tradimenti
Il tedescone ed il suo amico
19.12.2025 |
1.999 |
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"Giulia urlò di dolore e piacere, il corpo che tremava, le tette che pendevano e ondeggiavano, "Ahhh sì, spacchiami!", mentre lui pompava forte, "clap clap clap", le palle..."
Due giorni dopo quella notte indimenticabile nel bungalow, tornammo alla spiaggia naturista, nudi sotto il sole cocente della costa di Levante. L'aria era satura di salsedine calda, odore di alghe e pelle abbronzata, il suono delle onde che lambivano la sabbia bianca come un invito costante al peccato. Giulia era sdraiata a pancia in giù, il culo alto e rotondo esposto al cielo, depilato e profumato di olio solare al cocco, le labbra della figa già gonfie e lucide per l'eccitazione residua dei ricordi. Io, Giorgio, accanto a lei, sentivo il mio cazzo semi-duro solo a guardarla, ma con quel misto di gelosia e desiderio che mi consumava. Eccoli lì: il tedesco, spavaldo come un toro, il corpo robusto e brizzolato che marciava sulla sabbia senza pudore, il suo cazzone enorme che dondolava pesante tra le cosce, già mezzo eretto per l'aria aperta. Accanto a lui, l'amico: un uomo sulla quarantina, rumeno o portoghese – lo scoprimmo dopo – in forma perfetta, pelle abbronzata uniforme e liscia, quasi completamente depilata, capelli corti neri, muscoli definiti e un cazzo lungo, venoso, dritto e invitante che catturò subito il mio sguardo. Si fermarono proprio accanto ai nostri teli, salutandoci con sorrisi carichi di malizia. Giulia non perse tempo: si alzò in ginocchio, le tette grandi e sode che ondeggiavano libere, i capezzoli chiari già turgidi, e con voce mielosa lo invitò di nuovo per la sera. Il tedesco rise profondo, la pancia che tremava, e disse: "Certo, verremo entrambi. E porterò una sorpresa per il tuo ragazzo... gli piacerà tantissimo". L'amico mi fissò dritto negli occhi, un ghigno sexy sulle labbra, e mi fece l'occhiolino. Il mio cazzo traditore schizzò in erezione istantanea, duro e pulsante sulla sabbia. Giulia lo notò subito, scoppiò a ridere e disse ad alta voce: "Guarda guarda, vedo che l'amico ti è piaciuto! Mi sa che stasera non starai solo lì impalato a guardare e segarti, caro il mio frocetto". Arrossii fino alle orecchie, umiliato ma eccitato da morire, il cuore che martellava. Il tedesco si voltò, vide la mia erezione patetica e rise di gusto, una risata tonante che echeggiò sulla spiaggia: "Ahah, il piccolo frocio è già pronto! Stasera ti divertirai, ragazzo".La sera arrivò carica di tensione. Nel bungalow, l'aria profumava di vino rosso versato generosamente, un aroma fruttato e alcolico che si mescolava al sudore fresco dei corpi. Cenammo chiacchierando in spagnolo, l'amico – Alex – simpatico e affascinante, con quel sorriso che mi faceva fremere. Io non riuscivo a smettere di pensare che volesse incularmi, l'idea che mi tormentava e arrapava, il cazzo duro sotto il tavolo mentre Giulia provocava come al solito, le gambe accavallate in modo da mostrare il completino nero di pizzo che aveva indossato di nuovo.
Dopo cena, il tedesco si sedette sulla solita poltrona, gambe larghe, slacciò i pantaloni e tirò fuori il suo mostro: grosso, venoso, cappella rossa e gonfia, palle pesanti che profumavano di muschio maschile. "Vieni qui, porca", ringhiò a Giulia, che si gettò in ginocchio con un gemito famelico, le labbra rosse che ingoiavano l'asta intera, "slurp slurp glug", saliva che colava copiosa, la gola che si gonfiava mentre succhiava con avidità, gli occhi verdi lucidi di lussuria.
