trans
004 - In Ufficio - 04
24.06.2026 |
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"Quanto avrebbe cambiato la mia vita, il mio futuro e rotto tutto quello per cui avevo lottato fino a quel momento..."
Quando rinvenni, dopo il mancamento avuto per la troppa stanchezza, dei due porci ricattatori non c’era traccia nel bagno. Non sapevo bene che ora fosse, ma visto che filtrava una leggera luce dalla piccola finestra del bagno dell’ufficio, capii che era già mattina. Fortunatamente intorno a me era stato tutto pulito accuratamente e i miei vestiti giacevano, piegati per bene, sul piccolo mobiletto vicino al lavandino. C’era anche il perizoma che mi avevano strappato e infilato in bocca, ma ormai era inusabile. Io ero ancora tutto nudo e sentivo la sborra riempirmi l’intestino e colarmi fuori dal retto. E delle piccole croste biancastre mi ricoprivano in vari punti del corpo. Probabilmente mi avevano sborrato addosso più volte.Mi alzai velocemente, ma a fatica, e tentai di vestirmi in fretta. Potevo anche rimanere sporco sotto e anche senza mutande, l’importante era non farmi trovare nudo e lavarmi dove era visibile.
Rivestito e pulito come meglio potevo, uscii dal bagno. Non si sentiva nessun rumore, quindi probabilmente ero solo. Arrivai nella mia stanza, mi rimisi le scarpe e la giacca e mi sbrigai a ripulire alla meno peggio. Dopo pochi minuti arrivarono i primi colleghi a cui spiegai che la sera precedente, mentre finivo di sistemare la stanza, mi ero addormentato. Telefonai anche a mia moglie per avvertirla e chiederle scusa di non averla avvisata prima.
Non mi sentivo in colpa per quello che era successo la notte prima, ero preoccupato, ma mi sentivo anche più libero. E quando mia moglie iniziò a lamentarsi di quando ero pessimo e di come non consideravo mai i suoi bisogni come mie priorità le attaccai il telefono in faccia.
Era ormai quasi ora della riunione ma il capo ancora non si vedeva e naturalmente non avevamo ripassato nulla della presentazione. Mi arrivò una telefonata sul telefono dell’ufficio, per fortuna non misi il viva voce e nessuno dei colleghi era vicino.
“Ciao troia ti sei divertita ieri con quelli delle pulizie?”
“Capo ma come?”
“Hahaha, li ho visti quando hanno aperto la porta mentre eri a lavoro sul mio cazzo. Eri cosi presa che non ti sei accorta, gli ho fatto cenno di entrare e di fare un video. Poi quando sono uscito gli ho detto di ricattarti e farti la festa da gran troia come sei. Mi hanno detto come ti hanno scopata e che poi ti hanno fatta sborrare addosso da tutti quelli della loro ditta mentre eri svenuta. Hahaha.”
“Ma capo perché? Pensavo che …”
“Che pensavi troia? Sei uno sborratoio, solo questo. Ti scoperò e ti farò scopare con chi voglio io e basta! Magari ti farò vestire da troia anche in ufficio o ti porterò a battere nei parcheggi dei camionisti. La tua bella vita tranquilla è finita troia! La riunione di oggi è rimandata, dillo a tutti e falli andare a casa. Tu rimani li, sta arrivando un pacco per me, prendilo e poi chiamami! Capito troia?”
“Si capo.”
Era tremendo, mi sentivo svuotato, privo di forze. Avvertii tutti che la riunione non ci sarebbe stata e che per oggi potevano tornare a casa. Erano tutti delusi, ma contenti di potersi riposare e stare un po’ con le loro famiglie. Nella tarda mattinata arrivò il pacco per il capo e senza aprirlo lo chiamai.
“Capo è arrivato il suo pacco.”
“Bene, brava troia. L’hai aperto per caso?”
“Certo che no!”
“Ok, meglio, vieni a portarlo a casa mia. Ti mando un messaggio con l’indirizzo!”
