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La saga di Marta - con il Mister....di sfondamento


di Membro VIP di Annunci69.it Daty79
17.02.2023    |    11.181    |    4 9.8
"In particolare il figlio giocava a calcio nella squadretta del quartiere, assieme a tanti ragazzi della sua età: era una squadra un pò improvvisata, senza..."
Dopo aver provato allo stesso tempo la sua prima esperienza di mini gangbang e bukkake Marta decise che forse sarebbe stato il caso di prendersi una pausa da quel turbine di trasgressione iniziato con la scopata al cinema con Paolo e Mauro: rischiava infatti che iniziassero a circolare strane voci sul suo conto e non poteva permetterselo.
Se la sua mente era molto lucida però il fuoco che le bruciava dentro era molto difficile da spegnere, si ritrovava sempre più spesso chiusa in bagno intenta a masturbarsi immaginando di fare sesso senza limiti con le persone con le quali sarebbe stato più immorale farlo: immaginò scopate selvagge con il fratello di suo marito, con i compagni di tutte le sue migliori amiche e arrivò perfino a fantasticare con il prete che aveva celebrato il suo matrimonio.

Fortunatamente erano rimaste tutte fantasie, infatti Marta, dopo essere giunta all'orgasmo (che era sempre talmente forte da sconvolgerla) provava sempre vergogna e senso di colpa per ciò su cui aveva fantasticato.

Nel frattempo la sua vita "ufficiale" proseguiva senza problemi: agli occhi di tutti lei era sempre la moglie perfetta e irreprensibile e svolgeva il suo ruolo di mamma in modo esemplare, essendo sempre di gran supporto a Nicolò, aiutandolo nelle faccende scolastiche e dedicando molto del suo tempo nell'accompagnarlo a svolgere le diverse attività di svago.

In particolare il figlio giocava a calcio nella squadretta del quartiere, assieme a tanti ragazzi della sua età: era una squadra un pò improvvisata, senza alcuna struttura, quindi i genitori dei ragazzi si davano da fare per non far mancar nulla ai propri figli.

Il più giovane dei papà, Mirko, ragazzo poco più che trent'enne con un passato in qualche squadra dilettantistica si era reso disponibile per il ruolo di allenatore, Franco, che gestiva una concessionaria di auto usate, aveva messo a disposizione un vecchio pulmino per il trasporto dei ragazzi, alcune mamme si occupavano di preparare il the e le merende per partite e allenamenti e Marta si era resa disponibile per lavare le divise della squadra dopo le partite; nel piano interrato di casa aveva una grande lavanderia e il lavoro non le pesava più di tanto.

Fu proprio un mercoledì, finita la partita, che le cose cambiarono: Marta ritirò il sacco con all'interno le divise da lavare, lo portò a casa e si mise all' opera: da perfettina qual'era non si limitava a buttare tutto in lavatrice ma passava le maglie una ad una per smacchiarle ed essere sicura di ottenere un risultato perfetto.
Passando le varie maglie si ritrovò in mano un paio di boxer: li osservò attentamente e capì che non potevano essere di nessuno dei ragazzi, erano bambini di 10 anni e la taglia era incompatibile. Dedusse quindi che si trattava dei boxer di Mirko, finiti erroneamente tra le divise della squadra.

La sua mente iniziò ad immaginare Mirko sotto la doccia negli spogliatoi e subito si eccitò: non l'aveva davvero mai pensato sotto quella prospettiva, era più giovane di lei, molto amorevole con i ragazzi, quasi un bambino anch'esso; doveva però ammettere che era estremamente sexy: l'attività sportiva da sempre praticata aveva scolpito il suo corpo in modo definito e il suo essere molto sicuro di se stesso ma al tempo stesso molto cortese e garbato la intrigavano.

Scrutò per qualche secondo ancora i boxer, si guardò furtiva attorno per esser sicura di essere sola e li avvicinò al suo viso; era curiosa di percepire qualcosa che la portasse a Mirko: avvicinò il naso al tessuto e sentì odore di uomo, forte ma non sgradevole, le sembrava di trovarsi a contatto con il sesso di quel ragazzo fino a pochi minuti prima sempre ignorato.

Inutile specificare che dovette chiudere la porta del bagno ed iniziare a toccarsi tra le gambe, usando proprio l'intimo di Mirko per stimolarsi: si sentì nuovamente troia, come non le accadeva da qualche mese, e nel giro di pochissimi minuti esplose in uno squirt che andò a bagnare completamente i boxer.

Come al solito a coito avvenuto provò un pò di vergogna, mise i boxer in lavatrice e li lavò.

Nei giorni successivi riportò al campo le divise ma non i boxer, si vergognava un pò nel doverli restituire a Mirko, inoltre nel rivederlo si sentì nuovamente eccitata come quel mercoledì e così sarebbe stato per le giornate successive.

Decise quindi di concedersi una pausa dal ruolo di brava mogliettina fedele: doveva avere quell'uomo ad ogni costo, ormai non riusciva più a stare concentrata sul lavoro ne a casa, pensava costantemente al momento in cui, inginocchiata, avrebbe accolto nella sua bocca il cazzo di Mirko.

Voleva però farlo in modo spudorato, da quando l'estate precedente Klaus l'aveva scopata sulla spiaggia a pochi metri dalla moglie, sognava anche lei di farlo con suo marito nei paraggi, quindi dovette aspettare il mese di Aprile, nei giorni in cui la squadra di suo figlio avrebbe partecipato al "Torneo juniores città di Torino".

