tradimenti
La collega parte 8
21.07.2026 |
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"Tutti i tasselli si componevano in un quadro abominevole: quante volte, negli ultimi mesi, Luca era andato al desk di Loredana per darle un bacio a fior di labbra? Quante volte le aveva..."
«Eravamo sempre in macchina, a notte fonda. A un certo punto mi fa: "Stasera non toccarmi davanti, voglio che mi fai godere da dietro". Ti giuro, Luca, si è messa a pancia in giù sul sedile reclinato, ha alzato il bacino e io le ho infilato le dita nel culo. Ho iniziato a masturbarla lì, piano all'inizio, e poi sempre più forte. Luca, è venuta come una fontana! Ha avuto un orgasmo anale devastante, è schizzata dappertutto senza che io le sfiorassi minimamente la fica!»Luca mandò giù un groppo amaro, le dita che stringevano il vetro. La descrizione di quell'orgasmo sporco e incontrollabile gli fece salire un'ennesima vampata di calore dritta all'inguine.
«E la cosa assurda,» continuò Paolo, sporgendosi ancora di più con confidenza, «è che nonostante abbia già fatto due figli, ha una fica che sembra quella di una ragazzina. Strettissima, rosa, perfetta. Ecco perché ti dico che lo capirei se avesse un altro! Se ci fosse un altro uomo di mezzo, una fica così ti si smandrupperebbe, lo sentiresti subito che è usata, che c'è stato qualcun altro prima di te. Invece con me è come se fosse sempre intonsa, una roba incredibile.»
Un sorriso storto e amaro si dipinse per un istante sulle labbra di Luca. La cecità di Paolo era quasi comica: la sera prima la vagina di Loredana era stretta solo perché non l'aveva ancora aperta, mentre il suo ano, che Paolo vantava di aver esplorato con le dita, era stato letteralmente posseduto e punito da Luca nell'archivio.
«Ma la vera follia di quella donna,» aggiunse Paolo abbassando la voce con una risatina maliziosa, «è la sfacciataggine. Ormai è completamente senza freni. Pensa che in più di un'occasione, quando le vengo in bocca o sulla pelle, vuole che le schizzi direttamente sui vestiti. Non si pulisce nemmeno bene! Si aggiusta un attimo la giacca, si dà una sistemata sommaria e il giorno dopo si presenta in ufficio con i vestiti ancora sporchi del mio seme asciugato. Ci cammina in mezzo ai colleghi, perfettamente consapevole di avere le mie macchie addosso, e mi guarda da lontano facendomi l'occhiolino. È una perversa pura, Luca. Una roba da manicomio.»
Luca rimase in silenzio, fissando il vuoto. Le immagini di Loredana che passeggiava tra i corridoi dell'azienda con il seme di Paolo addosso, vestita con i completi che lui stesso le aveva spesso complimentato, gli fecero girare la testa.
Paolo mandò giù l'ultimo sorso di whisky, sfoderando un sorriso sornione e pieno di spavalderia. Si inclinò verso Luca, del tutto sopraffatto dal piacere di vantarsi delle sue imprese.
«E vuoi sapere qual è la cosa più comoda?» esordì Paolo con un sorrisetto malefico. «Ogni volta che durante la giornata avevo voglia di svuotarmi un po' le palle, mi bastava fare una telefonata rapida al suo numero diretto interno. Un paio di squilli e le dicevo solo: 'Vieni nell'ufficio piccola". Lei arrivava subito, si metteva in ginocchio e le schizzavo direttamente in bocca. Ecco perché è da un po' di mesi che me ne vado presto la mattina in ufficio! Verso le sette e mezza non c'è ancora nessuno... e come dice sempre lei, le porto la 'colazione fresca' in ufficio sborrandole direttamente in gola prima che inizi il turno.»
Luca rimase immobile, pietrificato. Il ricordo delle mattine in cui vedeva Paolo arrivare presto in reparto e, subito dopo, scorgeva Loredana uscire a testa bassa dal ripostiglio o dagli uffici sul retro leccandosi con discrezione le labbra, gli provocò una nausea violenta unita a una morsa bruciante al basso ventre.
«E non è tutto,» incalzò Paolo, ormai completamente privo di freni. «A volte vuole che la tratti proprio come una spazzatura. Mi chiede di insultarla pesante mentre lo fa, vuole che le sputi direttamente in bocca prima di venirle dentro. Luca, credimi, è una maiala insospettabile. Guarda, non credere a me, leggi cosa mi ha scritto proprio oggi sul sapore della mia sborra... leggi che porca!»
Paolo sbloccò lo schermo del telefono e lo piantò quasi sotto gli occhi di Luca.
Sullo schermo, il messaggio inviato da Loredana nel primo pomeriggio recitava:
«Stamattina la tua sborra era ancora più calda e densa... mi piace da matti il sapore che mi lasci in gola per tutto il giorno. Mettimene ancora di più domani mattina, vogliosa come sono mi carica per lavorare.»
Luca fissò la chat con gli occhi sgranati. Le parole stampate su quel display sembravano marchiarlo a fuoco.
Ma la roba più malata la fa con la sua borraccia termica,» continuò Paolo con una risatina incredula, abbassando la voce. «A volte, quando siamo in bagno da soli, vuole che ci pisci dentro. Si fa riempire la borraccia di piscio e ci beve tranquillamente durante tutta la giornata di lavoro! Dice che sentire il mio calore e il mio sapore nello stomaco la fa stare perennemente in calore.»
A quella rivelazione, il mondo sembrò girare attorno a Luca. Un brivido gelido, seguito da un’ondata di calore perversa, gli attraversò la spina dorsale.
Tutti i tasselli si componevano in un quadro abominevole: quante volte, negli ultimi mesi, Luca era andato al desk di Loredana per darle un bacio a fior di labbra? Quante volte le aveva accarezzato il viso, baciandola con passione sulla bocca subito dopo la pausa caffè o a metà giornata, del tutto ignaro che le sue labbra, la sua lingua e la sua gola fossero ancora impregnate del seme denso e dell'urina calda di Paolo?
La consapevolezza di aver assaporato, attraverso la bocca della sua amante, i fluidi dell'amico che gli sedeva di fronte gli provocò un cortocircuito devastante. Sentì la testa vuota e il pene pulsare di un'erezione rabbiosa, furiosa e incontrollabile, con il pensiero fisso che la mattina dopo, a quelle sette e mezza, a quell'appuntamento per la "colazione" ci sarebbe stato anche lui.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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