Gay & Bisex
002 - In Ufficio - 02
06.06.2026 |
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"Ripresi in mano il suo cazzo con ancora dello sperma che usciva e me lo passai su tutta la faccia..."
(Per capire quello che state per leggere dovete partire dalla prima parte)Sono a carponi nel mio ufficio. Il mio capo è seduto davanti a me, camicia quasi del tutto aperta, pantaloni abbassati, si sta menando il cazzo ed è un bellissimo cazzone. Sui 20cm di lunghezza e spesso almeno tre dita alla base, mentre verso la cappella sembra più stretto, quasi a punta. Mi fa pensare al proiettile di un cannone.
Non mi ha ordinato di mettermi carponi, ma dopo quello ha visto che stavo facendo in bagno, l’ho trovato qui nella mia stanza, mezzo spogliato, a guardare un porno con due maschi in giacca e cravatta, con uno dei due in ginocchio a giocare con il cazzone dell’altro.
Ormai sono quasi in mezzo alle sue cosce, il suo cazzone da qui mi sembra ancora più grosso, ha smesso di toccarlo, è durissimo e pieno di vene, noto delle gocce di liquido trasparente che escono dalla cappella.
- “Troia non hai capito niente!”
- “Che devo fare capo?”
- “Spogliati e fammi vedere di nuovo quello che stavi facendo in bagno!!!”
Mi alzo in piedi e inizio a togliermi la camicia, l’eccitazione ed il fresco che arriva da fuori mi fa diventare i capezzoli turgidi. Cerco di mantenermi in forma ma qualche chilo di troppo c’è, solo che per fortuna non sono andati solo sulla pancia, ma anche sulle tette, sui fianchi e sui glutei. Negli ultimi anni il mio corpo si è femminilizzato naturalmente, certo non sembro una vera donna, ma comunque ho una prima naturale, i capezzoli molto sensibili, quasi nessun pelo sul corpo, tranne le gambe e la barba. E poi c’è la parte che preferisco, un culo da brasiliana.
Sono a petto nudo davanti a lui, mi prendo in mano i piccoli seni e strizzo i capezzoli, un brivido parte dalla punta dei capezzoli ed arriva al mio cazzo ed al buchino. Mi giro lentamente, apro i pantaloni e li abbasso, ma solo per farli scendere sotto alle chiappe. Mi vergogno ma inizio anche a sentirmi sexy e spero che apprezzi la vista del mio culo con il filo del perizoma ed il mini triangolino. Il mio cazzo si sta indurendo ancora di più e spinge sul davanti.
Tolgo lentamente le scarpe, prima una e poi l’altra girandomi leggermente a destra ed a sinistra, lo vedo che ha ripreso a masturbarsi tenendo fissi gli occhi sul mio culo, ma molto lentamente, spargendo su tutta l’asta il liquido trasparente che esce sempre più abbondante dalla punta del suo cazzo.
Finisco di togliermi i pantaloni facendoli cadere a terra, piegando il meno possibile le gambe per fargli vedere bene le mie chiappe.
Mi appoggio con le cosce sul bordo della scrivania che ho davanti. Con una mano inizio a carezzarmi una natica e con l’altra a palpeggiare uno dei miei piccoli seni. Continuo cosi per qualche secondo. Ma resisto poco, voglio di più. Con le dita della mano con cui mi carezzo il seno inizio a strizzare a turno entrambi i capezzoli. Prima passo lentamente le dita intorno, li massaggio e poi li stringo e li tiro leggermente. Avvicino alle labbra due dita dell’altra mano e inizio a leccarle e succhiarle. Appena sono piene di saliva sposto la mano tra le chiappe, le allargo leggermente con le altre dita e infilo le due bagnate nel buchino. Pochi mesi fa sarebbe stato impossibile, ma ho fatto molta pratica con vari giochini in questi mesi. Sento il filo del perizoma, zuppo, che mi struscia sul lato di un dito e il calore del mio intestino che avvolge la punta delle dita. Potrei venire anche cosi, spesso è successo ed ora inoltre ho uno spettatore bellissimo e con il cazzo più bello che abbia mai visto in vita mia.
Chi lo avrebbe mai detto, io sicuramente no, che dopo aver scopato tante donne e tanti uomini, prima e dopo il matrimoni, pensando sempre “tanto una bocca è una bocca ed un culo è un culo”. Che in questi ultimi anni dopo un’iniziale curiosità su cosa si provava e succhiare un cazzo e sentirlo dentro l’ano, mi sarei ritrovato a voler essere io la bocca ed il culo. Si con le donne ancora ero attivo e molto resistente, ma con gli uomini era quasi cambiato tutto.
