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STRADA DI CENERE ( camper )


di ginotregambe
21.09.2025    |    77    |    0 8.0
"Tira fuori il collare di pelle dalla borsa, lo solleva lento, come un trofeo, poi se lo mette al collo, stringendolo con un gesto ipnotico..."
STRADA DI CENERE
EST. MOTEL/STAZIONE DI SERVIZIO - TRAMONTO
Un motel squallido in un paesino italiano qualunque, accanto a una stazione di servizio con pompe arrugginite. Un camper vintage, incrostato di polvere, è parcheggiato vicino a un’insegna al neon che sfarfalla “Motel Paradiso”. Il cielo è un livido viola, squarciato da fiamme arancioni. L’aria puzza di benzina e rabbia. Una bottiglia di tequila, mezza vuota, è piantata nella ghiaia. Una foto incrinata di SOFIA (35 anni, corpo naturale e sensuale, pelle liscia, bellezza selvaggia) e LEO (40 anni, barba ispida, petto scolpito) dondola sullo specchietto del camper, visibile dal finestrino. Un collare di pelle è sul cruscotto, un simbolo ambiguo.
SOFIA e LEO sono fuori, accanto al camper, urlano, i volti contratti. Sofia, in una canotta bianca larga, bagnata di sudore, shorts di jeans corti che le mordono le cosce, e stivaletti neri, trema di rabbia, lacrime fresche agli occhi. Leo, camicia hawayana a maniche corte sopra una t-shirt bianca, stringe il telefono in mano, il volto duro, gli occhi che sputano fuoco.
SOFIA
(urlando, voce spezzata)
Basta, Leo! Mi stai uccidendo, mi soffochi con ‘sta merda!
LEO
(ringhiando, avanzando)
E tu? Sempre a rompermi il cazzo! Non ti va mai bene un sega!
Sofia lo spinge con forza, le mani sul petto. Lui barcolla, il telefono quasi gli cade. Lei si asciuga le lacrime, il mascara un disastro nero.
SOFIA
(furiosa, piangendo)
Sai che c’è? Vaffanculo! Trovo qualcuno che mi scopa come dio comanda, non come te!
LEO
(sogghignando, velenoso)
Vai, stronza! Sparisci! Non duri un giorno senza di me!
Sofia si gira, corre al camper. Afferra la borsa, la bottiglia di tequila con un vistoso ficco rosso cade, rotola nella ghiaia. Si ferma, la raccoglie e guarda con sfida Leo. Sale, sbatte la porta. Il motore s'appizza , il camper schizza via, lasciando Leo avvolto dalla polvere. Lui resta fermo, guarda il camper svanire, accende una sigaretta, il fumo gli vela il viso. Scrive nella chat MIA MOGLIE: Vendetta. Se n’è andata.
La stronza .” La chat risponde: “Falla soffrire.” Il suo volto è una maschera di rabbia, ma un lampo negli occhi tradisce qualcosa.
Lo spettatore pensa: è finita, lei lo ha mollato per vendetta.
INT. CAMPER - SERA
Sofia guida, lacrime che colano, la canotta trasparente per il sudore, i seni che si intravedono dai lati, provocanti. Gli shorts di jeans mostrano le cosce, gli stivaletti attillati schiacciano sul pedale. Beve tequila, il liquido le cola sul petto, inzuppando la canotta. Il telefono vibra: notifica nella chat “MIA MOGLIE”, “Distruggilo.” Sofia scrive: “Tre, stanotte non bastano .”
Parla da sola, la voce un coltello spezzato.
SOFIA
(sottovoce, furiosa)
Ti faccio vedere, Leo.
Il telefono vibra: “Brava, spezzalo.” Sofia sorride, un ghigno amaro, e beve ancora. Il camper trema, la strada di campagna un nastro nero nell'oscurità
INT. BAR DI PAESE - NOTTE
Un bar squallido in un paesino italiano, neon rotti che sputano luce intermittente.Insomma un classico di un bar stronzo di un paese dove un tempo passava la via principale e che poi negli anni 90 quando hanno fatto le statali sono rimasti come freezzati nel tempo. L’aria puzza di birra, sudore e fumo stantio. Un biliardo sgangherato occupa un angolo, palle sparse, stecche senza punta. Uomini con occhi da predatori stringono bottiglie, il silenzio rotto da una trap sporca, i bassi che vibrano nelle viscere.
