I piedi della Dona
Quando andò a rivestirsi, come immaginato, non disse nulla.
Il giorno dopo però l'aspettavo. Mia mamma era andata in posta come spesso accadeva. Aspettai che Donatella arrivasse in casa e andasse a cambiarsi. Io ovviamemte avevo un uccello formato famiglia. Facendo finta di non aver sentito nulla le piombai "per sbaglio" in cameretta, completamente nudo e col cazzo vistosamente in erezione.Donatella grido', disapprovando il mio comportamento, dicendo che aveva capito le mie intenzioni da un pezzo, specialmente dal giorno prima. A suo dire dovevo ringraziare il rapporto che aveva con mia mamma nonché la gelosia di suo marito a cui non poteva confessare nulla....quest'ultimo dettaglio fu decisivo..."ah si' le dissi"? "Allora cosa mi dai in cambio del mio silenzio"? Le dissi....e guardando quei meravigliosi alluci la invitai a stendersi sul divano. Dopo un minimo di resistenza lo fece. Le agguantai i piedi e cominciai una lenta adorazione, annusandoli, leccandoli, baciandoli. Non desideravo altro. Le strappai il nylon sopra gli alluci, smaltati come sempre.Un profumo che non saprei descrivere. Era durissimo. Li leccai, poi passai a ciucciarli. Mi stavo togliendo tutte le voglie di anni di osservazioni e seghe. 10 minuti di succhiate sotto gli occhi interessati di Dona. A quel punto prese lei iniziativa. Non ne potevo più, mi prese il cazzo tra le mani e cominciando a masturbarlo, mi fece sborrare schizzando senza controllo. Le venni addosso, sulla maglia e sulle calze ma soprattutto sui piedi. Le chiesi in regalo i collant usati e lei acconsenti'. Mentre li sfilava osservavo le mutandine, nere, tutte bagnate.Giustificandosi in maniera penosa, disse che erano anni che non toccava un cazzo così duro. Immediatamente mi venne un cazzo armato da farle brillare gli occhi. La stesi sul divano, allargandole le cosce e spostando di lato le mutandine. Le infilai la verga tra le gambe, felicitandomi da quanto fosse fradicia. Entro' praticamente da solo, mai sentita una fica così lubrificata. In men che non si dica iniziò a godere, sbrodolando dappertutto. Non riuscendo a resistere le sborrai nuovamente, questa volta nella sua passera pelosissima e incolta. Da quel momento, a insaputo di mamma e di suo marito, alla prime occasioni che si presentavano, coglievamo l'occasione per toglierci le voglie represse. Ma la cosa più eccitante da lì in avanti era vedere come provocava con quegli alluci, all'insaputa della mia famiglia. Ogni volta si toglieva e infilava le scarpe, si passava la mano sui piedi e muoveva il ditone fra le calze guardandomi negli occhi...e intanto, giù di seghe. Tuttoggi che sono passati 30 anni, mi faccio delle meravigliose seghe pensando a quella ciucciata.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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