trans
QUASI UNA GODUTA ANALE
Toccami
22.04.2025 |
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"Mi butto sul letto deluso, mi tocco il buco allargato, oliato come un macchinario del sesso..."
Sempre storia vera, che mi riporta a qualche anno fa, senza barba e pronto ad indossare, quando le situazioni lo permettevano, più magro, meno muscoli...più giovane.Manco farlo apposta, la trav contattata era di una zona nella quale avevo già incontrato altre due, di cui una di un altro racconto pubblicato.
Il viaggio dura un' oretta da casa, ascolto musica, cerco di non fare progetti, poi alla fine va sempre diversamente, mi concentro sul mio cazzo, che rimane gonfio e umido per tutto il viaggio.
La voglia più grande ed allora nascosta, era di avere un rapporto anale da passivo, certo con i dovuti modi, ma il pensiero mi fa bagnare la cappella, crea un filo conduttore tra ano e cazzo.
Arrivo all' appuntamento in un parcheggio, lei sopraggiunge guidando un' utilitaria.
È già vestita da femmina, trucco e parrucco, mi fa cenno di salire.
È attempata, ma con buona mise e buon profumo, si vede che non è una novellina, mi fa un breve interrogatorio e poi, facendo un sorriso, mi dice di chiudere la mia macchina.
A bordo della sua arriviamo a casa, un' abitazione indipendente.
Al piano terra mi si avvicina è molto vogliosa, mi respira vicino e mi fa fremere, ora è fiduciosa e la sua vicinanza è marcante ma mi eccita.
Ci trasferiamo al piano di sopra, bella stanza con divano e zona letto, le chiedo di indossare, ma alla fine, mi fa mettere solo le mie autoreggenti rosse (foto da visionare a richiesta se vi piace), un perizoma e poi comincia.
Mi tocca, mi accarezza, mi fa complimenti, mentre il mio cazzo bagnato esce dal perizoma, stringe le palle è brava, maestra, ha un profumo da donna che eccita.
Poi lo prende in bocca, preme l' asta, slingua succhia.
Provo a fare qualcosa, ma lei vieta, si vede che gode a fare a dare, ingoia fino alle palle accarezza, stringe con sapienza e si ferma al momento giusto.
Non tralascia l' ano che, mi lubrifica, mi lavora con le dita, penetra, allarga.
Cazzo, culo, cazzo culo....stop, poi di nuovo, io godo come un matto, come una puttana, come un uomo, come un misto.
Intanto mi racconta che ha un cazzo grosso, se le viene duro, fino a che la cosa riesce, il cazzo si erge.
Me lo fa vedere, è grosso la cappella ha la dimensione di un uovo, decido che bisogna provare a dispetto della misura, né ho voglia.
Sono stretto, la faccio sdraiare sul letto, mi siedo su quella, grossa, creatura svettante, lubrificato, provo e riprovo, fino a farlo entrare con diversi, entra ed esci, la cappella passa il punto di non ritorno.
Ora è tutto dentro, tutto, mi alzo e mi abbasso, sù giù, fino che la chiappe e le palle si baciano, la troia gode e glorifica il mio buco stretto, io sono in visibilio.
La posizione è scomoda, mi tolgo e mi metto a pecorina e... puf! il mostro con la testa d' uovo si ammoscia e da quel momento non si riprende più.
Mi butto sul letto deluso, mi tocco il buco allargato, oliato come un macchinario del sesso.
Finiamo la serata con il mio membro, che inonda un preservativo dentro il suo culo, mentre tiene le gambe all' aria.
Bella serata, ma mi è rimasta una voglia di...immaginate cosa?
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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