Io e la benzinaia
Thor95
Questa è una storia vera, successa davvero a me, e ancora oggi, quando ci ripenso, mi chiedo se sia stata tutta una coincidenza oppure se, in realtà, fosse qualcosa che entrambi stavamo aspettando.
Io, come tutti i giorni, passavo dal benzinaio vicino casa. La macchina aveva bisogno di benzina, ma ormai devo ammettere che qualche volta ci passavo anche quando non ne aveva poi così bisogno.
Lì lavorava lei.
Una donna sulla cinquantina, molto bella, curata, con quel tipo di fascino che non ha bisogno di essere ostentato. All'inizio per me era semplicemente la signora del benzinaio.
Io arrivavo, facevo rifornimento, pagavo e ripartivo.
Poi ho iniziato a notare una cosa.
Lei mi guardava.
Non una volta soltanto. Ogni volta.
Mentre ero alla pompa, mentre entravo per pagare, qualche volta anche quando stavo per andarmene.
All'inizio pensavo fosse una mia impressione.
Mi dicevo: “Magari guarda tutti così.”
Però più passavano i giorni, più diventava difficile pensarlo.
C'era qualcosa nel suo sguardo.
Uno sguardo fisso, insistente, quasi curioso. E soprattutto c'era quella sensazione strana che provavo quando i nostri occhi si incontravano: sembrava che nessuno dei due avesse voglia di essere il primo a distogliere lo sguardo.
Io non dicevo niente.
Lei nemmeno.
Ma qualcosa, lentamente, stava cambiando.
Un giorno, mentre ero lì, mi chiede:
“Che profumo usi?”
La domanda mi fa sorridere.
Le dico il nome e lei mi spiega che lo sente ogni volta che passo e che le piace tantissimo. Mi dice persino che vorrebbe regalarlo al marito.
Una cosa normalissima.
Almeno apparentemente.
Io le dico il nome del profumo, pago e me ne vado.
Ma durante il viaggio verso casa continuo a ripensarci.
Perché mi aveva chiesto proprio quello?
E soprattutto: perché mi era sembrato che mentre parlava mi guardasse in un modo diverso?
Passano alcuni giorni.
Torno al benzinaio.
Lei c'è.
E questa volta me ne accorgo subito: mi guarda ancora più intensamente.
Io faccio finta di niente, ma dentro di me sono curioso.
Finisco il rifornimento, mi avvicino per pagare e lei, con un tono che non era più quello di una semplice conversazione tra cliente e benzinaia, mi dice:
“Il profumo sta meglio a te addosso… si sente meglio e fa un altro effetto.”
Rimango fermo qualche secondo.
Non mi aspettavo quella frase.
La guardo, lei guarda me.
Per un attimo sembra quasi che entrambi stiamo aspettando che qualcuno faccia il primo passo.
Io però non dico niente.
La ringrazio e vado via.
Ma quella frase mi rimane in testa.
“Fa un altro effetto.”
Continuo a chiedermi cosa volesse davvero dire.
Da quel momento, ogni volta che tornavo, la situazione sembrava diventare un po' più intensa.
Non c'erano dichiarazioni.
Non c'erano proposte.
Soltanto sguardi.
Sorrisi.
Piccole frasi.
E quella sensazione che prima o poi sarebbe successo qualcosa.
Poi arriva un pomeriggio.
Era poco prima della chiusura.
Torno al benzinaio e noto subito che suo marito non c'è.
Lei è sola.
Faccio rifornimento come sempre, ma quella volta sento immediatamente che l'atmosfera è diversa.
Lei mi guarda.
Io guardo lei.
A un certo punto, con una voce leggermente tremolante, mi dice:
“Ti va di aiutarmi a chiudere? Mio marito è dovuto andare via prima.”
Quella frase mi fa capire che forse tutti quegli sguardi non erano soltanto nella mia testa.
Entro con lei.
E finalmente tutta quella tensione che avevamo accumulato nei giorni precedenti trova il modo di uscire.
Ci avviciniamo.
Arrivano i primi baci.
E in quel momento capisco che quella donna mi desiderava davvero.
Tutto quello che fino a quel momento era rimasto nascosto dietro gli sguardi, le mezze frasi e il profumo diventa improvvisamente reale.
Ci lasciamo andare alla passione, dimenticandoci per un po' del posto in cui siamo e di tutto quello che c'è fuori.
