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Il ragazzo sconosciuto durante la mia cammina


di Membro VIP di Annunci69.it intrigoepassione7072
17.06.2026    |    103    |    2 8.7
"Mi mise la mano dietro la mia nuca, mi guardava mentre io ero intenta a lavorarmi il suo cazzo, con la lingua continuavo a solleticargli la punta, con le labbra la ciucciavo, la risucchiavo, nel..."
Il medico mi ha consigliato di camminare per cercare di migliorare la circolazione sanguigna nelle gambe, non essendo più giovane, 54 anni, mi sono detta che poi male non fa e quindi mi sono organizzata e sono partita, la mattina sveglia presto, pantaloni tecnici aderenti neri, maglietta e scarpe da ginnastica e si parte.
La prima mattina mi metto a passeggiare lungo la ciclabile nei dintorni di casa, non pensavo di trovare così tanta gente alle 6 di mattina, poi di tutte le età, ad un certo punto, incrociai un ragazzo di colore, pantaloncini corti aderenti, canotta che metteva in evidenza un fisico notevole, rasato e alto, ho sempre avuto un certo debole verso ragazzi così, mio marito, lo sa benissimo, incrociandoci da persona gentile che sono lo saluto e lui ricambia sorridendo, insomma durante tutto il tragitto la mia mente aveva iniziato a creare immagini e situazioni che mi eccitarono e non poco, comunque arrivo al parco dove c’è anche il percorso vita e vari attrezzi, mi fermo e inizio a farne qualcuno, anche se ad un certo punto mi sentivo un pochetto tesa e mi misi a fare stretching per sciogliermi un poco le gambe che erano un poco legnose.
Mentre faccio stretching, non mi accorgo che il ragazzo era arrivato anche lui nel parco, stava facendo dei dorsali sulla barra, io facevo i miei piegamenti e ad un certo punto mi attacca bottone, cosi mentre ognuno di noi faceva i propri esercizi ci mettemmo a parlare del più e del meno, per assurdo entrammo subito in confidenza, sembrava una persona conosciuta da tempo anche se non era affatto così, inizio a parlarmi di lui, disse di avere 27 anni, di essere Giamaicano ma in Italia da quando aveva 4 anni, che era figlio di un diplomatico e che stava per laurearsi e che si era trasferito in zona da qualche mese perché aveva comprato casa, poi, mi disse che ero una bella signora, io odio quando mi chiamano signora, feci un poco l’aria imbronciata e ci mettemmo a ridere.
Io gli dissi che ero sposata, che avevo un figlio, che non ci stavo provando con lui ma trovavo piacevole questo scambio di parole, poi non so da dove mi venne fuori, gli dissi che con la canotta tutta sudata e i pantaloni aderenti si vedeva tutto ed era alquanto imbarazzante, nonostante era palese che aveva un fisico della madonna, insomma mi sentivo attratta come lo è il ferro con una calamita, non mi era capitato spesso una situazione del genere.
Insomma, mi misi a civettare con lui, irresponsabilmente gli chiesi cosa ne pensava delle donne mature, visti i miei 54 anni, il doppio dei suoi, mi disse che le donne mature erano le sue preferite, perché sanno quello che vogliono e sono decise, ma decise in modo consapevole, non come le ragazze giovani, che spesso si lanciano in certe situazioni solo per curiosità, inoltre disse che le avventure più intriganti le aveva avute proprio con delle Milf o addirittura con delle Granny, oh mamma che roba, io lo guardai stupita, lui senza troppi giri di parole, mi disse che Milf e Granny sanno essere porche e spesso anche un poco troie nell’intimità e che sanno come gestire certe situazioni, poi mi chiese se avessi mai sentito parlare del big Bamboo.
Sapevo a cosa si riferisse, anche perché, diciamocela tutta, i suoi pantaloncini aderenti non è che nascondessero poi molto relativamente a quanto la natura era stata generosa di sicura, poi si avvicinò e con aria spavalda mi disse se volevo provare, che mi avrebbe scopata come mai nessuno ha fatto.
