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La puttanella dell’amico... (Parte 1)
LeonaJuicyBigBooty
17.03.2026 |
3.337 |
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"Richiudo il poppers, faccio per renderglielo e mi dice di tenerlo perché ne userò ancora sotto il suo ordine ed inizia a scoparmi..."
Tutto iniziò una sera, verso la fine di un’uscita con amici. Stavo per andare via da un locale quando due ragazzi, amici tra loro, mi fermarono per fare quattro chiacchiere. Uno dei due mi lasciò il suo numero, che salvai subito sul telefono. L’altro, che si era momentaneamente allontanato, tornò giusto in tempo per salutarmi e, stringendomi la mano, mi lasciò un piccolo biglietto. Solo più tardi, aprendolo, scoprii che dentro c’era anche il suo numero.Da questo momento chiamerò Lorenzo il ragazzo che mi aveva lasciato il numero direttamente, e Luca quello del bigliettino.
Feci passare qualche giorno prima di farmi sentire. Mandai un messaggio a entrambi per dire che mi aveva fatto piacere conoscerli. A Lorenzo aggiunsi anche che sarebbe stato carino vedersi per un drink, ma non feci la stessa proposta a Luca: non volevo immischiarmi troppo nella loro amicizia.
Lorenzo rispose subito, dicendo che anche lui avrebbe voluto vedermi. Così ci accordammo per un pomeriggio dopo il lavoro. Poco dopo, Luca mi scrisse dicendo che gli ero piaciuta e che gli sarebbe piaciuto vedermi anche lui. Gli spiegai che venerdì sarei uscita con il suo amico, ma lui insistette chiedendomi di vederci prima, giusto per fare due chiacchiere. Accettai, chiarendo che non volevo mettere zizzania tra loro. Lui mi rassicurò, dicendo che Lorenzo non avrebbe saputo nulla e che, anzi, doveva parlarmi proprio di lui.
Il giorno dell’incontro arrivò in fretta. Luca si presentò puntuale alle cinque del pomeriggio, mentre Lorenzo sarebbe arrivato due ore dopo. Ero stata attenta a organizzare tutto così da evitare che si incrociassero. Finito il lavoro, mi preparai con calma, scegliendo un abito che rispecchiasse la leggerezza del momento, e attesi l’arrivo del primo ospite.
Quando Luca arrivò, sentii subito un’energia strana nell’aria: non era semplice curiosità, ma qualcosa di più sottile, fatto di mistero e competizione. Cominciammo a parlare, ma presto capii che la sua visita andava oltre la cordialità — sembrava quasi una sfida silenziosa verso il suo amico.
Gli offrii da bere e ci accomodammo sul divano. Le prime battute furono leggere, di circostanza; poi il tono cambiò. Luca mi confidò, con un sorriso appena accennato, che Lorenzo tende sempre ad anticiparlo quando si tratta di conoscere ragazze come me.
Rimasi per un attimo in silenzio, poi gli dissi che mi lusingava la sua attenzione, ma non volevo diventare un motivo di tensione tra loro. Lui mi fissò, con uno sguardo che mischiava ironia e promessa, e sussurrò che Lorenzo non avrebbe mai saputo nulla — purché anch’io sapessi comportarmi. Poi, con un gesto calmo, si alzò. Si mise davanti a me, si sbottonò i pantaloni e tirò fuori un cazzo turgido e largo e mi disse: «Lorenzo non saprà nulla ma tu dovrai darmi quello che vuole lui dopo da te. Inizia a succhiarmi il cazzo Leona».
Cerco di rispondergli ma appena apro la bocca, mi infila il cazzo fino alla gola e mi dice: «Sei mia per la prossima ora».
Il suo bel cazzo riempie la mia bocca ed arriva fino in fondo. Io non so cosa pensare ma è veramente un bel cazzo e lui è deciso, autoritario. Mi prende per la testa ed inizia a scoparmi la gola dicendomi che quello è il cazzo che devo far godere, non quello di Lorenzo.
Sono un po’ agitata ma allo stesso tempo euforica... Sono così desiderata? È questo quello che mi merito e come me lo merito? Ammetto a me stessa che il cazzo di Luca è veramente largo e bello. Mi fa sentire una puttanella, ma la cosa mi piace... molto.