Quando tutto finisce, rimaniamo qualche momento lì, ancora immersi in quella situazione incredibile.
Ed è proprio allora che lei mi guarda e mi dice una frase che non ho mai dimenticato:
“Sei il primo uomo che mi fa venire due volte di fila senza fermarti.”
Io la guardo e dentro di me penso: “Allora non me lo ero immaginato.”
Per settimane avevo pensato che forse mi stessi facendo dei film.
Invece qualcosa c'era davvero.
E ancora oggi mi pongo la stessa domanda.
Le piacevo veramente oppure aveva semplicemente deciso di approfittare del fatto che erano gli ultimi giorni in quel benzinaio?
Forse non lo saprò mai.
Io però penso che le piacessi già da prima.
Perché uno sguardo può essere casuale.
Due anche.
Ma quando quegli sguardi continuano per giorni, quando arriva la domanda sul profumo, quando ti dice che addosso a te “fa un altro effetto” e poi trova il modo di rimanere sola con te… allora forse dietro c'era qualcosa.
Magari aveva iniziato a desiderarmi molto prima di quanto immaginassi.
Magari anche lei, ogni volta che mi vedeva arrivare, si chiedeva se quel giorno sarebbe successo qualcosa.
E forse il fatto che il benzinaio stesse per essere venduto le aveva semplicemente fatto pensare che quella fosse l'ultima occasione.
Poi il benzinaio è stato venduto.
Lei è sparita dalla mia vita.
Niente più rifornimenti.
Niente più incontri casuali.
Niente più quei suoi sguardi che ormai avevo imparato a riconoscere.
Ma ancora oggi, quando passo da quelle parti, mi torna in mente tutto.
E penso a quanto sia strano il desiderio.
Può iniziare da una semplice occhiata.
Può crescere lentamente senza che nessuno dica niente.
Può nascondersi dietro una domanda apparentemente innocente come:
“Che profumo usi?”
E poi, quando arriva il momento giusto, può esplodere in un pomeriggio che non dimenticherai più.
Quella donna non l'ho più rivista.
Ma il suo sguardo sì.
Quello, ogni tanto, torna ancora.Thor e la benzinaia
Questa è una storia vera, successa davvero a me, e ancora oggi, quando ci ripenso, mi chiedo se sia stata tutta una coincidenza oppure se, in realtà, fosse qualcosa che entrambi stavamo aspettando.
Io, come tutti i giorni, passavo dal benzinaio vicino casa. La macchina aveva bisogno di benzina, ma ormai devo ammettere che qualche volta ci passavo anche quando non ne aveva poi così bisogno.
Lì lavorava lei.
Una donna sulla cinquantina, molto bella, curata, con quel tipo di fascino che non ha bisogno di essere ostentato. All'inizio per me era semplicemente la signora del benzinaio.
Io arrivavo, facevo rifornimento, pagavo e ripartivo.
Poi ho iniziato a notare una cosa.
Lei mi guardava.
Non una volta soltanto. Ogni volta.
Mentre ero alla pompa, mentre entravo per pagare, qualche volta anche quando stavo per andarmene.
All'inizio pensavo fosse una mia impressione.
Mi dicevo: “Magari guarda tutti così.”
Però più passavano i giorni, più diventava difficile pensarlo.
C'era qualcosa nel suo sguardo.
Uno sguardo fisso, insistente, quasi curioso. E soprattutto c'era quella sensazione strana che provavo quando i nostri occhi si incontravano: sembrava che nessuno dei due avesse voglia di essere il primo a distogliere lo sguardo.
Io non dicevo niente.
Lei nemmeno.
Ma qualcosa, lentamente, stava cambiando.
Un giorno, mentre ero lì, mi chiede:
“Che profumo usi?”
La domanda mi fa sorridere.
Le dico il nome e lei mi spiega che lo sente ogni volta che passo e che le piace tantissimo. Mi dice persino che vorrebbe regalarlo al marito.
Una cosa normalissima.
Almeno apparentemente.
Io le dico il nome del profumo, pago e me ne vado.
Ma durante il viaggio verso casa continuo a ripensarci.
Perché mi aveva chiesto proprio quello?
E soprattutto: perché mi era sembrato che mentre parlava mi guardasse in un modo diverso?
Passano alcuni giorni.
