito, ma con l’eccitazione della giornata me lo scopo di brutto, uno, due, tre orgasmi della madonna, almeno mi sazio e mi passano certi pensieri.
Qualche giorno dopo mio marito parte per tre giorni, uno dei soliti viaggi in Svezia per lavoro, tre giorni a casa da sola…la prima sera organizzo una cena con la mia amica Lucia, serata piena di risate e di discorsi piccanti, non so perché ma con lei si finisce sempre a parlare di sesso.
La mattina dopo in ufficio, vuoi per i discorsi della sera prima o per altro, inizio a pensare ancora a quel furbo del ghanese, i miei pensieri sfociano in alcune scene di film interrazziali visti nei giorni scorsi, cazzo che voglia che avrei di provare un bel cazzo nero…ma che faccio?
Guardo l’ora sono le 12:00.
Ok dai…proviamoci…al limite se non va mi faccio un giro in centro.
Dico alla segretaria del capo che devo fare un sopraluogo all’attico perché il nuovo proprietario ha alcuni dubbi e si aspetta una risposta in giornata e che poi rientrerò a casa a finire di lavorare.
A questo punto prendo la macchina e mi avvicino alla casa.
Mi fermo a prendere un toast al bar di fronte, dove avevo visto più volte Omar, pensando di trovarlo poi li, ma nulla di tutto ciò, non si vede, finisco il tramezzino, bevo la mia acqua a temperatura ambiente, mi alzo e mi dirigo verso la cassa per pagare, oggi non lo becco, ma porca vacca che sfiga, così ho deciso di passare, non avendo ancora rogitato ho ancora il mazzo di chiavi.
Arrivo all’ingresso e ...tadam…eccolo lì nel gabbiotto.
“Oh Signora Carla, che ci fai qui?”
“Ciao Omar, devo vedere alcune cose e dare delle risposte al probabile futuro nuovo proprietario…vado un attimo su”.
Devo dire che vedendolo mi ero eccitata immediatamente, avevo la voce tremula, faccio finta di niente e corro all’ascensore
Entro in casa con la mia patatina che pulsava, ero eccitata da morire ed ero molto bagnata, ma poi i pensieri che mi passavano dalla testa di come sedurlo, quindi parto all’attacco.
Non posso scendere subito, come posso scaldare anche gli ormoni dell’africano.
Tolgo il trench leggero e vado nel bagno davanti allo specchio enorme, indosso una giacchetta sopra una maglietta bianca a V, mi spoglio un second, mi tolgo il reggiseno, accarezzo i capezzoli e visto la mia eccitazione sempre più forte ci mettono un secondo a diventare belli turgidi.
Cazzo mi sento pronta, chissà se noterà, metto la giacca, sistemo i capelli e scendo lasciando il trench aperto.
Trovo Omaro fuori dal gabbiotto, mi guarda e mi saluta.
“Omar, posso andare un attimo nel cortile che devo vedere una cosa?
“certo Carla, …vieni che ti apro… in cancello”
Arriviamo nel cortile interno, pieno di sole, io guardo in alto come se dovessi cercassi qualcosa, faccio per scattare alcune foto con il cellulare ma il trench allacciato mi limita, così lo apro, così come la giacca sotto e rimango praticamente in maglietta, con Omar vicino a me.
Lo guardo un secondo, sento il suo sguardo su di me ed infatti lui è lì che punta i miei capezzoli senza manco farsi problemi…per lui che io ci sia o no non gli interessa…guarda e basta.
Alzo il sopracciglio per fargli capire che l’ho beccato e sorrido.
“Ok Omar, grazie…dovevo vedere una finestra”
lui come risvegliato dall’ipnosi si riprende e mi sorride.
“ok Carla”.
Raggiungiamo l’atrio, guardo l’ora, metto le mani sui fianchi così da far vedere ancora un poco di tette.
“Va beh ora un caffè me lo farei volentieri, che dici Omar, posso offrirtelo io questa volta?”
“mi spiace Carla, ma non posso lasciare postazione, cmq finisco alle 17 se sei ancora in giro molto volentieri”
“Ah ok, dai sono le 16 mi faccio un giro per i negozi e ci facciamo quel caffè insieme…che ne dici?”
