tradimenti
Il tedesco viene a cena nel bungalow
18.12.2025 |
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"Quando venne, fu un'esplosione abbondante: fiotti caldi e densi di sperma schizzati profondi nella sua fica, uno dopo l'altro, traboccando dalle labbra gonfie, colando bianco e cremoso sulle..."
Odori di Vino e Desiderio, Quella sera, nel nostro bungalow affacciato sul mare di Levante, l'aria era densa di profumi estivi: il salmastro dell'oceano che filtrava dalle finestre aperte, mescolato all'aroma terroso del vino rosso spagnolo che avevamo versato in bicchieri di vetro spesso, un odore fruttato e alcolico che si diffondeva come un velo inebriante. Le pareti di legno chiaro riflettevano la luce calda delle lampade arancioni, creando un'atmosfera intima e rovente, mentre il suono distante delle onde si univa al nostro respiro sempre più affannoso.Giulia, la mia splendida compagna di trent'anni, aveva scelto un completino intimo nero di pizzo finissimo, due pezzi provocanti e eleganti che esaltavano la sua pelle chiara e abbronzata, con quel segno leggero del costume scosciato che le incorniciava il culo alto, sodo e rotondo – depilato alla perfezione, profumato di crema alla vaniglia che le dava un aroma dolce e invitante. Le sue tette grandi e sode spingevano contro il reggiseno trasparente, i capezzoli chiari e proporzionati già duri e visibili, rosa tenue contro il nero del pizzo. Io, Giorgio, ero più timido, vestito con una semplice camicia e pantaloni, il mio fisico atletico teso per l'eccitazione mista a umiliazione – quella curiosità bisex che mi faceva fremere, sapendo che Giulia era la vera cacciatrice, sempre arrapata e socievole, pronta a conquistare cazzi più grossi e dominanti del mio.Il tedesco arrivò puntuale, un omone brizzolato con capelli biondi corti, senza barba, un naso importante e braccia grosse tatuate con una donna nuda volgare sulla spalla. Indossava jeans attillati e una camicia bianca che si tendeva sulla pancia soda, il suo odore mascolino già forte: sudore fresco misto a colonia speziata, un aroma crudo che invadeva la stanza. Cenammo ridendo e bevendo, il vino che macchiava le labbra di Giulia di un rosso profondo, mentre lei provocava senza ritegno: si chinava per servire il cibo, il culo in fuori che sfiorava il tavolo, le tette che ondeggiavano nel pizzo, il suo profumo intimo – muschio bagnato e dolce – che si diffondeva ogni volta che apriva le gambe sotto il tavolo, sfiorandomi con un piede.
Dopo cena, il tedesco si accomodò sulla poltrona marrone, le gambe divaricate larghe, il rigonfiamento nei jeans evidente. Giulia iniziò a ballare davanti a lui, lenta e sensuale, il corpo che si muoveva al ritmo di una musica immaginaria, il pizzo che frusciava contro la pelle. Lui si slacciò i pantaloni con un ghigno, tirando fuori quel cazzone enorme: grosso, venoso, con palle pesanti e pochi peli, già duro e rosso violaceo, l'odore di pre-cum salato che riempiva l'aria. Giulia si inginocchiò con un gemito roco, le labbra rosse che si aprirono avide, e lo prese in bocca. Il suono fu osceno e bagnato: "slurp slurp glug glug", la saliva che colava lungo l'asta, la lingua che leccava le vene pulsanti, mentre lei succhiava con gusto, gli occhi verdi fissi su di lui, il respiro affannoso che usciva dalle narici.Io non resistetti: mi misi dietro di lei a quattro zampe, le mani che scostavano il perizoma nero, esponendo la sua figa depilata e bagnata, rosa e gonfia, che gocciolava di umori trasparenti e appiccicosi. L'odore era inebriante: dolce e salato, un muschio femminile intenso misto al sudore della giornata, che mi fece pulsare il cazzo nei pantaloni. Leccai il suo culo profumato, la lingua che affondava nelle pieghe sode, poi scesi sulla figa, succhiando il clitoride turgido con suoni umidi "smack smack", assaporando il sapore aspro e dolce dei suoi succhi, mentre lei mugolava intorno al cazzo del tedesco, le vibrazioni che lo facevano gemere profondo.