Torno al benzinaio.
Lei c'è.
E questa volta me ne accorgo subito: mi guarda ancora più intensamente.
Io faccio finta di niente, ma dentro di me sono curioso.
Finisco il rifornimento, mi avvicino per pagare e lei, con un tono che non era più quello di una semplice conversazione tra cliente e benzinaia, mi dice:
“Il profumo sta meglio a te addosso… si sente meglio e fa un altro effetto.”
Rimango fermo qualche secondo.
Non mi aspettavo quella frase.
La guardo, lei guarda me.
Per un attimo sembra quasi che entrambi stiamo aspettando che qualcuno faccia il primo passo.
Io però non dico niente.
La ringrazio e vado via.
Ma quella frase mi rimane in testa.
“Fa un altro effetto.”
Continuo a chiedermi cosa volesse davvero dire.
Da quel momento, ogni volta che tornavo, la situazione sembrava diventare un po' più intensa.
Non c'erano dichiarazioni.
Non c'erano proposte.
Soltanto sguardi.
Sorrisi.
Piccole frasi.
E quella sensazione che prima o poi sarebbe successo qualcosa.
Poi arriva un pomeriggio.
Era poco prima della chiusura.
Torno al benzinaio e noto subito che suo marito non c'è.
Lei è sola.
Faccio rifornimento come sempre, ma quella volta sento immediatamente che l'atmosfera è diversa.
Lei mi guarda.
Io guardo lei.
A un certo punto, con una voce leggermente tremolante, mi dice:
“Ti va di aiutarmi a chiudere? Mio marito è dovuto andare via prima.”
Quella frase mi fa capire che forse tutti quegli sguardi non erano soltanto nella mia testa.
Entro con lei.
E finalmente tutta quella tensione che avevamo accumulato nei giorni precedenti trova il modo di uscire.
Ci avviciniamo.
Arrivano i primi baci.
E in quel momento capisco che quella donna mi desiderava davvero.
Tutto quello che fino a quel momento era rimasto nascosto dietro gli sguardi, le mezze frasi e il profumo diventa improvvisamente reale.
Ci lasciamo andare alla passione, dimenticandoci per un po' del posto in cui siamo e di tutto quello che c'è fuori.
Quando tutto finisce, rimaniamo qualche momento lì, ancora immersi in quella situazione incredibile.
Ed è proprio allora che lei mi guarda e mi dice una frase che non ho mai dimenticato:
“Sei il primo uomo che mi fa venire due volte di fila senza fermarti.”
Io la guardo e dentro di me penso: “Allora non me lo ero immaginato.”
Per settimane avevo pensato che forse mi stessi facendo dei film.
Invece qualcosa c'era davvero.
E ancora oggi mi pongo la stessa domanda.
Le piacevo veramente oppure aveva semplicemente deciso di approfittare del fatto che erano gli ultimi giorni in quel benzinaio?
Forse non lo saprò mai.
Io però penso che le piacessi già da prima.
Perché uno sguardo può essere casuale.
Due anche.
Ma quando quegli sguardi continuano per giorni, quando arriva la domanda sul profumo, quando ti dice che addosso a te “fa un altro effetto” e poi trova il modo di rimanere sola con te… allora forse dietro c'era qualcosa.
Magari aveva iniziato a desiderarmi molto prima di quanto immaginassi.
Magari anche lei, ogni volta che mi vedeva arrivare, si chiedeva se quel giorno sarebbe successo qualcosa.
E forse il fatto che il benzinaio stesse per essere venduto le aveva semplicemente fatto pensare che quella fosse l'ultima occasione.
Poi il benzinaio è stato venduto.
Lei è sparita dalla mia vita.
Niente più rifornimenti.
Niente più incontri casuali.
Niente più quei suoi sguardi che ormai avevo imparato a riconoscere.
Ma ancora oggi, quando passo da quelle parti, mi torna in mente tutto.
E penso a quanto sia strano il desiderio.
Può iniziare da una semplice occhiata.
Può crescere lentamente senza che nessuno dica niente.
Può nascondersi dietro una domanda apparentemente innocente come:
“Che profumo usi?”
E poi, quando arriva il momento giusto, può esplodere in un pomeriggio che non dimenticherai più.
Quella donna non l'ho più rivista.
Ma il suo sguardo sì.
Quello, ogni tanto, torna ancora.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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