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trans

il cliente (terza parte)


di stefylegs69
09.09.2025    |    125    |    1 8.0
"Sinchè, passati dieci minuti, mi rialzai a fatica avviandoni verso il mio studio (continua..."
Nel mentre che subivo le attenzioni perverse del mio padrone, alle quali peraltro non volevo affatto sottrarmi perchè stavo godendo come una troia, come mai prima , accadde l'imprevisto.
Il suo cellulare suonò all'improvviso e lui si staccò allontandosi e lasciandomi contro il muro con il culo all'aria sul quale aveva sborrato più volte.
Restai in quella posizione per un paio di minuti attendendo che tornasse, ma invano.
A quel punto, pensai a come uscire dalla situazione, ossia a tornare in studio in qualche modo, riassumendo un contegno minimo, per quanto possibile.
Per fortuna, la mia borsetta era ancora lì per terra , facita dei soldi che mi aveva lasciato il cliente...
Tuttavia, il mio cellulare non c'era più, dedussi che se l'era portato via, tremando per quant avrebbe potuto accadere se avesse effettivamente inviato foto, film e messaggi a tutti i mie contatti, come aveva minacciato di fare.....
Compresi comunque che l'unico modo per tornare in studio era trovare un taxi, che avrei pagato con i contanti che fortunatamente avevo ancora nella borsetta.
Mi riassestai in qualche modo e tornai nella via del centro, dove ormai non c'era quasi più nessuno, e solo un paio di locali erano ancora aperti, compreso il bar dove mi ero seduta a bere il gin tonic; il cameriere che mi aveva servito stava ancora servendo un paio di tavoli.
Mi sentii rinfrancata e decisi di sedermi a bere ancora qualcosa, anche per sfruttare la conoscenza del cameriere in qualsiasi modo .....
Ed in effetti, appena seduta, il cameriere, riconoscendomi, si avvicinò chiededomi : "Signora, è tornata a trovarmi? Gradisce bere ancora qualcosa?" , fissando le mie cosce accavallate e scoperte.
A quel punto, persi nuovamente ogni cautela e gli dissi: "Si... vorrei bere la tua sborra calda ....", scavallando e aprendo le cosce , mostrandogli le mutandine bagnate.
Lui mi disse che avrebbe chiuso entro mezz'ora , dopodichè mi avrebbe accontentato con molto piacere.
Non credendo a quanto stava accadendo, gli dissi: "ok, però nel frattempo portami un gin tonic, ne ho molto bisogno".
Dopo due minuti, avevo già il cocktail servito.
Iniziai a sorseggiarlo prima lentamente, poi con foga, terminandolo rapidamente.
Mentre attendevo che il cameriere venisse a raccattarmi, notai che un taxi si era appena fermato proprio all'altezza del bar per scaricare una persona.
Decisi in un secondo di lasciare il bar e farmi portare in studio dal taxi, e così feci.
Salita sul taxi, cominciò a girarmi la testa, facevo fatica a controllarmi, comunque dissi al taxista di portarmi in studio.
Lui si girò, mi sorrise, indugiando lungamente lo sguardo sulle mie cosce spalancate, e mi disse: " la corsa costa 100 euro, li hai?".
Io, pur avendoli, risposi che il mio uomo mi aveva abbandonata e non avevo un centesimo.
Il taxista smise di sorridere e mi intimò di scendere dal taxi immediatamente.
Provai dirgli che avrebbe potuto scoparmi come voleva, ma niente da fare: mi disse: "scendi subito, troia".
Scesa dal taxi, tornai a sedermi al bar facendo finta di niente; dopo pochissimo arrivò il cameriere ricordandomi la promessa...
Non mi restava che accondiscendere, ormai era passata l'una di notte.
Il cameriere mi disse di seguirlo ... era in moto .... una moto da corsa sulla quale non riuscivo a salire.... lui mi aiutò, mi caricò sul sellino prendendomi per la vita in un baleno .
La sua presa da maschio rude mi provocò tremori ovunque e sentii immediatamente il mio clito gocciolare sulle mutandine già abbondantemente bagnate.....
Accese la moto e sentii la vibrazione del motore scuotermi la fighetta anale ed il calore delle marmitte salirmi lungo le cosce.
Mi avvinghiai subito ai suoi addominali scolpiti... arrivati sotto lo studio, ero ancora più fradicia, davanti e dietro.....
La voglia di farmi scopare dal quel giovane maschio era ormai incontenibile, quindi lo invitai a salire in studio.
Lui però mi disse che voleva il pompino che gli avevo promesso e che dovevo farglielo in strada, perchè doveva andare dalla sua ragazza.
Ci restai male, però avevo troppa voglia di cazzo, quindi lo portai in un angolo buio della strada ed inizia a pomparlo.... aveva un cazzo grosso ma soprattutto largo, tanto che feci fatica a prenderlo tutto in bocca, lui però era eccitato più di me e dopo poco mi rovesciò una quantità inaspettata di sborra bollente in bocca, fecendomi quasi affogare..... dopodichè si tirò su mutande e pantaloni e mi spinse per terra dicendomi: " Sei una gran puttana, ma resti una frocetta di merda" e se ne andò.
Dopo essermi spalmata la sua sborra in faccia a e tra le cosce.... restai un attimo inebedita.... sinchè, passati dieci minuti, mi rialzai a fatica avviandoni verso il mio studio (continua......)
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