tradimenti
Una Dolce Vendetta
18.06.2026 |
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"I turni si susseguono, le posizioni cambiano, i corpi sono lucidi di sudore e l'alcol in circolo abbatte ogni barriera residua..."
CAPITOLO 1 - IL GIOCO DELLA BENDALa guardo e sorrido. È semplicemente bellissima, con la benda nera, lucida, che le stringe sugli occhi, le labbra socchiuse, già umide, e l’intimo ancora addosso. Riesco a sentire la sua eccitazione a distanza e, istintivamente, stringo le dita sul manico del frustino. Il letto su cui è seduta è uno splendido modello in ferro battuto, antico, dall’eleganza senza tempo; l'ho voluto posizionare proprio al centro della stanza, così da permetterci di girarle intorno senza ostacoli. Roby, Leo, Ale e io la circondiamo, nudi, eccitati e complici. Nessuno parla: il silenzio della stanza è rotto soltanto dal ritmo dei nostri respiri.
Mi avvicino a lei e le sussurro le regole: "Il gioco è semplice: la benda non si tocca. Dovrai usare solo la bocca per riconoscerci uno a uno. E per assicurarmi che tu non ci prenda troppo gusto, io sarò dietro di te con il frustino, pronto a punire le tue natiche ad ogni esitazione".
A quelle parole lei deglutisce per l'eccitazione. La prendo per mano e la guido delicatamente a mettersi carponi sul materasso. Sento che è già completamente bagnata. Il primo di noi fa un passo avanti, le solleva il mento con due dita e spinge con dolcezza il suo membro tra le sue labbra vogliose. Vedere quella scena mi provoca un brivido violento lungo la schiena. Sorrido di nuovo, mentre la mente mi riporta a qualche ora prima, a come tutto è cominciato.
CAPITOLO 2 – LA CENA
La cena era trascorsa allegra e serena. Nel grosso camino la brace ardeva ancora a scaldare gli ultimi superstiti di carne della grigliata e sul tavolo le bottiglie di vino ci ricordavamo la bontà di quella terra e dei suoi frutti. Finalmente eravamo riusciti a vederci tutti insieme, io, Ale, Roby Leo e Ginny dopo un susseguirsi di continue promesse mai mantenute e sempre rimandate. Per tutta la cena non ho fatto altro che guardare lei, l’intrigante Ginevra. Adoravo la sua espressione: divertita, ma con quella sfumatura sospetta. Io ormai ero una costante nella sua vita, mentre gli altri tre, per lei, dovevano essere solo innocui compagni di chat. O almeno, questo era quello che voleva farmi credere.
Io e Ginevra avevamo iniziato a frequentarci da un annetto, affrontando tutti gli alti e bassi tipici delle relazioni a distanza. Avevamo capito quasi subito che la nostra non avrebbe mai potuto essere una storia tradizionale; per questo avevamo scelto di improntarla sull’affetto e sulla trasgressione, costruendo un gioco solo nostro, fatto di passione ed eros. Ma a Ginevra non bastava. A lei non basta mai, vuole sempre di più. Ama essere corteggiata, desiderata, posseduta con pensieri sporchi e peccaminosi. Le piace sentirsi addosso il desiderio degli uomini, portarli al limite e poi godersi i loro orgasmi, anche se distanti attraverso uno schermo. E i miei tre amici erano stati proprio le "vittime" silenziose del suo gioco di seduzione virtuale. In momenti diversi, all'insaputa l'uno dell'altro, lei aveva giocato con tutti e tre: invio di foto, video ravvicinati, domande maliziose e complimenti inguinali. Lei amava eccitare ed essere eccitata alzando sempre più il limite del piacere.
La cena stava giungendo al termine. Ginevra ci stava servendo uno splendido tiramisù fatto in casa, preparato da lei apposta per l’occasione. Negli sguardi famelici dei miei amici leggevo chiaramente un'implicita domanda: chi di loro avrebbe avuto il privilegio di passare con lei il resto della notte, fino alla mattina successiva? Ognuno di loro era sicuro che sarebbe stato suo il piacere finalmente di realizzare tutte quelle parole che si erano scritti nel corso del tempo
Così, non appena Ginny si è rimessa a sedere, io mi sono alzato in piedi. Ho versato a ognuno l’ennesimo bicchiere di vino rosso, poi mi sono posizionato con le spalle al camino, lasciando cadere le mani sulle spalle della mia musa erotica. Sotto i miei palmi ho sentito subito i suoi muscoli tendersi leggermente, curiosi di quel gesto inaspettato in quel contesto.
C'era un silenzio assoluto nella stanza. Ho guardato i miei tre amici a uno a uno, sorridendo, poi ho iniziato a parlare: "Buonasera a tutti. Spero che la cena sia stata di vostro gradimento e che abbiate voglia di restare qui ancora un po’, perché la serata è tutt'altro che finita. Vorrei proporvi un'esperienza nuova, un gioco intrigante che spero gradirete. La qui presente Ginevra è una donna meravigliosa, calda, profondamente erotica... ma non sono certo io a dovervelo dire. Voi tre lo sapete già molto bene, dato che con lei avete condiviso desideri, fantasie e fluidi in chat, in tutti questi mesi".
A quella frase, il tempo è sembrato fermarsi. Ho visto Leo bloccarsi con il bicchiere a metà strada, mentre Roby e Ale si scambiavano uno sguardo di pura curiosità. Ginevra ha sussultato sotto le mie mani, ma non si è mossa. Sapevo che il suo cuore stava accelerando, diviso tra la liberazione di essere stata scoperta e l'inizio di un'eccitazione violenta.
Ho sorriso, stringendole leggermente le spalle per rassicurarla, e ho continuato: "Nessuna gelosia tra amici, questa sera voglio solo giocare allo splendido gioco della condivisione. Se lei ce lo permetterà, vorrei che Ginevra fosse la protagonista assoluta di una fantasia che anima i nostri sogni da parecchio tempo... ma che stasera, finalmente, le faremo provare sulla pelle".
Detto questo, apro il cassetto di un vecchio mobile in legno massiccio lì nella grande sala. Sotto gli sguardi ipnotizzati di tutti, tiro fuori una benda nera di raso, un frustino e una piccola busta che contiene un completo intimo di pizzo che a stento conterrà la prorompente femminilità di quella splendida donna. "Ho preparato la stanza di sopra tutta per noi. Ora io e Ginevra saliremo; vi chiedo solo un poco di pazienza e tra dieci minuti esatti ci raggiungerete".
CAPITOLO 3 - IL FRUSTINO
Prendo Ginevra per mano e la guido verso le scale. Non dice una parola. Il silenzio che regna tra noi è il suo modo per dirmi che sono uno stronzo, ma i suoi occhi e il suo respiro corto mi gridano che è prontissima al gioco, qualsiasi esso sia. La porto in stanza e l'aiuto a spogliarsi, piegando i suoi vestiti con cura sopra un mobile. Le faccio indossare il pizzo nero che avevo scelto accuratamente per lei, e poi le stringo la benda sugli occhi, isolandola dal mondo. Prima che gli altri bussino alla porta, la faccio sedere sul bordo del letto; mi abbasso tra le sue gambe, respirando a fondo il profumo del suo sesso, già incredibilmente caldo ed eccitato.
Sento i passi dei ragazzi sui gradini, poi la porta si apre. Sono tutti e tre lì, un po' intimiditi ma con il desiderio che si legge chiaramente nei loro occhi. "Spogliatevi", dico loro con un sorriso complice. "Tutto è pronto per giocare".
Ale è sempre stato il più sfrontato, il più sicuro di sé, ed è il primo che ti si avvicina. Accosta il suo membro alle tue labbra e tu le schiudi subito per accoglierlo, affamata. Quante volte hai fantasticato sul suo cazzo in chat, e ora finalmente puoi tenerlo in bocca, assaporarlo... non sono più solo parole, ora è reale. Anche se non lo vedi, senti la sua presenza massiccia davanti a te e, appena si allontana di un millimetro, lo cerchi disperatamente con la lingua per riprenderlo. Sei eccitata da morire, ed è proprio in quel momento che arriva la prima frustata, forte, sulla natica. Sussulti. Non te l’aspettavi così presto, ma questo gioco ti piace troppo. "Roby..." dici col fiato corto, sicura di aver indovinato quel gusto.
Ti arriva un'altra frustata, ancora più secca. "No," ti dico io dall'alto. E stavolta è proprio Roby a farsi avanti, riempiendoti la bocca col suo sesso duro come il marmo. Il gioco prosegue senza sosta. Tutti e tre si alternano dentro di te, a volte anche insieme, strusciando i loro membri sul tuo viso bagnato, godendosi i tuoi movimenti disperati che reagiscono alle mie frustate sulle natiche, che colpo dopo colpo cadono sempre più vicine al tuo sesso. Il gioco raggiunge il suo scopo: sei eccitata oltre ogni limite, il tuo sesso è fradicio e i tuoi umori ti colano lungo le cosce. Anche i ragazzi si stanno divertendo da morire, ma so che tra poco vorranno di più, e io voglio che tu glielo dia.
Così alzo il frustino, faccio schioccare un colpo più forte degli altri e ordino: "Fermi. Ora il gioco cambia".
Ti giro intorno lentamente. Faccio scorrere la punta del frustino nel solco delle tue natiche, stando ben attento a sfiorarti il sesso bagnato, per poi proseguire la sua corsa lungo tutta la colonna vertebrale, fino al collo. Ti provoco un brivido violento. Mi posiziono davanti a te, con la punta del mio cazzo a pochi centimetri dalle tue labbra, e mi rivolgo a loro: "Ora, ragazzi, a turno potrete scoparla. Ma è un peccato lasciare questa bocca divina libera. Quindi, mentre uno ti possiede da dietro, tu dovrai continuare a succhiare il membro di un altro. E dovrai indovinarli entrambi, contemporaneamente. Altrimenti il frustino scenderà implacabile".