Dopo un paio di minuti che mi scopa la bocca, riesco a prendere ill fiato per un attimo ed a dirgli che facendo così mi rovina il trucco e che dopo devo incontrare Lorenzo e non posso farmi trovare truccata male o con il trucco sbavato.
La sua risposta arriva in fretta: «Mettiti a novanta che ti lecco quel culetto che ti ritrovi…». Un ordine così diretto mi stuzzica e in qualche modo mi fa sentire desiderata, ma gli dico che non è il caso. Lui ribatte che ormai è troppo tardi e che di sicuro non vuole che Lorenzo sappia nulla, perché Lorenzo crederebbe a lui se gli raccontasse che è passato a trovarmi, e crederebbe sempre a lui se gli dicesse che mi ha scopato la bocca.
Non ho molta scelta, e questa cosa mi eccita da morire. Mi metto a 90 gradi e il suo primo commento è: «Che bel culone marmoreo e tondo». Inizia a leccarlo piano. Prima la lingua va dritta al centro del buchetto e mi sale un brivido lungo la schiena, poi mi lecca tutta la fighetta come un pennello che dipinge una parete, da sotto verso l’alto. Io resto lì sotto a 90, con la testa sprofondata sul divano e le mani che stringono il mio petto, e mi sento una puttanella inerme che gode di quella lingua calda e bagnata.
A un certo punto si alza e dice: «Adesso è il momento del pezzo grosso», poi mi sbatte il cazzo sul buchetto. Lo supplico, gli dico che ce l’ha troppo grosso e che il suo amico potrebbe accorgersi che il mio buchetto è stato usato da poco, in caso succedesse qualcosa con lui dopo. Lui mi risponde che non è un suo problema e che ha ancora 25 minuti a disposizione.
Prende un po’ di lubrificante, me lo spalma sul buchetto con un dito e spinge per farlo entrare. Poi appoggia quella cappella grossa e turgida e inizia a spingere, dicendomi «Respira», mentre con le mani mi allarga piano le chiappe. Entra centimetro dopo centimetro, fino a che non sento che è tutto dentro. Da lì parte con un su e giù lento, che poi accelera sempre di più.
Gli dico che sento un po’ male perché il suo cazzo è troppo grosso e mi passa una bottiglietta di poppers e mi dice di sniffare così che mi sfonda la fighetta. Ho il poppers in mano, lui si ferma, capisce che quando si sniffa poppers non deve esserci contatto con la pelle e quindi mi dà tutto il tempo e mi dice di fare una bella sniffata.
Richiudo il poppers, faccio per renderglielo e mi dice di tenerlo perché ne userò ancora sotto il suo ordine ed inizia a scoparmi. Mi dice che ho una bella fighetta da scopare e che sono una puttanella, che è stato più facile di quanto credesse scoparmi.
Lo ascolto, frastornata ed eccitata dal poppers, mi sento aprire la fighetta, mi sento una troietta. Godo. Lui continua a scoparmi e mi dice: «Che gran puttanone che sei Leona, come lo prendi bene nel culo, tira dell’altro poppers». Io eseguo, sono in una situazione in cui oramai è troppo tardi smettere, devo ubbidire alle sue richieste, devo farlo sborrare, assolutamente.
Sono super eccitata dal poppers e lui che mi monta come un toro e mi apre il culo, sento che aumenta il ritmo. Sarà vicino nel venirmi in culo? Io gli dico: «Ti prego non mi ingravidare». Lui risponde: «Zitta, puttana. Stai a 90 e godi. Puttana». Io lo imploro e gli ripeto: «Per favore non venirmi in culo». Lui toglie il cazzo, mi dice di mettermi in ginocchio, di aprire la bocca e poi mi schizza dentro e dice: «Bevi troia. Così se bacerai Lorenzo più tardi, sai già che lui sarà un cornuto e tu una puttanella».
Gli schizzi sono caldi, abbondanti e scendono giù nella mia gola, e gli ripulisco il cazzo.
Mi dice: «Brava puttanella, ben fatto».
Si riveste, lo accompagno alla porta e salutandomi mi dice: «Rimane tra di noi tesoro. Ti voglio ancora». Chiudo la porta, mi guardo allo specchio, ho il rossetto un po’ sbavato.
Devo assolutamente ricompormi per Lorenzo e allo stesso tempo mi viene da pensare: sono davvero la puttanella dell’amico?!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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