tradimenti
Serena (una stronza che mi ucciderà)
26.05.2025 |
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"Serena, gridando: “Sì, cazzo! Riempitemi!”
Lorenzo e Davide si muovono insieme, i cazzi che si sfregano dentro di lei..."
Serena si sporge dal sedile del passeggero, i capelli scuri che ondeggiano nella coda alta. Il top bianco le aderisce ai seni, i capezzoli che premono appena sotto la stoffa. La gonna di jeans, corta da far girare la testa, le scopre le cosce lisce, che brillano alla luce fioca del cruscotto. Sbuffa, un suono morbido, quasi infantile, ma con un filo di malizia.Serena: “Raga, ma quanto ci mette ’sta strada? Mi sto squagliando, cazzo.”
Lorenzo, alla guida , stringe il volante con una mano, l’altra che tamburella sul cambio. La camicia a quadri, sbottonata, lascia vedere il petto abbronzato, lucido di sudore.
Lorenzo: “Sere, calmati. Il lago è a due passi.”
Davide, sul sedile posteriore, ciondola con una birra in mano. La t-shirt nera gli fascia il torace muscoloso, e il suo sorriso è una scintilla nel buio.
Davide: “Lago, falò… sembra carino. O magari ci scappa altro, no?”
Serena ride piano, un suono che accarezza l’aria. Si gira appena verso Lorenzo, posandogli una mano sul braccio. Le unghie rosse scintillano, il tocco leggero ma carico di qualcosa che non dice.
Serena: “Altro? Tipo cosa, Davide? Racconta, che sono curiosa.”
Lorenzo sbuffa, ma i suoi occhi tradiscono, scivolano per un attimo sulle cosce di Serena, poi tornano alla strada.
Davide, sogghignando: “Boh, un po’ di bordello. Sai, la notte, le stelle… ci si diverte.”
Serena si morde il labbro, un gesto lento, quasi distratto. Si stiracchia, il top che si tende contro i seni, la gonna che sale di un centimetro. Non guarda nessuno dei due, ma sa che la stanno fissando.
Serena: “Bordello, eh? Lore, tu che dici? Ci divertiamo un po’ o restiamo noiosi?”
Lorenzo, teso: “Non fare la scema, Serena.”
Serena ride di nuovo, più bassa, e si appoggia allo schienale, divaricando appena le gambe. Il pizzo nero del perizoma spunta, un lampo che Lorenzo coglie con la coda dell’occhio. Stringe il volante più forte.
Serena: “Sai, Davide, Lorenzo ha un lato che nasconde. Una cosetta che gli frulla in testa ma non dice.”
Davide, inarcando un sopracciglio: “Ah sì? E che sarebbe?”
Serena, guardando Lorenzo di sottecchi: “Gli piace fantasticare. Su di me. Con… sorprese. Ma è troppo coglione per ammetterlo.”
Lorenzo, freddo: “Serena, piantala.”
Serena, ignorandolo, voce vellutata: “Immagina se ti dicessi di sfiorarmi… qui.” Sfiora la coscia nuda, le dita che danzano leggere. “Lui farebbe il duro, ma dentro gli prenderebbe fuoco, altro che falò.”
Davide ride rauco, lancia un’occhiata a Lorenzo nello specchietto.
Davide: “Che dici, amico? Si può?”
Lorenzo, secco: “Non darle corda, è una provocatrice.”
Serena si gira verso Davide, un sorriso che è tutto tranne innocente.
Serena: “Vuoi scommettere? Giusto per vedere chi ha ragione.”
Davide esita, la birra ancora in mano, ma i suoi occhi sono incollati alla coscia di Serena, alla pelle che sembra seta sporca.
Davide: “Boh, non vorrei far incazzare Lore…”
Serena, dolce, quasi implorante: “Dai, solo un gioco. Un tocchetto. Non morde, promesso.”
Davide posa la birra sul pavimento della jeep, si sporge lento. Le sue dita sfiorano la coscia di Serena, calda, morbida. Trattiene il fiato, risale verso l’orlo della gonna.
Serena, chiudendo gli occhi: “Mmh, bravo. Così.”
Lorenzo, rauco: “Serena, basta.”