Mi abbasso ancora di più verso il tuo orecchio e ti sussurro, con voce calda: "Prima dovevi solo resistere al dolore del frustino, Ginny... ora avrai due cazzi dentro di te che non ti lasceranno pietà".
CAPITOLO 4 – ESTASI
Sento un gemito soffocato salirti dalla gola bendata. È un misto di eccitazione folle e di lucida consapevolezza che si propaga in ogni fibra del tuo corpo. Mentre sto ancora parlando, i ragazzi si sono già posizionati, chi dietro e chi davanti a te, pronti a continuare quella goduriosa scopata che sta facendo impazzire tutti. Ben presto l'azione si trasforma in un turbine di carne e sudore.
Roby ti prende da dietro con spinte decise, forti: sono mesi che desidera quel tuo fiore proibito e ora vuole che tu ti ricordi bene di lui. Intanto Leo ti si posiziona davanti al viso, offrendoti la sua virilità. Sei costretta a muovere il bacino e la lingua con ritmi completamente diversi, ansimando, cercando di concentrarti sui dettagli anatomici mentre il piacere ti bombarda da ogni parte.
"Questo... questo dietro è Roby..." mormori stordita, staccandoti un secondo dalle labbra di Leo, "...e questo in bocca è... Ale?".
Schiack. Un colpo secco di frustino ti arrossa lateralmente la natica sinistra. Sussulti, stringendo istintivamente le pareti attorno a Roby e inghiottendo più a fondo Leo, al punto da fargli quasi sentire i denti per la scossa.
"Sbagliato, Ginny. Concentrati," ti dico io, freddo.
Il gioco si sposta rapidamente dal piano del piacere/dolore a quello dello sfinimento fisico puro. I turni si susseguono, le posizioni cambiano, i corpi sono lucidi di sudore e l'alcol in circolo abbatte ogni barriera residua. Il dirty talking tra noi quattro diventa pesante, esplicito, eccitato al massimo.
I ragazzi ti provocano, ti ricordano i messaggi spinti che mandavi loro in chat, ti chiedono se la realtà sia meglio dello schermo del telefono, mentre tu, ormai esausta, riesci solo a emettere lamenti di puro godimento, completamente sopraffatta da quel sovraccarico di stimoli. È carne allo stato puro. I ragazzi sono al limite e Ginny pure. È arrivato il momento del gran finale, e io sto per prendermi ciò che è mio. "Basta così, ragazzi. È ora di dare piacere anche al suo culo, e quello è solo mio".
La mia voce è dura, forte, di quelle che non ammettono repliche. I ragazzi si scostano all'istante, col fiato corto, il cuore a mille e i membri turgidi, ormai al limite del non ritorno. Mi siedo al centro del letto in ferro battuto. Prendo Ginevra per i fianchi, sollevandola con forza, e la posiziono sopra di me, di fronte a loro. Lei capisce subito. Lo avevamo fantasticato tante volte io e lei e ora, sfatta e distrutta, sta per realizzare una delle sue fantasie più segrete.
Con una mano cerca la mia carne e si abbassa lentamente, un centimetro alla volta, lasciando che il mio membro le invada completamente il retro. Le gambe le fanno male per lo sforzo, ma riesce a non cedere per il timore di sentire troppo dolore. Un gemito acuto, lunghissimo, le sfugge dalle labbra umide mentre si stabilizza su di me, posseduta nel modo più intimo e profondo.
"Adesso, ragazzi. Finite pure sopra di lei", dico, guardando in alto e mordendomi il labbro inferiore per quel meraviglioso atto di pura lussuria che stiamo compiendo.
È il delirio finale. In un crescendo di eccitazione, incitazioni e fiato caldo, Ginny si muove su di me con le sue ultime forze, decisa a godersi anche quell’ultima, incredibile sensazione. Ale, Roby e Leo si avvicinano al suo corpo, stringendole con forza il seno con una mano mentre con l’altra stimolano i loro sessi, ormai pronti all’orgasmo.
Io, intanto, muovo il bacino a un ritmo forsennato, come se volessi entrare con tutto me stesso dentro di lei. Ginevra si muove sul mio sesso in preda ai brividi incontrollabili dell'orgasmo, mentre i nostri tre amici liberano il loro piacere sul suo petto, sul suo viso e sulla benda nera, bagnandola completamente.
La mia dolce vendetta si compie così: nel rumore dei corpi che si arrendono al piacere, nel profumo di sesso che si irradia in tutta la stanza. Ginevra si accascia esausta e marchiata dal seme dei nostri amici mentre io godo dentro di lei dell'ultimo, violentissimo brivido di quella bollente notte toscana.
La “vendetta” è stata servita, la carne liberata, l’anima rifocillata. Tutti hanno goduto, il piacere dell’eros è stato consacrato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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