Lui non se lo aspettava, lo vedo sorpreso ma accetta volentieri sorridendo al massimo.
Gironzolo per negozi, passo davanti alla vetrina di Yamamay, entro provo un paio di cose di intimo, faccio compere e così arrivano le 17, ripasso davanti al condominio e vedo Omar che sta chiudendo tutto ed esce dal palazzo,
Passeggiamo verso la mia macchina e ci fermiamo in un bar, ci accomodiamo nei tavolini esterni
“Ti dovevo un caffè con calma visto che l’altro giorno ero di corsa…sei sempre stato gentile con me”.
“Grazie Carla, ma non dovevi è stato un piacere per me”
Insomma, iniziamo a parlare del più e del meno, solo che a me vengono certi pensieri e quando sono eccitata mi viene da mordicchiarmi il labbro inferiore, insomma mi ritrovo a civettare come non mai, per distrarmi gli chiedo della sua famiglia,
“Ora vai a casa dalla moglie e figli?”
“No, mia moglie è rimasta in Ghana, li raggiungerà il mese prossimo, mi sono reso delle ferie per passare qualche giorno con loro”
“Cavolo, sei da solo qui, sarà dura”
“Beh, i voli costano tanto quindi la priorità è pensare alla famiglia e aiutarli il più possibile economicamente, perciò, non è poi così dura”.
Da qui in poi, non so come sia successo, ma mi sono partite delle domande alquanto scomode e imbarazzanti, tipo.
” Quindi Omar se qui da solo e ti piace fare i complimenti alle donne vero?”
“No, no, io sono gentile di natura e quando trovo delle donne gentili come te mi viene spontaneo, non hai mai lesinato un sorriso e sei sempre stata gentile, non è da tutti, specialmente in questi ultimi anni, la gente si è incattivita”
Io da stronza mi faccio avanti con il corpo e a bassa voce rispondo
“Mmmm, non mi verrai a dire che sempre il caffè a tutte le donne?”
Lo guardo e mi viene da sorridere, allo stesso tempo inconsciamente la mia mano sfiora la sua.
“Sei un vero gentiluomo come non se ne vedono più, ti fa onore, sei un grande”
Guardo l’ora, poi guardo lui, che mi guarda con un’aria da furbetto, dentro mdi me mi dico che o la va o la spacca.
“Dimmi Omar oltre al caffè che fai normalmente in queste occasioni con le signore?”
“Di solito prendo l’autobus e torno a casa tutto qui?”
Sorrido e lo guardo e mi viene spontaneo chiedergli se abitasse in zona o lontano da qui.
“Abito a Castel Maggiore fuori Bologna”
Azz, non tanto vicino dal centro ma la curiosità di condividere altro tempo con lui mi eccita, dai lanciati Carla.
“Dai Omar, se vuoi ti accompagno io in auto, non mi costa nulla devo andare a San Giorgio di Piano per delle commissioni, inoltre abito a Minerbio, ti accompagno a casa in macchina”
“No Carla, ti ringrazio, con i cantieri c’è sempre un traffico assurdo, rischi di tornare poi tardi a casa”
“Naaaaaaa, tranquillo, non mi costa nulla, poi non ho fretta, arriverò quando arriverò, tanto stasera sono sola a casa…non ho orari…dai andiamo”.
Ci alziamo e raggiungiamo la macchina.
Prima di entrare tolgo il trench e resto con la giacchetta e la maglietta che con l’arietta freschina della sera continua a far impazzire i miei capezzoli belli in vista.
Durante il viaggio lui si fa più curioso.
“non sei sposata? ho visto che hai la fede, tuo marito non è casa stasera?”
“Torna tra due giorni, è via per lavoro, ogni tanto ci vuole, così posso godermi casa tutta per me”
“Mah, ti lascia a casa da sola? Poverina tutta sola?”
“Non preoccuparti Omar, ci sono abituata, poi oggi è stata una bella giornata, oggi un signore molto gentile mi ha fatto compagnia per un caffè e siamo in giro giro in auto chiacchierando…meglio di così?”
Lo guardo sorridendo e facendogli l’occhiolino, noto che inizia ad agitarsi un pochino, strofina le mani sui jeans come per asciugarle, si vede che è nervoso.
Dopo un traffico porco arriviamo sotto a casa sua, accosto e mi parcheggio.
“Grazie mille Carla, non so come ringraziarti, è sempre bello conoscere donne come te, affascinanti e intriganti allo stesso tempo, ma anche estremamente gentili ed educate, come posso ricambiare?”
Mi slaccio la cintura, lo guardo e dico.
“dunque, vediamo un pochettino, non saprei, te che vorresti fare?”
Mentre gli dico così, la mia mano si appoggia sulla sua coscia, lui la guarda poi mi guarda e.
“mmm non saprei sono un pochetto in imbarazzo, vuoi vedere casa mia, posso offrirti qualcosa da bere?
“Mmmm…volentieri dai…accetto”
Arriviamo nell’ingresso di questo condominio, prendiamo l’ascensore che è di quelli vecchi, piccolo, angusto e stretto, sono vicino alla tastiera dei piani, chiedo a che piano, lui si appoggia leggermente a me per spingere lui il bottone, wow, sento qualcosa di enorme appoggiarsi al mio sedere, lì sotto cosa si sta gonfiando.
Arriviamo al piano, poi alla porta, entriamo, mi fa accomodare in salotto.
“Vuoi bere qualcosa?”
“un bicchiere d’acqua grazie, non fredda”
Mentre si avvia in cucina io mi tolgo la giacca, rimanendo in maglietta, non avendo il reggiseno e vista la eccitante situazione ho i capezzoli belli in vista.
Arriva, si ferma e mi guarda subito le tette per un minuto.
” Wow Carla”
Mi avvicino, gli prendo il bicchiere, bevo un sorso, lo appoggio al tavolo e lo guardo, sento che la porca in me sta per prendere il controllo e gli dico.
“Sai dire solo wow?”
Lui mi guarda poi si avvicina con impeto, io faccio per indietreggiare, ma sono appoggiata allo schienale del divano, mi guarda, siamo vicinissimi, sento il suo profumo, il suo odore di maschio, all’improvviso mi sfila la maglietta, le mie tette sono all’aria con i capezzoli duri come il marmo.
Mi guarda e mi sorride mentre le me le sfiora molto delicatamente, come piace a me, sento il suo odore aspro misto sudore che mi fa impazzire, posso dire di essere in estasi, inizia a baciarmi il collo, poi piccoli baci con smordicchiamenti alle labbra fino ad arrivare ad una mega limonata come quelle che si davano da ragazzini, le lingue che si cercano, si abbassa e inizia a leccare i capezzoli e a mordicchiarli mentre le stringe da vero animale, in quel frangente di dolcezza c’era veramente poco, ma la sensazione di voglia che aveva di me, mi porto ad avere un eccitazione tale che tutto i andava bene, inarco la schiena, inclino la testa e mi godo quel piacere immenso.
ahahahha…sii. Che bello...”
Inizio a baciare la sua testa mentre mi ciuccia abilmente le tette, la mia mano inizia a massaggiare il suo pacco, cavolo sembra che il pantalone stia per esplodere è gonfissimo e teso, si alza e si slaccia la camicia, restando a petto nudo, bello massiccio anche se non muscoloso, gli lecco i capezzoli e gli slaccio i pantaloni mentre lui continua a baciarmi, sfilo i suoi jeans e lui sfila i miei pantaloni rimanendo entrambi in mutande.
Mi abbasso leccandogli la pancia, mi inginocchio e gli sfilo i boxer, mi si para davanti un vero uccellone africano, ancora non duro ma cazzo se è lungo.
Lo prendo in mano, inizio a segarlo, poi gli lecco la punta mentre lui inizia ad avere piccoli sospiri di piacere.
Lo prendo in bocca con calma comincio a ciucciare, lo sento crescere nella mia bocca che fatica a contenerlo, cazzo cosa ho davanti.
Mi fermo, ci guardiamo.
“cazzo Omar che hai qui in mezzo?