Serena, ridendo: “Oh, amore, non ti piace? Eppure stai guidando come se volessi spezzare il volante. Ti conosco.”
La jeep sbanda appena, Lorenzo corregge con un ringhio.
Serena si slaccia la cintura con un clic, si mette in ginocchio sul sedile, voltandosi appena verso Davide. La gonna le si arrotola sui fianchi, il culo sodo in vista, il perizoma nero un filo teso tra le natiche. Il top si tende, i seni che sembrano voler esplodere, i capezzoli duri.
Serena, a Davide, voce roca: “Ti piace?”
Davide, deglutendo forte: “Porca puttana, sì. Hai un culo che parla.”
Serena, ridendo: “Lo so. E Lorenzo lo fissa mentre guida, vero, amore?”
Lorenzo, con lo sguardo sulla strada per non sbandare: “Serena, siediti. È pericoloso.”
Serena, scherzando: “Pericoloso? Non dicevi niente quando mi toccava. Ora ti preoccupi?”
Si china in avanti, mani sul cruscotto, il culo che ondeggia appena. Davide, ipnotizzato, le accarezza una natica, stringendola. La pelle si arrossa sotto le sue dita.
Davide: “Cazzo, Serena, sei dura come marmo.”
Serena, gemendo piano: “Continua Da. Toccami ancora.”
Lorenzo sbircia con la coda dell'occhio, la strada un pensiero lontano. Vede la mano di Davide, il perizoma spostato, Serena che si inarca. Il suo cazzo preme nei jeans, una fitta che lo fa bestemmiare dentro.
Serena, a Davide, ma per Lorenzo: “Sai che sta guardando, vero? Gli piace, anche se fa lo stronzo.”
Davide, sogghignando: “Lo vedo. Guida con una mano sola ora.”
Lorenzo si sistema i pantaloni, il cazzo che pulsa. Serena lo nota, ride, un suono che è puro vizio.
Serena: “Problemi là sotto, amore? Vuoi che ti aiuti?”
Lorenzo, rauco: “Non mi distrarre.”
Serena, sussurrando a Davide: “Tocca più in basso. Vediamo se crolla.”
Davide fa scivolare la mano sotto la gonna, sfiora il pizzo, lo sposta. Trova la figa di Serena, bagnata, un cazzo di lago. Lei ansima, il suono che esplode nell’abitacolo.
Serena: “Ohhh Sì, lì. Proprio lì. Non fermarti.”
Davide: “Cazzo, sei fradicia.”
Lorenzo: “Attenti, o ci schiantiamo.”
Serena, ridendo: “Rallenta, no? O vuoi che ci fermiamo e giochiamo sul serio?”
Serena scavalca il sedile anteriore e si butta accanto a Davide. La gonna è un ricordo, il perizoma tirato di lato, la figa lucida, i peletti scuri che brillano. Si appoggia a lui, i seni che premono contro il suo braccio.
Serena, ansimando: “Qua dietro è meglio. Posso fare la cattiva.”
Davide, sorridendo: “Benvenuta nel mio mondo.”
Lorenzo, dallo specchietto: “Serena, non esagerare.”
Serena, ridendo: “Troppo tardi, amore. Il gioco è partito.”
Slaccia i jeans di Davide, la zip che si apre come un colpo di pistola nell’abitacolo silenzioso. Tira fuori il cazzo di Davide, duro e pulsante, le vene che spiccano sulla pelle tesa. È grosso, la cappella rosa scuro e lucida, e Serena lo fissa con occhi famelici, la bocca che si riempie di saliva.
Serena: “Mmh, guarda qua. È tutto per me?”
Davide, rauco: “Tutto tuo, porca.”
Serena si piega, lentamente con un gesto calcolato assicurandosi che Lorenzo stia guardando nello specchietto retrovisore. Lo prende in bocca, la lingua che danza sulla punta, il sapore salato che le esplode in gola. Davide geme, le afferra i capelli, la spinge giù.
Davide: “Cazzo, sei una dea.”
Serena, tra un succhio e l’altro: “Lo so. E tu, Lore? Ti piace guardarmi mentre glielo succhio?”
Lorenzo, dallo specchietto, vede tutto: la testa di Serena che si muove, le labbra strette, gli occhi da gatta. Il suo respiro si spezza, il piede che trema sull’acceleratore.
Lorenzo: “Mi vuoi fare impazzire, amo?.”
Serena ride, soffocata dal cazzo. Si mette a pecora, il culo verso Lorenzo, la testa ancora su Davide. Lui, con una mano libera, le accarezza le natiche, poi scivola tra i glutei, trovando il buco stretto.
Davide: “Ti piace, troietta?”
Senza aspettare risposta, infila un dito nel culo di Serena, lubrificato dai suoi stessi umori. Lei si inarca, un gemito profondo che vibra contro il cazzo di Davide.
Serena: “Cazzo, sìiii. Più forte.”
Lorenzo, dal sedile anteriore, ha una visuale perfetta: il dito di Davide che entra e esce dal culo di Serena, poi due dita che la aprono ancora di più , la figa che cola di desiderio, il modo in cui lei succhia con avidità. Il suo cazzo pulsa nei pantaloni, e deve stringere i denti per non toccarsi.
La jeep rallenta, Lorenzo accosta in una traversa buia. Spegne il motore. Silenzio, solo i gemiti di Serena e i suoni bagnati della sua bocca.
Lorenzo: “Basta. Non ce la faccio più.”
Serena, alzando la testa, sorridendo: “Oh, finalmente ti svegli?”
Lorenzo, rauco: “Mi mandi fuori di testa a guardarti. Poi ti sistemo io.”
Davide, sogghignando: “Aspetta, amico. Fammela godere un po’.”
Serena ride e torna a succhiare Davide, il culo ancora in aria, le dita di lui che continuano a scoparle il buco. Lorenzo resta davanti, ipnotizzato, il cazzo che gli fa male da quanto è duro. Ma il suo momento sta arrivando. Serena, con un movimento rapido, si stacca da Davide e si mette sopra di lui con la schiena contro il petto di Davide che intanto le prende i seni ormai scoperti , le gambe spalancate, la figa un invito osceno.
Serena, fissando Lorenzo: “Vieni, amore. Leccami mentre lui mi scopa.”
Lorenzo non se lo fa ripetere due volte. Scavalca il sedile con un movimento goffo ma deciso, si inginocchia tra le sue cosce. Lo spettacolo è sublime, la figa di Serena è pulsante, umida e vogliosa, il cazzo di Lorenzo sta bussando alla porta, la cappella appena appoggiata alle grandi labbra che urlano. Lorenzo si china, la lingua scivola sui peli bagnati, il sapore muschiato che lo stordisce. Davide inizia a penetrarla con un colpo deciso ma lento, la apre. Serena urla, il corpo che trema.
Davide: “Cazzo, che figa perfetta.”
Serena, tra i gemiti: “piu forte.” E guardando il suo fidanzato con tono autoritario : “Lore, leccami.”
Lorenzo obbedisce, la lingua che danza sul clitoride turgido, mentre Davide la scopa con ritmo crescente. L’abitacolo si riempie di gemiti e sospiri, un groviglio di corpi che si intrecciano nel calore della notte.
La jeep è un’isola nel buio, i finestrini appannati. Serena cavalca Davide, il cazzo di lui che la spacca, mentre Lorenzo lecca con furia. Ogni tanto, la lingua di Lorenzo sfiora il cazzo di Davide, scivoloso e teso, che entra e esce dalla figa di Serena. Quel contatto accidentale lo fa fremere, ma invece di ritrarsi, si lascia andare, travolto dall’eccitazione.
Davide: “Cazzo, Serena, sto venendo.”
Serena, roca: “Riempimi. Voglio tutto.”
Davide esplode, il cazzo che pulsa, sperma caldo che la inonda. Serena trema, la figa che si contrae, succhiando ogni goccia.
Serena: “È bollente, cazzo.”
Lorenzo alza gli occhi, il viso bagnato. Lo sperma di Davide cola dalle cosce di Serena, denso, bianco. Lui si china, lecca la figa, assapora il mix di succhi e sborra. Serena geme.
Serena si gira verso Lorenzo, sussurra: “Leccalo, amore. Il cazzo di Davide. Fammi vedere.”
Lorenzo esita, ma gli occhi di Serena lo inchiodano. Si piega su Davide, il cazzo ancora lucido. Lecca la base, il gusto salato che lo travolge. Risale, succhia la punta. Davide sobbalza, geme.
Serena, con desiderio: “Sì, così. Ora le sue palle, Lore. Osa.”
Lorenzo scende, la lingua sulle palle di Davide, pesanti, calde. Le succhia, i peli che gli solleticano la faccia. Serena si morde il labbro, la figa che pulsa a guardarlo.
Serena: “Non fermarti. Fammi vedere quanto puoi spingerti oltre.”
Davide sentendo le parole di Serena allarga le gambe offrendo a Lorenzo pieno accesso.
Con il cuore che gli martella nel petto Lorenzo con la lingua sfiora la pelle sensibile attorno al buco di Davide , poi, con un respiro profondo, inizia a leccare il buco di Davide, la lingua che scivola dentro assaporando quel territorio sconosciuto. Davide geme forte, il cazzo che si indurisce di nuovo.
Davide: “Cazzo, Lorenzo, continua.”
Serena, ridendo, eccitata: “Sei perfetto, amore. Mi bagno solo a guardarti.”
Lorenzo si abbana completamente, la lingua che lavora con più sicurezza, entrando e uscendo dal culo di Davide, spinto dai gemiti di lui e dalle parole sporche di Serena. È un momento di pura trasgressione, e Serena lo adora.
La sua fame non si placa, e dopo qualche minuto di puro piacere Serena si sdraia, le gambe spalancate. Ora scopami, Lorenzo,” ordina, la voce carica di urgenza. “Voglio sentirti dentro, con la sborra di Davide ancora che mi cola.”
Lorenzo la penetra, il cazzo enorme che affonda in una figa scivolosa, bollente. Pompa con rabbia, Serena lo bacia, le lingue che si mescolano, condividendo sapori sporchi.
Serena, sussurrando: “Ti è piaciuto leccargli il culo, vero? Sei un porco, e io ti amo così.”
Davide, ora di nuovo duro: “Cazzo, Serena, sei una macchina. Ti scoperei ancora.”
Serena, sorridendo: “Allora fallo. Voglio tutti e due dentro.”
Davide si avvicina, il cazzo che preme contro la figa già piena. Spinge piano, scivolando accanto a Lorenzo. Serena urla, il corpo che trema mentre la riempiono.
Serena, gridando: “Sì, cazzo! Riempitemi!”
Lorenzo e Davide si muovono insieme, i cazzi che si sfregano dentro di lei. Serena esplode, l’orgasmo che la squassa, la figa che stringe. Loro crollano, venendo insieme, sperma caldo che la inonda.
Crollano, sudati, ansimanti. Serena, con un sorriso stanco, sussurra: “Mio Dio, fantastici.”
La jeep riposava silenziosa nell’oscurità, motore spento, solo il lieve ronzio dei grilli che filtrava dai finestrini socchiusi. Dentro, l’aria era densa, carica dell’odore crudo di sudore e sesso, quel tipo che si attacca pesante dopo che tutto è stato spinto al massimo. Serena era sdraiata sul sedile posteriore, il corpo lucido e arrossato, la gonna di jeans arrotolata in vita come se non contasse più nulla. La maglietta era sparita da un pezzo, persa nel caos, lasciando il seno nudo, i capezzoli ancora turgidi per tutto quel toccare e tirare. Tra le cosce, la sua fica era un disastro: riccioli scuri appiccicati di sperma e dei suoi succhi, che pulsava appena mentre riprendeva fiato. Lorenzo, il suo fidanzato, era accasciato accanto a lei, la camicia mezza sbottonata, il petto che si alzava e abbassava come dopo una maratona. Davide, dall’altro lato, era appoggiato alla portiera, una mano pigramente posata sulla coscia di lei, il cazzo ancora mezzo duro.
Per un attimo, nessuno parlò. Il silenzio non era pesante né imbarazzante, solo una pausa, come se stessero lasciando che l’onda di quello che era appena successo si depositasse. Il respiro di Serena rallentò, la testa reclinata contro il sedile, gli occhi socchiusi mentre un lento sorriso soddisfatto le increspava le labbra. Si mosse, la pelle che si appiccicava leggermente alla pelle del sedile, e lasciò uscire una risatina sommessa.
Serena: “Cazzo… sono distrutta. Siete delle bestie.”
Davide sbuffò, le dita che tracciavano cerchi pigri sulla sua coscia.
Davide: “Noi? Sei tu che hai trasformato tutto in un dannato film porno. Io cerco solo di starti dietro.”
Lorenzo rise piano, asciugandosi una goccia di sudore dalla fronte.
Lorenzo: “Già, sono abbastanza sicuro che la mia anima è andata al creatore. Che diavolo è stato, amore?”
Serena inclinò la testa per guardarlo, il sorriso che si allargava.
Serena: “Siamo stati noi, tesoro. E mi è piaciuto ogni singolo secondo.” Allungò una mano, sfiorandogli i capelli scompigliati, poi guardò Davide. “A tutti e due.”
Davide, sogghignando: “Colpevole. Ma, tipo… cazzo, Serena. Non scherzi mica.”
Lei si stiracchiò pigramente, il corpo che si inarcava quel tanto da attirare di nuovo i loro sguardi, poi si lasciò andare con un sospiro.
Serena: “Sapete qual è la cosa folle? Non siamo nemmeno arrivati al lago. Questo è solo… che, il riscaldamento?”
Lorenzo gemette, mezzo ridendo, mezzo esausto.
Lorenzo: “Riscaldamento? Mi ammazzerai prima di arrivare, piccola.”
Davide, ridacchiando: “Sul serio. Sto già vedendo le stelle, e non siamo neanche arrivati.”
Serena ridacchiò, dando una leggera spinta alla spalla di Davide con la sua.
Serena: “Oh, andiamo. Non dirmi che ti arrendi già. Pensavo che fare un tuffo nudi al lago potesse essere divertente. Rinfrescarci, magari scaldarci di nuovo…”
Lorenzo, alzando un sopracciglio, scherzoso: “Sei inarrestabile, amo?”
Davide: “È una dannata forza della natura. Siamo fregati, amico mio.”
Scoppiarono tutti a ridere, un suono rilassato e naturale, come se avessero attraversato qualcosa di selvaggio e ne fossero usciti più uniti che mai. Serena afferrò la sua maglietta dal sedile, senza preoccuparsi di rimetterla, tenendola solo accartocciata in grembo.
Serena: “Ok, ok, magari vi concedo una pausa. Ma solo perché sono gentile.”
Lorenzo: “Gentile? Non è proprio la parola che userei ora.”
Davide, avvicinandosi, voce bassa: “Già, io punto su ‘fottutamente pazzesca’… nel modo migliore.”
Serena rise di nuovo, la testa che si reclinava mentre si godeva il momento.
Serena: “Siete troppo. Ma… cazzo, mi sto divertendo da morire con voi due.”
Lorenzo allungò una mano, stringendole delicatamente il ginocchio.
Lorenzo: “Anche io, amore. Questa è roba di un altro livello.”
Davide, annuendo, il tono più morbido: “Già, nessuna bugia. Questo… noi… è quasi perfetto.”
Rimasero lì ancora un po’, lasciando che l’aria notturna rinfrescasse la loro pelle, senza fretta di muoversi. Il lago era ancora là fuori, ad aspettarli, e il pensiero di cosa sarebbe successo dopo aleggiava tra loro come una scintilla. Lorenzo finalmente avviò il motore, la jeep che tornava a ruggire. Serena rimase accoccolata sul sedile posteriore, una mano su Davide e il piedino allungato su Lorenzo, il suo sorriso che diceva tutto quello che non serviva esprimere a parole.
Serena, piano, quasi tra sé: “Vediamo cosa ci aspetta al lago.”
Davide sogghignò, e Lorenzo scosse la testa, ridacchiando mentre tornava sulla strada sterrata. Qualunque cosa li aspettasse, erano pronti… insieme.
Una fantasia ispirata da una situazione reale.
Alex Cart3er Maggio 2025
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