tradimenti
La collega parte 7
Cantastorie
21.07.2026 |
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"Paolo si versò un altro goccio di whisky, facendo oscillare il liquido dorato nel bicchiere..."
Ma ascolta, Paolo...» disse Luca, appoggiando i gomiti sulle ginocchia. «C’è una cosa che non capisco. Se questa è così arrapata, se ti fa questi pompini devastanti e si bagna a quel modo... come mai non ci hai ancora scopato? Com’è possibile che non siate andati fino in fondo?»Paolo scosse la testa, passandosi una mano sul viso con un’espressione quasi perplessa.
«Guarda, Luca, non lo so nemmeno io,» ammise Paolo, allargando le braccia. «Non so davvero cosa dire. Per come si fradicia ogni singola volta e per quello che mi dice mentre la toccano le mie dita, ha una foga tale che non si può andare avanti così. Continua a ripetermi che deve dare sfogo a tutta quell'eccitazione che ha dentro, che sta per esplodere... Eppure, ogni volta che sto per infilarglielo, si inventa un limite, un’ansia, o dobbiamo fermarci un secondo prima. È una roba da matti.»
Luca accennò un sorriso amaro, un sorrisetto sottile che nascondeva un veleno puro.
«Beh...» azzardò Luca, fissandolo negli occhi, «forse non scopate perché si fa scopare da un altro, no?»
Paolo scoppiò in una risata fragorosa, sbracciandosi come se avesse sentito la battuta più assurda dell'anno.
«Ma va! Lo escludo categoricamente, figurati!» rispose Paolo sicuro di sé. «Me ne sarei accorto subito, credimi. A parte che non avrebbe né il tempo né le energie, ma poi... un uomo si renderebbe conto se la sua donna è stata usata da un altro. Insomma, anche il più tonto dei cornuti se ne accorgerebbe dai dettagli, da come sta sul letto, dal corpo libero o consumato. No, no, con me è un libro aperto.»
Luca sentì un brivido freddo scorrergli lungo la schiena. La sicurezza di Paolo era ironica e ridicola al tempo stesso, considerando che proprio lui, il "cornuto tonto", la sera prima l'aveva presa e usata da dietro nell'archivio dell'ufficio.
Paolo poi si sporse in avanti sul divano, abbassando il tono di voce come per fare una confidenza ancora più intima, quasi estasiato dal ricordo.
«Dovresti vedere come perde la ragione appena sente l'odore del cazzo,» mormorò Paolo con un sorrisetto malizioso. «Impazzisce letteralmente, Luca. Glielo avvicino al viso e lei chiude gli occhi, annusa come un'assetata e ci si tuffa sopra senza contegno. E dovresti sentire come strilla quando la faccio godere con le dita... caccia certi urli che devo metterle la mano sulla bocca per non farci arrestare.»
Paolo fece una pausa, scuotendo la testa con ammirazione.
«Quella ragazza tutta perfettina che vediamo ogni giorno in ufficio, coi tailleur stirati e l'aria da santa... sparisce del tutto. Dovresti vederla come si riduce quando abbiamo finito: il trucco completamente sfatto, nero sotto gli occhi, i capelli scompigliati che sembrano un cesto di gatti, e quella faccia da puttana da combattimento che non ti aspetteresti mai da una come lei.»
Luca annuì in silenzio, mandando giù l'ultimo sorso di whisky. Conosceva fin troppo bene quell'immagine di Loredana scompigliata e sottomessa.
Paolo si versò un altro goccio di whisky, facendo oscillare il liquido dorato nel bicchiere. Era ormai un fiume in piena, completamente trasportato dall'orgoglio di chi si sente l'unico artefice di quelle perversioni.
«E non ti ho ancora detto la roba più assurda dell'ultima volta,» riprese Paolo, ridacchiando e scuotendo la testa con fare quasi incredulo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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