Lui ride…mi guarda e sorride.
” Andiamo di là”
Mi alza e con il cazzo duro come il marmo e mi port in camera.
Siamo sdraiati uno di fianco all’altro, lo riprendo in mano, comincio a segarlo mentre ci baciamo intensamente, sento la sua mano entrare nel mio tanga, allargo le gambe, inizia a massaggiarmi le labbra, …oh cazzo siiiiii…mi metto su di lui, mi gira e cominciamo un bel 69 da urlo.
Il suo cazzo è sempre più duro e grosso, lo lecco tutto, mi fa impazzire sentirlo in bocca, lui mi allarga le gambe e inizia a leccarmi la figa da vero professionista, ha una lingua ruvida ed energica, entra con la punta, allarga le labbra leccandole, insomma non ci capisco più nulla, vado in estasi, mi agito, mi irrigidisco dal piacere.
” ooohhhh cazzo...oohhhh cazzo…siiii…aaahhhh!!!!!”
“godo cazzooooooo…”
Inizio a ciucciare con avidità quel cazzo mentre ho orgasmi a ripetizione, lo sento sospirare, lecca da paura, sembra un frullino, continuo a godere e lo sento sospirare…mamma come lecca!!!
Non ce la faccio più, lui lo capisce, mi prende, mi sdraia a pancia in su, si mette in ginocchio, io mi mordo un dito, non vedo l’ora di sentirlo, non resisto più, sento che punta il suo cazzone in direzione della mia patatina, gocciolante, comincia a sbatterlo sulle labbra, lo accarezzo il suo petto.
” oh, sii. Dai infilalo”.
Lui mi guarda e piano piano infila quella bestia dentro.
“oohhh…ooohhh…mammaaaaa…ahh…ahhh”
Rimane in ginocchio e comincia a spingere stringendomi le tette, aumenta, allarga le gambe me le afferra con quelle belle manone e comincia a pompare come un pazzo.
“oh cazzo…oh cazzo…oh cazzooo siii”
Urlo come una matta mentre mi scopa come un folle, si sdraia su di me, si sostiene con le braccia e continua a martellare come un pazzo, sento la mia patata bagnata come non mai che schiocca come una frusta al vento,
“oh siii…siii…siiii”
Ho le gambe aperte come non mai per prenderlo tutto, sono invasa da orgasmi continui, ho perso il conto e lui che da sempre colpi precisi, decisi e al momento giusto, alzo la testa e vedo questo omone e il suo cazzo entrare e uscire, sento arrivare un ennesimo orgasmo, inarco la testa all’indietro, i miei occhi sono spalancati e le mie urla che non smettono.
“cazzo cazzooooo…godooo…gooooooodooooo…oooooohhhhhhh…ooohhhh”
Si appoggia a me, infila le braccia sotto la mia schiena, afferra le spalle.
Oddio ma che fa dico tra me…cazzo…ora inizia a martellarmi ancora più forte e sempre più profondo, un pizzico di dolore ma sparisce subito, non resisto più ai suoi colpi….
” ohhh cazzzooooooo…vengooo…ooooooooddddioooooo…siii…ahhh ahhh ahhhhh!!!
Le mie urla sono soffocate dalla sua spalla contro la mia bocca, lo mordo, si ferma, si stacca da me, urlo ancora in preda all’ennesima goduta, mi contorco tutta con la mia mano sulla figa e l’altra sulla bocca a smorzare le urla, ho continui orgasmi, fremo e tremo tutta, lui che mi guarda, sorride mentre si tiene quel cazzo enorme in mano e si sega.
“Cazzo Omar ma che bestia sei”
Dico con poca voce.
Sorride e mi dice:
” girati dai…”
Mi metto a novanta, sento che punta il suo cazzo, duro come il marmo e grosso come un pistone, si avvicina alla mia spalla, mi morde l’orecchio e infila la sua asta le sue enormi mani afferrano i miei fianchi e si ricomincia, avanti e indietro, piano poi veloce, ho la testa sul materasso, i suoi colpi mi spingono, io non capisco più niente, mi martella come un forsennato.