SOFIA entra, un disastro sexy. La canotta, larga, bagnata, i capezzoli duri che premono. Gli shorts di jeans, corti, esaltano il suo corpo naturale, liscio, da 35enne. I passi battono sul pavimento sporco. Gli occhi sono gonfi, mascara sbavato, lacrime fresche. Barcolla, alticcia, la bottiglia di tequila nella borsa.
Si lascia cadere su uno sgabello al bancone, ordina un tequila shot. Lo butta giù, poi un altro. Tira fuori la bottiglia, la poggia sul bancone, ormai è vuota, sotto al fiocco è visibile una specie di dado nero, l'immagine ora viene proprio dal bancone, dal punto di vista della bottiglia, capiamo che è una camera in live streaming sulla chat. Il telefono vibra: "Fallo secco quel bastardo.” Sofia risponde: “Lo faccio a pezzi.” Un messaggio anonimo appare nella chat: “Ti sto osservando.” Sofia lo vede, esita, poi ignora, bevendo ancora. Il bar la fissa, ipnotizzato.
TONI (30 anni, muscoli tesi, canottiera stretta, sorriso arrogante), un seduttore che si crede re, un po con il fare di Al Pacino in Scarface "de Noi altri", si avvicina per primo, appoggiandosi al bancone, una birra in mano, il corpo inclinato verso di lei.
TONI
(sogghignando, occhi su di lei)
Ehi, sembri una uscita da una lavatrice che ha bisogno di un amico. Che t’è successo?
SOFIA
(slacciata, occhi lucidi)
Un amico? Ho bisogno di dimenticare un bastardo. Ce la fai o parli e basta?
TONI ride, un suono sicuro, e si siede accanto, il ginocchio che sfiora il suo, calcolato.
TONI
(sorride, avvicinandosi)
Oh, io faccio dimenticare chiunque. Racconta, dai.
SOFIA
(ghigno amaro, bevendo tequila)
Uno che pensava di tenermi al guinzaglio. Ora sono libera, e voglio bruciare tutto.
Sofia sfiora il braccio di TONI, le dita lente, provocanti. La canotta scollata lascia intravedere un seno. ALFREDO (40 anni, barba lunga, giacca di pelle, occhi intensi), un colosso silenzioso con mani segnate da cicatrici, sembra buttafuori, un ex militare, si avvicina lento, fermandosi a un metro, poggia la birra sul bancone, il gesto pesante.
ALFREDO
(basso, roco)
Libera? La libertà ha un prezzo, sai.
SOFIA
(guardandolo, sfida)
E tu lo pagheresti?
ALFREDO grugnisce, un mezzo sorriso, e si avvicina, restando in piedi, la sua ombra su di lei. DARIO (28 anni, magro, capelli disordinati, energia nervosa), un cane sciolto con occhi selvaggi, si unisce, scivolando accanto al bancone, una sigaretta spenta tra le dita, tamburellando.
DARIO
(ridendo, nervoso)
Cazzo, sembri una che vuole far esplodere ‘sto posto. Che hai in mente?
SOFIA
(sorridendo, occhi che brillano)
Un incendio. Vi va di accenderlo? Basta parole.

La camera è ossessiva, ravvicinata: la canotta che censura, il seno che si intravede; il corpo liscio di Sofia, sensuale; il telefono, con “Fagli male.”
La musica cambia, un reggaeton lento, ipnotico. Sofia, brilla, si alza, trascinando TONI per la mano. ALFREDO e DARIO li seguono, attratti come falene. Ballano in un angolo, accanto al biliardo, un groviglio di carne. Sofia si struscia contro TONI, i seni premuti sul suo petto, la canotta che scivola. ALFREDO le afferra i fianchi, mani ruvide. DARIO le respira sul collo, dita sotto gli shorts, tremando. Il bar si dissolve. Lei è il centro.