E la madonna, era talmente assurda come situazione, non sapevo se mandarlo a cagare subito o dopo, ma ammetto che la cosa era eccitante da matti, ma alla fine scoppiammo a ridere tutti e due e vista la sua sfrontatezza, fui molto diretta e sfrontata pure io, chiedendogli se lui aveva o no un big bamboo, si sentii preso in mezzo, anche perché si vedeva benissimo che l’aveva, usci in lui quell’aria da sborone, mi rassicurò che era un fuoriclasse, sia per le dimensioni, sia per la sua abilità a letto e aggiunse che se volevo me lo avrebbe fatto vedere, se mi piaceva era mio, potevo farci tutto quello che desideravo, altrimenti pazienza.
O porca troia e adesso come la metto, ma per come sono fatta io, se vuoi fare lo sborone con me trovi pane per i tuoi denti, ero in uno stato di eccitazione continua e bagnatissima, risposi che ero curiosa di vederlo, continuammo a fare battute, da finta ingenua gli guardavo i suoi pantaloncini, lo stuzzicavo dicendogli che non sembrava che ce l'avesse così grosso come asseriva, stavo mentendo spudoratamente, mentre mi mordicchiavo il labbro inferiore e gli chiedevo di farmelo vedere li e subito.
Era evidente che si stesse scherzando, ma lui si guardò intorno, mi prese la mano e se la appoggio sul pacco, effettivamente era bello tosto e si percepiva eccome, mi guardò e molto francamente mi disse che desiderava farmi godere, soffocarmi con il suo cazzo enorme, che mi avrebbe inchiappettata di brutto, che mi avrebbe riempita di sperma....
Cazzo, nessuno si era mai rivolto così, sentii un brivido lungo la schiena, persi letteralmente la testa, mi fece eccitare tantissimo, gli risposi che non sarebbe stato lui a scoparmi ma io lui e che stava giocando con il fuoco, il fuoco l’avevo io dentro mamma, mia, avevo una gran voglia di sentirlo tutto dentro da paura.
Non so che mi prese, guardai l’orologio e gli dissi che mio marito oramai era per strada verso il lavoro e che mio figlio era già in corriera verso la scuola e che facendo attenzione potevamo andare a casa mia per provare questo benedetto big bamboo e lui non se lo fece di certo ripetere due volte e così ci recammo da me.
Arrivammo davanti al cancellino, avevo il cuore a mille, una paura porca che qualcuno ci vedesse, ma l’eccitazione era oltre la paura, salimmo facendo attenzione e una volta arrivati in casa, gli dissi di essere sudata marcia, che avevo bisogno di una doccia, ma lui mi disse che voleva "prendermi" così, sudata e strapazzata, o santo cielo, un brivido misto di piacere e paura, percorse tutto il corpo, lo presi per mano e andammo in camera da letto, dove cominciammo a baciarci.
Era talmente alto che faticavo a baciarlo, mi prese praticamente in braccio, con le mani appoggiate alle chiappe, prese a slinguazzarmi per bene, io ovviamente contraccambiavo con baci lunghi e profondi, prese a leccarmi il collo e dietro le orecchie (il mio punto erogeno per eccellenza), lo sentivo ansimare, percepivo la sua voglia di me e questa cosa mi eccitava ancora di più, mi calò i pantaloncini e mi strappò letteralmente il tanga che indossavo, mi fece sedere sul letto e iniziò a leccarmi la patata e anche il sedere, sentivo la sua lingua esplorarmi, sputava sul buco del culo e lo leccava avidamente, mentre due dita presero a giocare con le mie labbra e le sentii entrare dentro me, io non resistevo più, sai quando ti viene quella voglia irrefrenabile di trombare, ecco ero in quella fase, tant’è che glielo dissi chiaramente, volevo il suo cazzo.