“ohhhhhh siii…ohhh…siiiiii…ohhh…siii…dai su, riempimela tutta dai!!!”
Presa dal momento, sento che dalla mia bocca escono le peggio volgarità.”
Siii daiiiiiiiiiiiiiiii spaccami tuuuuttaaaa…ooohh siii!”
Mi sento una vera troia nelle grinfie di un toro assatanato!!!!!!! Ma come scopa questo, mamma miaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!
Continua a martellarmi, poi si ferma, mi sdraio con continui orgasmi e fremiti, sono un tremolio unico, sento il suo cazzo uscire, sento la sua cappella massaggiarmi la patatina oramai ridotta ad un colabrodo, sono talmente bagnata che sento le gocce del mio godimento scendere lungo il mio inguine.
“Oh cazzoooo Omar”
Si sdraia con il cazzo un attimo afflosciato, riprendiamo fiato, soprattutto io, ma sono eccitata e ne voglio ancora, mi metto sopra e comincio a ciucciarlo guardandolo negli occhi, siamo in un lago di sudore, dopo due leccate ecco che torna duro con una cappella nera e lucida da far paura, mi metto sopra, comincio a cavalcarlo
appoggiato a lui mentre mi stringe le tette e le ciuccia con una tale avidità, da far paura, alzo la schiena, le mie mani sul suo petto e comincio a muovermi velocemente avanti e indietro, la sensazione del suo cazzo dentro di me è qualcosa di mai provato, lo sento fino allo stomaco, aumento e non mi fermo. lui mi stringe i capezzoli.
“ohhhhh siiiii…ahhhhhhhh…ahhh ahhh ahhh ahhh…siiii siii…”
Continuo la cavalcata, lo guardo a occhi spalancati, sento un nuovo orgasmo esplodere, spalanco la bocca ma dalla foga la voce si ferma mentre mi muovo avanti e indietro tremando tutta, cazzo non molla, questo non ha intenzione di venire, grugnisce, sbuffa come un treno, inarco la schiena, le mani sulle sue gambe e la testa indietro mentre mi muovo ancora.
“ahhhhhhhhhh…caaaazzzoooo…aaahhhh”
Mi calmo un secondo, alzo le ginocchia mentre lui mi guarda, afferro il suo petto e inizio a saltare sul suo cazzo, il letto cigola e fa rumori strani, sicuramente se andiamo avanti cosi lo spacchiamo in due, io urlo da morire, vedo e capisco che sta per scoppiare, cazzo suda e sbuffa, guarda la mia figa che sbatte sulla pancia, stringe i denti, so che sta per venire, continuo e sento un calore immenso invadermi, mentre vedo i suoi occhi spalancarsi e la sua voce farsi più animale, mi risiedo su di lui, lo sento tutto dentro, mi afferra le chiappe e io riparto aumentando velocità.
“aaah siii…ahhhh…”
Sento i suoi testicoli sbattere contro di me, tutti gonfi e caldi, aumento, non resiste, afferra forte il mio sedere, segno che non resiste più, ho la passera che ormai sbrodola schiaffeggiando la sua pelle.
Mi stacco, prendo il suo uccello bollente e bagnato all’inverosimile, inizio a segarlo con foga, tre colpi e inizia a tirare urla come una bestia in cella
“aaahrghhhhhh…uuuuffff……orgghhhhhhh…ahhhhahh…gruuffff…uuuuhhh”
Mi ritrovo inondata da litri di sperma che schizzano come una fontana, io che lo sego e mi prendo i getti continui in faccia, lui che trema, la sua voce si fa bassa
“gruuufff…ooohh…ahhh”.
Ha un orgasmo infinito, io sono a pezzi, mentre questo continua a godere e a spruzzare ancora sperma, una cosa incredibile, mai vista una venuta così, sono praticamente piena di seme ovunque, in faccia, sul seno, le mani che gocciolano, una cosa incredibile.
Mi affloscio accanto a lui, siamo stremati entrambi, meno male, lo guardo, ha lo sguardo fisso nel vuoto.
” Ma che cazzo sei Omar, sei una macchina del sesso??”
“Ahaha, Carla, italiane siete delle vere porche sapete come fare sesso.”