Uscii dall’ufficio e mi diressi a casa del capo. Una bella casa in un quartiere centrale di Roma.
Quando fui a casa sua mi apri una bella donna dai capelli neri e lunghi, truccata alla perfezione e vestita in maniera sportiva ma provocante. Sembrava avere non più di 30 anni, sul metro e ottanta, il fisico era tonico, sportivo ma aveva delle mammelle enormi. Veramente dei seni molto poco naturali per il suo fisico.
Mi portò in una camera da letto.
“Scusi, forse non ha capito chi sono …”
“Oh cara lo so chi sei, sei la nuova troia di mio fratello”
“Ma no, che dice, io lavoro …”
“Tranquilla troia, ho visto dei video con te come protagonista!! Adesso vatti a fare una doccia veloce e torna qui nuda!”
Obbedii senza più provare a protestare. Andai in bagno e tornai, 10 minuti dopo, nella camera accanto. Quella bella donna era ancora li. Aveva preparato delle cose per me. Mi depilò tutto il corpo, lasciando però la mia barba. Mi riportò in bagno per farmi un lavaggio anale e poi passarmi una crema emolliente su tutto il corpo ed un’altra che non so cosa fosse nel mio ano. Naturalmente durante tutta questa preparazione io ero eccitato. Non parlavamo, mi disse solo di chiamarsi Jenny, ma il modo in cui ci guardavamo, mentre mi faceva il lavaggio anale e poi mi passava la crema era inequivocabile. E poi avevo il cazzo in tiro da quando ero uscito nudo dalla doccia perché, oltre alle stimolazioni della situazione e del suo massaggio, ogni volta che mi stava vicina sentivo il tocco dei suoi seni su di me. Lei guardava la mia erezione solo ogni tanto e un paio di volte lo aveva dovuto sfiorare con la mano anche se li ero già depilato di mio.
Mi fece tornare in camera da letto e mi ordinò di aprire il pacco del capo. Lo aprii e vidi subito il contenuto, che era ben diviso e confezionato separatamente.
Era un vestito da cameriera sexy. Come quelli che si vedono in tanti porno. Ma la misura era perfetta per me. C’erano anche dei perizomi di vari colori, reggiseni, calze e reggicalze abbinati e due scarpe con plateau e tacchi vertiginosi, un paio nere e un paio rosse. Una con tacco largo, l’altra del tipo che da molti viene chiamato fuck me pumps.
Venni aiutato a vestirmi da Jenny che per tutto il tempo mi carezzava e si strusciava. Il mio cazzo era sempre in tiro, non so come mi era stato possibile resistere tutto questo tempo. Dopo pochi minuti ero tutto vestito. Non riuscivo a camminare con quelle scarpe e visto che già ero alto per natura, cosi sembravo gigante. E poi la mia faccia con la barba, i folti capelli scuri, il collo taurino e i tratti da maschio erano in forte contrapposizione con quel vestiario. Se sotto sembravo una bella troia con il cazzo, l’insieme a me sembrava ridicolo.
Jenny adesso mi guardava con attenzione, mi indicava come muovermi e ogni tanto mi aiutava a camminare. Quando ormai stavo in piedi da sola e stavo imparando a muovermi in maniera più femminile, Jenny mi disse:
“Sei proprio una bella e brava troia, impari in fretta, ma dobbiamo fare qualcosa per il tuo cazzo. Una vera troia non può avere un cazzo grosso come il tuo e libero. Togliti quel peri e mettiti a 4 zampe sul letto.”
Obbedii e mi aspettavo che andasse a prendere una gabbietta di castità o qualche dildo, ma invece si avvicinò a me. Mmm magari mi vuole segare o mungere mentre mi infila delle dita nel culo… siii … il mio cazzo divenne ancora più duro a qual pensiero. Ma mi sbagliavo.