Si alzò, si spogliò completamente, si sdraio sul letto, quello che vedi in quel momento mi lasciò senza fiato, tant’è che da una parte mi eccitava ma dall’altra mi intimoriva, un fisco di marmo, tutto tatuato e con un cazzo nerissimo, umido, grosso, largo che aspettava solo me, aveva una cappella enorme, gonfia e lucida, lui la reggeva, masturbandosi un pochino, mi guardava con quello sguardo come a dire, che ora avevo capito bene il concetto di big bamboo mentre io mi toglievo la maglietta e il reggiseno, ero impaziente di godermi quell’uccello impressionante.
Lo raggiunsi, mi misi di fianco a lui e mentre lo baciavo molto appassionatamente, presi il grosso cazzo in mano cominciando a segarlo di brutto, era talmente lungo che quando scendevo ne rimaneva fuori dalla mano più della metà, faticavo a chiudere la mano, anzi mi era impossibile, era largo come una lattina di coca o forse più, circonciso e durissimo, sentivo le sue vene gonfiarsi nella mia mano, sentivo il sangue che pulsava, lo sentivo scaldarsi, tutto questo non faceva altro che aumentare la mia eccitazione, ero un lago che stava per tracimare, ero impaziente di sentirlo in bocca, cosi, senza esitare un secondo, mi misi a leccare la grossa cappella con colpi decisi e profondi, lappavo la testa del cazzo come fosse un cono gelato, filamenti di saliva si allungavano dalla cappella alle mie labbra, Uhm che odore che emanava, un odore di selvatico e acre, il suo sudore aveva un profumo acidulo che mi faceva letteralmente perdere la testa, era impensabile una cosa del genere.
Mentre i pensieri mi scorrevano nella mente, lo tenevo ben stretto, non avevo la benché minima intenzione di farlo scappare, lo leccavo tutto, lo mordicchiavo lato, poi sopra, arrivavo ai testicoli, li leccavo e succhiavo per bene e poi ritornavo alla cappella che ingoiavo avidamente, ma era veramente impegnativa, mi sentivo soffocare e dovevo sforzarmi ad aprire ancora di più la bocca perché con l’aumentare dell’eccitazione la sua cappella era ancora più gonfia e turgida, gemevo per piacere e per la fatica che stavo facendo, la bocca allargata quanto più potevo, la circondavo alla base del prepuzio, ero eccitatissima mentre gli facevo il pompino.
Mi mise la mano dietro la mia nuca, mi guardava mentre io ero intenta a lavorarmi il suo cazzo, con la lingua continuavo a solleticargli la punta, con le labbra la ciucciavo, la risucchiavo, nel frattempo gli accarezzavo il torace, era un bronzo, addominali scolpiti, pettorali duri come pietre, era eccitante come situazione tant’è che aumentai la velocità, presi ad andare velocemente su e giù sull'uccello, lui lo teneva dritto, il cazzo nero entrava e usciva dalla mia morbida e calda bocca come fosse acciaio rovente in un grandioso pompino da manuale, reso ancora più umido dalla mia saliva, era così duro da far spavento, cercavo di prenderlo tutto in bocca ma con scarsi risultati, infatti quando sentivo la cappella lambirmi la gola, notavo che ne avevo in bocca circa un terzo, impressionante, ero al limite e gli chiesi di scoparmi.
Mi misi alla pecorina, senti una vampata di calore avvicinarsi alla mia patatina, sentii la pressione della sua cappella sulle labbra, ero eccitata e spaventata allo stesso tempo, usavo dildi grossi, tipo quello che era la copia di Shane Diesel l’attore, ma quello era oltre, senti spingere, chiusi gli occhi, fu una sensazione paradisiaca quando entrò, ed era solo l’inizio, lo sentii entrare piano piano, sempre di più fino a provare dolore, era un dolore eccitante, iniziò a scoparmi, andava avanti e indietro a ritmo serrato mentre le mani mi palpavano le tette, i glutei, ebbi un orgasmo quasi subito, devo dire che era veramente bravo a letto, si capiva che sapeva cosa fare e come farlo nonostante la sua età, io nel mentre mi sentivo porca se non troia, tenevo gli occhi chiusi e godevo di brutto, lo supplicavo di non fermarsi, anzi, gli chiesi proprio dio scoparmi selvaggiamente come faceva con le Milf e le Granny, lui lo faceva senza pietà, mi possedeva con colpi decisi a volte leggermente violenti e ben assestati, mi stava scopando alla grande, ad ogni colpo mi faceva andare in avanti in un gioco incredibilmente selvaggio ma proprio per questo eccitantissimo, mi prese per i capelli, poi senti la sua mano che da dietro mi prendeva la faccia, aveva una mano enorme, mi mise un dito in bocca, io cominciai a succhiarlo avidamente mentre mi dava della troia, mi chiedeva se mi piacesse, io annuivo, mi mise spinse la testa nel cuscino, era selvaggio e godurioso, stringevo tra le mani il lenzuolo incapace di parlare tanto stavo godendo, mi sentivo piena, il suo cazzone turgido, entrava e usciva sfregando sulle sue pareti portandomi a godere come una folle, mi sentivo riempita da quel tubo caldo e duro, pulsante, noduloso, percepivo chiaramente la differenza tra la cappella e il resto del suo cazzo e questo mi provocava orgasmi a non finire, più volte ero arrivata vicino a squirtare, godevo, godevo da morire fino a che, con un lamento prolungato, venni in maniera intensa, profonda, selvaggia, in un orgasmo incredibilmente prolungato e inizia a tremare per poi spruzzare come non mai, non avevo mai squirtato cosi intensamente, tremavo tutta, sembravo in preda ad un attacco epilettico, lo sentii uscire, mi girò su un lato, mi alzò una gamba e mi penetrò, mi palpava il seno con rabbia, nello specchio dell’armadio a fianco del letto, potevo vedere quel "mostro" che entrava e usciva dalla mia figa, quella visione era eccitantissima, sentivo colare tra le gambe e il lenzuolo sotto di me era bagnato, poi appoggiò una mano sulla pancia, toccava il punto dove il suo cazzo mi entrava in figa e cercavamo di baciarci in un tripudio di libidine e godimento, stavo godendo come una matta, mi stava letteralmente massacrando la patata, ma mi piaceva quel trattamento selvaggio e maschio, era un vero toro da monta, con il cazzo pieno dei miei umori ed ancora duro come il marmo, si distese e mi fece salire su di lui.
Wow, sentii la grossa cappella che si faceva di nuovo strada dentro di me, in uno smorzacandela da paura, cominciai a saltare col bacino sul suo cazzo in maniera violenta, praticamente adesso ero io che mi scopavo lui, con le tette che sbattevano sul suo torace mentre mi teneva ferma con le mani sul culo, mi alzai, sempre con l'uccello dentro di me, mi feci sorreggere dalle sue mani e continuai a cavalcarlo con una voglia e una passione incredibili, stavo godendo, allo stesso tempo mi sentivo porca e molto troia, mentre tradivo mio marito con uno che manco conoscevo e nel letto dove mi scopava anche lui e venni intensamente un’altra volta, strillando e mugolando, con gli occhi strabuzzati, avevo perso il conto degli orgasmi, ma non ero sazia, lo guardai e con aria di sfida e gli dissi che lo volevo provare a farlo analmente, a dire il vero, dissi che lo volevo nel culo, ovviamente non era la prima volta, spesso con mio marito faccio la doppia con lui davanti e il dildo gigante del mio sederino e viceversa, ma non sapevo se reggesse l'urto con un mostro del genere, ma lo volevo, lo volevo intensamente nel culo e glielo dissi senza alcun timore.