“Porca troia tu le fai morire le donne”
“Ho visto che a Carla piace il cazzo nero eh!!”
Mi alzo, ci baciamo.
“Omar vado un attimo in bagno a rinfrescarmi”.
Oh, cazzo, quasi le 21 e mi ha chiamato mio marito, lo chiamo al volo.
“Ciao amore, scusami tanto ma ho finito tardi e mi sono beccata con la Susi e non ho sentito il cellulare…scusami”.
Mentre parlo con mio marito ritorno in camera e trovo Omar, con il cazzo in mano già quasi duro che si sta segando, chiudo la chiamata.
“Ma che fai? Cazzo Omar non può essere, e no eh!”
Lui si alza, vedo il suo cazzo che aumenta di vigore secondo dopo secondo, ride tutto sudato, mi prende, mi sbatte a letto a pancia in su.
“Bella signora, prendine ancora dai”.
Allarga la figa con le dita.
“Omar, oh cazzo…ancora????”
Mi infila il suo uccello dentro, sento come una scossa, spalanco gli occhi, inarco la testa all’indietro, non posso crederci che questo qui abbia ancora un’erezione del genere, inizia a martellare piano piano e poi continua ad essere veloce come un treno.
“ahhahaha…ahhahhahhhhhhhh…cazzzoooooooo!”
Godo ancora, ho la patata in fiamme e inizia a farmi male, un dolore godurioso, mi alza le gambe a livello faccia e continua a scoparmi come se non ci fosse un domani, le mie tette che ballano, non capisco più nulla, mi sento in basso ma è un dolore misto a piacere, lui che inizia a grugnire come una bestia e alla fine dopo mille colpi continui si stacca, si prende l’uccello e inizia a segarsi finché non urla di piacere, inarca la schiena e butta fuori altro sperma sulla mia pancia e sulle mie tette già inondate da prima, sono un vero schifo, sono tutta sporca, mi piego in due dall’ennesimo orgasmo, ho ultimi urli soffocati dal piacere, non ho più fiato sono a pezzi.
“Oh cazzo Omar, cazzo bastaaaa, oddioooooo”.
Anche lui ormai è senza forze, ci guardiamo e ridiamo insieme.
“Me l’hai aperta in due, ma che scopata super, non la sento più”
Mi alzo, corro a lavarmi velocemente e poi mi ricompongo.
Lui si alza e si veste.
“Spero di non aver fatto troppo casino con i vicini, perdonami ma quando sono in estasi non controllo la voce”.
“No problema. Tanto frega niente qui”.
Riprendo le mie cose.
“Ci prendiamo una pizza?”
“no no, grazie, vado a casa, ho bisogno di riprendermi, mi hai distrutto”
Lui sorride.
“ci vediamo ancora alla casa?”
È possibile Omar, dipende se si chiude o meno la trattativa”.
Ci salutiamo e riparto per casa, ammetto che non è semplice guidare con la patata in fiamme, ho il ventre bollente, continuo a ridere da sola e ho ancora piccoli brividi per quello che ho vissuto, mamma mia che scopata da urlo, non mi sono mai sentita così zoccola, volevo un cazzo nero, di quelli che vedevo nei film e che mi facevano accendere le fantasie, beh me lo sono proprio gustata!!!
Con Omar, non c’è stato più modo di farci una mega scopata, i tempi erano sempre poco allineati, ma in una delle ultime visite, quando abbiamo consegnato la casa ai nuovi proprietari, quando gli abbiamo presentato il portiere, quando sono uscita per rientrare a casa sono riuscita solo a fargli un bel pompino come si deve, ma credo che Omar avrà da fare perché la moglie del nuovo acquirente se lo mangiava con gli occhi, mi auguro però che non si scordi me, io di sicuro non lo dimenticherò, ho avuto la patata fuori uso per un paio di settimane, era iper sensibile, ahahahahhaha.
Ora capisco leggendo i vari racconti di donne che scopano i ragazzi di colore cosa vivono, ora che ho vissuto un’esperienza così posso solo confermare, è un’esperienza da provare e spero di avere in futuro altre occasioni del genere.
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