Alex fece lo stesso sul divano, tirando fuori il suo cazzo lungo e perfetto: liscio, depilato, vene blu che pulsavano sotto la pelle abbronzata, cappella liscia e rosa. Mi guardò con occhi predatori: "Avvicinati, Giorgio. Succhialo, lo so che non vedi l’ora". Esitai un secondo, il cuore in gola, l'umiliazione che mi bruciava, ma l'eccitazione vinse. Mi inginocchiai tra le sue gambe muscolose, sentì l'odore del suo cazzo che mi invadeva: pulito, muschiato, un aroma caldo e invitante misto a sudore leggero. Lo presi in bocca piano, la lingua che assaporava la cappella salata, poi più profondo, "glug glug smack", succhiando con crescente foga mentre lui gemeva basso, le mani nei miei capelli. Giulia e il tedesco ci guardavano, ridendo forte: "Guarda il tuo ragazzo, che brava puttanella!", sghignazzava lui, mentre Giulia mugolava intorno al suo cazzo: "Sì, amore, succhialo bene... sei così frocio".
Andammo avanti a lungo così, bocche che si alternavano, mani che segavano, odori di saliva e pre-cum che riempivano la stanza, suoni umidi e gemiti che si sovrapponevano al fruscio delle onde fuori. Poi, il tedesco e Alex si guardarono complici: "È ora del culo", disse il tedesco con voce rauca. Ci portarono sul lettone grande, vicini, a pecorina uno accanto all'altra.
Iniziarono con Giulia: il tedesco le sputò sulla figa già fradicia, poi sul buco del culo stretto e profumato. Lei, al culmine dell'eccitazione dopo orgasmi multipli dalla sera precedente, spinse indietro con un urlo porco: "Sì, inculami, porco, ti do il culo per ringraziarti!". Lui affondò piano, il cazzone enorme che dilatava l'ano rosa, "squish pop", centimetro dopo centimetro, fino in fondo. Giulia urlò di dolore e piacere, il corpo che tremava, le tette che pendevano e ondeggiavano, "Ahhh sì, spacchiami!", mentre lui pompava forte, "clap clap clap", le palle che sbattevano contro la figa gocciolante. L'odore era intenso: sudore, figa bagnata, culo dilatato.
Accanto, Alex mi preparò: dita lubrificate che entravano nel mio culo eccitato, dilatandomi piano, il bruciore che si trasformava in piacere folle. "Rilassati, puttanella", sussurrò, poi spinse il suo cazzo lungo e venoso dentro di me. Fu come un'esplosione: dolore lancinante che diventò estasi pura, il mio culo che lo avvolgeva stretto, "Oh cazzo, sì!", gemetti, la prostata stimolata a ogni affondo profondo, "pound pound squelch". Pompava ritmico, le mani sui miei fianchi, il suono dei corpi che sbattevano identico a quello accanto, odore di sesso maschile ovunque, sudore che colava.
Sborrai per primo, senza toccarmi: un orgasmo violento, schizzi abbondanti e caldi sul lenzuolo, il corpo che convulsionava, "Ahhhh sto venendo!", uno dei più intensi della mia vita, prostata che pulsava intorno al suo cazzo. Alex accelerò, gemendo profondo, e venne dentro di me: fiotti densi, caldi, abbondanti di sperma che mi riempirono il culo, traboccando lenti e cremosi, sensazione fantastica di calore liquido che mi inondava, "Sì, prendilo tutto nel culo, frocio!".
Il tedesco, vedendo la scena, esplose in Giulia: schizzi potenti e abbondanti che riempirono il suo culo tondo e sodo fino a farla urlare nell'orgasmo definitivo, "siiii nel culo, oh Dio!", sperma bianco che colava dall’ano arrossato, lo tirò fuori ed eiaculò altri fiotti caldi che la fecero tremare, godendo come una pazza, il corpo esausto e appagato. Restammo lì, ansimanti, corpi appiccicosi di sudore e sperma, odori forti di sesso che impregnavano l'aria, colori della pelle arrossata e macchiata di bianco. Giulia mi guardò con occhi vitrei di piacere, sussurrando: "Ti è piaciuto, amore? Il mio frocetto ha finalmente avuto quello che voleva...".
E io, umiliato, appagato, con il culo pieno e pulsante, seppi che quella vacanza aveva cambiato tutto per sempre.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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