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BIANCA: OLTRE IL VUOTO, IL MIO RISCATTO PORCO
Biancafemme
26.02.2026 |
1.786 |
8
"Il Riscatto e l'Anima Nuda
Dopo che l'ho lasciato esplodere, inondando i miei sensi di quella vittoria, non è finita..."
Bologna, il giorno dopo il vuoto, mi appariva grigia e ostile. Trascinavo i miei pensieri sotto i portici come un peso morto, chiedendomi perché avessi permesso a un’assenza di umiliarmi così. Ero afflitta, svuotata; mangiavo senza sentire i sapori, persa in una malinconia che sembrava non avere fine. Ma la mia fame di vita stava per tornare a bussare con una forza prepotente.Rientrata in quella stanza d’hotel, ho riaperto il sito Annunci69. Una valanga di notifiche, migliaia di messaggi pronti a ricordarmi chi ero, ma io cercavo una scossa vera. Ed è arrivata.
“Ciao, ci vediamo?”
Stavo per rispondere con rabbia, pronta a mordere chiunque, ma la foto allegata e la descrizione che seguiva hanno azzerato ogni rumore. Non era un ragazzino in cerca di giochi psicologici; era un uomo deciso. Dallo schermo traspariva una sicurezza quasi arrogante, una mascolinità solida e "porca" che non aveva bisogno di preamboli. Ho sentito un brivido nuovo. Ho pensato: “Forse è lui.” Senza aspettative, ma con il sangue che ricominciava a scorrere veloce nelle vene.
L’Incontro: L’Uomo degli Occhi Verdi
Poche parole, zero giri di valzer. L’appuntamento era fissato. Quando ho sentito bussare alla porta, il cuore mi è salito in gola. Ho aperto e il respiro mi si è mozzato. Era alto, imponente, vestito con un casual-elegante che gridava classe e potere. Ma sono stati gli occhi verdi a incastrarmi e quel profumo... un’essenza così maschia da farmi girare la testa.
“Ciao, Bianca,” ha detto con una voce calda, profonda.
Mi sono sciolta. Un calore violento è divampato dai piedi fino alla nuca. In quell’istante, ogni tristezza è stata polverizzata.
Non ho perso tempo. Appena è entrato, l’ho accolto nel mio regno. Mi sono alzata sulle punte, gli ho leccato l’orecchio con una lentezza studiata, lasciando una scia umida e una macchia di rossetto rosso fuoco sulla sua pelle. Gli ho morso il labbro inferiore e gli ho sussurrato sul fiato: “Ciao, Porco.”
Il Potere tra le Mani
Ho fatto scivolare la mano sulla sua patta e sono rimasta paralizzata. Sotto il tessuto dei pantaloni c’era qualcosa di enorme, una massa d’acciaio caldo che pulsava con una forza selvaggia. Sembrava voler squarciare la stoffa per reclamare il suo spazio. L’ho spinto sul letto, sovrastandolo, e ho abbassato la zip con uno scatto deciso. Quando l’ho liberato, la vista mi ha stordita: era monumentale, una colonna di carne calda e venosa che puntava dritto al mio viso, vibrando a ogni mio respiro.
L'ho preso tra le mani, sentendo la pelle tesa e la punta già lucida di desiderio. Volevo vederlo soffrire di piacere. Ho iniziato un edging spietato: lo portavo sull’orlo dell’abisso, facendogli inarcare la schiena e stringere le lenzuola, per poi fermarmi un istante prima che perdesse il controllo.
Godevo nel vederlo supplicare con lo sguardo. Gli avvolgevo la base con le dita mentre la mia lingua lavorava frenetica, un pompino profondo e vorace, risucchiandolo con una foga che mi faceva sentire onnipotente. Ero io a decidere il ritmo. Ero io a comandare il suo piacere, praticando un cum control che lo faceva impazzire. Ogni volta che sentivo il suo corpo tendersi, rallentavo, sussurrandogli parole sporche, godendo del suo respiro spezzato.
Il Riscatto e l'Anima Nuda
Dopo che l'ho lasciato esplodere, inondando i miei sensi di quella vittoria, non è finita. Siamo rimasti intrecciati per un secondo round ancora più intenso, una danza di corpi che si riconoscevano. Poi, siamo rimasti due ore sul letto, i cuori che tornavano a ritmi normali. Ci siamo raccontati le nostre vite, le cicatrici, i sogni.
“Sai,” ha sussurrato lui, la voce bassa mentre mi stringeva, “ti guardavo mentre mi prendevi... non ho mai visto tanta fame negli occhi di una donna. Sembravi volerti mangiare ogni pezzetto di me.”
“Avevo bisogno di un uomo che non avesse paura di quanto posso essere vorace,” ho risposto, sentendomi finalmente vista, capita.
In quell’abbraccio, sotto le coperte sfatte, Bianca non era più "solo un numero". Era una donna bellissima, desiderata e rispettata. Mentre lui mi stringeva e mi diceva che quella notte ero l’unica cosa che contava in tutta Bologna, ho capito che il mio valore non dipendeva da chi mi rifiutava, ma dalla mia capacità di scegliere chi meritava davvero di avermi. Bianca era tornata regina, e il suo trono era fatto di piacere, rispetto e quegli occhi verdi che non smettevano di adorarla.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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