Quella vogliosa di mia moglie...
Per tutta la settimana successiva giocai per dar loro più occasioni possibili per vedersi. E così, come da accordi ci incontrammo nello stesso pub della settimana precedente per dargli modo di umiliarmi come avrebbe tanto desiderato fare. E fu così. Mi venne incontro e mi disse: "caro Alex, lo sai che quella cagna in calore di tua moglie non resiste proprio al mio cazzo?". Dopo queste parole mi strofinò sul muso le mutande fradicie di mia moglie e disse :"ecco, ricordati cosa succede a non scopare le puttane." E aggiunse: "da oggi comincerà a fare dei lavoretti a qualche amico, così per farmi guadagnare qualche soldo". Rimasi in piedi a guardarlo con falso odio, per dargli ancora più soddisfazione. Lui mi guardò e chiuse:"Stai tranquillo, prima o poi te la faccio tornare a casa, non appena tutti gli amici l'avranno assaggiata a turno e in gruppo".
Se ne andò senza rendersi conto che avevo registrato tutto con un piccolo registratore portatile.
Qualche giorno dopo invitai a casa una mia amica di fava, poco prima che mia moglie rientrasse dal lavoro. La feci accomodare in camera e le chiesi di aspettare 10 minuti. Non appena mia moglie rientrò in casa la sorpresi di spalle, le tappai la bocca e la imbavagliai; la legai ad una sedia e le spiegai il mio gioco: "adesso tu stai buona qui e guardi questo bel video senz'audio (le sue belle chiavate con l'amante) ;nel frattempo mi aspetti che fra un'ora torno". Mi spogliai e mi diressi verso la camera da letto dove la mia bella amichetta si era spogliata e aveva messo in mostra quelle sue enormi tettone dal capezzolo roseo che tanto mi facevano impazzire. Le strappai via le mutande e le vidi la fica pelosa dai peli così umidi. Urlando per essere sentito il meglio possibile, le dissi che era una troia e che aveva le più belle zinne che avevo mai ciucciato. Le infilai il mio cazzo così duro nella vagina senza alcun preliminare e la cosa la fece gemire di dolore. Mi pregò di sventrarla, di farla sentire uan troia e di dirle che volevo solo la sua di fica e non quella di quella sfigata di mia moglie. Dopo un'ora di sesso, in cui la bella tettona mi aveva allagato il letto dei suoi umori le pregai di infilarsi perizoma e le calze e di segarmi coi piedi. Due minuti dopo emisi uno schizzo che arrivò fino al corridoio del salotto dove c'era mia moglie. Andai verso di lei e le feci ascoltare l'audio della mia chiaccherata con il suo amante. Poi, dopo averla slegata la portai in camera. "E ora", dissi, fammi vedere come ti guadagnerai i soldi per il tuo uomo. Avanti, lecca i suoi piedi e rimuovi delicatamente tutto il mio sperma dai suoi collant". E ovviamente, lo fece. Le succhiate agli alluci smaltati fecero contorcere la tettona, che approfittando della situazione si tolse il perizoma inzuppato, lo porse sul viso di mia moglie e le disse: "Ora, mentre il tuo maritino mi scopa il culo fino a inondarmelo, tu da brava, le annusi con grandi e profondi respiri". E mentre la pompavo fino alle palle, la tettona si voltò verso di me e disse: "per favore, quando non ne potrò più del tuo meraviglioso cazzo, concedile almeno un dito nella fica. Non vorrei scoppiasse". Da quel giorno a scopare in quella camera eravamo in quattro. Continua
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