Gay & Bisex
OGGETTO SOLITARIO
Toccami
13.04.2026 |
113 |
4
"Ripeto le operazioni, ora è più facile, più bello sentirlo e poi, mi prendo il cazzo in mano, lo sbatto, scappello fino in fondo, sbatto ancora con maestria, dentro e fuori il cazzo finto, ..."
Nuova storia su esperienza vera, cosa che fanno in molti.Per qualcuno è un must, non ne può fare a meno, ne colleziona diversi, diverse misure.
Muore dalla voglia di provarli, ci pensa sul lavoro, non vede l' ora di arrivare a casa, per tirare fuori appositi lubrificanti, oli, creme scivolose.
Per preparare il culo, come è già preparata la mente vogliosa, che aspetta di allargare l' ano quanto i pensieri.
È una sfida continua, un ampliamento continuo, un cazzo di braccio di ferro, dove fai vincere qualcosa di grosso, che ti ha fatto impegnare.
Questo sono i falli, consolazioni che per qualcuno diventano brama.
Io ne ho uno, misura media, l' avevo comprato per una delle mie ex compagne, forse era una bugia, perché lo volevo provare.
Infatti dopo giri di parole, la ex, che adorava il mio culo e una volta mi aveva quasi fatto venire, scopandolo con la lingua, aveva cominciato ad usarlo su di me.
Lo brandiva al contrario, tenendolo per le palle, come un decespugliatore.
Poi mi penetrava, mettendolo fino in fondo e facendolo scorrere per tutta la misura, uscendo fuori di testa per l' eccitazione.
Mentre muoveva il braccio inculandomi, vedevo dallo specchio sull' armadio, le sue enormi tette ballonzonare, la sua faccia stravolta, a volte si toccava la fica.
Poi l' amica Laura, quella del racconto CON LEI SI FACEVA TUTTO, che aveva un tris regalato da me e quando ne faceva uso nel mio buco, sbagliava la misura.
Una volta, aveva usato quello grosso che usava per lei, quella pazza.
Mi aveva impalato con un fallo gigante, in un modo o nell' altro era riuscita a mettermelo dentro, infatti mi sentivo stranamente "pieno", tanto che avevo faticato a farmelo uscire.
Quella cara puttana, aveva aperto un varco che faceva eco.
Ora non mi piace più usare falli finti, in quanto, provando quello vero, non li trovo così interessanti e poi ci vorrebbe una donna ad usarli, questo renderebbe la cosa eccitante.
Comunque una sera, avevo voglia anale.
Me lo toccavo, inserivo un dito, due, massaggiavo la rosellina.
Avevo il cazzo a mezza forza, umido, ogni tanto leccavo il precum, una voglia di usare il culo, essere a disposizione, accogliere e dare piacere, avevo bisogno di consolare l' assenza di pratica anale.
Poi ci penso, il fallo!
Sono nudo sotto la cintola, vado alla ricerca dell' oggetto e lo ritrovo nascosto in camera da letto.
Ha il suo imballo di plastica.
È una buona misura, si direbbe un buon cazzo, lo prendo e lo palpo con le mani, provo con la bocca.
Cerco il lubrificante, con il tutto vado in bagno, ho il fiato corto, sono eccitato come se mi dovessero inculare, però è un fai da te, tampone che tampona.
Riguardo il membro, gli do una sciacquata, e lo appoggio sul lavandino, intanto mi lubrifico.
Poi attacco il fallo alle piastrelle, mediante la sua ventosa.
Tiene bene ed è all' altezza giusta, quindi lo lubrifico e nudo, con i piedi sulle piastrelle, lo punto nel buco, provo.
Spingo indietro, nella mia mente sento come un "plosc", e la cappella entra, lei e un minimo di asta, è già porcaggine, inizio di autostupro.
Lo faccio uscire, lo sento rigido, sono rigido anche io, riprovo, non demordo, con quelle puttane era meglio, ma il buco lo vuole.
Di nuovo entra, dopo un aumento di lubrificazione, sono posizionato quasi 90°, una mano poggia sul lavandino, mi guardo nello specchio, occhi socchiusi, faccia di merda da violenza voluta, rottura di schemi e di orifizi.
Un pò di vai e vieni e poi spingo tutto indietro, lo prendo tutto e, mi esce un "aaah", roco e sensuale, preme dentro, si sente.
Un corpo estraneo che si prende confidenza, che ti blocca come un passaggio a livello interno, ti stoppa e prende le tue misure.
Sto un po fermo poi ruoto, mi muovo avanti e indietro, con vari mugolii e vocali aspirate, poi tutto indietro per non lasciare spazio al gingillo, per soffocarlo.
Lo tolgo e poi rientro, scivola meglio, lo vorrei vero, vorrei che qualcuno mi guardasse e intanto mi tocco il cazzo gonfio, ma non turgido, bagnato come la fica di una ossessionata dal sesso.
Ancora spingo in fondo, faccio scorrere l' asta nell' intestino, poi fuori di colpo e di colpo mi inculo di nuovo, è potenza e impotenza nello stesso attimo.
Non mi basta, ne vorrei uno che avesse calore, meno rigido e più carnoso, che fa sentire il respiro e il godimento, che anche lui gode di me, del mio interno e delle mie forme, che inonda di calore il preservativo, che dice sconcezze, perché il suo piacere è oltre la comprensione.
Ripeto le operazioni, ora è più facile, più bello sentirlo e poi, mi prendo il cazzo in mano, lo sbatto, scappello fino in fondo, sbatto ancora con maestria, dentro e fuori il cazzo finto, colpi anali, sono al limite, è un attimo infinito, dove continuare è prolungamento, venire estasi.
Così ancora un pò, mi stacco dal fallo e poi, poi, alla fine...sborro!
masturbazione anale dildo sesso solitario doccia bagno lubrificazione giocattoli sessuali penetration finta fantasia voyeur
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per OGGETTO SOLITARIO:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