Mi misi a 90, ero talmente bagnata che con le dita inizio a solleticarmi il buchino, la cosa mi eccitava ma ero talmente rilassata che senti le sue dita farsi entrare, prima un dito, poi un secondo dito e poi un terzo, ripeto, aveva due mani che erano enormi e le dita sembravano tanti cazzi normali, sentivo il mio forellino morbido e lubrificato da paura, sentivo che strusciava la sua cappella tra le mie labbra bagnatissime, poi la senti appoggiarsi al mio orifizio, chiusi gli occhi, una leggera pressione ed entrò senza fatica, era stato bravo, mi aveva preparato da dio con le dita, cosi cominciò ad incularmi in maniera inesorabile, selvaggia e intensa, lo sentivo sempre più in profondità e sentivo un poco di dolore, ma a parole è impossibile descrivere il dolore che mi provocava quel mostro dentro di me, mi inizia a sgrillettare di brutto, lo scongiuravo di non fermarsi, di andare a fondo e il porco mi accontentò di buon grado ed infatti prese ad incularmi ancora più violentemente tanto che me lo sentivo nello stomaco, mi guardavo nello specchio, ero stravolta, sudata ma continuavo ad avere orgasmi a ripetizione, avevo il fiatone, poi vedevo lui dietro di me che pompava di brutto, i muscoli tesi, mi mise le mani sulle spalle, e mi tirava verso di lui per fari sentire il suo cazzo ancora più in profondità, mi stava letteralmente devastando il culo, mi venne da pensare a come avrei camminato nei prossimi giorni, ma ora ero talmente concentrata ad assaporarmi il godimento estremo che stavo provando che il dolore cessò.
Era bravissimo, alternava culo e gnocca e viceversa, ero in preda ad girandola incredibilmente folle di piacere intenso, venni ancora e ancora, sempre in maniera intensa e profonda, pensavo alle Granny che si era scopato, se le aveva scopate come stava facendo con me, inizio ad ansimare, capii che ormai era prossimo pure lui a venire, volevo che mi venisse in faccia e in bocca, cosi come prima glielo dissi molto direttamente con un filo di voce sensuale, immediatamente lui, ormai pronto a godere, usci da me, prese un cuscino e lo gettò a terra, mi fece inginocchiare, mi guardò e mi disse se ero capace di fare venire un Giamaicano, una che ama i pompini come me non può non accettare tale sfida, così, mani appoggiate alle sue cosce, lo presi nuovamente in bocca, andando avanti e indietro ben decisa a farlo venire nella mia avida ed ingorda bocca, lasciavo scivolare la cappella fino in gola, con una sensazione di riempimento totale che quasi mi soffocava ma non mi importava, faticavo a respirare ma continuavo in maniera incredibile a succhiarmelo tutto, lui mi reggeva la testa con tutte e due le mani incrociate dietro la nuca, sudato, ansimante, quando sentii uno, due, tre, quattro schizzi violenti e densi inondarmi la gola, ad ogni schizzo lanciavamo insieme dei mugolii, mamma mia quanta sborra mi scaricò in bocca, era pazzesco, non sono amante dell’ingoio ma era talmente tanta che fui costretta a mandare giù, avevo la bocca completamente piena del suo sperma denso e caldo che, per forza di cose, con un rumore strano, mi schizzava fuori dai lati delle labbra, colandomi sul mento, sulla gola e sulle tette, dove presi a spalmarmela sul seno, adoro farlo, mi eccita e mi appaga, ero inondata, mi colava ovunque, crollammo sul letto entrambi, giusto il tempo di ripigliarci, ci facemmo una doccia, mentre mi lavavo toccandomi sentivo i mie orifizi belli larghi, il sedere era dolorante, la patata anche, la bocca leggermente indolenzita, mi asciugai, quando usci dal bagno lui non c’era più, era sparito, usci sul terrazzo ma nulla, guardai l’orario e mi accorsi che mi aveva scopato per più di 4 ore, ero contenta ma sofferente, tant’è che mi spalmai crema lenitiva sia sulla patatina che sul mio culetto, entrambi devastati da quel grande cazzo nero che mi aveva fatto andare in estasi.
Io ho continuato a camminare ogni mattina, ma lui non l’ho mai più rivisto, a volte ripenso a quell’avventura di una mattina, mi masturbo con il mio dildo e godo come non mai, non so nemmeno il suo nome
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