PRIMO INGRESSO
Uomosvelato
«Possiamo andare via», disse Marco. «Quando vuoi.»
«Non voglio andare via.»
Dentro era buio, caldo, puzzava di sudore e di profumo costoso. Luci rosse, musica bassa, corpi dappertutto. Nessuno nascondeva niente: una donna nuda a quattro zampe su un divano, un uomo che le teneva la testa e gliela spingeva in gola, un'altra coppia che scopava in piedi contro la parete del corridoio, senza fretta, come se fossero a casa loro.
«Regola uno», disse Marco. «Dici stop e si finisce. Punto.»
«Stop», ripeté lei, come una formula magica.
«Due: io decido quando basta.»
«Sempre tu.»
«Sempre io.»
Elena si sfilò la giacca. Sotto aveva solo un reggiseno di perline e un tanga nero, e le cosce lisce, e i capezzoli già duri come sassi che si vedevano attraverso la stoffa. Si sistemò sul divano di pelle aprendo un po' le gambe, sapendo che qualcuno la stava guardando, e in effetti la stavano guardando in quattro o cinque, fermi, con i bicchieri in mano.
Luca si avvicinò per primo. Trentacinque anni, camicia aperta, pancia appena accennata, sguardo che non chiedeva permesso a nessuno tranne che a Marco.
«Posso?»
Marco annuì.
Luca le mise una mano sul seno e lo strizzò forte attraverso il reggiseno, e Elena gemette. L'altra mano le salì sotto il vestito, trovò lo slip, lo spinse da parte con due dita e le ficcò il pollice direttamente sul clitoride, che era già gonfio e bagnato.
«Porca puttana, sei zuppa», disse Luca.
«Lo so.»
«Ti piace che ti guardi tuo marito mentre un altro ti mette le dita nella figa?»
«Sì.»
Marco si tolse la cintura. Il cazzo gli premeva contro i pantaloni e non si toccava. Guardava e basta.
Luca le infilò due dita dentro, fino in fondo, e le aprì a forbice, e Elena sentì il rumore umido e si vergognò e si eccitò nello stesso istante. «È stretta», disse Luca a Marco. «Te la scopi poco?»
«Abbastanza», rispose Marco.
«Allora stasera la apro io.»
Le tirò giù lo slip e glielo fece scivolare fino alle caviglie, e lei lo lasciò cadere sul pavimento senza raccoglierlo. Poi Luca si inginocchiò e le ficcò la faccia tra le cosce, senza preavviso, la lingua piatta che leccava dal buco al clitoride e ritorno, due dita dentro che pompavano mentre la bocca lavorava. Elena si aggrappò ai capelli di lui e gli tenne la testa lì, e urlò, e nessuno nel locale si voltò, perché là dentro urlare era normale.
Marco si sbottonò i pantaloni, tirò fuori il cazzo e se lo prese in mano, e cominciò a menarselo guardando sua moglie scoperchiata dalla bocca di uno sconosciuto.
«Vieni qui», disse a Elena.
Lei si mise in ginocchio sul pavimento, con le cosce ancora aperte e il sesso lucido, e Marco le mise il cazzo in bocca. Elena lo prese fino in gola, e Luca intanto le era arrivato dietro, in ginocchio, e le infilò il cazzo dentro da dietro con un colpo solo.
Elena gemette con la bocca piena, e la vibrazione fece impazzire Marco, che le afferrò la testa e cominciò a scoparle la gola. Due cazzi, uno in bocca e uno nella figa, e Luca che le tirava i capelli e le diceva prendilo tutto, puttana, e Marco che le diceva guarda me, guardami mentre ti sfondo la bocca.
Elena venne così, con la faccia schiacciata sul pube di suo marito e il cazzo di un altro che le martellava dentro, e venne a lungo, con le gambe che tremavano e le unghie piantate nelle cosce di Marco.
Luca si tirò fuori e si fece dare il cambio. Marco la mise a quattro zampe sul divano e la prese da dietro, forte, tenendola per i fianchi e sbattendole il bacino contro il culo, e Luca si inginocchiò davanti a lei e le mise il cazzo in bocca, e adesso era lei a essere usata da due lati, e le piaceva, e lo diceva, con la voce rotta, sì, così, rompetemi.
«Vuoi che ti venga dentro?» chiese Luca.
«Sì.»
«Dove?»
«In bocca.»
Luca le afferrò la nuca e venne in gola, e Elena deglutì tutto, e Marco guardò la scena e sentì il proprio cazzo diventare di ferro, e la scopò ancora più forte finché non venne anche lui, dentro di lei, con un grugnito che gli uscì dai denti.
Restarono lì, appiccicati, sudati, mezzi nudi sul divano di pelle, mentre intorno il locale continuava a scopare senza guardarli.
Fuori, nel parcheggio, l'aria fredda li colpì in faccia. Elena aveva ancora lo sperma di Marco che le colava lungo la coscia e il sapore di Luca in bocca.
«Domani», disse Marco.
«Domani», rispose lei.
«Con chi?»
«Con chiunque tu voglia.»
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per PRIMO INGRESSO:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