SOFIA
(sussurrando, a tutti)
Volete spezzare il mondo con me?
TONI
(sogghignando)
Cazzo, sì. Dimmi dove andiamo.
ALFREDO
(grugnisce, roco)
All’inferno, se serve.
DARIO
(tremando, selvaggio)
Sono già dentro, piccola!
Sofia ride, tagliente, e li guida fuori, barcollando, tequila in mano. Il telefono vibra: “Finiscilo.” Lo guarda, sorride, i tre al seguito.
INT. AUTO - NOTTE
Un ombra sta osservando da dentro l'auto delle figure che escono dal bar in lontananza, di dirigono verso il parcheggio.
INT. CAMPER - NOTTE
L’interno del camper è un tempio di peccato: luci al neon rosse, tende sgualcite, il letto puzza di lussuria. SOFIA sbatte la porta, un tuono. TONI, ALFREDO e DARIO si stringono intorno, le loro energie distinte: TONI domina, ALFREDO è forza bruta, DARIO è caos.
Sofia, finta ubriaca ma lucida, si siede sul letto, la canotta trasparente, i seni che spuntano dai lati, gli shorts di jeans aperti di un bottone che si slaccia... Tira fuori il collare di pelle dalla borsa, lo solleva lento, come un trofeo, poi se lo mette al collo, stringendolo con un gesto ipnotico. Gli occhi di TONI, ALFREDO e DARIO si accendono, incantati, il bar dimenticato. La camera è epica: il collare che brilla sotto il neon, il corpo liscio di Sofia, la cignhia si stringe, un rituale che ammalia.
SOFIA
(slacciata, feroce)
Fatemelo dimenticare. Subito.
I tre si avvicinano, nonn passa un secondo e hanno i cazzi in mano, accerchiandola. TONI sorride, arrogante, strofinandosi lento. ALFREDO, silenzioso, il cazzo duro come le sue mani. DARIO, nervoso, si masturba frenetico, occhi selvaggi. Sofia li guarda, sfida e abbandono.

Afferra TONI per i fianchi, e inizia a pomparlo, è accerchiata dai tre eccitati, Sofia lo gira con forza, il suo culo esposto. Da seduta si inginocchia, la lingua gli sfiora le palle, poi affonda, lenta, oscena, scavando senza vergogna.
DARIO
(ridendo, eccitato)
Ah, vedi che cagna, fammi sentire pure a me!
Sofia non se lo fa dire due volte. Afferra DARIO, lo gira, la lingua che divora il suo culo, selvaggia, la saliva che cola. Lui trema, urla. Passa a ALFREDO, le mani che lo aprono, la lingua che affonda, il suo grugnito roco. La camera è spietata: il collare che tira, gli stivaletti di Sofia che battono, il suo corpo liscio lucido di sudore. Sofia alza lo sguardo, fissa una telecamera nascosta in un anfratto, un sorriso complice, rapido, che insinua: è per Leo? Lo spettatore si interroga, l’intrigo cresce.
TONI strappa la canotta, lasciando Sofia nuda, i seni turgidi sobbalzano, solo collare e stivaletti. ALFREDO slaccia gli shorts, lento. DARIO le bacia il collo, frenetico. Le allaccia la sua cintura al collare. Sofia li guida, una regina che si finge preda.
Sofia spinge TONI sul letto, lo cavalca, con il cazzo che inizia a penetrarla, i fianchi lenti, torturanti. ALFREDO si inginocchia dietro, la bocca famelica sul suo culo, sputa e con due dita inizia ad allargale il buco. DARIO succhia i suoi seni, mordendo. La camera sottolinea: i fianchi di Sofia, il collare che strozza, le loro mani che la cingono. Sofia che ansima in preda al piacere.
L’orgia esplode. TONI ora la scopa nel culo, colpi profondi, il camper trema. ALFREDO le sbatte il cazzo in bocca, soffocandola, saliva che cola. DARIO la penetra nella fica, frenetico, il corpo teso.
