Gay & Bisex
DI NUOVO PRESO
Toccami
09.01.2026 |
421 |
25
"Ma arrivati a un certo punto, chiedo più velocità, voglio essere sbattuto, lui obbedisce, sto per venire e gli chiedo di toglierlo, non riesco a sborrare con il cazzo nel culo, almeno non..."
Sempre racconto vero.Ho una grande voglia, da tempo non ho possibilità di fare sesso anale, casualmente per il poco di esperienza, ho trovato sempre calibri importanti, quasi fossi destinato a ricevere.
Da un pò sto chattando con Dario, con il quale avevo già avuto un incontro, che mi aveva sciolto al piacere anale, dal quale a quanto pare, non si torna più indietro, diventa un piacere primario, ci pensi sempre, ci pensi perché vuoi rifarlo, riprovare ka situazione, arrenderti alla voglia.
Forse per la sua attenzione, la sua passione e guarda caso la misura fallica notevole, non avevo scordato l' incontro
Il tempo passa ancora, in questo periodo le feste frenano gli incontri clandestini, ho una grande voglia, trovo da scopare canonicamente, ma non mi basta, ormai cerco la trasgressione, il "retrogusto", la cosa inusuale, il peccato.
Mi masturbo spesso, ho sempre voglia, voglia di prenderlo, sentirlo nel culo, in una sessione lunga, soddisfacente, per rafforzare le nuove scelte, magari apprezzarne risvolti nuovi.
Capita subito dopo le festività, Dario mi contatta dicendomi di essere libero di mattina.
Che cazzo, la mattina è un dramma per me, carburo sessualmente in altri orari, la mattina ho riti bastardi, abitudini esagerate, ma la voglia si è ampliata con il tempo e l' astinenza di piacere passivo, accetto tra cazzo gonfio e buco pulsante.
I giorni intermedi all' incontro sono lunghi, devo sborrare da solo, sono super eccitato, mi viene in mente la volta precedente, quella prima del racconto SEMBRAVA IMPOSSIBILE, bella storia anche quella.
Il giorno prima dell' incontro non mi sento tanto bene, cazzo non ci voleva, aspetto il giorno fatidico, e comunico a Dario la cosa.
Mi chiede se però la voglia c'è, rispondo che quella non scompare e allora mi dice che si vedrà al momento.
La mattina parto, ci vuole una buona mezz'ora per arrivare, fa freddo, sono in macchina depilato intimamente, anche intorno all' ano, in basso pulsa tutto avanti e dietro, il cazzo a metà tra ritto e moscio, praticamente un morbido pacco bagnato.
Mi inerpico verso la sua residenza, alla fine arrivo il cancello è aperto, posteggio e mi dirigo in casa.
Mi sta aspettando, ci salutiamo, il tempo per un caffè e poi si va in camera.
Ha voglia di spogliarsi, io ho ancora freddo data la mia indisposizione, ma dopo poco sono nudo anche io, la voglia fa presto a scaldare persone e ambiente.
Alla fine siamo nature, nudi e crudi, maschi vogliosi, lui mi accarezza, sento il respiro e le labbra ovunque sulla metà superiore del corpo, specialmente collo e spalle, si vede che la merce gli piace, apprezza la qualità.
Ho il cazzo in tiro, il suo è grosso e come di marmo.
Mi accarezza, mi tocca, io sono eccitato da venire già adesso, tanto che devo fare un grande sforzo per non cedere al cervello partito per il piacere.
Certe situazioni, innescano in me una grande sensibilità, una voglia di godere che mi sovrasta, non voglio farle prendere il sopravvento, voglio godere del momento.
Mi chiede di prenderlo in bocca, la cappella è accessibile, ma verso l' asta e grosso, turgido e io non sono molto capace, mi cimento, la lingua avvolge la cappella, provo a scivolare con la bocca segando, e sento che lui gode languidamente, cosa che mi eccita ancora più del dovuto, perché non sono esperto con la bocca, inizia a piacermi ultimamente, sono a rischio sborrata, con quel membro in bocca, sono fuori fase, come un ubriaco che può dare di stomaco, ma io lo farei per sovraeccitazio ne, respiro.
Facciamo foto, puntamenti verso il culo, cazzi assieme, lui lo strofina sempre quando può, mima la scopata ,ha voglia di contatto e io so di piacere.