Il torneo si svolgeva nell'arco di due giornate e le squadre si sfidavano in partite di mezz'ora ciascuna con il sistema dei gironi all'italiana.
Marta e Antonio erano presenti sulle tribune a fare il tifo per Nicolò e i suoi compagni; al termine di una partita che li vide coinvolti, i ragazzi restarono a bordo campo per assistere alle altre partite del girone, Marta vide che Mirko invece era rientrato negli spogliatoi: disse quindi a Antonio "Amore, sai che io dopo un pò mi rompo le palle con il calcio, resti qui tu che io ne approfitto per andare a far la spesa?", lui ovviamente annuì, lo divertiva molto guardare i ragazzini che davano tutto per vincere le partite, le ricordava i tempi in cui anche lui giocava da ragazzino.

Marta lasciò gli spalti, ma anzichè dirigersi al supermarket, si diresse negli spogliatoi: c'era parecchio viavai e sarebbe stato difficile trovare Mirko, ma questi gli sbucò alle spalle chiedendole "Marta, ti sei persa?",lei lo guardò dritto negli occhi con il suo sguardo da pantera e gli disse "No, cercavo proprio te, c'è un angolino dove possiamo parlare con calma?", "Certo, c'è il mio stanzino, seguimi".
Entrarono nello spogliatoio del coach, era un ambiente piuttosto spartano, due panche appoggiate alle pareti, un tavolo in centro alla stanza e la porta che portava al bagno e alla doccia.
Marta estrasse dalla borsa i boxer di Mirko lavati e gli disse "Sono forse tuoi questi?", "Sì, ma come fai ad averli tu?", "Erano in mezzo alle divise dei ragazzi qualche tempo fa", "Mi spiace molto Marta, probabilmente raccogliendo le cose per metterle nel sacco non mi sono accorto e ho raccolto anche questi, ma non serviva che li lavassi, non dovevi disturbarti".
Lo sguardo di Marta era intenso e non lasciava dubbi su quelle che fossero le sue intenzioni: "Oh sì, era necessario che li lavassi, li avevo ridotti ad un macello" disse, Mirko chiese "In che senso scusa?", "Vedi Mirko, in vari momenti delle mie giornate solitarie li ho usati per masturbarmi e li ho imbrattati con i miei orgasmi".

Mirko era attonito, completamente impreparato a gestire una situazione del genere, così ci pensò Marta a schiarirgli le idee "E se pensi che io esca da questa stanza senza che tu mi abbia prima scopato ogni buco come la più grande troia di Torino ti sbagli".
Gli prese la testa tra le mani e iniziò a baciarlo, le loro lingue si rincorrevano in configurazioni Laocontiche, le mani di entrambe esploravano il corpo dell'altro nel tentativo di liberarlo dei vestiti; Marta lo fermò e gli disse "Voglio che mi scopi da vestita" così Mirko le abbassò a metà gamba i leggings e le mutandine ed iniziò ad esplorare le sue intimità con la lingua, Marta si produsse in una serie di apprezzamenti osceni e a voce alta, voleva che chi fosse passato nelle vicinanze capisse che lì dentro qualcuno stava scopando.
Poi si inginocchiò e finalmente entrò in contatto con quel cazzo il cui pensiero negli ultimi mesi le aveva consumato l'anima, lo prese in mano, lo osservò per bene e poi massagiandogli i coglioni iniziò un lento e salivoso pompino.Mirko dovette fermarla per far sì di non venirle subito in bocca, la fece sppoggiare sul tavolo a 90 e iniziò a scoparla con una certa violenza; aveva capito che Marta si eccitava nelle situzioni estreme, quindi iniziò anche ad essere volgare rivolgendole frasi tipo "Ti piace farti scopare come una cagna mentre il cornuto di tuo marito ti aspetta vero?" oppure "Continua così che se fai la brava ti riempio il culo di sborra".

Queste oscenità non fecero altro che eccitare ancor di più Marta che implorò Mirko di scoparla nel culo: lui non se lo face ripetere due volte, estrasse il cazzo dalla figa di Marta, sputò oscenamente sull'ano di Marta per lubrificarlo e senza alcun riguardo la penetrò con un colpo secco e deciso: questo contrasto tra il Mirko tenero ed amorevole con i bambini e quello sfacciato e porco con lei la eccitava enormemente e il liquido che le colava lungo le cosce ne era testimone.

Mirko la teneva forte sui fianchi e le scopava il culo con affondi ora lenti, ora veloci che la facevano impazzire: anche lui evidentemente era oltre la soglia limite dell'eccitazione, sentiva che stava per godere, ma continuò a pompare finchè Marta non sentì un gran calore all'interno del suo sfintere: Mirko era venuto e l'aveva riempita.
Dopo pochi secondi si sfilò, l'ano di Marta era stato messo a dura prova, era ancora ben dilatato e lo sperma di Mirko le colava lungo le grandi labbra prima e lungo le cosce poi.

Senza dire una parola Mirko si sciacquò il cazzo sotto il lavandino e si rivestì; prima di uscire dallo stanzino disse solo "Ne ho scopate tante di mamme troie, ma nessuna così" ed uscì.

Con le gambe ancora tremanti Marta pensò "Questo Mirko è proprio uno stronzo, mi ha trattato come la peggior puttana da strada ma forse è questo ciò che voglio".
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