Sofia urla, il collare che la segna, i seni stretti in una morsa di piacere. Vengono, lo sperma schizza sul viso, sui seni, sulle cosce, cola dalla fica, dal culo. Ovunque.
La camera: lo sperma sul suo corpo liscio; gli occhi di Sofia, di nuovo sulla telecamera, un altro sorriso complice.
La bottiglia, la microcamera, sono li con loro e forse la chat è testimone complice ed eccitata.
INT. STANZA DI MOTEL - CONTEMPORANEO
Una stanza di motel squallida, luce fioca. LEO è seduto, illuminato da un laptop. Lo schermo mostra il feed del camper: Sofia, coperta di sperma, i tre uomini intorno. Sorride, un diavolo. Il telefono vibra: messaggio di Sofia nella chat “MIA MOGLIE”, “È morto.” Leo risponde: “Sei Perfetta.”
Il laptop svela: il feed è in diretta su una piattaforma dark-web, un club di voyeur che pagano. Commenti: “Sei una dea,” “Vendetta perfetta.” Sul telefono di Leo, un messaggio di Sofia: “Ti amo, sono nostri.”
FLASHBACK - INT. CAMPER - NOTTE
Sofia e Leo, nudi, avvinghiati sul letto del camper, luci blu del crepuscolo. Ridono, complici, mentre installano delle microcamere. Il collare è tra loro, attaccato alla bottiglia di tequila, un patto. La foto incrinata è appesa allo specchietto, un dettaglio calcolato.
SOFIA
(sussurra, mordendogli il collo)
Facciamo credere che mi hai spezzata. Che voglio vendetta.
LEO
(ridendo, roco)
Inizia a Scrivere che non ne puoi più, amore. La chat “MIA MOGLIE” è il nostro palco.
Sofia ride, lo bacia, le mani sul suo petto. Leo sistema una telecamera, gli occhi accesi.
SOFIA
(sorridendo, feroce)
Litighiamo, ti lascio nella polvere, e io mi prendo il bar. Tre uomini, per te.
LEO
(porgendole la bottiglia di tequila infiocchettata)
E io guardo, sempre. Mia regina.
Tornano a baciarsi, il collare tra le loro mani, un giuramento d’amore e gioco.
TORNA AL PRESENTE
Leo si appoggia allo schienale, soddisfatto, la mano nei jeans e il cazzo alle stelle.
INT. STANZA DI MOTEL - PIÙ TARDI
La porta si apre. SOFIA entra, un disastro trionfante. Shorts di jeans aperti, niente canotta, sperma che cola dal viso, dai seni, dalle cosce, dalla fica. Il collare pende, sciolto, gli stivaletti sporchi. È una regina sporca, gloriosa.
LEO si alza, occhi accesi. Nessuna parola. Si inginocchia davanti a lei, le lecca il viso, il sapore dello sperma degli altri sulla lingua. Scende, le lecca i seni, succhiando ogni goccia, poi la fica, il clitoride pulsante, il liquido caldo che gli riempie la bocca. Sofia geme, gli afferra i capelli, guidandolo. La camera è intima: il collare che dondola, il loro amore un rituale silenzioso. Lei si inginocchia, bacia il suo viso, il collo, un bacio che sa di sperma e passione. Si accasciano sul letto, avvinghiati come la foto incrinata li mostra abbracciati, indistruttibili.
EST. MOTEL - ALBA
La macchina da presa esce dalla stanza, inquadra il camper parcheggiato accanto al motel. Un SUV nero, fari spenti, si ferma lentamente dietro il camper. Una FIGURA OSCURA forse femminile, viso nascosto, guarda un tablet: il feed rubato del camper. Sullo schermo, digita un messaggio: “Vi sto osservando.” La telecamera zomma sul tablet, poi sul collare che dondola di nuovo sullo specchietto del camper.
Il camper riparte, polvere in aria. L’SUV lo segue, un’ombra digitale...
DISSOLVENZA IN NERO.
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