Mi sedetti vicino a lui sul divano, tirai fuori il mio cazzo – più piccolo, lo sapevo, venoso ma modesto – e iniziai a segarmi piano, il suono della pelle che scivolava bagnato dall'eccitazione. Lui mi guardò, rise con quella voce gutturale, e me lo prese in mano: poche seghe forti, il suo palmo ruvido e caldo che mi stringeva, e io già al limite. "Ahah, piccolo cazzetto", sghignazzò, l'umiliazione che mi fece arrossire ma eccitare di più. Giulia guardò la scena, gli occhi lucidi di lussuria, la bocca piena di cazzo, e gemette eccitata. Poi lui pretese: "Succhia anche tu, ragazzo, prima che la scopi". Mi inginocchiai tra le sue gambe, l'odore del suo cazzo travolgente: sudore maschile, saliva di Giulia, pre-cum denso e salato. Lo presi in bocca, l'asta grossa che mi riempiva la gola, il sapore amaro e caldo sulle papille, mentre succhiavo goffo ma eccitato, "glug glug". Giulia mi segò da dietro, la mano esperta che volava sul mio cazzo, e in trenta secondi esplosi: schizzi caldi e abbondanti che colpirono il pavimento, il mio gemito strozzato intorno al suo membro. Lui rise fortissimo, una risata tonante che echeggiò nella stanza, "Patetico, mezzo minuto e già sborrato! Ora guarda come si fa con una vera donna". Prese Giulia di forza, le mani grosse che la sollevarono come una bambola, sbattendola contro il muro bianco del bungalow. Il suono dei corpi che sbattevano fu violento: "thud thud", mentre le strappava il perizoma, esponendo la figa bagnata e aperta. La penetrò in piedi, il cazzone che affondava tutto dentro con un "squish" umido, le palle che sbattevano contro il clitoride. Giulia urlò di piacere, le gambe avvolte intorno a lui, le tette che rimbalzavano libere dal reggiseno, i capezzoli duri e rosa che sfregavano contro la camicia di lui. L'odore del sesso riempiva l'aria: sudore misto, figa fradicia, il suo cazzo che pistava ritmico, suoni di "clap clap" delle cosce che si urtavano. Poi la buttò sul divano, lei sopra a cavalcioni, le tette che ballavano ipnotiche, bianche e sode contro la pelle abbronzata, mentre rimbalzava sul suo cazzo. Mi fissava con occhi verdi annebbiati dal godimento, gemendo "Oh sì, Giorgio, guarda come mi riempie... è così grosso!", il suono della figa che schiaffeggiava l'asta bagnata, "slap slap squelch". Io mi segavo furioso, l'umiliazione che mi eccitava, il mio cazzo duro ma insignificante rispetto al suo. Infine, la mise a pecorina sul tappeto morbido, il culo alto e rotondo in fuori, depilato e profumato, le mani di lui che lo afferravano lasciando segni rossi. La scopò forte, il cazzone che entrava e usciva dalla figa rosa e dilatata, suoni animaleschi: "pound pound", gemiti di Giulia che crescevano in un crescendo di orgasmi multipli, il corpo che tremava, sudore che colava lungo la schiena. Lei godeva urlante, "Sì, riempimi, porco!", e lui accelerò, le palle tese e pesanti. Quando venne, fu un'esplosione abbondante: fiotti caldi e densi di sperma schizzati profondi nella sua fica, uno dopo l'altro, traboccando dalle labbra gonfie, colando bianco e cremoso sulle cosce, l'odore forte e salino che invadeva la stanza. Giulia impazzì dal piacere, l'orgasmo definitivo che la fece crollare tremante, urlando "Oh Dio, sì, tutto dentro... mi fai morire!", il corpo convulso mentre assorbiva ogni goccia, godendo intensamente come solo con lo sperma nella fica sapeva fare. Io, guardandoli, mi segai ancora e rivenni forte: schizzi deboli sul telefono mentre facevo foto e video, catturando i colori – il bianco dello sperma contro il rosa della figa, il rosso delle guance di Giulia – i suoni dei loro gemiti, l'odore misto di sesso e vino.
Fu una notte di umiliazione e estasi, ma la vera sorpresa arrivò due giorni dopo
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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