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A volte ne vale la pena


di Peakhiker
12.01.2026    |    2.772    |    4 9.1
"Continuo il lavoro di rimming per parecchio (adoro farlo, soprattutto con un culo così bello), poi infilo gli indici e allargo: il contrasto tra l’interno rosa scuro e l’esterno è bellissimo..."
Avete presente quegli incontri che stentano a partire, in cui sembra che l’altra persona trovi mille scuse e verrebbe voglia di mandare tutto all’aria?
È iniziata così tra me e Ju, fortunatamente, però, non ho desistito.
Mi contatta lui su una app di incontri. Due parole prima di spostarci su Telegram e procediamo allo scambio di foto.
Dentro di me esordisco subito con un sonoro WOW!
Foto e video mostrano una trav indonesiana dalla pelle liscissima color latte e nesquik.
Due occhioni neri profondi, lunghi capelli neri con una frangetta da scolaretta degli anime giapponesi e una lingerie rossa che crea un magnifico contrasto con la colorazione scura della pelle.
Mi manda anche un video in cui twerka a pecora: uno spettacolo che mi manda il sangue in 0.2 secondi al cazzo e al cervello.
Cerco subito di non farmi scoraggiare troppo dalla barriera linguistica: lei non parla quasi per nulla italiano e, oltre alla sua lingua nativa, ovviamente, l’inglese (studia marketing in lingua inglese all’università a Milano).
Le spiego subito che il mio inglese è molto arrugginito, chiedendole scusa per eventuali errori (nello scritto e nell’ascolto me la cavo ancora molto bene, ma la mia pronuncia col tempo è diventata pietosa). Fortunatamente sembro cavarmela meglio di quanto pensassi. Le piaccio, qualche giorno dopo devo andare a Milano per lavoro e sembrerebbe che si possa riuscire a combinare un incontro.
Procediamo sull’accordarci: ho un ampio spazio di tempo tra un appuntamento e l’altro, che intendo sfruttare per noi; dato che lei si sposta solo con i mezzi, decidiamo che la aspetterò fuori dalla stazione di Lambrate, dove mi raggiungerà vestita da maschietto per poi cambiarsi in motel.
Arrivato il giorno iniziano i problemi di cui parlavo all’inizio. Arriva un messaggio di scuse per il ritardo, poi un secondo; inizio a pensare al bidone, ma eccola: mi raggiunge e ci incamminiamo verso l’auto.
Parlando nel mio inglese stentato, salta fuori che non ha con sé il documento, solo il passaporto elettronico. Chiamo il motel ma non lo accettano, quindi devo accompagnarla al campus per riprenderlo.
Parcheggio fuori e aspetto che torni, meditando se lasciar perdere e provare piuttosto ad anticipare il prossimo appuntamento lavorativo, ma eccola che arriva.
Parlando del più e del meno arriviamo finalmente al motel, entriamo in camera e, dopo aver sistemato il tutto (voleva filmarci perché in procinto di aprire un profilo Twitter e, forse, Onlyfans) va a cambiarsi.
Esce dal bagno e rimango stupito: stentando a credere che sia la stessa persona entrata in bagno prima; ora è identica alle foto che mi aveva mandato.
Senza tacchi è davvero bassina, ma ho sempre avuto un debole per le ragazze piccolette (non sono mai stato con un’asiatica prima).
Indosso il passamontagna che mi ha preparato, lei sistema il treppiede e fa partire il video.
Ci abbracciamo, la afferro subito per le chiappe e mi salta in braccio, allacciando le gambe fasciate di nylon dietro la mia schiena. Con una mano sotto il suo culo la sostengo, mentre l’altra le carezza la schiena e si ferma dietro la nuca.
Le lecco il collo con la punta della lingua fino ad arrivare dietro il lob dell’orecchio, che inizio a mordicchiare, mentre mi dirigo verso il letto.
Ci sdraiamo con lei sotto di me, mentre baciandola le mie mani iniziano a carezzarla e palpeggiarla ovunque.
Le mordicchio il collo, scendendo verso i capezzoli duri.
Lei apprezza le mie attenzioni, ma io voglio finalmente vedere quel bel culo delle foto, quindi la girlo a pecora.
Non serve parlare, si inarca istantaneamente mostrandomi due natiche liscissime, che prontamente inizio ad adorare: le lecco tutte, le mordo, le prendo a sberle e, finalmente, le apro, spostandole in filo del perizoma.
Il buchetto è scuro, un vero “black hole” che mi attira, con la sua gravità, a baciarlo.
Allargo sempre di più le natiche, leccandolo e infilando la lingua. Le pareti si lasciano andare pulsando vogliose, mentre lei geme e mi incita.
Continuo il lavoro di rimming per parecchio (adoro farlo, soprattutto con un culo così bello), poi infilo gli indici e allargo: il contrasto tra l’interno rosa scuro e l’esterno è bellissimo.
Super eccitata, si gira e mi sfila i boxer, ora è il suo turno di usare la bocca.
Inizia un pompino divino, arrivando quasi ad ingoiare completamente l’asta, insalivandola con maestria alternando il tutto a favolose succhiate di palle.
Voglio dedicarmi ancora al suo culo, quindi mi sdraio e le chiedo di sedersi sulla mia faccia: in posizione da squat avvicina il culo alla mia bocca, mentre con le mani le apro ancora di più le natiche per affondarvi la faccia.
Geme sempre più vogliosa, afferrandomi il cazzo e chinandosi ogni tanto a darmi una succhiata.
Il momento è arrivato: la metto a pecora, si inarca come una professionista dei porno, mi posiziono dietro di lei e inizio ad entrare lentamente, mentre lei, con la faccia sul cuscino geme “yeah baby, please, please fuck me”
Il suo culo è stretto ma molto elastico, mi accoglie dentro di sé senza interruzioni, fino a farmi arrivare con il pube completamente appoggiato a lei.
Inizio dando dei colpi piano, senza estrarlo, per poi aumentare il ritmo, sculacciandola e allargandole le natiche per penetrarla fino in fondo. Godiamo entrambi mentre la martello fortissimo, con il rumore delle mie palle che sbattono su di lei.
Decidiamo di cambiare posizione: mi sdraio e lei va sopra, scende sul mio cazzo a mò di squat prendendolo tutto. Arrivata in fondo strizza i muscoli interni, mentre ruota il bacino facendomi un massaggio all’asta incredibile.
Godo come un porco, senza mai staccare le mani dal suo culo, alternando sberle e strizzate.
Sono vicino al limite, quindi decido di cambiare. Mi alzo senza mai uscire da dentro di lei e ci mettiamo alla missionaria, con lei che tiene le gambe appoggiate sulle mie spalle.
Inizialmente le mie mani tengono le sue, mentre la martello forsennatamente. Lei gode e mi bacia: le nostre lingue si incrociano vogliose e avide, in una lunga limonata passionale.
Sto per venire; porto le mani sotto il suo culo per allargarlo a dismisura, mentre le dico “baby I’m coming!”
“Yes, yes honey please get me pregnant!” mi risponde lei, ricominciando a limonarmi.
Grugnisco, venendo con una sborrata copiosa in quel buco magnifico.
Ci stacchiamo, ricomponendoci. Noto che il suo perizoma, sul davanti è fradicio. Lei vede il mio sorrisetto, si avvicina e, mettendosi in punta di piedi, mi dà un bacio sulla guancia, sussurrandomi “you make me cum so hard honey, thank you”.
A volte, è vero, quegli incontri che stentano a partire ci farebbero venire voglia di lasciar perdere e gettare tutto alle ortiche, ma stavolta è andata bene. Moltissimo. ;)
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