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Il senso di quella cornice


di Stephanos26
21.04.2026    |    2.182    |    0 9.4
"Le risposi con sincerità, nel mio modo diretto ma rispettoso, dicendole che la sua presenza si faceva notare eccome..."
Il mio racconto nasce da una circostanza legata al secondo lavoro che svolgo... incidere parole, simboli e desideri su oggetti e sul legno. Tutto ebbe inizio con la richiesta di un marito che voleva regalare alla moglie qualcosa di unico... una frase romantica scolpita nel legno, trasformata poi in una cornice elegante e calda come un abbraccio.
Creai dal nulla quella cornice, incidendo la frase lungo i lati, contornandola di piccoli cuori e dettagli raffinati. Gli inviai il progetto per email, chiedendogli se andasse bene e dove dovessi spedirla. Mi rispose che era fuori città per un viaggio e che, se possibile, preferiva una consegna a mano. Al suo ritorno l’avrebbe aperta insieme alla moglie.
Accettai, anche se la richiesta mi sembrava insolita. A dire il vero ero anche un po’ infastidito... il compenso era modesto rispetto al lavoro svolto. Così, con un velo di amarezza, il giorno seguente mi presentai all’ora concordata davanti a casa sua.
Suonai.
Una voce morbida e accogliente mi invitò a salire. Dissi subito che ero vestito da lavoro, perché dopo la consegna sarei andato in servizio. Di professione faccio la Guardia Giurata, e forse quella divisa rendeva la scena ancora più curiosa. Lei rispose con naturalezza che non era affatto un problema.
Quando arrivai alla porta, mi aprì una signora sui sessantacinque anni... ma con un fascino vivo, acceso, quasi sfacciato. Portava una camicetta bianca leggermente aderente e jeans scuri che ne seguivano le forme con eleganza. Il suo sorriso aveva qualcosa di malizioso e luminoso insieme. Entrando, non potei fare a meno di notare la sua presenza piena, sicura, ancora capace di farsi guardare.
Mi offrì da bere. Rifiutai con educazione, dicendo che ero passato solo per consegnare il pacco. Lei però mi chiese di sedermi un momento sul divano. Voleva capire come un uomo in divisa potesse amare anche un lavoro delicato come quello delle incisioni. Parlammo per diversi minuti... con una strana complicità che cresceva silenziosa.
Poi, senza preavviso, arrivò al punto. Mi chiese se la trovassi ancora una bella donna... se le sue forme sapessero ancora attirare uno sguardo maschile. Le risposi con sincerità, nel mio modo diretto ma rispettoso, dicendole che la sua presenza si faceva notare eccome.
Da lì tutto cambiò tono.
Tra un complimento e un sorriso trattenuto, la distanza si sciolse. Le mani cercarono pelle, il respiro si fece corto, l’aria più calda. Mi trovai travolto da una femminilità matura e impaziente, da quella fame elegante che certe donne sanno nascondere fino all’ultimo istante.
Lei era splendida... sicura di sé, viva, desiderosa. Io combattuto tra educazione e istinto, tra imbarazzo e voglia. Ogni gesto diventava più audace del precedente, ogni carezza apriva la strada alla successiva.
Il tempo perse forma.
Ci furono baci rubati, mani che cercavano conferme, sospiri profondi, movimenti sempre più decisi. La sua pelle aveva il sapore di una promessa mantenuta troppo tardi. Lei chiedeva ancora, io rispondevo senza parole.
Quando si abbandonò completamente tra le mie braccia, capii che non si trattava solo di desiderio... ma di sentirsi ancora viva, ancora scelta, ancora donna.
Rimanemmo insieme a lungo, in un intreccio di corpi e silenzi, fino a dimenticare il mondo fuori da quella stanza. Io arrivai perfino in ritardo al lavoro... ma in quel momento nulla sembrava avere importanza.
L’unica cosa che volle davvero fu una foto... il ricordo di quell’istante sul suo telefono con il seme ancora sul suo volto. Le chiesi cosa avrebbe detto il marito, se mai l’avesse scoperto.
Mi guardò sorridendo e rispose che lui sapeva tutto.
Quando uscii dal suo appartamento, finalmente compresi il senso di quella frase incisa sulla cornice... che prima mi era sembrata incomprensibile.

“Il seme e l’amore che provo per te legano la nostra coppia in questo amore eterno...”

Da quel giorno capii che l’amore ha mille sfaccettature... e non tutte nascono per essere spezzate da gelosie inutili.
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