È in fregola, poggia la bocca ansante sulle spalle, gli piace, gli piaccio, apprezza il mio bel corpo, la pelle liscia, le forme eleganti anche se maschili e io non sono abituato a queste voglie verso di me da un maschio, sono imbarazzato ma anche eccitato come un grifone.
Poi me lo faccio appoggiare all' orifizio per accoglierlo, la voglia nella stanza è una cortina di nebbia nei campi.
Si fa fatica, è tanto che non lo prendo, poi non sono in forma, non mi sento elastico, ci lubrifichiamo, io il culo lui sul cazzo con il guanto, si riprova.
Prova e riprova, mi entra tutto, un palo di marmo, non è cosa umana è una cosa turgida all' inverosimile, il cervello gode più del culo.
Muovo il bacino per aggiustarlo, per sentirlo in linea con lo sfintere, lo faccio spesso durante il rapporto, che ha preso un ritmo da godere, lui geme, porco bastardo, lo vedo perso godere di me, gli chiedo di muoversi, entrare e uscire, il mio cazzo è sensibile come la fiamma di una candela.
Lo faccio uscire per prendere respiro, altre foto, strofinamenti, non riesce a staccarsi del tutto, mi sta sempre addosso, poi di nuovo dentro. Srmbra che abbua aspettato so me per usate il cazzo.
Ci mettiamo nella sua posizione preferita di fianco, mi entra dentro, muove i fianchi, con quel pezzo di pietra nel mio buco, io godo e spingo indietro, accolgo il movimento, vado incontro all' asta turgida, implacabile, non vorrei essere in nessuna situazione che non sia questa, godo, è piacevolezza, è quello che voglio.
Mi tiene per il corpo mentre mi scopa, io alzo una gamba per agevolare, godo io, gode lui.
Il mio piede alzato tocca la sua coscia, contatto porchissimo, intimo, sento io lo sente lui, la mia mano tiene i suoi glutei aiutando il movimento, roteo i fianchi intorno al suo cazzo, vado incontro alle penetrazioni, aiuto la meccanica, voglio godere, perché lui lo fa, lo sento lo avverto, lo "subisco", mi sembra in estasi il mio amico, buon riscontro al mio corpo e alla mia sensualità innata.
Messo di lato a volte mi allargo tirando la chiappa, che non appoggia sul letto con la mano.
Intanto, il mostro duro fa il suo lavoro, spinge in fondo e a volte devo dire di fare più piano.
Ma arrivati a un certo punto, chiedo più velocità, voglio essere sbattuto, lui obbedisce, sto per venire e gli chiedo di toglierlo, non riesco a sborrare con il cazzo nel culo, almeno non ancora.
Lui non sente sta inculandomi ancora, non sente, io non riesco a sborrare così ma mi sento appagato, il gusto di aver fatto godere mi sopravvale, continua ancora, cieco, sordo e muto, si è perso nel mio corpo.
Gemo come un porco, anzi lo facevo già prima, Dario si è perso dentro di me, non riesce a toglierlo rimarrebbe tutto il giorno, non posso che stare con la gamba alzata, con il piede tra le sue gambe e il cazzo nel culo, grande goduria fisica e cerebrale.
Alla fine lo toglie, leva il condom e si sega, come da accordi voleva che lo facessi venire con la bocca, ma si vede che non resiste, mi dispiace volevo provare a farmi venire addosso, gli stringo i coglioni lo accarezzo, sbatte quel cazzone forte, guardo la mano che fa fatica a contenerlo, le palle nella mia mano sono strette sullo scroto, come un anello dei sexy shop e lui si viene sulla sua pancia, con varie vocali, quel cazzone sputa la sua anima di animale, mentre il mio ano prende respiro.
Ci alziamo, lui circola nudo con il cazzo ancora duro quanto era nel mio culo, il mio è gonfio con vene irrorate, sarebbe da stare fino a sera, cambiare stanze e poi uscire con il sole in giardino, lui dentro e io che mi scappello e godo rumoroso.
Anche questa volta mi è piaciuto, grande goduria con il culo, spero non passi troppo tempo per riprenderlo, vi aspetto!
Se siete all' altezza!😉
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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