Mentre pensavo a tutto questo continuavo a torturarmi i capezzoli e infilarmi due dita nel culo, che ormai si bagnava in continuazione ed il mio cazzo aveva smesso di premere e mi sembrava quasi si fosse rimpicciolito nuovamente.
Dai pensieri e dalla trans del piacere mi sveglio il mio capo che continuava a menarsi lentamente il cazzo mentre mi guardava.
- “Troia è cosi che ti stavi divertendo prima. Invece di lavorare, ti stavi scopando da sola con le dita e giocavi con quelle belle tettine da puttanella?!”
- “Fai cosi sempre invece di lavorare? Ti sei fatta scopare da tutto l’ufficio in quel cesso? Chi sei la svuotacazzi dell’ufficio?”
- “No capo …” - riuscii a rispondere con una voce che non mi riconoscevo.
- “Zitta troia! Ti piace venire qui con delle mutande da puttana e farti scopare da tutti vero? E’ cosi che hai fatto carriera? “
- “No capo … non ho mai scopato con nessuno … in ufficio …”
- “Zitta puttanella, smetti di toccarti e vieni qui in ginocchio”
Smisi subito, il suo tono questa volta era perentorio. Mi avvicinai e mi misi in ginocchio come aveva detto. Ero di nuovo in mezzo alle sue gambe. Si era spogliato tutto e si era messo di nuovo seduto sulla stessa sedia, con le gambe larghe ed il cazzone che stava ritto e gocciolante davanti alla mia faccia.
- “Succhiati le dita che prima infilavi in quel bel culone da troia!”
Iniziai a leccarle lentamente e poi a succhiarle con bramosia, non mi faceva schifo, lo avevo già fatto tante altre volte in questi mesi.
- “Brava troia, ti piace avere la bocca piena e sentire il sapore del tuo culo da vacca! Ora mettici questo!”
Mi prese la testa con forza e me la schiaccio sul suo cazzone e sui suoi addominali. Tolsi le dita dalla bocca e inizia a leccare tutto il suo cazzo. Allentò la presa sulla mia testa e mi permise cosi di leccargli anche le palle, ma erano cosi grosse che non riuscii a tenerle in bocca, ma le leccai tutte passando la lingua su ogni centimetro di pelle. Ricominciai a leccare tutto il suo cazzone che ogni tanto lui prendeva e mi sbatteva sulla faccia. Avevo la faccia piena di saliva e del suo liquido, ma ancora non ero riuscito a ingoiare quel cazzone stupendo che ormai bramavo come brama l’acqua un uomo assetato nel deserto. Posai una mano sui suoi addominali per reggermi e con l’altra afferrai la sua asta e mi diressi il cazzo del capo nella bocca. Baciai e leccai la cappella come fosse un dolce prelibato e subito dopo iniziai a infilarmi tutto il cazzo piano piano in bocca. Era più grosso, lungo e duro di qualsiasi cazzo avessi mai provato e non riuscivo a prenderlo tutto, ma la mia lingua si muoveva senza sosta e succhiavo come se avessi voluto tirargli fuori l’anima con quel pompino.
Sentii le sue mani premere forte la mia testa sul suo cazzo, la sua cappella si piantò all’inizio della mia gola, i suoi addominali si irrigidirono, come le sue gambe, sentii che il suo corpo si inarcava e il suo bacino saliva a spingere verso la mia faccia, il suo cazzo si infilò ancora qualche centimetro nella mia bocca e iniziò a pulsare, uno, due, tre, quattro e cinque schizzi potenti di sborra mi arrivarono sparati in bocca. I primi due direttamente in gola, gli altri in bocca e l’ultimo mi riempì la faccia. Tenni per qualche istante il suo sperma passandomelo in bocca muovendo la lingua e poi lo ingoiai. Ripresi in mano il suo cazzo con ancora dello sperma che usciva e me lo passai su tutta la faccia. Era ancora duro, non come prima, ma ancora buono da usare. Passandomi il suo cazzo sulla faccia raccoglievo lo sperma che mi stava colando e lo succhiavo, raccoglievo e succhiavo. Finito di raccogliere lo sperma ricominciai a succhiare il cazzone che non accennava a voler cedere. Mentre succhiavo, con le mani gli carezzavo le cosce e gli addominali e lui aveva allungato una mano per carezzarmi una tetta e strizzarmi i capezzoli.
… (si, si, i tre puntini significano che continua)
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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