Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Sguardi alla Cassa
tradimenti

Sguardi alla Cassa


di Giulietta20255
28.05.2026    |    3.179    |    7 9.9
"Io, ancora ansimante e piena di sperma, accarezzai la gamba di mio marito con tenerezza..."
Da un anno non avevamo più fatto incontri, eravamo molto impegnati . La nostra vita di coppia era tornata intima e solo nostra. Eppure, ogni tanto, durante le nostre fantasie notturne, sentivamo ancora quel brivido che avevamo assaporato per anni.
Tutto ricominciò un martedì pomeriggio al supermercato sotto casa.
Lui era nuovo alla cassa. Alto, spalle larghe, capelli mori leggermente ondulati, occhi scuri e profondi. Non poteva avere più di ventisei anni. Quando arrivammo al nastro, i nostri sguardi si incrociarono per un istante. Un sorriso gentile, quasi timido. Pagammo. Lui mi guardò di nuovo mentre infilavo le buste. Io arrossii appena.
La settimana dopo accadde di nuovo. Questa volta sostenne lo sguardo un secondo di più. «Buonasera», disse con voce calda e vellutata. «Spero abbiate trovato tutto.»
Mio marito, accanto a me, sorrise. «Grazie, sì. Lei è nuovo, vero?»
«Da tre settimane. Mi chiamo Cesare.»
Da quel giorno iniziò un piccolo rituale. Ogni volta che andavamo a fare la spesa, Cesare era lì. Gli sguardi divennero più lunghi, più intensi, carichi di una sensualità silenziosa. I suoi occhi scuri scivolavano sul mio corpo con ammirazione aperta ma elegante, come una carezza lenta. Io sentivo il calore salire sulle guance e tra le gambe.
Le prime parole furono leggere, ma sempre più belle e sensuali.
«Oggi profumi di fiori e di desiderio», mi disse una volta, mentre passava lentamente le bottiglie, sfiorando le mie dita con le sue. La sua voce era bassa, quasi un sussurro solo per me. «Quel vestito ti avvolge come se ti accarezzasse.»
Io sorrisi, mordendomi leggermente il labbro. Mio marito rise piano, divertito e già eccitato. «Ha un ottimo gusto, Cesare.»
Cesare mi guardò negli occhi con intensità. «È impossibile non notarla… ha una luce addosso che illumina tutta la cassa.»
Settimana dopo settimana il flirt divenne un gioco raffinato e sempre più sensuale. Complimenti sussurrati, sguardi che duravano secondi infiniti, battute cariche di doppio senso dette con eleganza. Cesare mi diceva quanto fosse morbida la mia pelle sotto le luci del supermercato, come i miei capelli sembrassero seta, come il mio sorriso gli rimanesse in testa per ore. Tutto sempre davanti a mio marito, che dava spago con piacere, aggiungendo frasi che alimentavano la tensione.
Una sera, mentre mi porgeva il resto, le sue dita accarezzarono volutamente il palmo della mia mano. Un tocco lento, caldo, elettrico. «Le sue mani sono fatte per essere baciate… e per far perdere la testa.»
A casa, quelle sere, l’aria tra noi era elettrica. Mentre facevamo l’amore, mio marito mi sussurrava: «Hai visto come ti guarda? Come ti parla?»
Io confessavo tutto, arrossendo tra le lenzuola. «È bellissimo… ma è anche così gentile, educato. Mi fa sentire desiderata in modo profondo.»
Le nostre fantasie si fecero più intense. Cesare entrava sempre più nelle nostre notti.
Poi arrivò il giorno del biglietto.
Mio marito, senza dirmi nulla, gli fece scivolare il suo numero. Cesare capì.
Domenica pomeriggio andammo all’aperitivo. Cesare era già lì, elegantissimo. Il flirt divenne più spudorato ma sempre sensuale e bello. Sotto il tavolo la sua mano accarezzava lentamente la mia coscia, salendo con dolcezza sotto l’orlo del vestito. Io rabbrividivo di piacere.
«Vogliamo andare da me?» propose con voce bassa e calda.
Accettammo.