Jenny iniziò a leccare il mio fiorellino anale. Mmm che lingua birichina, lunga e calda. Dopo almeno cinque minuti di leccate e infilzate, in cui sentivo la punta della sua lingua penetrarmi come se fosse un dito molto grosso, Jenny si alzò, apri i suoi jeans, li abbassò e usci un cazzone identico a quello del mio capo, con cui mi penetrò con un colpo secco.
“Ahhhh … Siii …. Daiiiii, infilzami il culo! Fammi sentire tutto il tuo cazzone. Sono la tua troia Jenny, la troia di tuttiiii!! Sfondamiiiiii!”
“Ti piace il cazzone troia? Mio fratello mi fa sempre inculare le troiette come te! Adesso ti sfondo e ti faccio godere, cosi poi ti metterò la gabbietta e sarai pronta per diventare la nuova troietta di mio fratello e dei suoi amici.”
Il mio cervello non connetteva più, non capivo quanto questa esperienza stesse cambiando il mio essere. Quanto avrebbe cambiato la mia vita, il mio futuro e rotto tutto quello per cui avevo lottato fino a quel momento. Ero preda di un godimento che non avevo mai provato, di una gioia e di una sottomissione che sembravano nutrire una parte di me che era ormai affamata e che si stava rifacendo di tutti gli anni passati senza mangiare. Voleva solo cazzi, sperma e godimento.
Jenny continuava a martellarmi senza sosta. Ogni tanto mi faceva cambiare posizione e poi ricominciava a fottermi. Dalla pecorina iniziale eravamo passati alla missionaria, durante la quale avevo potuto infilare la testa nelle tette gigantesche di Jenny. Naturalmente erano tutte di silicone, visto che Jenny era una trans, ma non mi importava nulla. Erano meravigliose e avrei voluto anch’io delle tette cosi.
Poi mi mise di lato, tenendomi una gamba alta verso il suo viso. Avevo scopato spesso mia moglie a la mia ex amante in quella posizione. Mi piace particolarmente trovarmi davanti di bei piedi infilati in scarpe con il tacco a spillo. Ed ora ero io a indossare delle scarpe da troia e ad essere scopato, mmmmhhhhhh quanto mi piaceva.
Dopo vari minuti mi mise per terra, di schiena e mi fece alzare il culo più che potevo. Lei mi teneva per le gambe come se non pesassi quasi nulla e le spinse sopra la mia testa. In quella posizione ero troppo piegato e scomodo (magari da giovane ci sarei riuscito meglio). Ma a lei non importava. Infilò nuovamente il cazzone nel mio povero budello che ormai doveva essere cosi aperto che un cazzo normale non lo avrei neanche sentito muoversi.
Iniziò a spingere dentro di me ancora con più foga.
“Mmmmhhh che bella troia stai diventando. Adesso il mio cazzone entra come niente. Hai proprio un bel culone da scopare, sei nata per questo troia! Ti piacciono le mie tettone? Hai visto quanto sono grosse e che capezzoli ho? Le vuoi anche tu vero troia?”
“Oh si Jenny, sfondami con il tuo cazzone, lo voglio. Voglio essere come te e avere delle tette come le tue! Non mi interessa più niente di niente solo godere con te! Sborrami dentro, fammi tua, ingravidami…..!!!”
“Brava troia, siiii …. ti finisco di sfondare e ti riempio di sborra. Tu segati il tuo cazzo e buttati la sborra in faccia!”
Si, in quella posizione la mia cappella puntava proprio in direzione della mia faccia ed il cazzo non aveva mai smesso di essere duro. Mi segai e dopo pochi colpi mi uscì così tanta sborra che mi riempii il viso e la bocca del mio succo. Mentre godevo, di un orgasmo mai provato prima, strinsi forte il mio sfintere e iniziai a tremare. La stretta delle pareti del mio sedere sul suo cazzone, la vista della mia faccia piena di sborra e di me che ingoiavo tutta quella che mi era finita in bocca, devono essere state sensazioni troppo forti anche per uno stallone come Jenny che dopo pochi secondi mi riempì con ancora più sborra.
(…)
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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