Appena entrati nel suo appartamento, Cesare mi attirò a sé e mi baciò con passione profonda e sensuale, la lingua che danzava lentamente con la mia. Mio marito si accomodò sulla poltrona di fronte al grande letto.
La scena di sesso durò quasi un’ora di puro, intenso, pornografico sbattimento.
Cesare mi spogliò con gesti lenti e sicuri, baciando ogni centimetro di pelle che scopriva. Mi fece sdraiare e iniziò a divorarmi: succhiava i miei capezzoli con avidità, mordicchiandoli, mentre due dita entravano e uscivano dalla mia fica già fradicia. Io gemevo forte.
Guardai mio marito con occhi pieni d’amore e di eccitazione.
«Amore mio… eccoci qui. Stiamo realizzando quella fantasia che ci ha fatto impazzire per mesi… la nostra fantasia segreta.»
Cesare si spogliò. Il suo cazzo era enorme, spesso, venoso e già durissimo. Mi aprì le gambe e lo spinse dentro di me con un affondo lungo e potente. Iniziai a urlare di piacere mentre lui cominciava a scoparmi con ritmo profondo e costante. Ogni spinta era forte, arrivava fino in fondo, facendomi sentire completamente riempita.
«Oh sì… Cesare… scopami!» ansimavo.
Lui mi martellava senza sosta, il suono delle nostre carni che sbattevano riempiva la stanza. Mi girò a quattro zampe, mi afferrò i fianchi e riprese a sbattermi con forza ancora maggiore, le palle che colpivano il mio clitoride a ogni affondo. Venni la prima volta così, tremando e contraendomi intorno al suo cazzo.
«Vedi, amore?» dissi dolcemente a mio marito, guardando nei suoi occhi mentre Cesare continuava a fottermi. «Lo senti quanto mi piace? Questo è quello che volevamo… tu che mi guardi mentre un altro mi prende così forte. Il mio cornuto che ama vedermi godere…»
Cesare mi mise su un fianco, una gamba sollevata alta, e riprese a spingere con colpi potenti e veloci. Il suo cazzo entrava e usciva completamente, lucido dei miei umori. Mi stimolava il clitoride con le dita mentre mi scopava. Venni di nuovo, urlando.
Poi mi fece sedere sopra di lui. Cavalcavo con movimenti circolari e profondi, sbattendomi da sola sul suo grosso cazzo. Lui mi stringeva le tette, le succhiava, mi mordeva i capezzoli. Dopo qualche minuto mi girò di schiena su di lui, le gambe spalancate verso mio marito, e continuò a pompare dal basso con spinte violente verso l’alto.
«Ti amo tanto…» dissi ansimando a mio marito. «Guarda come mi sta distruggendo la fica… questo è per noi. Per la nostra fantasia nascosta. Il mio bellissimo cornuto che gode vedendomi così aperta…»
Cesare mi rimise a quattro zampe e puntò il mio ano. Lo lubrificò con la mia stessa eccitazione e spinse dentro. Entrò lentamente all’inizio, poi cominciò a fottermi il culo con spinte sempre più profonde e potenti. Il ritmo divenne selvaggio. Mi teneva per i capelli e mi sbatteva senza pietà. Io urlavo di piacere misto a dolore bellissimo.
Alternava i buchi: usciva dal culo e rientrava nella fica, poi di nuovo nel culo, tenendomi sempre aperta. Mi schiaffeggiava le natiche, mi tirava i capelli, mi scopava come un animale per lunghi minuti.
Venni per la terza volta, squirtando leggermente sulle lenzuola.
«Amore… guarda quanto mi riempie…» mormorai con voce dolce e rotta dal piacere. «Sto prendendo tutto di lui… per la nostra fantasia segreta. Ti amo così tanto, mio cornuto.»
Mio marito si masturbava intensamente, gli occhi fissi sul cazzo di Cesare che mi martellava.
Cesare mi fece sdraiare sulla schiena, mi piegò le gambe contro il petto e mi scopò con affondi brutali e velocissimi. Il letto sbatteva contro il muro. Sudavamo, ansimavamo. Cambiò ancora posizione: mi prese in piedi, contro il muro, tenendomi una gamba sollevata e pompando dal basso. Poi di nuovo sul letto, a missionario profondo, guardandomi negli occhi mentre mi distruggeva.
Dopo quasi un’ora di sbattimento continuo, Cesare accelerò ancora di più.
«Voglio venire nel tuo culo», ringhiò.
Mi rimise a quattro zampe. Entrò nel mio ano e mi scopò con spinte finali feroci. Venne con un gemito profondo, riversando getti caldi e abbondanti di sperma dentro il mio culo, pulsando a lungo.
Appena uscì, lasciando il seme che colava copioso dal mio ano aperto, mio marito si avvicinò e venne sulla mia pancia, sui miei seni e sul mio viso con schizzi potenti e ripetuti.
Io, ancora ansimante e piena di sperma, accarezzai la gamba di mio marito con tenerezza.
«Bravo amore mio… hai goduto tanto anche tu. Questa è la nostra intimità più profonda. Ti amo.»
Cesare mi baciò dolcemente sulla spalla, mentre io tenevo la mano di mio marito. Tutti e tre uniti in quel momento caldo, sudato e complice.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.9
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Sguardi alla Cassa:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni